Massoneria Occulta,Rosa Rossa,Sette, Esoterismo e Delitti seriali...un mondo sconosciuto, misteri insormontabili e casi irrisolti

Il delitto di Varese. Dante e Il rito della mano di Gloria

 Il delitto di Varese

E' di questi giorni la notizia di una donna trovata morta in provincia di Varese, Carla Molinari.Particolarità del delitto: le sono state mozzate le mani. Tagliate con precisione chirurgica. Le mani non si trovano sul luogo del delitto, quindi l'assassino o gli assassini le hanno portate via. La donna ha subito 6 coltellate nella zona addominale e 4 nella schiena. Altra particolarità. Sul luogo del delitto pare non ci sia sangue a sufficienza; pare quasi che il luogo del delitto sia stato "pulito".La via dove è avvenuto il delitto è Via Dante. La donna, dicono le cronache, era una tipografa (ma in realtà pare fosse una rilegatrice). La cosa che colpisce in questo delitto, non è solo la ferocia, ma l'assurdità dei commenti dei TG e dei giornali.

Di volta in volta infatti sono state date le seguenti spiegazioni.

- In prima battuta, al TG, è stato sostenuto sostenuto che probabilmente doveva trattarsi di un ladro, che ha mozzato le mani alla donna per portare via i gioielli che costei aveva in mano.

- In alcuni giornali si legge di una non meglio identificata "pista satanica".

- Secondo una terza ipotesi l'anziana donna avrebbe colpito durante la colluttazione l'aggressore o gli aggressori. Gli assassini le avrebbero mozzato le mani temendo che sotto le unghie dell'anziana fossero rimasti residui di tessuti che li avrebbero incastrati (La Stampa).

- Ora, dopo che l'autopsia ha stabilito che la donna è morta per soffocamento, qualcuno ha sostenuto che la donna è stata dapprima assassinata, e poi le mani sono state tagliate per depistaggio. Per confondere gli inquirenti insomma.

I Rosacroce e il "Rito della mano di Gloria".

Da qualche tempo avevo avuto l'intuizione che la maggior parte dei delitti commessi dalla Rosa Rossa si ispirassero al contrappasso Dantesco. Lo sostengo dal primo articolo "l'omicidio massonico parte 1".La cosa era per me evidente, ma non trovavo le cosiddette "pezze di appoggio", cioè quelle che, per un giurista, sia esso avvocato o magistrato, sono le prove documentali di quanto uno afferma.In realtà non le trovavo per il semplice motivo che non sono un esperto di occultismo.E non le trovavo anche per un altra ragione fondamentale. Cioè che spesso le cose più nascoste sono quelle che abbiamo davanti agli occhi.Non avevo pensato, infatti, che per trovare prove documentali di quanto affermo, non è necessario andare alla ricerca di libri rarissimi come il famoso "Pour la Rose rouge e la croix d'or", su sui si erano accentrate alcune parti dell'indagine sul mostro di Firenze.

No. Era in realtà facile, molto più facile, aprire alcuni dei libri di esoterismo che si trovano in una qualsiasi libreria esoterica, o nella libreria Termini a Roma dove spesso mi reco il sabato mattina.Che Dante sia il padre dei Rosacroce lo scrive Eliphas Levi nel suo Storia della Magia (pag. 263): scrive infatti: "la Divina Commedia è la formula allegorica dei grandi segreti dei Rosacroce"..."il suo cielo si compone di una serie di cerchi cabbalistici divisi da una croce come il Pentacolo di Ezechiele; al centro di questa croce fiorisce una rosa.

Per la prima volta vediamo esposto pubblicamente e quasi categoricamente spiegato il simbolo della Rosa Croce".Eliphas Levi - leggiamo nella prefazione al libro - è stato definito il più grande dei maghi moderni e dai suoi studi ebbe origine la Golden Dawn", e dunque anche la Rosa Rossa.Mentre il rito del taglio delle mani è citato da Arthur Edgar Waite (il fondatore della Rosa Rossa) nel suo libro "Il libro della magia cerimoniale", che si trova nelle librerie esoteriche: "Secondo Albertus Lucii Libellus, la mano della Gloria è indifferentemente la mano destra o sinistra di un criminale giustiziato. Il mago se la procurerà come può e... il criminale deve essere ucciso prima della sepoltura". Da notare quel "il mago se la procurerà come può...".Ma senza neanche scomodarci ad andare in libreria è sufficiente andare su Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Mano_della_Gloria Quanto all'esoterismo, abbiamo detto molte volte che i delitti della Rosa rossa si rifanno a Dante.

Ora... per capire l'esoterismo e il suo linguaggio è sufficiente leggere, appunto, Dante, comprese le opere minori. Li vi si troveranno tanti riferimenti, tante spiegazioni. Ad esempio non avevo capito perché San Giovanni era considerato il padre della Rosa Rossa. Ma c'è la spiegazione nel canto 25 del paradiso, versi 112 113 e 114. Dice Dante di San Giovanni: Questi è colui che giacque sopra il petto del nostro pellicano,e questi fue di su la croce al grande officio eletto. Quindi: il Pellicano è il simbolo di Cristo. San Giovanni è colui che giacque nel petto di Cristo. Ora, occorre aver presente che la Rosa Rossa è il simbolo del cuore di Cristo, e per questo motivo - nel simbolo dei Rosa Croce, è situata al centro della croce (perchè il centro della croce è appunto, il luogo dove simbolicamente è situato il cuore di Cristo).

Quindi San Giovanni giacque nel petto di Cristo, come la rosa. Di qui l'identificazione di San Giovanni con la Rosa Rossa.Nel decimo cielo poi, la milizia santa è disposta in forma di Candida Rosa. Dove CR sono le iniziali, non a caso, di Christian Rosenkreutz. Canto 31:In forma dunque di candida rosa mi si mostrava la milizia santache nel suo sangue Cristo fece sposa . Per questo motivo - per citare uno dei delitti più famosi della storia d'Italia - il cadavere di Moro fu portato al numero 9 di via Caetani. Caetani - c'è scritto nella targa che potete leggere nella foto qui sotto - era un Dantista; e al numero nove c'è il Conservatorio di Santa Caterina della Rosa 9 è un numero particolare per Dante, perchè - scrive Guénon ne "L'esoterismo di Dante" - è il numero di Beatrice e il numero delle gerarchie angeliche e dei cieli infernali.

Per risolvere i misteri d'Italia, senza scomodare i RIS, basterebbe leggere Dante e recarsi a piedi a visitare i luoghi dei delitti, come hanno fatto due miei amici che mi hanno dato queste foto.Per questo delitto a Varese, quindi, una prima pista è sotto gli occhi di tutti.Ma nessuno indagherà. Nessuno vedrà questi collegamenti.Anzi.La pista esoterica sembra fantasiosa ai più.Ma io mi domando se sia più fantasioso seguire la pista esoterica, ovverosia la pista di una organizzazione che tiene in scacco un continente, manipola la stampa, la politica, e tutta la nostra vita, o sia più fantasioso pensare che un ladro si sia introdotto in casa di una donna, poi per depistare le abbia mozzato le mani (operazione che provoca una lago di sangue che schizza ovunque), e che sia riuscito a fuggire indisturbato nonostante fosse coperto di sangue dalla testa ai piedi.

Ovviamente portandosi le mani con sé. Ovviamente, per pura coincidenza, in Via Dante.Io credo che la vera fantasia sia quella dei criminologi, dei giornalisti che sostengono senza pudore queste tesi demenziali a poche ore dal delitto. Anche perché io sin da piccolo non ho mai avuto fantasia. Mi domandavo spesso dove prendeva Stephen King tutte quelle idee e devo ammettere, sotto sotto lo invidiavo, perché io non riuscivo a inventare neanche una misera favoletta per il mio fratellino più piccolo e dovevo sempre ricorrere ai libri.Ora ho capito da dove prendono il loro materiale.Dalla realtà.

Bibliografia.

1) Storia della magia, di Eliphas Levi, è edito in Italia da Edizioni Mediterranee.

2) Il libro della magia cerimoniale, di Waite, è edito in Italia da Rebis edizioni.

Dante, invece, sono secoli che è edito da tutti e sta sotto gli occhi di tutti. Solo che non ci insegnano mai le cose che sarebbero veramente interessanti. Ecco perchè a scuola non lo studiavo mai.

dal Blog : http://paolofranceschetti.blogspot.com/

Curiosità soriche: http://www.specchiomagico.net/johndee.htm

Torna su

Il Mostro di Firenze. Una nuova ipotesi sul movente

Nella foto: Giuseppe Cosco, che scrisse l'articolo "Jack lo Squartatore e il Mostro di Firenze: inquietanti analogie".

I delitti del Mostro di Firenze e i delitti di Jack lo Squartatore. Le analogie
 I delitti del Mostro di Firenze, insieme a quelli di Jack lo Squartatore, sono quelli che più hanno attirato l'attenzione dell'opinione pubblica in questo secolo. Essi hanno molte analogie, e difatti sono entrambi delitti compiuti dai membri dell'Ordine della Rosa Rossa. Il primo che individuò le analogie e formulò un'ipotesi in questo senso (cioè individuando la Golden Dawn, e la Rosa Rossa, come collegamento tra le due vicende) fu Giuseppe Cosco che scrisse sul suo blog l'articolo: Il Mostro di Firenze e Jack lo Squartatore, inquietanti analogie.

http://cosco-giuseppe.tripod.com/esoterismo/jack_lo_squartatore.htm

Passò poco tempo e Giuseppe morì. Le analogie sono state ben comprese anche dal regista del film "From Hell - La vera storia di Jack lo Squartatore". Nel film, infatti, quando muore una delle vittime si vede chiaramente il vestito, su cui compaiono delle evidenti rose rosse. In un'altra scena sulla tomba della vittima viene gettata una rosa rossa. Alle vittime viene sempre offerta dell'uva, ed è evidente il riferimento al tralcio di vite infilato nella vagina di una delle vittime del Mostro di Firenze, come è evidente il riferimento al luogo in vui vennero uccise le vittime (accanto ad una vigna, appunto).

Ma le analogie tra le due vicende non sono solo quelle evidenziate da Cosco nel suo articolo. Ce ne sono in realtà molte di più, e molto più eclatanti. Sia nella vicenda di Firenze che in quella di Londra troviamo analogie per quanto riguarda i protagonisti coinvolti; in entrambi i casi nel novero dei sospetti troviamo:

1) un medico (Francesco Narducci nel primo caso, Micheal Ostrog nel secondo, ma nel film From Hell si ipotizza un'altra pista, sempre collegata ad un medico);

2) uno scrittore (Alberto Bevilacqua per i delitti di Firenze e Oscar Wilde pe quelli di Londra);

3) un pittore (Claude Falbriand per i delitti italiani e Walter Sickert per quelli inglesi).

Altra analogia non da poco è che i delitti del Mostro di Firenze sembrano apparentemente terminare con il ritrovamento del cadavere di Narducci nel lago Trasimeno; i delitti di Jack lo Squartatore paiono terminare nel 1888 con il ritrovamento nelle acque del Tamigi di John Druitt. Per John Druitt si ipotizzò il suicidio, come per Narducci, ma sappiamo che le piste successive portarono altrove. Curiosamente, anche John Druitt era figlio di un medico, come Narducci. Altrettanto curiosamente, in entrambi i casi venne fuori che facevano parte di un'organizzazione esoterica, e si ipotizzò che fossero stati eliminati dalla stessa organizzazione cui appartenevano, perché ormai erano diventati scomodi. Druitt pare facese parte di un gruppo esoterico chiamato "Gli apostoli", mentre Narducci pare facesse parte proprio della Rosa Rossa.

In entrambi i casi si ipotizzò ad una certo punto la pista esoterica e satanica. Per il Mostro di Firenze, ricordiamo che la pista esoterica e i collegamenti con la Rosa Rossa vengono fatti addirittura dal commissario che si è occupato del caso, Michele Giuttari, nel suo libro "Il Mostro".Un'altra analogia fu l'atteggiamento della stampa. In entrambi i casi i giornali si occuparono a fondo del caso, solo che, dopo un iniziale "tifo" per gli inquirenti, successivamente si è passati ad una fase distruttiva, denigratoria, con accuse di incapacità ecc. Questo atteggiamento trova la sua causa in un fattore che ancora una volta è comune ad entrambe le vicende. Infatti i sospetti degli investigatori si accentrarono di volta in volta su personaggi sempre diversi, che poi inevitabilmente venivano scagionati.Il che è logico, perché gli inquirenti partivano dall'errato presupposto che si trattasse di delitti seriali, di un maniaco.

Ovviamente non potevano ipotizzare che si trattasse di un'organizzazione strutturata, efficiente, di rilievo addirittura internazionale, e che i delitti fossero compiuti da più persone contemporaneamente.Quindi, nella logica semplicistica del serial killer unico, quando gli indizi portavano a qualcuno nuovo, questo escludeva che il precedente indiziato fosse coinvolto. A maggior ragione, se il sospettato era in carcere, il compimento di un altro delitto lo faceva immediatamente scagionare, come accade con Vincenzo Spalletti, che verrà incarcerato ma che verrà rilasciato quando gli assassini colpiranno ancora. Analoga sorte toccherà a Francesco Vinci.

E un'altra analogia sono gli incredibili depistaggi, gli inquinamenti delle indagini, e le protezioni ad altissimo livello di cui gli assassini godevano, tanto che è ormai chiaro che i mandanti dei delitti del Mostro non erano certo Narducci e Calamandrei, ma personaggi ai più alti livelli dello Stato. D'altronde anche alcuni particolari più piccoli coincidono.Gli assassini avvenivano tutti nel quartiere londinese di Whitechapel (cappella bianca); uno dei delitti del Mostro di Firenze avvenne in località Villa Bianca; del resto, la famosa villa di cui tanto si parlò e che venne messa sotto sequestro, era (ed è) una bellissima villa completamente bianca. Le vittime hanno subìto gravi mutilazioni ma in entrambi i casi sui corpi non c'era segno di violenza sessuale.

E in entrambi i casi le mutilazioni sono fatte da mani esperte (ecco perché in entrambi i casi si parlò di un chirurgo e si indagò nell'ambiente medico). Sia al procuratore Silvia Della Monica, a Firenze, che agli investigatori di Londra, vennero inviate per posta delle parti di cadavere. Insomma. Queste due vicende non solo sono state volute dalla stessa organizzazione esoterica, l'Ordine della Rosa Rossa e della Croce d'Oro, ma hanno seguito andamenti molto simili tra loro; uccisioni molto simili, stesse tappe, stesse vicende, stessi protagonisti, e stesse conclusioni, quasi come un remake, come un film già visto. Come se fosse stato seguito un copione preciso fin dall'inizio.Un film che poi ha lo stesso finale, perchè nessuno ha mai capito chi è l'assassino. Il che è logico, perché gli assassini sono molti, e i mandanti si trovano ai più alti vertici dello Stato, il che rende impossibile capire la verità effettiva.

Un'ipotesi sul movente.

A vedere le cose da questa angolazione, però, salta agli occhi in modo evidente una incongruenza apparente.

Non quadra il fatto che questa organizzazione, ovvero l'Ordine della Rosa rossa e della Croce d'Oro, nata nell'ambito della Golden Dawn, ha il potere di mettere a tacere tutto ciò che la riguarda e allora non si spiega il motivo per cui questi delitti siano stati compiuti alla luce del sole, con grande eco di stampa. Ricordiamo ad esempio che tempo fa il Tg disse che erano stati trovati i corpi di tre prostitute in sacchi della spazzatura, tagliati a pezzi. Alla notizia è stato dedicato qualche secondo, e il cronista ha appena solo accennato all'ipotesi di un serial killer, ma nessuno si è occupato della vicenda. A Roma, negli anni '80, furono uccise dodici donne in due anni; delitti che, per le loro modalità, erano simili a quelli del Mostro (e anche dietro a questi c'era quasi sicuramente la Rosa Rossa), ma tutto è stato messo a tacere. Lo raccontiamo nell'articolo:

http://paolofranceschetti.blogspot.com/2008/09/dodici-donne-una-solo-assassino.html

In altre parole: quando su un omicidio rituale commesso dalla Rosa Rossa deva calare il silenzio (quindi quasi sempre, fatta eccezione per i soliti triti e ritriti delitti di Cogne, Erba, Meredith e Garlasco), il silenzio cala. Inesorabilmente. E senza che nessun giornalista se ne occupi davvero. D'altronde nella mia breve esperienza in questi anni, sono venuto a conoscenza di stragi molto più efferate di quelle perpetrate a Londra e Firenze, e di cui nessun giornale o telegiornale si è mai occupato. Allora viene spontaneo domandarsi come mai invece, per questi delitti, ci sia stata questa eco mediatica; e viene altrettanto spontaneo pensare che tale eco sia stata assolutamente voluta. La domanda è perché? Perché l'organizzazione ha voluto dare la vicenda in pasto ai media? Facciamo alcune considerazioni e poi traiamo le nostre conclusioni. Salta agli occhi, a riflettere su questi delitti, che sono entrambi delitti della Rosa Rossa; ma soprattutto salta agli occhi la località. Londra: luogo della nascita della Golden Dawn. La Rosa Rossa viene infatti fondata proprio nel 1887 da William Wynn Westcott (che era membro della Società Rosacrociana in Anglia), Samuel Liddell MacGregor Mathers e William Robert Woodman.

Firenze: luogo esoterico, che dette i natali a Dante, colui che dà ispirazione a molti dei delitti della Rosa Rossa, è che è considerato uno dei padri dei Rosacroce. Ricapitolando... I delitti seriali di cui maggiormente si è parlato sono avvenuti proprio nelle città simbolo della Golden Dawn e dei Rosacroce, di cui la GD è una filiazione. Non può essere un caso che su migliaia di città in Europa, i delitti di maggiore impatto su un intero continente, siano stati commessi proprio nelle città simbolo dell'organizzazione che li ha ideati ed eseguiti. E a questo punto, il rilievo mediatico dato alla vicenda non può essere casuale, ma deve necessariamente essere voluto, come parte integrante del significato esoterico di questi delitti. In realtà è probabilmente corretto affermare che le due città sono state scelte proprio perché sono fondamentali per la Golden Dawn.

A livello esoterico, infatti, uccidere le vittime serve ad accrescere l'energia di chi uccide, e dell'organizzazione.Quando i delitti hanno rilievo mediatico e vengono riproposti in TV in tutte le salse, a livello esoterico si ha un'amplificazione del significato esoterico di essi.In tal senso credo che abbia ragione Gabriella Carlizzi quando dice che questi delitti sono compiuti per marcare il territorio. A pag. 135 del libro di Gabriella Carlizzi "Gli affari riservati del Mostro di Firenze", troviamo la spiegazione di alcuni delitti. Con riferimento al delitto della coppia francese Jean-Michel Kravechvili e Nadine Mauriot la Carlizzi sostiene che furono scelti due francesi per "fertilizzare" il territorio francese, ovverosia per rafforzare la potenza esoterica dell'organizzazione in territorio francese. L'ipotesi è plausibile, in questo caso la stessa cosa vale per le due vittime tedesche Horst Wilhelm Meyer e Jens-Uwe Rüsch. In altre parole queste due vicende, servivano a sacralizzare i territori di Londra e Firenze, consacrandoli alla Rosa Rossa, e accrescendo la forza dell'organizzazione per i suoi scopi a venire. E per dispiegare gli effetti benefici di tali delitti non solo al territorio italiano, ma anche negli altri territori ove la Rosa Rossa è più potente, cioè la Germania e la Francia (ricordiamo poi che è proprio a Kassel, in Germania, che i Rosacroce fanno la prima apparizione pubblica; mentre la Francia è la nazione dove nasce l'Ordine Cabalistico della Rosacroce, fondata da Stanislav De Guaita e da Papus).

Tali delitti, dovevano essere pubblicizzati il più possibile, perché questo a livello esoterico accresce i benefici del "rito", in tutti i sensi.Quindi la localizzazione territoriale di questi delitti, e la loro risonanza mediatica, erano senz'altro collegate all'importanza che questi due luoghi assumevano per l'intera organizzazione della Rosa Rossa. Allora, dare eco mediatica a questi delitti significa indebolire le energie di chi ascolta il Tg o legge il giornale, e da questo indebolimento queste organizzazioni accrescono in realtà la loro forza.Un po' come la domenica alcune televisioni mandano la Santa Messa, la Rosa Rossa ha spesso cura che il valore mediatico di certi eventi venga enfatizzato ad arte affinché a livello esoterico gli effetti di questi riti vengano diffusi sulla popolazione. La stessa cosa vale per tutti i delitti a cui è dato ampia eco mediatica. Ecco spiegate quindi le oltre 30 trasmissioni di Bruno Vespa sul caso Cogne, ad esempio.Ed ecco il motivo per cui sul Mostro di Firenze le notizie, le ipotesi, le ricerche, gli scoop, ecc... ancora non sono sopiti.Ricapitolando, quindi, i delitti del Mostro di Firenze e quelli di Jack lo Squartatore furono delitti rituali, che servivano per sacralizzare i territori di Londra e Firenze, mentre il clamore su giornali e TV, serviva ad amplificare gli effetti di tale rito, propagandone gli effetti esoterici anche alla cittadinanza. Le uccisioni, e tutte le conseguenze successive, compreso quindi l'immenso clamore dei mass media, sono state in realtà pianificate e volute e facevano parte del piano, fin dall'inizio.

dal Blog : http://paolofranceschetti.blogspot.com/

E un saluto affettuoso al mio caro amico scomparso Giuseppe Cosco, ciao Giuseppe. (Paolo De Gaetano)

Torna su

La Rosa Rossa e il problema delle prove

1. Premessa ed un parallelo: la mafia. 2. Le prove del sistema massonico. 3. Le prove dell'esistenza della Rosa Rossa. 4. Conclusioni.
 

1. Premessa ed un parallelo. La mafia.

Questo articolo si salda con il precedente “L’omicidio rituale e le difficoltà di accertamento”. Lo scrivo infatti per rispondere una volta per tutte a quelli che mi ripetono, un giorno si e l’altro pure, che non ci sono prove dell’esistenza della Rosa Rossa. E che non ci sono prove del collegamento con tale ordine, nei tanti omicidi che insanguinano l’Italia. In questo modo ogni volta che qualcuno tirerà fuori il problema delle prove rimanderò a questo articolo.Iniziamo da un parallelo. La mafia. La massoneria ha molte cose in comune con la mafia; entrambe sono organizzazioni complesse, strutturate in più livelli compartimentati e secretati all’esterno, con il fine del controllo del territorio e del potere.

La grossa differenza tra le due organizzazioni è nella dimensione (la massoneria è un’organizzazione su scala mondiale, le varie mafie invece operano a livello prevalentemente locale, anche se poi la loro potenza si estende in tutto il mondo). L’altra differenza sta nel fatto che la massoneria è un’organizzazione esoterica; le varie mafie no. Tuttavia le mafie hanno in comune qualcosa con l’esoterismo massonico, in quanto anche queste si esprimono con un loro simbolismo particolare, che può essere riconosciuto e decodificato solo da chi conosce tali organizzazioni; alla persona che parla troppo si taglia la lingua, a chi ha visto troppo si cavano gli occhi, ecc… inoltre per accedere nelle varie mafie ci sono rituali diversi, ma che comunque hanno molto in comune con i rituali massonici (non a caso il rituale di ingresso alla ndrangheta è preso pari pari dal rituale di ingresso alla massoneria. Ora immaginiamo che qualcuno, venuto da un altro paese, e che non sa nulla di vicende italiane, chieda a noi, a un qualunque cittadino italiano informato sulle vicende del nostro paese “mi sai dare delle prove dell’esistenza della mafia?”, quale sarebbe la risposta? Che di prove ne esistono a bizzeffe. Vediamo quali.

Primo. Il sistema del sud Italia.

Secondo. I processi.

Terzo. La letteratura.

Quarto. L’esperienza diretta.

Cominciamo dal sistema.

Da decenni era palese a chiunque che il sud viveva in un clima diverso rispetto al nord; un clima che era fatto di estorsioni sistematiche ai commercianti, un clima che si traduceva nell’impossibilità di fare qualsiasi indagine perché le attività degli inquirenti si arenavano quasi sempre. La situazione era ben descritta da Sciascia nei suoi libri, e trasposta in numerosi film (confessioni di un commissario di polizia al procuratore della Repubblica, ad esempio). Fino agli anni 80 però c’era chi, nonostante tutto, negava l’evidenza e sosteneva che la mafia non esistesse, nonostante i rapporti tra politici e mafia fossero stati oggetto degli atti di numerose commissioni parlamentari d’inchiesta. Dopo il maxi processo di Palermo e le rivelazioni di Buscetta divenne acclarato anche processualmente che la mafia era un’organizzazione piramidale, complessa, e che controllava capillarmente il territorio Siciliano. C’era cioè un sistema che era visibile alla maggior parte degli osservatori, giornalisti, scrittori, magistrati, ecc… Ma finche non si arrivò al maxiprocesso di Palermo c’era ancora una sorta di dibattito tra i complottisti e non complottisti, cioè tra coloro che dicevano che il sud Italia era in condizioni peggiori del nord per ragioni culturali, per una serie di “coincidenze”, ma che non esistesse un sistema criminale organizzato. Era tutto un caso, e non c’erano prove dell’esistenza della “mafia”.

Poi si potrebbe citare, al nostro interlocutore venuto da lontano, i numerosi libri e le testimonianze lasciate da tutti coloro che si sono occupati del fenomeno mafia. Abbiamo quindi i libri di Falcone, di Caponnetto, Carlo Palermo, Nando Dalla Chiesa, Pino Arlacchi, fino ai recenti libri di Travaglio, Grasso, ecc… Una letteratura vastissima, che racconta, appunto, il sistema mafia. Infine. Al nostro interlocutore potremmo consigliare di fare esperienza diretta. Di parlare con chi è incappato nelle maglie della mafia, da Benny Calasanzio, a Salvatore Borsellino, Tano Grasso, Maria Falcone, comprese persone meno note, come un mio carissimo amico che ha perso due fratelli a causa della Camorra. E poi si potrebbe consigliare di andare nei vari posti di mafia e verificare di persona. Chi c’è stato sa di cosa parlo. Andando per l’hinterland napoletano, ad esempio, Casavatore, Casal Di principe, Grumo Nevano, Frattamaggiore, Afragola, si respira un’altra aria; sembra di stare in un altro mondo, diverso da quello cui siamo abituati qui al centro e al nord. Servizi pubblici quasi inesistenti.

Legalità, almeno all’apparenza, inesistente: ragazzini che girano in tre senza casco sul motorino (e poi ti spiegano che qui, in questi luoghi, se giri col casco rischi che ti ammazzino perché ti prendono per un camorrista); di polizia e carabinieri neanche l’ombra (se poi passi per caso davanti ad una delle poche caserme dei carabinieri, può capitare di trovare il cartello “zona militare limite invalicabile”, che è stato spostato e rivoltato all’interno, in modo che sia visibile solo dai militari e non da chi sta all’esterno della caserma; mi capitò a Nola); non un autobus, spazzatura dappertutto (certe strade sono costellate di spazzatura per chilometri; lo erano prima dell’emergenza rifiuti, e lo sono ancora adesso); e poi centinaia di magazzini grigi, tutti uguali, senza insegne, il verde inesistente, i venditori di pane sul ciglio della strada accanto ai rifiuti anche la domenica (ma il pane qui è buonissimo; anche quello comprato accanto ai rifiuti; nelle pulita Torino, invece, il pane non sa di niente).

Anni fa un mio amico mi acquistò uno scooter da un concessionario del luogo; lo ritirai e partii per Viterbo; quando mi lasciò, il concessionario mi disse “mi raccomando, se la fermano dei rapinatori, accosti subito e non faccia resistenza e non si fermi per nessun motivo”; andai dal benzinaio e mentre quello mi versava la benzina mi disse “bello scooter… è nuovo eh? Si vede che lei viene da fuori… Mi raccomando, non si fermi per nessun motivo e se la fermano, accosti subito senza protestare”. Insomma. Chi è sempre vissuto in Sicilia, o chi è sempre vissuto in certi posti della Campania, lo troverà normale. Ma chi viene da fuori percepisce immediatamente che in quei posti si respira un clima diverso. Dopo un po’ non si può negare che da quelle parti esista la mafia, e che essa si respiri anche nei gesti e negli atteggiamenti quotidiani dei singoli cittadini non mafiosi.

2. Le prove del sistema massonico.

Bene. Quali sono allora le prove dell’esistenza della Rosa Rossa? Le stesse che esistono per la mafia. Occorre solo avere un po’ di pazienza in più per cercarle, ma sono le stesse. In primo luogo il sistema. Troppi morti tutti uguali. Troppi delitti impuniti (v. ad esempio il nostro articolo: dodici donne un solo assassino); troppe stragi tutte uguali e tutte impunite, dove compaiono sempre gli stessi soggetti come protagonisti e registi. Al posto della Sicilia, o della Campania, lo scenario è l’Italia intera. Al posto di una persona incaprettata troviamo la persona suicidata in ginocchio, il malore che ha colto improvvisamente proprio la persona scomoda. Al posto dei testimoni omertosi che “nulla vidi e nulla saccio” abbiamo i testimoni che muoiono, i fascicoli che scompaiono, i processi che finiscono nel dimenticatoio di qualche procura, i PM che archiviano come suicidio il caso della tipa morta per una coltellata sul pube, o del giovane che si sarebbe sferrato tre coltellate sul collo, il generale dei carabinieri che non ricorda di aver avuto un’informativa sulla strage, che per errore non piantona la casa di Riina, ecc...

Poi abbiamo le leggi – quelle vere che servirebbero per riformare la giustizia, ad esempio - che non si fanno mai, ma al loro posto se ne fanno di peggiorative. E allora, se 50 anni fa erano i tempi della mafia che non esisteva, oggi sono i tempi della massoneria che non esiste. C’è qualcuno che dice che tutto questo è un caso. Le stragi impunite? Qualche investigatore incapace. Le leggi fatte a misura di delinquente? Chi afferma ciò è un complottista; le leggi servono a proteggere il cittadino dagli abusi della magistratura. I delitti assurdi impuniti? L’assassini è molto bravo a far perdere le sue tracce. Poi abbiamo i processi e i vari atti ufficiali. Anzitutto abbiamo la commissione d’inchiesta sulla P2. La P2 era un' organizzazione che mirava a sovvertire il sistema.

Pochi si rendono conto che tutte le persone iscritte nelle liste della P2 oggi hanno fatto carriera e stanno ai massimi vertici dello stato; e pochi si rendono conto che i punti del programma della P2 sono stati praticamente tutti attuati: bipolarismo, controllo dei media e della magistratura, peggioramento del sistema scolastico…Poi abbiamo le indagini effettuate da Cordova a suo tempo, quelle attuali di Woodcock e De Magistris, per non parlare del recentissimo processo Hiram. Dell’inchiesta di Cordova abbiamo parlato; fu lui a capire che la massoneria è il collante tra mafia, imprenditoria e politica. Il problema di queste indagini è che sono state bloccate sul nascere e che finiranno tutte nel dimenticatoio. Il che, se per qualcuno rappresenta la prova che la massoneria non esiste, per altri rappresenta la prova che la massoneria è ancora più potente della mafia. Poi a leggere attentamente, abbiamo altri atti processuali che se non parlano di massoneria in modo diretto, lo fanno comunque in modo indiretto, e forse per certi versi ancora più inquietante. Abbiamo la vicenda di Ustica, in cui fu abbattuto un aereo con 80 passeggeri a bordo; i testimoni furono tutti uccisi, le prove scomparvero, tutti i politici contribuirono in modi diversi ad insabbiare la cosa, fino ad arrivare a cambiare alcune leggi, per confezionarle ad hoc in modo che quei pochi imputati coinvolti nel processo non ricevessero alcun danno. Tutta questa mole di atti processuali e parlamentari dà un quadro netto e preciso di cosa sia la massoneria, dei poteri che ha, e delle sue ramificazioni. Poi abbiamo la letteratura.

E qui il panorama è sconfinato. Abbiamo anzitutto libri specifici, sul “problema massoneria” scritti da Pinotti, Chandelle, Icke, Leo Taxil, Panvini, Pamio, ecc…Ma soprattutto abbiamo una marea infinita, migliaia, anzi, decine di migliaia di titoli, scritti da massoni e per massoni, ma che parlano chiaro, in modo inequivocabile. Sono libri particolari, che si trovano in librerie specializzate, ma, a cercarli, aprono un vero e proprio mondo; i libri di Waite, Paracelso, Wirth, Mola, Mathers, Crowley, l’infinita letteratura sui templari, sui rosacroce, che conta migliaia di titoli. Qui abbiamo addirittura una grossa differenza rispetto alla mafia; e cioè la mafia non ha lasciato e non lascia grosse tracce di se stessa. La massoneria invece ne ha lasciate un’infinità. E ancora una volta può tracciarsi un parallelismo tra mafia e massoneria. Entrambe hanno un linguaggio segreto, una specie di codice, fatto di segnali talvolta impercettibili, talvolta invece più macroscopici e più evidenti; una volta che si conosce questo linguaggio, si riesce a identificare chi è massone e chi no, si riescono a capire meglio alcune conversazioni apparentemente incomprensibili e alcune dichiarazioni altrimenti inspiegabili di uomini politici o dello spettacolo. Solo conoscendo la mafia si può dare un senso, ad esempio, alla dichiarazione di Michele Greco al maxi processo, che augurò la pace ai giudici.

E solo conoscendo la massoneria – e sempre restando in tema di processi - si riesce a capire perché il legale di Rosa e Olindo, al termine dell’arringa del processo di Erba, dichiara “Si chiama Olindo Romano, e ama Rosa, la sua sposa, Rosa sopra ogni cosa”. Soprattutto si capisce perché una dichiarazione così inutile dal punto di vista processuale sia stata riportata da tutti i telegiornali. Dai libri di storia di Aldo Mola, in cui è delineata l’influenza massonica sulle principali vicende del nostro paese, a testi meno specifici ma comunque espliciti, la letteratura massonica è sconfinata e basta solo avere un po’ di pazienza per leggere i vari aspetti di questa organizzazione, per capire come essa si sia infiltrata in tutti i campi e abbia condizionato le arti la scienza, la letteratura, la musica, e la storia. Si scopre così che i più grandi artisti e pensatori della storia erano massoni e rosacrociani. Le chiese, l’architettura delle nostre città, sono massoniche. A quel punto, come per la mafia, non si deve fare altro che comparare la simbologia massonica con la simbologia di cui sono intrise le cose che ci circondano, dalle Chiese, alle strade, ai palazzi, ecc…

E così troveremo il famoso triangolo massonico nel dollaro americano, con la scritta “Novus ordo seclorum”; e addirittura troviamo il triangolo nella pianta della città di Washington; troveremo invece il pentalfa massonico, la stella a cinque punte, addirittura nello stemma della nostre procure della Repubblica. Il triangolo con l’occhio compare anche sulla bandiera del Nicaragua, che non a caso ospita da decenni tutti i maggiori terroristi italiani. E’ cosa nota che sono massoni tutti i Presidenti degli Stati Uniti, e tutti i presidenti di tutti gli stati occidentali e orientali; anche Khomeini e Gheddafi sono massoni (fonte: libri di Carlo Palermo). Troviamo la rosa rossa come simbolo della nazionale di Rugby inglese, ma anche nei simboli dei partiti italiani, messa in bella mostra in modo evidente, come nella “rosa nel pugno”, o esposta in forme meno evidenti, come nella Margherita (altro simbolo della rosa rossa, dato che il vero nome di Santa Rita era margherita). In altre parole, troviamo i simboli massonici in tutte le manifestazioni più importanti della nostra vita, dalle più piccole alle più grandi. E non è solo Washington ad avere una pianta della città ispirata al simbolismo massonico ma anche molte nostre città. Tempo fa mi accorsi che uno degli epicentri dei delitti del Mostro di Firenze, quello che i giornali avevano definito “la villa dei misteri” si trovava proprio vicino a due vie significative poste l’una accanto all’altra: via Dante e via delle rose. Mentre nella mia città (che non dimentichiamolo ha come santo protettore Santa Rosa) esiste piazza Dante (considerato il padre dei rosacroce). Da Piazza Dante parte via Mazzini (altro rosacroce); al termine di Via Mazzini ci sono due quartieri posti uno accanto all’altro: il quartiere Santa Rosa e il quartiere Crocetta (Rosa+Croce).

Una toponomastica davvero singolare. Ma c’è qualcuno che dice che i Rosacroce non sono mai esistiti. In altre parole, la toponomastica della principali città, italiane e straniere, è massonica. Il cittadino non percepisce tutto questo perché ci vive dentro fin da piccolo; per giunta nessuno ci spiega il simbolismo quindi fin da bambini noi siamo abituati a vedere le cose attorno a noi come se fossero disegnate dal caso, e gli esperti di simbolismo vengono quasi derisi, considerati dei tipi eccentrici che si occupano di cose fuori dalla realtà. Poi esiste l’esperienza diretta. Chi vive una vita definibile “normale” può non accorgersene mai. Ma chi si avvicina alle stanze del potere subodora che qualcosa, troppe cose, non vanno, e non possono che essere frutto di un disegno più complesso, diretto dall’alto. Troppo ignoranti i politici al potere per poter essere saliti dove sono per soli meriti; troppe illegalità in ogni settore dell’amministrazione per poter essere una semplice patologia di un sistema sano; dopo un po’ che si lavora nell’amministrazione ci si rende conto che l’illegalità è la regola, e la patologia è costituita dalla persona che si comporta correttamente. E poi ci sono le esperienze dirette. Oramai, da quando mi occupo di queste cose, ne sento decine.

Persone che sono state rovinate per aver detto “no” ad una richiesta massonica, per aver deciso di non sottostare a nessuna regola, per non voler rispondere a nessuno. N, che ha perso la gioielleria di famiglia perché il padre ha detto no all’entrata nella P2; M, dirigente di banca che ha perso tutto per aver detto no ad una richiesta di gestione di fondi di dubbia provenienza; G, con 5 processi a carico, tutti fasulli, tutti nulli, il cui unico scopo è piegarne la volontà; e così via…Insomma. Ad una ipotetica domanda sulle prove che il sistema massonico sia un sistema organizzato a livello mondiale, le risposte sono le stesse che valgono per la mafia. Primo, il sistema. Secondo, le prove processuali e parlamentari. Terzo la letteratura. Quarto, l’esperienza diretta. Ma ancora oggi molti sostengono che la massoneria non conta nulla e non è così importante. In altre parole: le prove ci sono, sono evidentissime, e sono ovunque, nella toponomastica delle strade, nello stile degli edifici, nel dollaro americano e nelle carte intestate delle nostre procure, nelle bandiere, nella letteratura, nella storia…Il problema è che bisogna vederle; per vederle occorre raggrupparle; per raggrupparle occorre studiarle, ma per studiarle occorre tempo e voglia.

3. Le prove dell’esistenza della Rosa Rossa.

Il passo ulteriore è cercare le “prove” della Rosa rossa. Una volta studiato il sistema massonico e la sua simbologia, e una volta capito che i Rosacroce non sono un semplice gruppetto minoritario di esaltati, ci si rende conto che templari e rosacroce sono la massoneria dominante che ha creato la massoneria ufficiale. E dopo aver studiato il sistema rosacrociano, lo si ritrova dappertutto, dai delitti che quotidianamente la TV ci propina al telegiornale, al linguaggio parlato da politici e giornalisti, alla toponomastica delle strade. Poi basterebbe scorrere i vari delitti. Se si va nel nostro forum, alla sezione “delitti recenti” si troverà un elenco infinito di delitti, ciascuno con la sua rosa come firma. Cito a caso. Nel delitto di Erba abbiamo l’omicida che si chiama Rosa Bazzi, coniugata con Olinda Romano. Rosa Romano. RR. Nel delitto di Cogne scopriamo che il paese si trova proprio di fronte al monte Rosa. E non a caso la signora Franzoni viene tradotta in carcere proprio il 22 maggio, giorno di Santa Rita, la santa della Rosa Rossa. Piero Maso uccide il padre; e la madre si chiama Rosa. Erika, insieme al suo amico Omar, uccide la madre Susy Cassini. Susy, diminutivo di Susanna, che viene dall’ebraico Sosan, che significa Rosa, ma anche Giglio. I 2 bambini morti in tempi recenti, Ciccio e Tore, la cui madre si chiama Rosa Carlucci.

 Se la Rosa non è nel nome, la troviamo comunque nei giornali, in bella mostra; così nel delitto Meredith Repubblica e altri giornali titolano “una rosa rossa per Meredith”.Stesso titolo per Giovanna Reggiani: una rosa rossa per Giovanna Reggiani. Titoli uguali. Coincidenze, per gli anticomplottisti che irriducibilmente chiedono prove. Talvolta la rosa compare nei TG. Chi è incuriosito vada a vedere il video del delitto di Canino, e guardi come finisce il TG1- La cronista dice “e tutti in paese si domandano perché”. E dopo il perché… una rosa rossa, a tutto schermo. Mi sono domandato a lungo dove fosse la firma della Rosa Rossa nei delitti del Mostro di Firenze. Me lo sono domandato a lungo perché ho scoperto questa organizzazione proprio occupandomi del Mostro di Firenze ma per lungo tempo non avevo mai trovato rose sui giornali o nei TG; finche un bel giorno non ho scoperto che la firma è in quella pallottola di Beretta calibro 22, serie H. la 22 esima lettera dell’alfabeto ebraico è infatti la Tav, o Tau, e significa Croce; e al centro della croce c’è il cuore di Gesù, che simbolicamente rappresenta la Rosa Rossa. Nei delitti, quindi, il 22 simboleggia anche la Rosa Rossa.

Poi ricordo il caso di Massimo Carlotto, che viene accusato di aver ucciso con 59 coltellate Margherita Magello, il 20.1.1976. Una vicenda processuale che dura circa 20 anni, fino alla grazia concessa nel 1993, e che ebbe risonanza in tutto il mondo. Ma nessuno si accorge di quella data rituale (la somma è infatti 8) e del nome della vittima, due buoni punti di partenza per sospettare che si tratti di un omicidio di tipo diverso e che quel poverino non c'entrasse nulla.  La grazia gli viene concessa il 7 aprile 1993 (7+4+1+9+9+3= 33). Poi abbiamo delitti più recenti. Ricordo un caso curioso: Rosa Scarlata, morta a 67 anni nel suo Ape (e casualmente il motto dei rosacroce è “Dat Rosa Mel Apibus”). Poi abbiamo Rosaria Pericone, uccisa con 33 coltellate lo scorso 1 giugno. Poi Lapo Santiccioli che uccide la ex fidanzata, Giulia Giusti, di 22 anni. Lapo è, per chi non lo ricordasse, l’amico di Dante Alighieri della famosa poesia “Guido, io vorrei che tu Lapo ed io…”. E Giulia, guarda caso, è un nome che festeggia l’onomastico proprio il 22 maggio, giorno di Santa Rita e quindi della rosa rossa. Rosa Tanà, di 88 anni, uccisa nel suo appartamento il 17 febbraio. Pochi giorni fa a Gradoli, un paesino del viterbese, scompaiono due donne. I giornali si premurano di precisare che la loro villa era circondata da rose in fiore…Poi ci sono i delitti in cui il collegamento con la Rosa non è così immediato. Christian Bovi uccide a maggio la moglie Marianna. Qui occorre qualche secondo per trovare il collegamento, che sta in quel nome (Cristiano, che ricorda Cristo) e Bovio, che si ricollega alla prima lettera dell’alfabeto ebraico, Aleph.

Ma ci vuole un libro di 500 pagine che spieghi l’alfabeto ebraico per vedere il collegamento; il libro, che avevo appena finito quando lessi di questo omicidio, spiega che la prima lettera significa Bue; siccome il bue ara la terra per prepararla alla fioritura, simbolicamente rappresenta colui che dà la vita. E – spiega il testo – di conseguenza Aleph significa anche Rosa Rossa, perché è questo il segreto della vita e della morte. Quindi alla 22 esima lettera dell’alfabeto ebraico (che significa Croce) dobbiamo associare la Rosa Rossa. Ma anche alla prima lettera; perché è la Rosa che costituisce il segreto della vita e della morte. E occorre un po’ buona volontà per cercare le origini del nome Marianna che significa “amata dal Dio Amon” (il primo tempio della Rosa Rossa fu dedicato, appunto, ad Amon). Poi abbiamo il delitto di Garlasco, con la vittima, Chiara Poggi; il fiore di Santa Chiara è, guarda caso, il giglio. Ma ovviamente non sono i collegamenti simbolici con la Rosa che colpiscono. Questo è solo il primo collegamento, quello più immediato che può fare chiunque, da solo e in pochi secondi. L’altra cosa è la superficialità delle indagini, le assurdità dette dagli inquirenti, i depistaggi, la falsità delle notizie giornalistiche. Solo per fare alcuni esempi a caso, preso dagli ultimi fatti di cronaca.

Nel delitto di Bagno a Ripoli, secondo la fantasiosa ricostruzione degli inquirenti, siccome sul corpo del ragazzo non sono state trovate tracce di sangue dalle ragazza, costui avrebbe dapprima ucciso la fidanzata; poi si sarebbe lavato; infine si sarebbe dato tre coltellate alla gola (cosa impossibile nella pratica) e poi avrebbe anche avuto la forza di scagliare il coltello lontano da sé. Nel delitto di Canino, nel viterbese, il padre avrebbe ucciso la moglie perchè non poteva vederla soffrire. Quindi, siccome non voleva vederla soffrire l’avrebbe uccisa nientemeno che a roncolate (quindi facendola soffrire indicibilmente perché ha dovuto colpirla più volte e ripetutamente); dopodichè si sarebbe impiccato. Ora, il signore in questione era un gioielliere, quindi aveva una pistola in casa; ma secondo gli inquirenti è logico che costui abbia deciso di non usare la pistola e abbia usato due metodi così incredibili, come la roncola per la moglie e l’impiccagione per se stesso. Parlando con persone di Canino poi, apprendo che il biglietto trovato dal figlio, e in cui c’era scritto “non ho avuto il coraggio di uccidere mio figlio” pare non fosse stato scritto con la grafia del padre. Ma tutti questi elementi non fanno avere alcun dubbio agli inquirenti: Bagno a Ripoli viene liquidato dopo poche ore come un “omicidio-suicidio”; stessa sorte per il delitto di Canino.

Nei delitti più eclatanti di personaggi famosi, invece, basta citare il caso di Pasolini, che sarebbe stato ucciso da un ragazzetto di 17 anni che di corporatura era la metà di Pier Paolo, e che non aveva neanche la camicia macchiata di sangue; e il delitto Pantani, che muore suicidandosi con una ventina di dosi di cocaina all’hotel Le rose, anche se l’autopsia accerterà che il cuore del “pirata” era in perfette condizioni, e dunque lui non era un drogato come invece hanno riportato tutti i giornali. Ricostruzioni dei vari delitti, insomma, che non reggono, e che fanno a pugni con la logica. Ora, queste cose, in realtà, sono chiare. Ma il problema è che per capirle occorre studiare alcuni concetti di Cabala e l’alfabeto ebraico. Dopodichè, oltre ai delitti insoluti, diventa svelato anche un altro mistero; cioè si capisce il perché un personaggio come Borghezio, che tutto richiama fuorché cultura e sapere, sia anche un “esperto di Cabala”; e si capisce perchè molti personaggi pubblici, come Madonna, si dichiarino esperti di Cabala, e altri compaiano in pubblico con il braccialetto rosso della Cabala, come il PM Caselli nella foto che mostriamo qui sotto. Poi ci sarebbero i film. Abbiamo già citato il film Il Mostro, di Benigni, The Red Rose, di Stephen King, e il film Quarto potere.

 Qui ne cito altri due che ho visto di recente. O meglio. Li ho rivisti alla luce delle mie conoscenze attuali, perché certi particolari non possono essere notati se non si ha un minimo di conoscenza in questo campo. V per vendetta e Jack lo squartatore. In Jack lo squartatore la trama è intrisa di simbolismo. E il collegamento che l’autore fa, con i delitti della Rosa rossa e in particolare del mostro di Firenze, è evidentissimo per chi si è occupato anche solo un poco di questa organizzazione. Intanto sulla bara di una delle vittime viene gettata una rosa rossa. Il vestito di un’altra donna uccisa, che viene inquadrato bene mentre Jack la uccide, è costellato di rose rosse. Più volte viene mostrato l’anello di Jack lo squartatore, un anello con simbolo massonico, come il simbolo massonico della squadra e del compasso compaiono anche nella scatola degli attrezzi di Jack. Poi ci sono altri riferimenti, meno immediati, e comprensibili solo da coloro che si sono occupati di questi casi; ad esempio il quartiere degli omicidi si chiama Whitechapel, e guarda caso anche il delitto del mostro di Firenze avvenuto a Scandicci, fu eseguito in località “Villa Bianca”. Palesi sono poi gli altri riferimenti; dall’ispettore che vuole fermare le indagini perché colluso con gli assassini, che porta al collo il simbolo massonico e che partecipa ad una riunione massonica, ad una serie di altri riferimenti il cui messaggio è chiaro ed univoco: i delitti di Jack lo squartatore erano delitti massonici, firmati Rosa Rossa.

Non a caso colui che nel film viene indicato come il colpevole dei delitti, ovverosia il medico della regina, quando si trova davanti al tribunale massonico che lo condanna dirà: “voi non vi rendete conto, ma io con il mio comportamento, un giorno sarò considerato il precursore del ventesimo secolo”. Infatti è con i delitti di Jack lo squartatore che inizia la mattanza europea di serial killer e delitti familiari firmati “Rosa Rossa”. In tal senso il protagonista dice una cosa giusta; dice cioè una cosa che può sembrare il delirio di un pazzo, ma che è la verità. Poi abbiamo V per vendetta. Il protagonista uccide e sulle vittime depone una rosa rossa; alla sua morte il suo corpo è circondato di rose rosse. E ad un certo punto il protagonista dice: “mi sono accorto che tanti fatti, apparentemente scollegati, erano in realtà uniti da un filo unico; un’unica regia che dirige fatti apparentemente scollegati tra loro”; mentre lo dice, compare all’improvviso per qualche istante una rosa rossa. Andando a spulciare in un altro settore molto particolare, è importante dare un’occhiata al settore dei tarocchi. Anche qui, quando uno ha un minimo di cultura massonica, ci vuole poco per rendersi conto che esistono centinaia di mazzi di tipo diverso, la maggior parte creati in questi ultimi decenni. E tantissimi risentono dell’influenza rosacrociana, e della Golden Dawn.

A parte il tarocco più famoso, il Rider - Waite, creato proprio da colui che della Rosa Rossa è il fondatore, abbiamo i tarocchi Crowley (sul cui retro ogni carta recando dipinte una rosa e una croce) i tarocchi universali, i tarocchi dello zodiaco, i bellissimi (ma anche inquietanti) tarocchi della Golden Dawn di Berti (pieni di teste tagliate), i tarocchi disegnati da Israel Regardie, i tarocchi dell’alba dorata, i tarocchi della chiave pittorica e una marea di altri mazzi; tutti dichiaratamente ispirati agli insegnamenti della Golden Dawn, troppi per essere effettivamente un semplice caso. Troppi perché non si capisca che nell’ambito della organizzazioni magiche ed esoteriche del mondo moderno la GD ha un posto di primo piano. Ma ovviamente non sono queste le prove… questi sono solo indizi, che possono essere rilevati da chiunque dopo aver letto qualche articoletto banale come quelli da noi pubblicati nel nostro blog. Le prove, intese in senso più corposo, sono ben altre, più profonde, e si trovano dopo aver letto e capito a fondo Cabala, Tarocchi e Astrologia. Soprattutto però sono la Cabala e l’alfabeto ebraico fondamentali per la comprensione del linguaggio massonico.

4. Conclusioni

Spero di chiudere qui definitivamente la questione con tutti i miei interlocutori che mi sollecitano “le prove”. Anche perché la Rosa Rossa, in quanto massimo vertice della massoneria mondiale, non conosce fuoriusciti o pentiti. Le prove ci sono, ma siccome a livello ufficiale ancora non ci sono sentenze o atti parlamentari che ne dichiarino ufficialmente l’esistenza, esse vanno cercate altrove. Atti processuali, soprattutto, e letteratura massonica. Il lavoro non è semplicissimo e richiede qualche tempo, da qualche settimana a qualche anno, a seconda dell’intuito personale e della propria capacità; ma alla fine si trovano, sono tante, in bella evidenza davanti ai nostri occhi ogni giorno della nostra vita. E dopo un po’, come accade per la mafia, non si potrà negare che la massoneria esiste, e che tutto il nostro sistema è un sistema “massonico”, che si respira e percepisce fin nei più piccoli atteggiamenti dei singoli cittadini. E non solo la massoneria ma anche la Rosa Rossa diventano una realtà quotidiana, con cui abbiamo a che fare tutti i giorni, tanto che dopo qualche tempo, quando si parla di prove, viene quasi da ridere.E viene da pensare agli “scettici del Cicap”, il centro di controllo del paranormale. E’ membro onorario del Cicap Umberto Eco, colui che ha scritto Il nome della Rosa, un titolo assolutamente senza nesso con la trama del libro. Eco nella prefazione al libro Storia dei Rosacroce, scrive che l’esistenza dei Rosacroce è dubbia. E nel libro il Nome della rosa scrive: fin qui abbiamo dimostrato che i libri parlano tra loro; ma una vera indagine poliziesca dovrebbe dimostrare che i colpevoli siamo noi”. Ma i libri, i simboli, i film, attualmente, non costituiscono prova processuale. E quindi, ne siamo sicuri, per i membri del Cicap la Rosa Rossa non esiste. Garantisce Umberto Eco.

Articolo pubblicato dall Avv. Paolo Franceschetti http://paolofranceschetti.blogspot.com/

ESCLUSIVA … IN PRIMO PIANO

DI GABRIELLA CARLIZZI

L’ORDINE DELLA ROSA ROSSA E DELLA CROCE D’ORO INDIPENDENTE E RETTIFICATO: CHE COS’E’, CHI VI PUO’ ESSERE INIZIATO, DOVE AVVENGONO I RECLUTAMENTI E CON QUALI MODALITA’, COME OPERANO, DOVE STA’ LA CENTRALE, QUANTI DECENTRAMENTI VI SONO NEL MONDO, COME DIALOGANO GLI ADEPTI, COME FORMANO I CODICI UTILI PER L’ATTUAZIONE DEL CONTROLLO MENTALE A DISTANZA E L’ESECUZIOE DI DELITTI O IL CONSEGUIMENTO DI DIFFERENTI FINALITA’.

QUALCHE ESEMPIO PRATICO.

GLI STRUMENTI DELLA GIUSTIZIA. 

CHE COS’E’ L’ORDINE DELLA ROSA ROSSA E DELLA CROCE D’ORO INDIPENDENTE E RETTIFICATO.

Partiamo innanzitutto da un dato storico, così come risulta nella letteratura ufficiale. Esiste veramente l’Ordine della Rosa Rossa e della Croce d’Oro Indipendente e Rettificato? Si, questo Ordine esiste e assunse fin dalla sua origine, caratteristiche proprie, e tali da non poter essere di fatto considerato come una emanazione di altri Ordini massonici esoterici, nonostante sembrò derivare dal più ampio contesto della Magia della Gold Dawn,  confondendosi al fine di depistare, con i Rosacroce. Depistare chi e da che cosa? Questo Ordine esoterico, sarà successivamente definito come il più crudele per i suoi rituali segreti, tutti impostati sul sacrificio umano, e sulla cosiddetta medicina alternativa in tema di malattia mentale e malattia sessuale. Il fondatore e protagonista di questo Ordine fu Arthur Edward Waite, mago,massone ed esoterista dei nostri tempi, giacchè visse fino al 1942.

Costui proveniva da una formazione Rosicruciana, ma entrò in un insanabile conflitto quando con determinazione, non solo aprì l’Ordine Indipendente e Rettificato alle donne, ma stabilì per gli adepti uomini che l’iniziazione esoterica doveva necessariamente essere un tutt’uno con l’iniziazione massonica, e su tale elemento, cui seguì un aspro scontro, Waite uscì dalla Golden Dawn e nel 1903 costituì l’Ordine della Rosa Rossa e della Croce d’Oro Indipendente e Rettificato, ponendo per gli uomini che ne avrebbero fatto parte l’obbligatorietà di essere massoni.Questo Ordine, attraverso molte “rettifiche”, nel tempo diventerà quella Schola Esoterica criminale, che noi definiamo comunemente “Rosa Rossa”. Lo scontro tra Waite e alcuni dirigenti della Golden Dawn  vide episodi addirittura cruenti, qualcuno fu ucciso, e i motivi di questa “guerra” erano riconducibili al sospetto che Waite nell’uscire dalla Golden Dawn si fosse appropriato dei manuali segreti della magia cerimoniale, tradendo così le pratiche degli adepti con il rischio di vanificare l’efficacia dei riti stessi che è tale solo se segreta e riservata ai celebranti. Nessun adepto sarebbe entrato mai nei misteri della Golden Dawn, e coloro che li ereditavano a causa della morte di uno o più di uno dei dirigenti, avrebbero dovuto prestare giuramento di fedeltà, pena la loro stessa uccisione.

Waite fu abilissimo dunque nel gestire lo scontro, convincendo i suoi avversari che la fondazione di un nuovo Ordine altro non era che una esigenza di maggiore indipendenza, ma che comunque le sue radici restavano Rosicruciane e nella Golden Dawn.La pericolosità di Waite si nascondeva invece nel suo pensiero, quando iniziò a maturare il limite della cosiddetta magia-cerimoniale rispetto ad una magia di tipo “mistico”Dunque l’Ordine della Rosa Rossa e della Croce d’Oro Indipendente e Rettificato si configurerà grazie anche alla  presenza delle donne in una “falsa e ingannevole”affiliazione massonico esoterica con spiccate caratteristiche mistiche e cristianeggianti.Solo apparentemente Waite, onde placare l’ira dei capi della Golden Dawn continuava ad utilizzare la Cabala e i Tarocchi, ma erano strumenti già archiviati dal suo pensiero che diveniva nel tempo pericolosissimo per quanto sfuggente, mutevole nella pratica, molto simile ad un caleidoscopio.In tal modo Waite con il suo nuovo Ordine abbracciava una vastissima area di fedeli e aspiranti adepti, sia per la presenza delle donne sia perché l’ affiliazione alla sua Schola esoterica non determinava alcun conflitto di tipo religioso per i cattolici e i cristiani desiderosi di meglio approfondire perfino i misteri della loro fede. Addirittura nelle pratiche di Waite paramenti e rituali erano assai simili alla liturgia cattolica, ottenendo uno straordinario successo, definito un “Grande” un “Magnifico Ritualista”.

Sempre attento, tuttavia, onde non tradire la sua realtà se si fosse trovato in presenza di un appartenente alla Golden Dawn, a mettere in bella mostra i Tarocchi, elemento da cui si era invece definitivamente distaccato.In definitiva potremmo definire Wait, nel campo dell’occulto e della Massoneria, un uomo dalla doppia vita, e solo così scampò ad una morte violenta.Intanto, la dottrina dell’Ordine della Rosa Rossa e della Croce d’Oro Indipendente e Rettificato grazie proprio alla apparente serenità e religiosità dei concetti teorici, si estendeva soprattutto in Italia, divenendo così uno “specchietto per le allodole”, giacchè nessuno immaginava che proprio in quella tendenza mistica e cristianeggiante si sarebbe trovata la “giustificazione” del “sacrificio umano” in nome di una ragione superiore, si sarebbe riusciti a decolpevolizzare a livello coscienziale la “manovalanza” che per garantirsi l’iniziazione nell’Ordine avrebbe dovuto accettare di compiere delitti di ogni genere. Quando Waite nel 1942 morirà, già le sue dottrine avevano contagiato e invaso le aree di aderenti all’occultismo più in generale, specialmente in Italia, ma in particolar modo a Firenze per i rituali più specificamente esoterici, e a Perugia ove tutto confluiva nella Massoneria, una Massoneria dedita all’occultismo mediante le pratiche terapeutiche riservate ad adepti le cui malattie non ottenevano alcun beneficio dalla medicina tradizionale.

Per circa venticinque anni, dopo la morte di Waite vi fu una grande e voluta confusione nella lotta tra gruppi che pur modificando qualcosa si ritenevano i prosecutori del Maestro. Perfino negli Stati Uniti, ove Waite nacque e in Inghilterra ove si trasferì con la mamma rimasta vedova, rivendicarono la paternità del suo pensiero esoterico, e furono proprio i due primi Templi dell’Ordine della Rosa Rossa e della Croce d’Oro Indipendente e Rettificato , americano ed inglese, a dare vita a più di una Schola Esoterica destinata alla immortalità di una dottrina apparentemente innocua ma dalle finalità pericolosissime. Questo Ordine riusciva a mimetizzarsi infiltrandosi all’interno dei vari gruppi magici esoterici e delle logge massoniche, così da essere irriconoscibile nella sua vera identità, ogni qual volta al proprio interno per questioni di rivalità e di potere si attuavano efferati delitti.

A Firenze, città magica, assai più di quel che si dice di Torino, la “Rosa Rossa” entrò e si camuffò all’interno di sette segrete, e più tardi anche nel ben noto Cerchio Firenze 77, fino a ristabilire la propria origine e identità anche all’interno dell’insegnamento lasciato dal Conte Umberto Amedeo Alberti di Catenaia, (Erim) cui anche Waite ne era un estimatore dei suoi insegnamenti, tutti categoricamente impostati su rituali cruenti, veri sacrifici umani comprensivi della asportazione di parti anatomiche alle vittime, feticci che divenivano l’Ostia nel corso di una celebrazione simile alla celebrazione eucaristica della religione cattolica.  A Perugia, un famosissimo medico che non interruppe mai la professione, era in realtà un Gran Maestro dell’ordine Ermetico, e studiò a fondo le dottrine e i rituali di Waite e di Alberti di Catenaia, fino ad essere egli stesso l’autore dei Manuali di Magia Sessuale. A lui si rivolgevano persone della “Perugia-bene”, con problemi prevalentemente sessuali, e il professor Brunelli presso il suo studio curava e disponeva con strumenti esoterici il soggetto per una iniziazione all’interno dell’Ordine della Rosa Rossa e della Croce d’Oro Indipendente e Rettificato, onde passare alla terapia pratica che sarebbe stata attuata nel Tempio in prossimità di Firenze.

CHI PUO’ ESSERE INIZIATO ALL’ORDINE DELLA ROSA ROSSA E DELLA CROCE D’ORO INDIPENDENTE E RETTIFICATO

Possiamo oggi dire, anche sulla base delle risultanze delle indagini svolte su questa organizzazione, che sono ammessi all’Iniziazione solo personaggi molto facoltosi, di elevato grado di cultura, con un quoziente intellettivo vicino alla genialità, persone che hanno superato la soglia dei cosiddetti comuni mortali ma che al di là di qualunque codice istituzionale o morale concepiscono l’attuazione di un male per un fine considerato di bene, nell’interesse o dell’adepto o della Schola Esoterica.La componente comune degli aspiranti deve essere necessariamente un problema psico-fisico-sessuale, poiché questo elemento consente ai dirigenti della Schola di tenere “agganciato” l’adepto a qualunque ricatto nel caso si presentino problemi di natura giudiziaria o scandalistica. L’aspirante viene di solito presentato da due personalità tra il settimo e il nono livello della Schola, una struttura piramidale che contempla dieci livelli. Possono essere affiliati medici, letterati, economisti, bancari, cariche istituzionali di grande rilievo, artisti, scienziati. Se si appartiene già ad una Loggia massonica, l’aspirante deve mettersi “in sonno”, e chiedere di essere ammesso alla Loggia massonica coperta della Schola, una Loggia italo-americana, con frange inglesi e francesi. Attenzione. Molti esperti e autori famosi di libri sulla magia, l’esoterismo e la massoneria, sono in realtà adepti di  questa Schola, e nelle trattazioni svolgono un attento lavoro di depistaggio in modo che nessuno possa mai avvicinarsi o conoscere i segreti dei rituali e dei codici.

DOVE AVVENGONO I RECLUTAMENTI E CON QUALI MODALITA’

Un interesse primario dei dirigenti di questa Schola Esoterica internazionale, è garantirne la continuità nel tempo, e a tale scopo molti adepti vengono distribuiti nel mondo con il compito di “reclutare” soggetti idonei a questa realtà.Gli addetti al “reclutamento” sono nella maggior parte dei casi docenti universitari, uomini anche di potere nell’universo della cultura e che godono di fama e di stima.Persone che per esigenze professionali girano il mondo e sempre presenti sui mass media. Le discipline universitarie ove si preferisce individuare le “reclute”, sono la Filosofia, la Psicologia, la Scienza della Comunicazione, la Teologia, la Psichiatria. Tale scelta non è casuale, in quanto queste discipline per la Schola Esoterica hanno una doppia importanza: una di merito, per gli insegnamenti connessi, l’altra perché in tutte queste Facoltà è prevista la somministrazione di test. E’ questo un aspetto molto inquietante, e per il quale io stessa ho presentato una articolata relazione al Ministro competente in Italia, ma anche in sede di Commissione Europea. Infatti, i giovani studenti cui viene somministrato un qualunque test, pensano che sia normale all’interno del corso di studi prescelto, ma non hanno alcuna esperienza sulla natura di quel test, non sanno riconoscerne all’interno gli elementi capaci di modificare e manipolare il proprio pensiero, sono pertanto ignari di essere sottoposti ad un vero e proprio lavaggio del cervello. I sintomi sono uguali per tutti. Stato confusionale, demotivazione a quel tipo di studi, ricorso all’aiuto di un docente. Ed ecco che lo studente è in trappola, si affida totalmente al “Maestro”, perde gradualmente la coscienza del sé, e senza accorgersene entra a far parte di realtà che lo fanno sentire importante, gli conferiscono un ruolo, lo facilitano nel superamento degli esami, gli spianano, per così dire, la strada verso mete da cui non potrà tornare indietro. Abbiamo ad esempio una nota organizzazione che prevede lo scambio di studenti tra un Paese e l’altro, ebbene questa organizzazione fu ispirata per gli scopi della “Rosa Rossa”.

COME OPERANO GLI ADEPTI DELL’ORDINE DELLA ROSA ROSSA E DELLA CROCE D’ORO INDIPENDENTE E RETTIFICATO

Per capire come operano gli adepti di grado dirigenziale della Schola Esoterica, è necessario conoscere quali sono i loro obiettivi. Riflettendo sulle Facoltà universitarie prescelte per i reclutamenti, non è difficile individuare gli obiettivi più sensibili cui la “Rosa Rossa” intende direzionare il proprio operato. Infatti, la “Rosa Rossa” essendo anche un Ordine massonico non può prescindere dal controllo delle aree di potere, quali i Governi, l’Economia mondiale, la Comunicazione e i Mass media, ma anche la Medicina, sia quella che “pilotando i virus” regola il mercato delle multinazionali, sia quella che suggerisce (Psichiatria) metodi di lavaggio dei cervelli attraverso la Pubblicità di prodotti ben studiati.

Un esempio già trattato da Pamio, sono alcuni dentifrici con elevata dose di fluoro, sostanza che riduce i riflessi attentivi del cervello. Il “modus operandi” per le finalità legate al Potere in assoluto, ricalca in gran parte il sistema piduista: reclutamento, addestramento, inserimenti nel posto giusto al momento giusto. Requisito fondamentale per tutti gli adepti, è l’essere ricattabili per una qualunque ragione o esperienza di vita.Ciò garantisce la Schola da possibili “tradimenti”.Il tradimento nella “Rosa Rossa” viene considerato al pari di quello che usiamo definire “Alto Tradimento”, in quanto gli adepti sono militari nell’ambito di una organizzazione similabile alle “Forze Armate”, nel vero senso del termine.

Per le finalità “terapeutiche”, la “Rosa Rossa”, una volta iniziato l’adepto, questi viene convocato dai dirigenti del Tempio cui fa riferimento, e inviato ad esporre le proprie difficoltà psico-fisiche o problematiche nei rapporti relazionali all’interno del “piccolo gruppo”, cioè la famiglia, madre, padre, figlio, marito , moglie ecc. A seconda del grado di patologia, i dirigenti della “Rosa Rossa” propongono la “terapia” che consiste nel disporre un rito personalizzato, o una serie di riti. Ma per la celebrazione del rito, occorrono quasi sempre degli “ingredienti” che deve  procurare l’adepto, anche per dimostrare la propria convinzione a ricorrere a questa sorta di “medicina alternativa”. Gli “ingredienti” devono necessariamente provenire da un crimine. Quali possono essere questi ingredienti? Ve ne sono di tre tipi. Il frutto di una rapina, denaro, gioielli, droga.

Il rapimenti di un bambino. Parti anatomiche asportate da persone uccise. L’adepto assume pertanto il mandato utile alla propria “guarigione” o meglio “sospensione del male”. Deve riferire luogo, tempo e modalità dell’esecuzione del mandato, in modo che un delegato dei dirigenti della Schola, possa documentare tutto, e imprigionare così ad vitam l’adepto mediante l’arma del ricatto. Una volta consegnato ai dirigenti della Schola Esoterica l’ingrediente , all’adepto viene chiesto il versamento della metà del compenso stabilito per la terapia. L’altra metà sarà versata quando si dichiarerà “guarito” il poveretto o la poveretta, che in realtà crederà solamente di essere “guarito”, dopo un lungo rituale di ipnosi che cancellerà la memoria e la cognizione della malattia stessa Vale a dire che se ad esempio il soggetto è un uomo impotente, pur restando tale, non vivrà più la malattia come un problema, perderà la cognizione del problema stesso. Idem se una donna è sterile, e via dicendo. Quando la problematica ha radici antiche, che si collocano tra l’infanzia e l’adolescenza, e sono relative al rapporto madre-figlio o uomo-donna, la terapia richiede quasi sempre un sacrificio umano con caratteristiche simboliche specifiche per  il problema dell’adepto.

DOVE STA LA CENTRALE DELL’ORDINE DELLA ROSA ROSSA E DELLA CROCE D’ORO INDIPENDENTE E RETTIFICATO, E QUANTI SONO I DECENTRAMENTI NEL MONDO

La centrale per motivi di origine legati alla nascita del fondatore di questa Schola Esoterica, Waite, si trova appunto negli Stati Uniti, con ben ventuno Templi, e la sua prima succursale è a Londra, con undici Templi in tutta l’Inghilterra. Viene poi la Francia, con cinque Templi, di cui il più attivo è a Perpignan. Di seguito l’Italia, con quattro Templi,  la Germania con tre Templi, il Brasile con due Templi, l’Egitto con due Templi, In ogni Tempio vi sono i corsi di formazione per il potenziamento dei poteri della mente.

COME DIALOGANO GLI ADEPTI

La disciplina di base dei corsi di formazione è l’ “Ascolto del silenzio”. L’adepto imparerà a riconoscere le vibrazioni magnetiche che sono nell’aria, e allenerà l’udito a modulare queste vibrazioni, o onde, codificandone dei suoni che utilizzerà poi come le note di uno strumento musicale.  Questa disciplina è complementare al potenziamento dei poteri della mente, in quanto una volta “catturato” il pentagramma è l’impulso del cervello che trasmette al destinatario del “messaggio” una determinata vibrazione, insomma il destinatario sa che lo stanno chiamando. A sua volta, secondo la propria specificità professionale, risponderà in “codice” servendosi degli strumenti a lui congeniali, usuali. Ad esempio se è un giornalista, utilizzerà i codici che la Schola prevede nell’ambito del giornalismo relativamente ad alcune testate internazionali.

COME FORMANO I CODICI UTILI PER L’ATTUAZIONE DEL CONTROLLO MENTALE A DISTANZA E L’ESECUZIOE DI DELITTI O IL CONSEGUIMENTO DI DIFFERENTI FINALITA’

L’Ordine della Rosa Rossa e della Croce d’Oro Indipendente e Rettificato, in conformità con la sua denominazione, rettifica, cioè modifica i codici continuamente, di volta in volta, onde non consentire che vengano decriptati facilmente.Naturalmente dispongono di una serie di codici, tutti differenti tra di loro, e che gli adepti devono conoscere necessariamente. Il dialogo in codice avviene suo mass media, nella pubblicità, nei brani musicali, nella narrativa, nella rappresentazione cinematografica e televisiva, nella collocazione in un determinato tempo del codice, nelle banconote universali. Pertanto, quando si decide che è necessario un delitto, una strage, un attentato, su questi strumenti veicolano i messaggi in codice in modo che tutti gli adepti mettano in funzione ciascuno i “poteri della mente”.Avviene dunque una concentrazione paurosa di magnetismo che anche da più parti del mondo, direziona le onde verso l’obiettivo da controllare.E’ anche vero che tale obiettivo umano deve contenere a sua volte un codice rispondente a ciò che si vuole ottenere.A tal fine, si contatta la Centrale primaria, ove esiste un “cervellone” che immagazzina milioni di dati. Si richiamano pertanto dal “cervellone” i dati conformi alla esigenza del momento. Ad esempio un nome che richiami la giustizia, un numero simbolico, una data contenente a sua volta un simbolismo legato alla dottrina della Schola Esoterica, e così via. Il “cervellone” cerca nella propria banca dati e tira fuori uno o più soggetti realmente esistenti che senza saperlo contengono il codice perfetto che “giustifica” l’esigenza di un determinato crimine.

QUALCHE ESEMPIO PRATICO

Questo capitolo, affinchè la mia trattazione non appaia precostituita con esempi scelti ad hoc, è aperto a tutti  gli eventuali casi che i lettori proporranno per una analisi attinente alla mia esposizione. Mi limito solo a ricordare che sotto il dominio della “Rosa Rossa” rientrano stragi di Stato, attentati, delitti efferati, Governi dal potere assoluto e non relativo, ma è anche vero, che in tale globale ambito, è necessario un responsabile discernimento prima di firmare un qualunque evento “Rosa Rossa”.

GLI STRUMENTI DELLA GIUSTIZIA

In molti Paesi del mondo, gli operatori della Giustizia sono attenti a un gran numero di eventi, considerandoli anche sotto questo profilo, nuovo per la scienza della investigazione, per quanto antico nel tempo.Io stessa, già da molti anni, sono consultata da apparati preposti alla ricerca della verità, per la decriptazione di taluni “Messaggi” che compaiono su riviste, periodici, o anche “romanzi” che non sono romanzi, ma solo veicoli di avvertimenti e ricatti. In tutto questo, nulla c’entra la “veggenza” o la “sensitività”, questa realtà, dal momento in cui fu presa in seria considerazione nell’ambito dei delitti del Mostro di Firenze, è una realtà scientifica, con riscontri oggettivi, e frutto di “trappole” o infiltrazioni in particolari ambienti. Se gli inquirenti l’hanno presa in seri considerazione, è perché non è entrata in gioco nemmeno lontanamente la valutazione della mia credibilità, ma sui loro tavoli sono finite centinaia di registrazioni, audiovisive, e documenti, di fronte ai quali , il problema di una testimone più o meno credibile, non si è mai posto. Mi risulta che siano stati organizzati dai Ministeri preposti, centri operativi impegnati a comprendere questo nuovo tipo di analisi del crimine, e pertanto penso che si sia fatto un grande passo avanti. Lo Stato, se vuole, può ancora esserci.

articolo del 29/05/2009 a cura di Gabriella Pasquali Carlizzi - http://lagiustainformazione2.it

Geometria del Male, di Sigismondo Panvini

Consigliamo la lettura di un libro interessantissimo. Un romanzo che, però, non è un romanzo. Geometria del male, di Sigismondo Panvini.Alcuni dei pezzi più significativi per invogliarvi alla lettura.Weishaupt (il fondatore degli illuminati) elaborò nel 1770 "Il nuovo testamento di Satana” e nel 1773 insieme a Mayer Amschel Rotschild mise a punto il piano per instaurare il Novus ordo Seculorum, una nuova era luciferina.L’organizzazione aveva una struttura piramidale e diversi gradi di iniziazione. Uno degli aspetti più innovativi era l’aggiunta di tre gradi inferiori a cui potevano accedere un gran numero di adepti che in realtà non venivano iniziati ai veri misteri della setta. L’apertura della società alla gente comune permise di influenzare la società in tutte le sue componenti.Weishaupt reclutò anche le donne.

Pag. 48: Il rito egiziano, di cui Cagliostro era divenuto Gran Cofto, doveva la sua ispirazione ai testi dell’egiziano Ermete Trismegisto, che recuperati, tradotti in arabo e commentati avevano aperto le porte allo straordinario pensiero sufi, le cui correnti germinarono nell’Asia centrale e vennero da lì diffuse in tutto il mondo. Il Gran Cofto aveva come sigillo un serpente con una mela in bocca, ritto sulla coda a formare una S, trafitto da parte a parte da una freccia che formava una I. Il monogramma SI significa Superieur Inconnu (superiore sconosciuto) (da notare che il simbolo è identico a quello del dollaro: NDR). Cagliostro negherà la "Scienza della storia" di GB Vico, opponendo una teoria che interpretava, invece, la storia come una sorta di eventi intellegibili solo a chi fosse capace di compiere un percorso spirituale per penetrare con gli occhi della mente spazi infiniti. In breve gli illuminati assunsero il controllo di tutti gli ordini più importanti sino a creare una rete di società segrete. Il loro progetto era di creare la divisione delle masse attraverso la politica, l’economia, la religione, l’etnia; corrompere i politici, scegliere i governanti tra i più servili e sottomessi; avere il controllo dell’istruzione per indirizzare i giovani; controllare la stampa; abituare le masse a vivere delle apparenze per soddisfare solo il loro piacere (pag. 50).

Pag. 54: Secondo Von Hund, prima di salire sulla pira De Molay (l’ultimo maestro templare) aveva nominato il suo successore. Ciò testimonia che l’organizzazione templare era sopravvissuta per sette secoli dal rogo di Jacques de Molay, diventando da Ordine dell’Antica Confraternita dei Rosacroce, fondato in Scozia da Roberto Bruce, a ordine della Stretta osservanza Templare, diffusosi in Francia, Germania e Italia, fino alla Massoneria, all’ordine dei cavalieri eletti Cohen, al Martinismo dove, nella più assoluta segretezza, avevano continuato a essere consacrati Milites Christi, per l’espletamento della difficile missione tradere lucem.

55: Clinton era stato preparato dall’elitario Rhodes Group a diventare presidente fin dalla giovinezza.

66: La democrazia, rispecchiando i modelli geometrici diagrammatici tanto cari al collegio invisibile e alla Royal Society, è una vera e propria geometria del male. Ecco spiegato perché, nei ritratti delle alte gerarchie massoniche, la Bibbia, insieme al compasso e alla squadra, è sempre bene in evidenza. La Bibbia è il codice della massoneria, che deve essere interpretato come un percorso a ritroso dell’intera storia umana, che comincia da Mosè e si conclude con la creazione, preceduta da un tragico diluvio.

72: Il processo ai Templari ha assodato che in seno all’ordine vi era un disegno di unificazione del mondo con un nuovo ordinamento sociale.

86: A Guglielmo III si deve la nascita della Banca d’Inghilterra, seconda tappa dello sviluppo del sistema bancario globale, condizione necessaria per portare pochissimi uomini al controllo totale dell’umanità.Fu proprio il carattere internazionale delle banche dei Rothschild, che conferì loro dei vantaggi unici sulle banche nazionali e sui governi. I legislatori e i parlamenti nazionali avrebbero potuto, e dovuto, limitare questi vantaggi, ma non lo fecero.Questa situazione è rimasta inalterata per quanto riguarda le banche internazionali dei nostri tempi, e costituisce la spinta verso un governo mondiale.

101: Pochissimi uomini sono riusciti a dominare per intero il mondo attraverso il controllo delle banche e delle attività produttive. Si tratta di una semplice causalità o di una lunga strategia pazientemente perseguita attraverso secoli e millenni? I superiori Incogniti ,seguendo un protocollo segreto stavano semplicemente trasformando (negli USA) un controllo palese in uno occulto, molto più penetrante ed efficace. Mentre l’impero di sua maestà veniva smantellato, essi istituirono nelle ex colonie una rete di società segrete, attraverso cui potevano manovrare l’economia e la politica avviando un controllo sempre più invasivo e capillare del genere umano.Il consolidamento del loro potere è stato reso possibile grazie alla mafia e alle organizzazioni criminali, da loro direttamente o indirettamente controllate, le quali hanno esteso la loro rete ponendo sotto tutela settori obliqui della società, le cosiddette zone grigie dell’economia (prostituzione, traffici illeciti, gioco d’azzardo). Con la complice indifferenza dei poteri legali e istituzionali le banche sono diventate essenziali per la loro strategia di potere, in quanto la gestione delle grandi masse finanziarie che provenivano da quegli ambiti veniva affidata al sistema bancario.Ciò ha messo i superiori Incogniti nella condizione di manipolare le istituzioni democratiche, che avevano provveduto a sostituire le antiche monarchie. La produzione legislativa veniva facilmente orientata inserendo ai vertici politici e di governo uomini asserviti ai loro biechi disegni.

121: Il fatturato globale delle organizzazioni malavitose oggi supera di gran lunga il PIL di tutte le nazioni dell’Africa e dell’America latina messe insieme.Gli illuminati, i Superiori Incogniti, chiamateli come volete, sono coloro che hanno rivestito da sempre posizioni di vertice assoluto nel mondo. Costoro sono pochissimi e appartengono ad alcune delle più antiche e ricche famiglie del mondo, la cui caratteristica è quella di rimanere nascosti agli occhi del grande pubblico.Il loro albero genealogico va indietro di migliaia di anni; sono molto attenti a mantenere il loro legame di sangue, di generazione in generazione senza interromperlo mai, per nessuna ragione, arrivando persino a uccidere chi della loro stirpe dovesse mai trasgredire un simile imperativo.Il loro potere risiede nell’economia. Controllano tutte le banche Internazionali, il settore petrolifero e tutti i più potenti settori industriali e commerciali ma, soprattutto, comandano direttamente e indirettamente, attraverso uomini da loro indicati, la maggior parte dei governi occidentali e degli organismi internazionali (primo tra tutti l’ONU, la Banca mondiale e il Fondo Monetario Internazionale, l’Unione Europea). In realtà il loro vero obiettivo è quello di formare un’organizzazione che possa attivamente contribuire ai disegni per la costituzione di un nuovo ordine mondiale, e di un governo mondiale entro la fatidica data del 2012.William Cooper, un anziano sottufficiale dei Servizi Segreti della marina statunitense, nel suo libro "Behold a pale horse" parla del pensiero e della strategia adottati dal comitato politico del gruppo Bilderberg, basandosi su un documento programmatico del maggio 1979 in possesso dei Servizi di informazione della Marina Statunitense e da lui ritrovato nel 1986, dal titolo quanto mai significativo: “Armi silenziose per delle guerre tranquille”, un vero manuale per soggiogare il mondo intero attraverso il controllo dell’economia.

Il documento richiama i documenti scritti da Weishaupt e Rotschild.Le banche, da sempre strettamente legate a spregiudicati affaristi, hanno da sempre finanziato traffici illeciti, contrabbando, speculazioni essendo unicamente interessate agli immensi profitti che gli investimenti possono fruttare.La speculazione finanziaria, il traffico di armi, di organi umani, di materiale tossico e radioattivo, la prostituzione, il commercio di droga perciò sono divenute il principale canale di impiego finanziario di grandi banche mondiali e persino di governi: essi avrebbero addirittura il compito di riciclare e ripulire gli immensi profitti che da tali attività derivano,125: La Trilaterale ha collocato i suoi uomini nei settori al vertice dei governi occidentali per realizzare i suoi programmi. Tra di essi in Italia figurano Romano Prodi, Carlo Azeglio Ciampi, Mario Monti, Renato Ruggiero ex direttore generale del WTO ed ex ministro degli esteri del governo Berlusconi e lo stesso Silvio Berlusconi, ex Presidente del Consiglio, Ottaviano del Turco, ex segretario nazionale CGIL, ex Presidente della commissione nazionale antimafia ed ex Ministro delle finanze; Giuseppe Gazzoni Frascara, ex presidente Industrie Alimentari, Arrigo levi, giornalista del Corriere della Sera e politico, Sergio Romano, ex ambasciatore ed editorialista, Margherita Boniver, Carlo De Benedetti, Giorgio la Malfa, Giorgio De Michelis, Giorgio Benvenuto. E altri.

Nei tempi antichi gli uomini del denaro vivevano ai bordi della società, mal sopportati per le loro ruberie e per le loro usure. A partire dalle grandi rivoluzioni Americana e Francese essi hanno rialzato la testa, acquisito potere, condizionato progressivamente tutto e tutti, rimanendo sempre dietro le quinte a manovrare fili. E’ emblematico, in tal senso, il favore che la Trilaterale ha sempre accordato alla sinistra italiana dalla metà degli anni 70 fino all’appoggio fornito dal governo Prodi.Si tratta di una grande congiura ordita contro il mondo, l’antica cospirazione sinarchica, riciclata in versione moderna che ha come fine quello di impadronirsi del governo del mondo.Quello che dobbiamo fare è capire il perché…Qui finisce la prima parte del libro. La seconda è più difficile e richiede un minimo di conoscenze di esoterismo, altrimenti risulta incomprensibile.
Buona lettura.

******

PS. Splendido, nel libro, è la descrizione di come il successo delle imprese di Garibaldi dipese dalla massoneria, altrimenti 1000 uomini non avrebbero mai potuto raggiungere il risultato che fu effettivamente conseguito.

Della stessa casa editrice consigliamo anche: La congiura degli illuminati, di Renè Chandelle.
http://paolofranceschetti.blogspot.com

Il Mistero dei RosaCroce e la Rosa Rossa

1. Premessa. 2. I Rosacroce. 3. La Rosa Rossa o Golden Dawn. 4. Il problema dei Rosacroce. Il rapporto con il Cristianesimo. 5. Gli omicidi della Rosa Rossa. 6. Il sistema della Rosa Rossa. 7. La Rosa Rossa nel cinema nella letteratura e nelle arti. 8. Conclusioni. Il mistero dei Rosacroce. 9. Bibliografia.

1. Premessa

Abbiamo spesso parlato in questo blog dei delitti della Rosa Rossa. A partire dai delitti del mostro di Firenze, per passare da Pantani, Fois, Cogne, Erba, Garlasco, Meredith. Vediamo quindi cos’è e come funziona questa organizzazione.Prima di capire cosa è oggi, e come essa agisca nella politica e nella finanza, dobbiamo partire dai RosaCroce, per poi parlare specificatamente della Rosa Rossa e imparare a riconoscerla nella politica quotidiana, ma anche nella cronaca.E’ necessario, per capire bene alcune delle problematiche, leggere anche il nostro articolo “Il trattato di Lisbona e i suoi antecedenti storici e culturali. Breve storia della massoneria dal 1300 ad oggi”. E’ opportuno leggere anche gli articoli “L’omicidio massonico parte 1” e la parte 2, relativa al delitto Pantani e Fois per non ripetere gli stessi concetti (i link li trovate alla fine dell’articolo). Questo articolo dunque presuppone la conoscenza degli altri.Non saremo brevi, perché tenteremo di riassumere i punti principali di quella che è un’organizzazione che tiene le fila del potere da secoli, e che costituisce al tempo stesso uno dei misteri maggiori dell’umanità, i rosacroce.

2. I Rosacroce

I rosacroce, con questo nome e come organizzazione autonoma, entrano sul palcoscenico del mondo nel 1614. Prima di allora nessuno ne aveva mai sentito parlare né aveva mai sospettato la loro esistenza.In quell’anno, a Kassel, in Germania, vennero pubblicati i primi manifesti Rosacrociani: la Fama Fraternitas, e la “Riforma generale e universale del mondo intero”.L’organizzazione, cioè esce per la prima volta allo scoperto in un modo singolare e destinato a produrre un forte dibattito che durerà in tutti i secoli successivi e che ancora oggi non è del tutto sopito.In questi manifesti in sostanza essi annunciano al mondo la loro esistenza.Essi sostengono di essere stati fondati da Christian RosenKreutz, che sarebbe nato in Germania nel 1378 e sarebbe morto a 106 anni, nel 1484; sostengono di avere il dono dell’invisibilità e di poter parlare tutte le lingue. Invitano chi vuole aderire alla loro confraternita a manifestare la loro intenzione, ma affermano che chi vuole diventare dei loro non deve cercarli; saranno loro a trovare il nuovo adepto, qualora lo considerino degno.

Essi hanno un piano di riforma universale, politica, religiosa ed artistica il cui fine è il miglioramento del mondo intero.Nel manifesto rosacrociano compaiono alcune delle loro regole base:- Curare i malati senza compenso- Adattarsi agli usi e costumi e modo di vestire del paese in cui si trovano- Adottare la sigla RC per le associazioni che essi fonderanno (o anche CR. La Rosa Rossa ovviamente adotterà la RR).Il loro simbolo è una rosa rossa, incastonata su una croce d’oro. Sotto alla Croce compare un pellicano che dà da mangiare ai suoi piccoli.La loro sapienza si rifà alla tradizione Cristiana ma anche alla Cabala, all’alchimia, ai Tarocchi e alle dottrine orientali induiste e buddiste.Se per qualcuno tutto ciò può sembrare un guazzabuglio sconclusionato, probabilmente ha ragione chi dice che la conoscenza e la sapienza dei Rosacroce sono difficilmente eguagliabili. Non solo perché – non a caso – furono Rosacroce le persone più influenti e geniali di tutti i tempi (da Dante, a Paracelso, Leonardo, Comenio, Galileo, Bacone, Shakespeare, Leibniz, Cartesio, ecc...), ma perché, leggendo gli scritti Rosacrociani, si ha spesso l’idea che costoro abbiano realmente un grado di conoscenze più elevate della media.

E’ sufficiente leggere un romanzo dell’800, “Zanoni”, scritto da Edward Bulwer Lytton, probabilmente un Rosacroce. Un romanzo semplicemente stupendo in cui si riconosce, al di là della parte di fantasia, un sapere e una conoscenza superiore a quello di molti scienziati di oggi, e vi si trovano risposte soddisfacenti a molti dei più elementari quesiti riguardo alla vita e alla morte, quesiti che tutt’ora la nostra scienza continua a porsi senza dare alcuna risposta convincente.A questi manifesti seguì un intenso dibattito negli anni successivi, in tutta Europa, che vedeva contrapporsi coloro che sostenevano che i Rosacroce non esistevano, e coloro che invece ne sostenevano l’esistenza.Umberto Eco, scrivendo una prefazione ad un recente libro “Storia dei Rosacroce” di Paul Arnold, dice che i rosacroce non si sa se effettivamente esistono veramente o se siano una leggenda. Anche perchè - aggiunge lo studioso - i Rosacroce non si manifestano mai all’esterno; un vero Rosacroce non direbbe mai che è un Rosacroce.

E se qualcuno dicesse che è un rosacroce, vorrebbe dire che non è un Rosacroce.Ci sarebbe da chiedere a Eco come mai uno con la sua cultura si scomoda a fare la prefazione ad un libro che parla di un’organizzazione di fantasia, e perché ne parla anche nei suoi libri. Darsi tanto da fare per studiare e capire un’organizzazione inesistente sembra un controsenso, specie per una persona colta come Eco.La verità è che i Rosacroce esistono, e quando uno conosce un po’ i simboli e la storia di questa associazione, li riconosce immediatamente, specie perché alcuni rosacrociani lasciano dietro di sé tracce di ogni tipo, peggio di Pollicino (Umberto Eco arriva pure a farsi fotografare con una rosa rossa in mano nel libro “i 100 libri che dovete senz’altro leggere prima di morire”; e anche in altre occasioni ha sempre questa rosa tra le mani).L’esistenza dei Rosacroce è attestata da una vasta letteratura in tema, dalla loro simbologia che compare ovunque, nelle logge massoniche e nella tradizione muratoria in genere (il diciottesimo grado del Rito scozzese prende infatti il nome di “Cavaliere Rosacroce di Heredom”).Attualmente, sono decine le organizzazioni che dicono di rifarsi ai Rosacroce, dalla AMORC, alla società Rosacrociana in Anglia, alla Golden Dawn e ad altre che ora non è il caso di menzionare.

Come associazione esoterica e segreta i Rosacroce nascono probabilmente attorno al 1200. Taluni la fanno risalire a Raimondo IV conte di Tolosa.Uno dei padri spirituali dei Rosacroce è Dante; costui apparteneva ai Fedeli D’amore, un gruppo segreto che contestava duramente l’operato del papato e della Chiesa all’epoca, ma ovviamente non lo faceva in modo troppo aperto, perché a quell’epoca andare contro la Chiesa equivaleva a morire (più o meno come oggi occuparsi della Rosa Rossa… quando si dice la regola del contrappasso).Esiste un legame intenso tra Rosacroce e Templari. Difficile dire se si tratti di due organizzazioni totalmente distinte che poi hanno fuso il loro sapere nei secoli successivi, oppure esistessero elementi comuni già nel 1200.Comunque, certo è che Dante, nel momento in cui Jacques de Molay fu messo al rogo, era a Parigi e probabilmente fu colpito da quell’avvenimento che poi trasfuse nella sua Divina Commedia.E altrettanto certo è che il sapere templare e Rosacrociano hanno molti punti di contatto.

Come abbiamo detto nell’articolo “Il Trattato di Lisbona e i suoi antecedenti storici e culturali; breve storia della massoneria dalle origini ai nostri giorni” furono i Rosacroce e i templari a fondare la massoneria ufficiale nel 1717, in modo da creare un’organizzazione complessa, ramificata in tutto il mondo, di cui la massoneria costituisca la base, mentre i Rosacroce costituiscono i vertici.Non solo i Rosacroce esistono, ma la stessa Fama Fraternitas, affermando che gli iniziati alla RC hanno il dono dell’invisibilità e del parlare tutte le lingue, sotto forma di metafora diceva la verità.I Rosacroce hanno veramente questi doni.Parlano tutte le lingue perché comunicano per mezzo dei mass media, dei libri, delle canzoni di successo, veicolando messaggi di vario tipo. E comunicano per mezzo di simboli, quindi un linguaggio universale e riconoscibile da tutti. Se viene ucciso Haider, ad esempio, non c’è bisogno di comunicare ufficialmente lo stop alle indagini; riconoscendo i simboli rosacrociani nel nome della strada in cui Haider è morto (Rosenthalerstrasse) nonché in altri particolari, la matrice del delitto viene recepita da americani, tedeschi, spagnoli o italiani, e chiunque appartenga all’organizzazione sa come comportarsi anche se non gli viene detto esplicitamente: i verbali spariranno, le indagini verranno inquinate, i giudici che eventualmente verranno investiti del caso leggeranno nella vicenda un normale incidente stradale. Un Rosacroce non ha bisogno di parole per riconoscere i simboli rosacrociani nei delitti del Mostro di Firenze.

Sono veramente invisibili, nel senso che non esistono liste, luoghi di riunione periodici, ecc… Per quanto riguarda la Rosa Rossa in particolare, esistono del templi dislocati un po’ in tutto il mondo (49 secondo la Carlizzi) di cui alcuni servono per gli studi teorici, altri per la “pratica” e i riti esoterici; ma al di là di questo non si fanno riunioni ufficiali e periodiche. Un massone che vuole entrare nelle organizzazioni ufficiali come l’Amorc, può farlo; ma nella Rosa Rossa non può entrare se non è avvicinato, perché di propria iniziativa non è possibile. Curano veramente gli ammalati, sia i Rosacroce tradizionali, sia le deviazioni come la Rosa Rossa. Basti pensare che i feticci umani del mostro di Firenze servivano per preparati curativi da somministrare agli aderenti all'organizzazione che ne facevano richiesta.Quindi ufficialmente i Rosacroce non esistono. Quelli esistenti ufficialmente sono considerati poco più che un gruppetto di eccentrici dediti all’alchimia. Altri gruppi sono veri Rosacroce, cioè persone dedite al perfezionamento di se stessi e all’aiuto degli altri. Ma chiunque fosse un vero rosacroce, uno di quelli che sta al potere oggi, non potrebbe mai ammettere che i Rosacroce esistono come movimento organizzato e mondialista.In realtà sono l’organizzazione più vasta e complessa che esista, al di sopra e più potente delle varie massonerie ufficiali.

Ha ragione Jonh Michael Greer, che nel suo dizionario dei misteri alla voce Rosacroce scrive che nella storia delle società segrete occidentali non c’è argomento di maggiore confusione, disinformazione e imprecisione quanto il problema dei Rosacroce. D’altronde i veri Rosacroce non lasciano prove certe della loro esistenza. Di conseguenza è possibile solo trovare degli indizi, disseminati nella storia, nella simbologia, nei mezzi di informazione, ecc.Inoltre, poco conta il fatto che un gruppo che si dica rosacrociano non sia veramente il successore dei Rosacroce originali; quello che conta è la realtà attuale, cioè il fatto che esistono decine di organizzazioni che si rifanno ai Rosacroce e che il gruppo di criminali che oggi governa il mondo appartiene ad un’organizzazione che si dice Rosacrociana.Per fare un parallelo… io appartengo ad un’associazione buddista che si chiama Soka Gakkai e che, ovviamente, si ritiene essere la vera portatrice delle idee del Budda e proclama il “vero buddismo”.

Essendo nata nel 1200, e traendo i suoi fondamenti teorici dal Sutra del loto, cioè da un testo che è stato compilato secoli dopo la nascita del Budda, è probabile che abbiano ragione i suoi detrattori quando dicono che essa non è affatto aderente al buddismo originario. E tuttavia nessuno negherebbe che la SGI sia un associazione buddista e io non posso certamente non dirmi buddista.Allo stesso modo, tutte le sottili disquisizioni tra Rosacroce originali e non (Umberto Eco arriva addirittura a delineare una differenza tra un soggetto “Rosacrociano” e uno “Rosicruciano” in un tentativo patetico di confondere le idee al lettore sprovveduto che di fronte a un tale caos non può che rinunciare a capire), sono esclusivamente dibattiti volti a depistare e inquinare la ricerca sui Rosacroce oggi al potere.A noi infatti non interessa se la Rosa rossa sia o no la discendente dei veri rosacroce. Probabilmente no.

Probabilmente no perché i primi Rosacroce, quelli di Dante per intenderci, erano veramente Fedeli D’amore, di nome e di fatto, e puntavano al rinnovamento spirituale e alla propagazione del messaggio cristiano epurato dalle efferatezze della Chiesa di allora che, come quella di oggi, aveva completamente rinnegato il messaggio di Cristo.In ogni caso quello che ci interessa invece è riconoscerne la simbologia, il modo di parlare, di agire, per capire in quale misura il potere attuale, politico e finanziario, sia in realtà un potere criminale.Il resto, le sottili disquisizioni tra ordine della Rosa Rossa rettificato e non rettificato, tra Rosacroce e Rosicruce, le lasciamo ai monologhi autoreferenziali di Eco e alle documentatissime ricerche di Introvigne; perché, una volta stabilito, ad esempio, che buona parte della sinistra attuale e degli uomini oggi al potere sono dei Rosacroce, o perlomeno ne conoscono la simbologia, ne deriva che essi non possono non riconoscere la simbologia rosacrociana sottesa ai delitti più efferati della storia italiana e mondiale. E il silenzio è complicità.E di questo silenzio noi non vogliamo essere complici.

3. La Rosa Rossa, o Golden Dawn

Tanto per capire che tipo di confusione e di disinformazione c’è al riguardo dei Rosacroce basti dire che per Massimo Introvigne (che è uno dei massimi studiosi dei fenomeni religiosi nel mondo e considerato il maggior esperto di satanismo in Italia) la Rosa Rossa è poco più di un gruppetto di poche decine di simpatici mattacchioni in tutto il mondo (nel periodo di massimo splendore questa organizzazione ebbe non più di 500 membri, secondo l’insigne studioso); invece per Michael Greer esso è “la più influente tra le società segrete magiche dei tempi moderni”.Inoltre la Golden Dawn viene presentata come una cosa diversa dai Rosacroce, mentre ciò è non solo falso, ma volutamente depistante.La Rosa Rossa nasce a Londra nel 1887 e sul finire degli anni novanta essa aveva templi a Parigi e in molte città americane.L’organizzazione viene fondata da tre massoni inglesi: Willyam Wyn Westcott (che era membro della Società Rosacrociana in Anglia), Samuel Liddel Mathers e William Robert Woodman.Essi fondano la Golden Dawn (o Alba d’oro, o Ordine ermetico dell’Alba dorata).

Essa comprende tre ordini.1) L’ordine esterno, chiamato semplicemente Golden Dawn;2) l’Ordine della Rosa Rossa e della Croce d’Oro, che costituisce il secondo livello organizzativo, quello in cui si pratica la magia e si viene iniziati ai misteri più complessi;3) l’ordine interno, comprendente i tre gradi superiori riservati ai cosiddetti capi invisibili, o maestri sconosciuti, cioè i membri di cui nessuno mai conoscerà l’identità e che stanno al di sopra di tutti gli altri.Da questo ordine ne nascono altri. Nel 1903 Arthur Edward Waite fonda l’Ordine della rosa Rossa e della Croce d’Oro indipendente e rettificato, che secondo Gabriella Carlizzi è quello a cui aderiscono i politici e i personaggi più potenti di oggi.Nello stesso anno venne anche fondata la Stella del Mattino, o Stella mattutina, ad opera di Florence Farr e poi abbiamo l’Astro Argentinum di Crowley che, benché indipendente, aveva comunque molti punti di contatto con la Golden Dawn.Per capire il profondo legame tra Rosacroce e Golden Dawn, a parte il fatto che il secondo ordine interno si chiama esplicitamente – come abbiamo detto – Rosa Rossa e Croce d’Oro, è sufficiente rendersi conto che i dieci gradi previsti nell’ordine sono gli stessi che troviamo in altre organizzazioni Rosacroce. La Golden Dawn, o la Rosa Rossa, sono quindi un organizzazione rosacrociana. E chiunque sia un Rosacroce non può non conoscere la Rosa Rossa.

Questo dato è importante per evitare che quando si parli di qualche politico o personaggio pubblico chiaramente Rosacrociano, arrivino poi i sapienti del momento a precisare e fare sottili distinguo tra le centinaia di associazioni Rosacrociane.Un po’ come io, da Buddista, non posso non riconoscere un buddista anche se appartiene alla corrente tibetana o hinayana, un Rosacroce non può non riconoscere un appartenente alla Rosa Rossa e i due ordini, purtroppo, non possono essere distinti se non nel senso di dire che l’attuale Rosa Rossa è una deviazione degli originali Rosacroce.Occorre ora domandarsi come e perché un’organizzazione magica ed esoterica possa in appena un decennio espandersi a dismisura fino a fondare templi in tutta Europa ed America.La spiegazione data da Greer, secondo cui il successo di questa organizzazione deriva dal fatto che essa ammetteva sia donne che uomini, che le cerimonie erano dignitose e veniva offerto un corso di pratica e teoria occultistica, più che ingenua è semplicemente ridicola (pag. 420).Il punto è che nella Golden Dawn e nella Rosa Rossa convergono la sapienza esoterica cabalistica e templare. Cioè in altre parole chi entra nella Rosa Rossa entra veramente in un percorso di sapienza e conoscenza superiori a quelli di un essere umano ordinario. Inoltre a tale organizzazione si iscrivono ovviamente in modo riservato i massoni più potenti e più interessati all’esoterismo. In altre parole questa struttura non è un organizzazione creata dal nulla, ad opera di un eccentrico mezzo matto.

Al contrario, viene fondata da massoni e rosacrociani, su mandato esplicito dei cosiddetti Superiori Sconosciuti, e fa convergere in essa tutta quella parte della massoneria ufficiale interessata al’esoterismo e alla magia. In altre parole Westcott, Mathers e Waite, furono solo i fondatori ufficiali di un’organizzazione di tipo massonico ma voluta da altri massoni potenti ed interessati all’esoterismo ma destinati a rimanere sconosciuti.Detto in termini più chiari, la Golden Dawn o Rosa Rossa, altro non è che una delle tante organizzazioni massoniche, al giorno d’oggi la più potente e segreta, e la più crudele.Quindi è questo il motivo per cui l’organizzazione diventa così potente ed estesa in pochi anni. Perché essa in realtà raccoglie i suoi adepti nelle fila della massoneria ufficiale, di cui costituisce una vera e propria branca.Ai vertici della Rosa Rossa possono accedere solo le persone selezionate con un grado di intelligenza e cultura assolutamente superiore, probabilmente perché, come diceva Sesto empirico, “un buon intelletto è l’eco della divinità” e il fine ultimo della GD è connettersi al divino fino a percepirlo dentro di sè.Le basi della Golden Dawn sono costituite da manovalanza che non conosce i vertici e spesso non ne sospetta neanche l’esistenza.Talvolta vengono manipolati dalla Rosa Rossa anche gruppi come le Bestie di Satana, ovviamente all’insaputa dei componenti del gruppo.

I riti della Rosa Rossa sono pubblicati in Italia dalle edizioni mediterranee con il titolo “La magia della Golden Dawn” di cui esistono tre edizioni diverse. I testi pubblicati ovviamente glissano su tutto ciò che riguarda i sacrifici umani, gli omicidi, e i rituali effettuati con le parti di cadavere delle vittime e con il sangue.A partire dalla fondazione dell’organizzazione inizia un bagno di sangue in tutto il mondo; delitti apparentemente diversi, ma accomunati dalla simbologia rosacrociana.Da notare le coincidenze. Il primo marzo 1888 venne fondato il primo tempio della Golden Dawn a Londra, il tempio chiamato Iside-Urania. Dopo poco tempo nello stesso anno iniziano i delitti di Jack lo Squartatore.Inizia cioè una mattanza in tutta Europa e negli Stati uniti, ma pochi si accorgono delle somiglianze tra i vari delitti.Pochi hanno notato ad esempio che anche Jack Lo squartatore asportava gli organi delle vittime, come il Mostro di Firenze. Pochi notano che una delle vittime di Jack aveva una rosa rossa in mano e che rose rosse vengono deposte anche in tempi recenti sulla tomba delle vittime sia di Jack che del mostro di Firenze. L’ultima vittima è Jane Kelly; alla donna – che muore al numero civico 13 di di Miller's Court- viene prelevato il cuore e la sua bara e tuttora ornata da rose rosse (vedi la foto all'inizio dell'articolo).Pochi hanno notato poi che i delitti di Jack lo Squartatore avvengono tutti nel quartiere di WhiteChapel, a Londra; e Whitechapel significa cappella bianca. E uno dei templi della Rosa Rossa in Italia, quello dove Pacciani e i compagni di merende portavano i loro trofei, e che i giornali definirono “la Villa dei misteri” è appunto, completamente bianco, come bianca è la costruzione che vi mostriamo in foto, che però si trova all’estero.

4. l problema dei Rosacroce. Il rapporto con il cristianesimo

Prima di proseguire è necessario che chiarisca una cosa al lettore.I rosacrociani oggi al potere sono una filiazione dei Rosacroce originali, da cui traggono tuttora molti degli insegnamenti e delle conoscenze.Queste conoscenze sono veramente particolari, e i Rosacrociani di grado più elevato sono realmente persone fuori dal comune e con una conoscenza superiore. Per quanto possano essere considerati pazzi, o deviati, sta di fatto che chi appartiene alla Rosa Rossa gode realmente di conoscenze particolari superiori a quelle detenute dalla (volutamente ottusa) scienza ufficiale.Gli antichi rosacroce avevano probabilmente realmente l’intenzione di riformare il mondo. Il loro scopo può essere riassunto ancora una volta con le parole tratte dal romanzo Zanoni: “La mia – dice quello che nel romanzo è l’ultimo dei rosacroce - è la speranza di formare una razza di esseri nobili e saggi, ricchi di forza e di potenza bastante per indicare all’umanità intera le loro magnifiche conquiste e per diventare i veri guidatori di questo pianeta… una razza che possa progredire di gradino in gradino nel suo destino immortale. Verso la gloria celeste e mettersi a pari, alla fine, con ministri che lavorano più vicini al Trono dei Troni?

Che importa un migliaio di vittime come tu le chiami, per un solo convertito alla nostra causa?”Questo fine mondialista, già si trova nelle opere del Rosacrociano Comenio ed è stato trasfuso pari pari nel progetto massonico che ha portato alla creazione dell’ONU e dell’Unione Europea (vedi su questo punto il nostro articolo sul trattato di Lisbona).Il problema è che i Rosacroce attuali sono una deviazione degli antichi Rosacroce, nel senso che ne hanno utilizzato le conoscenze per piegarle a fini per niente benefici.E pur di perseguire il loro fine mondialista i Rosacroce non hanno esitato a scatenare due guerre mondiali, tutte le guerre recenti, e quelle future. Quindi i morti non sono un migliaio, come dice il personaggio del romanzo, ma qualche milione.Non a caso l’organizzazione massonica WWF ha detto di recente che la popolazione del pianeta è in sovrannumero e si dovrebbe ridurre di un terzo. E questo terzo verrà preso dai paesi del terzo mondo o dai paesi arabi, ovviamente.Inoltre, chi accede al sapere Rosacrociano per arrivare al potere politico e finanziario, tiene per sé questo sapere, tenendo le masse nell’ignoranza; probabilmente molti dei potenti, in un delirio di onnipotenza, pensano realmente che il sacrificio di qualche milione di persone in una guerra, come il sacrificio di poche decine di persone in riti sacrificali umani, siano nulla rispetto al loro progetto.

A chi reputa assurda infatti la pratica dei riti sacrificali umani da parte di personaggi politici, del mondo dello spettacolo, ecc…, è agevole rispondere che è ancora peggio dal punto di vista numerico scatenare una guerra e sacrificare milioni di persone come nella recente guerra in Iraq, solo per realizzare i progetti di potere dei vertici della politica e della finanza internazionali. L’unica differenza è che alle guerre siamo abituati. Ai riti umani no.L’altra differenza è che le guerre vengono scatenate alla luce del sole. I riti umani vengono taciuti dai media, perché se l’elettore sapesse che il suo politico preferito accetta che i delitti del mostro di Firenze rimangano impuniti, se sapesse che i testimoni di processi apparentemente di banale criminalità seriale, come quelli del mostro di Firenze sono stati ammazzati in nome della causa Rosacrociana, se capisse che i delitti di Cogne, Erba, Garlasco, Serena Mollicone, Meredith sono esclusivamente sacrifici umani, e che i giornali e le Tv ci prendono quotidianamente in giro, la coscienza si sveglierebbe. Quindi da un parte l’informazione ufficiale non passa le notizie; d’altra parte l’elettore medio fa di tutto per evitare di domandarsi il significato di quella “rosa nel pugno”.

Meglio non vedere e non sapere.In altre parole. Saranno pazzi o criminali, dal punto di vista della logica comune , ma senz’altro godono di conoscenze superiori, che nascondono al resto dell’umanità. D’altronde ci sarebbe da interrogarsi se sono più pazzi loro, se lo siamo noi che diciamo queste cose, o quelli che insistono nel non notare le “coincidenze” tra la Rosa Rossa, la politica, e i delitti che continuamente insanguinano il nostro paese. Inoltre, quando i miei colleghi di studio mi dicono che dovrei smetterla di occuparmi di queste cose, per dedicarmi solo alle cose importanti (intendendo per cose importanti gli sfratti, decreti ingiuntivi, incidenti stradali), nutro qualche dubbio sul fatto che i pazzi siano gli adepti della Rosa Rossa, e mi rendo conto che le gente "comune ed onesta" è spesso la vera causa di questo sistema assurdo. In questo hanno perfettamente ragione i massoni con uno dei detti da loro preferiti che se non ricordo male risale ad Ermete Trismegisto: "come in alto, così in basso". E questo sistema non è voluto dalla Rosa Rossa, ma dal basso, da tutti noi, dai miei colleghi, parenti, amici...La maggior parte dei libri sui rosacroce si interrogano su aspetti assolutamente inutili e marginali.

Il vero problema dei Rosacroce, mai da nessuno indagato, è da quale momento tale organizzazione si trasforma da movimento Cristiano, intendendo tale termine come “portatori del messaggio di Cristo”, sia pure trasformato e commisto ad aspetti cabalistici ed orientali, a un movimento quasi satanico, criminale, che perpetra delitti terribili per conservare e potenziare il suo potere.E’ impossibile dare una risposta, ma è probabile che le infiltrazioni sataniche, ed esoteriche anticristiane, si siano effettuate nei secoli, piano piano, e all’insaputa pure di molti adepti del movimento.Quel che è certo è che attualmente, la maggior parte dei rosacrociani al potere non segue affatto il messaggio di Cristo né persegue il fine di elevare l’umanità.Di più.Il movimento Rosacrociano è un movimento sostanzialmente anticristiano e anticattolico, ma che ha dalla sua parte un arma formidabile: utilizza lo stesso linguaggio dei Cristiani, ma con un senso completamente contrario.Il metodo è assolutamente geniale.In pratica i rosacroce di oggi parlano un linguaggio e una simbologia satanista, ma utilizzando termini apparentemente Cristiani. Ogni termine Cristiano usato dalla Rosa Rossa infatti, ha in realtà un significato esattamente contrario

.L’iniziato alla Rosa Rossa, infatti, quando nomina Cristo e dice di “percepire l’essenza cristica e divina dentro di sé” sta dicendo che egli stesso si sostituisce a Cristo e si fa lui stesso Cristo; in altre parole si sostituisce a Dio.Parlando di Dio, si riferiscono ovviamente al loro Dio, non a quello Cristiano.Nel linguaggio della Rosa Rossa, Santa Rita rappresenta la Rosa Rossa. Ecco quindi che “consacrare qualcuno a Santa Rita” significa in realtà consacrarlo alla Rosa Rossa. La festa di Santa Rita diventa la festa della Rosa Rossa. Un po’ come la festa di San Giovanni è una festa massonica, ma la maggior parte dei cattolici pensa di festeggiare una festa cattolica.Molti iniziati alla Rosa Rossa vanno a messa e prendono regolarmente la comunione, perché dal loro punto di vista assumere l’ostia consacrata è uno degli sfregi migliori da fare a danno dei Cristiani.E’ così che, a meno di non avere un'approfondita conoscenza dei Rosacroce è impossibile spesso riconoscere un Rosacroce da un Cristiano, ed è così che è stato possibile avere dei Papi Rosacrociani, come Paolo VI e Giovanni XXIII.Lo stesso simbolo dei Rosacroce, la Rosa e la Croce, fa pensare a simboli Cristiani.

Ma dal punto di vista della Rosa Rossa, la Croce è invece un simbolo fallico, mentre la Rosa rappresenta l’organo sessuale femminile durante le mestruazioni.E’ un sistema geniale non c’è che dire. Il colpo di genio è soprattutto quello di aver creato un sistema difficile da smascherare, i cui più strenui difensori sono i cristiani stessi; perché se provate a dire a un cristiano che Paolo VI era un rosacroce, vedrete che il 90 per cento dei Cristiani non sa neanche chi siano questi Rosacroce. E quando glielo spiegate la sua reazione sarà immediatamente di rifiuto, cosicchè i migliori difensori di questo sistema sono le vittime stesse.In realtà tanto tempo fa – sconvolto da queste scoperte - parlai con un prete molto colto, che è il mio consigliere spirituale in questo viaggio nella follia massonica, che mi disse una cosa illuminante: “figliolo, ma perché ti stupisci? Se il demonio deve colpire qualcuno o qualcosa, da dove dovrebbe cominciare secondo te, se non dal Vaticano? E’ il posto migliore dove può nascondersi il Diavolo, e proprio perché è così ben nascosto è difficile trovarlo. E ricorda che l’astuzia migliore del demonio è di dire che non esiste”.Questa è l’astuzia più grande dei Rosacroce e della Rosa Rossa in particolare. Che essa non esiste, ufficialmente. Ne avete mai sentito parlare in un Tg o su un quotidiano nazionale? No perché queste notizie possono trovarsi al massimo su qualche giornale locale sfuggito al controllo, o su Internet, o su qualche libro poco conosciuto.E se anche essi parlano apertamente, parleranno il linguaggio Cristiano, quindi nessuno li scoprirà.

5. Gli omicidi della Rosa Rossa.

Una volta capito che il simbolo principale dei Rosacroce è la Croce e la Rosa, che altri simboli sono il pellicano, il giglio, e che nel linguaggio della Rosa Rossa, Santa Rita è sinonimo di Rosa Rossa, e che i loro numeri d’elezione sono il 7, l’8, l’11, e il 13, non è difficile riconoscere tale associazione un po’ ovunque.Tutti gli omicidi commessi dalla Rosa Rossa sono assolutamente riconoscibili da una serie di simboli numerici ed esoterici. Ne abbiamo parlato già in altri articoli. Qui sottolineiamo solo alcuni punti che negli articoli precedenti non avevamo esplicitato.Come abbiamo detto i loro delitti avvengono sempre in giorni che, numericamente, danno come somma 7, 8, 11, 13, o multipli di 11.Inoltre la scena del delitto, i nomi delle vittime, e i nomi dei carnefici, hanno quasi sempre significati religiosi o cabalistici.Ad esempio nel delitto di Erba, oltre alla data, notiamo che Rosa Bazzi, il cui nome da sposata è Rosa Romano (RR) uccide Valeria Cherubini. La Rosa Rossa ha simbolicamente ucciso un Cherubino.Nel delitto di Cogne viene ucciso Samuele, nome biblico, che richiama un giudice; e la cornice del delitto è il Gran “Paradiso”. E non a caso Annamaria Franzoni verrà tradotta in carcere nel giorno di Santa Rita, il 22 maggio; cioè nel giorno della Rosa Rossa, tanto per mettere un ulteriore firma alla vicenda.

Nell’omicidio di Maria Geusa a Città di Castello, salta immediatamente agli occhi il nome della vittima, Maria figlia di Gesù.Nei delitti del Mostro di Firenze i colpi vennero esplosi da una Beretta Calibro 22 serie H. Se 22 è il numero della perfezione per i cabalisti, H richiama la 5 lettera dell’alfabeto ebraico, il cui simbolo è, appunto, una Rosa e una Croce. Ma richiama anche il numero 8, quello della giustizia, simboleggiato cabalisticamente dalla Bilancia.Sfugge agli inquirenti il collegamento cabalistico tra tutti questi delitti e le comunanze tra essi. La pallottola con cui uccideva il mostro di Firenze era di rame, e nessuno fa caso al fatto che anche l’oggetto che ha ucciso Samuele a Cogne era dello stesso materiale. L’arma del delitto non verrà ritrovata né ad Erba, né a Cogne né nei delitti del mostro, per motivi che abbiamo già spiegato altrove.L’arma del delitto non verrà ritrovata neanche nel delitto Meredith, i cui funerali verranno celebrati non a caso nella Chiesa di San Giovanni, il patrono della massoneria e sulla sua bara verrà deposta una rosa rossa dal padre.

6. Il sistema della Rosa Rossa

Possono accedere alla Rosa Rossa solo i più alti gradi della massoneria, persone particolarmente potenti e anche particolarmente intelligenti.L’organizzazione comunica tra loro per mezzo di giornali, Tv, canzoni, ecc… Tra loro i membri non possono esplicitare la loro appartenenza alla Rosa Rossa, anche perché, con i mezzi di intercettazione esistenti oggi, questo significherebbe la fine dell’organizzazione nel giro di qualche mese, magari ad opera di organizzazioni rivali.Quando il messaggio è diretto ad una cerchia ristretta si ricorre a libri stampati in edizioni limitate (ad esempio le strenne di Natale che le banche e le ditte sono solite fare ai loro clienti migliori); quando il messaggio è diretto ad una cerchia più vasta si utilizzano i giornali e i Tg.Ad esempio non è un caso che il cronista del TG 5 che si occupa del delitto Meredith si chiami Remo Croci.Oppure che dopo la strage da 7 morti sull’autostrada, avvenuto questa estate l’8.8.2008, i Tg abbiano poi intervistato un camionista che si chiamava Carlo Massone.Ma credo che uno dei casi più eclatanti, cui neanche il romanziere più fantasioso potrebbe arrivare con tutta la buona volontà, sono i messaggi veicolati tramite testi di legge, o atti ufficiali, come l’esame di maturità di quest’anno.

C’erano diversi errori nella prova di maturità che la commissione ministeriale aveva preparato quest’anno; uno di essi era relativo ad una poesia di Montale erroneamente attribuita dai funzionari del Ministero come se fosse riferita ad una donna. In realtà la poesia era scritta per un uomo, un ballerino che in arte veniva chiamato K. E nella seconda riga della poesia ricorreva la ripetizione della lettera R. RR, come la Rosa Rossa, e K come il settore operativo di Gladio. Mentre nella versione di inglese uno degli errori riguardava la parola Lodge. Combinando insieme questi dati secondo un sistema di decriptazione predefinito si giunge alla codifica dei messaggi.Impossibile quindi portare le prove processuali dell’esistenza di questa organizzazione perché è impossibile provare che l’errore agli esami di maturità fu voluto, come è impossibile provare che il film Il mostro veicolasse in realtà un messaggio diverso.

Come dice Eco nel suo libro Il nome della Rosa: “fin qui vi abbiamo dimostrato che i libri parlano tra loro. E una buona indagine poliziesca dovrebbe dimostrare che i colpevoli siamo noi”.Il testo sembra in realtà una sfida… l’autore sottintende che nessuno riuscirà mai a dimostrare che un libro possa contenere l’ordine di commettere un delitto, di depistare un indagine, di spostare dei capitali, ecc…In realtà l’autore sbaglia; sarebbe possibile dimostrarlo, se solo si studiasse negli anni la cultura massonica. Così come è possibile dimostrare che un serial Killer si ispira alla Bibbia per commettere i delitti, solo se si ha conoscenza della Bibbia, così è possibile dimostrare la matrice cabalistica e Rosacrociana di tanti delitti, se solo si conoscesse la Cabala, La Golden Dawn, e la massoneria.Ciò sarà possibile, probabilmente nei prossimi secoli, quando una certa conoscenza sarà non solo accessibile a tutti ma anche conosciuta da tutti.Per ora, portare in un tribunale articoli di giornale, riferimenti esoterici, libri sui rosacroce, ecc…, equivale a farsi dare del matto, come successe all’avvocato Fioravanti all’epoca del primo processo Pacciani e come succede a me e ad altri che ci occupiamo di queste cose..

E per questo motivo gli investigatori, quando non sono corrotti, brancolano nel buio – come è avvenuto per anni per i delitti del mostro di Firenze, fino all’arrivo del commissario Giuttari - o sono nell’impossibilità di portare le prove di alcuni delitti, come accade per il PM Mignini a Perugia; oppure; nella maggior parte dei casi, si liquida il tutto come frutto di fantasie e suggestioni, ma continuano a rimanere senza risposta le innumerevoli anomalie e contraddizioni in vicende come quella di Cogne, del Mostro di Firenze, ecc….

7. La Rosa Rossa nei film nella letteratura e nelle arti.

Musica

Mozart nella sua opera il flauto magico utilizza molti simboli rosacrociani e massonici. In generale tutta l’opera, si dice, è in realtà la metafora di un percorso iniziatico. Si dice che avendo rivelato dei segreti massonici, per questo motivo egli fu assassinato, tanto che il musicista, conoscendo bene le regole di questa associazione, avendo intuito che non aveva molto tempo da vivere, scrisse il requiem per se stesso, che infatti rimase incompiuto perché morì avvelenato prima di terminarlo.Una fine simile toccò in tempi moderni a Rino Gaetano.

Le modalità della sua morte le abbiamo descritte altrove e non ci ripeteremo. Diventando famoso – come succede a chiunque arrivi ad avere una certa notorietà - fu avvicinato dal sistema, ma egli a quel sistema si ribellò. Non potendo parlare apertamente, altrimenti lo avrebbero ucciso, come succede a chiunque ne capisce il funzionamento, egli mise diversi messaggi criptati nelle sue canzoni oltre a diversi messaggi espliciti molto forti per l’epoca (inoltre ricordiamo che erano tempi in cui non esisteva Internet e chi disponeva di notizie particolari non aveva mezzi per divulgarle, salvo i mezzi di stampa ordinari, tutti assoggettati al regime massonico). Nelle sue canzoni, seppure in codice, c’è tutta la politica attuale e la Rosa Rossa: la corruzione totale della politica, i disastri della finanza e della globalizzazione, i riti satanici dei potenti, la manipolazione dell’informazione.

Fu ucciso perché aveva osato troppo.In tempi recentissimi ricordiamo la canzone vincitrice di San Remo “Ti regalerò una Rosa”; il cantante è Simone Cristicchi, e già l’abbinamento del titolo al nome del cantante (che richiama Cristo) fa pensare ai Rosacroce; guardando al testo, poi, si citano i riti satanici, ma soprattutto la canzone si rifà ad un romanzo, il maestro e Margherita; e Margherita è il nome di Santa Rita, ovverosia proprio di quella santa che, nel linguaggio criptato della Rosa Rossa, indica la Rosa Rossa.

Letteratura.

Tutta la letteratura di Giulio Verne è intrisa di simbolismo rosacrociano e massonico. Viaggio al centro della terra è in realtà un percorso iniziatico, mentre il simbolismo rosacrociano è evidente già in alcuni titoli delle sue opere come “Robur il Conquistatore” dove compare l’acronimo RC.Antoine De Saint Exupery nel suo famosissimo “Il Piccolo principe” parla di una rosa rossa che viene mangiata da una pecora. Forse è un allegoria che richiama la lotta tra Rosa Rossa e chiesa Cattolica. Morirà infatti in circostanze misteriose.

Il 31 luglio del 1944 partì per una missione di ricognizione nel mar Tirreno e scomparve nel nulla. Molto definiscono poetica la sua morte. Ma non fu poetica, semplicemente, venne applicata la regola del contrappasso perché il protagonista del piccolo principe è, come è noto, un aviatore, e quindi lui doveva per forza morire in aereo, in una data che ha una valenza simbolica: 31.7.1944 (3+1+7+1+9+4+4=29=11, il numero della giustizia).Per anni la sua morte è stata avvolta nel mistero finchè a sorpresa, proprio nel 2008 (cioè l’anno in cui su alcuni siti si è diffuso il possibile collegamento della sua morte con la Rosa Rossa), è spuntato un ex aviatore della Luftwaffe che si è ricordato di averlo abbattuto.

Dopo 44 anni il distratto aviatore si è ricordato di aver abbattuto un personaggio come Saint Exupery.C’è da pensare che nei prossimi mesi resusciterà – come in Dynasty – l’autista della Mercedes di Lady Diana che dirà “si è vero, ero ubriaco e andavo troppo forte”; e arriverà qualcuno che, pentito, dirà: sono io il mostro di Firenze, essendo un rosacroce ho firmato i delitti con la Rosa, poi avendo il dono dell’invisibilità ho ammazzato tutti i testimoni, Pacciani compreso; ho fabbricato dei documenti che hanno inguaiato Mario Spezi e a suo tempo Alberto Bevilacqua, e fatto sparire molte prove dalla procura; sono io che intercettavo Giuttari e sempre io, esperto nuotatore, ho ucciso Narducci nel lago Trasimeno.

Chiedo scusa alla nazione ma era un periodo che ero un po’ nervoso e mi annoiavo.La palma d’oro attuale dei Rosacroce va a due autori contemporanei; oltre ad Umberto Eco, che intitola il suo libro “Il nome della Rosa” e che altrove parla spesso dei rosacroce, va senz’altro a Stephen King, che scrive la serie Tv The Rose Red, e che nel suo libro “i Lupi del Calla” narra di una rosa protetta da una torre, e della necessità di difenderla, perchè se cade la torre cadrà anche la Rosa rossa, ma se cade la rosa rossa cade anche tutto il mondo circostante.

Chiaro riferimento alla necessità di difendere il “sistema” politico finanziario e giudiziario messo in piedi dalla Rosa Rossa.Esistono poi romanzi minori intrisi di messaggi più o meno evidenti. Ad esempio il libro Piacere mortale, di M.I Rose, in una serie di libri che hanno come simbolo una rosa rossa, narra di un assassino che provoca i delitti mandando messaggi subliminali da un video di PC, il che ricorda alcune vicende recenti, di omicidi di sangue ove gli assassini ripetono sempre agli inquirenti “ero preso da un impulso irresistibile”. Sarebbe interessante indagare i punti di contatto tra questi libri e alcune vicende come Cogne, Erba, e addirittura le vicende di Donato Bilancia. Curioso no?

Un serial Killer con il nome che - nell’esoterismo della Golden Dawn - corrisponde all’undici della giustizia; ricordiamo che è la Golden Dawn che nei suoi tarocchi ha invertito la numerologia cabalistica delle carte e ha assegnato l’11 alla giustizia (tradizionalmente invece era l’otto); il serial Killer ha detto: “ero preso da un impulso irresistibile…”; forse lo stesso impulso capitato alla Franzoni, ai coniugi di Erba e l’assassino di quella ragazza in Spagna, El Gordo, che ha ripetuto parole identiche. Delitti apparentemente senza nulla in comune, ma accomunati da parole identiche, dalle Rose sul luogo del delitto o nei nomi degli omicidi o delle vittime.

Cinema

Abbiamo serie minori TV come “La Piovra” ove il cattivo di turno deposita i suoi soldi in un conto svizzero chiamato Rosarossa e serie come “Il Sangue e la Rosa”.Ma abbiamo opere eccezionali come il film Quarto potere, scritto da Orson Welles. Questo film è considerato dalla critica il capolavoro del cinema di tutti i tempi, in testa a tutte le classifiche della critica più accreditata. Non è mai stato svelato veramente il segreto del nome con cui si chiude il film; nome che è anche il segreto del potere e del successo del protagonista: la parola segreta è “ROSE BUD” ovverosia bocciolo di Rosa. Avendo osato troppo, il regista entrerà in disgrazia dopo quel film. Probabilmente aveva voluto lasciare un messaggio, un segno, qualcosa che i posteri avrebbero raccolto e proprio per questo la sua carriera finì li.

 Poi abbiamo il film Il mostro, di Benigni. Anzitutto il film fa chiaramente allusione al mostro di Firenze, e ridicolizza gli inquirenti e la vicenda di quel periodo. I film esce il 22 ottobre del 1994; cioè nella data dell’anniversario dell’omicidio di due vittime del Mostro di Firenze, Susanna Cambi e Stefano Baldi, che vennero uccisi a Calenzano 13 anni prima (tredici, numero della morte e del cambiamento). Vennero uccisi proprio il 22 ottobre. D’altronde il padrone di casa di Benigni – nel film - si chiama Rocca Rotta. Chiara l’assonanza con la Rosa Rossa. Benigni è un esperto di Dante ed è strano che gli sia sfuggito il simbolismo rosacrociano nei delitti del mostro.

Una coincidenza notevole, quindi. Tra l’altro Benigni spesso ripete la frase “Ama Dio e fa ciò che vuoi” che è, si, una frase di Sant’agostino, ma è anche il motto del rosacrociano e membro della Rosa Rossa Alistair Crowley la cui biografia più recente (scritta da Lawrence Sutin e pubblicato da Castelvecchi) si intitola, non a caso “Fai ciò che vuoi”. Occorrerebbe quindi chiedere a Benigni a quale Dio si riferisce e, visto che in questi giorni ha pubblicato un libro su Dante con prefazione di Umberto Eco, eventualmente farsi spiegare da quest’ultimo chi sono quei Rosacroce di cui lui non fa mai cenno ma che pure dovrebbe conoscere bene, data la sua passione per il Sommo poeta. Infine, come non citare Eyes Wide Shut di Stanley Kubrick? L'attore (che ricordiamolo, è l'autore di Arancia meccanica, dove già nella locandina compare una piramide con l'occhio) nel film parla di riti satanici con omicidi commessi da potenti. E' morto improvvisamente di infarto il 7.3.1999 prima dell'uscita del suo film. 7+3+1+9+9+9 = 38 = 11. Anche lui giustiziato per aver osato dire troppo.

Politica

In politica è sufficiente vedere quali e quanti partiti hanno una rosa nel simbolo per rendersi conto di quanto sia vasta l’influenza rosacrociana; in alcuni casi poi compare anche l’acronimo RC, come in Rifondazione Comunista. E alla recenti elezioni la Sinistra arcobaleno voleva chiamarsi “Cosa Rossa”, nome poi abortito forse perché poi la cosa diventa troppo sfacciata e troppe persone potrebbero iniziare a mangiare la foglia. E per chi avesse ancora qualche dubbio sul rapporto tra politica e Rosa Rossa, è sufficiente leggere un libro di Cesare Salvi, senatore diessino, dal titolo “La rosa Rossa, il futuro della sinistra”; relativamente a questo libro Rossana Rossanda fece una recensione sul manifesto, dal titolo “La croce e la Rosa”.

Una bella coincidenza!Con buona pace di tutti quelli di estrema sinistra che ancora si domandano come mai la sinistra in questi ultimi decenni abbia favorito così smaccatamente la destra, con la sua politica demenziale; e che ancora non hanno capito che la sinistra è il burattino della destra attuale, mentre la destra attuale è il burattino di ben altri poteri.E a chi si domanda come mai Pannella anni fa volle candidare Licio Gelli nel suo partito, sarà sufficiente ricordargli il simbolo del partito di Pannella: La rosa nel pugno.Chissà perché Pannella, che ha fatto tanto chiasso contro la magistratura già dagli anni 80, in ciò anticipando addirittura Berlusconi, non si è mai occupato delle stragi impunite, a partire da quella del Mostro di Firenze… Forse quella Rosa che ha nel suo pugno gli ha impedito di vedere quella sulla scena dei delitti del mostro.

8. Conclusioni. Il mistero dei rosacroce

Per finire… Rimangono molti misteri riguardo ai Rosacroce.A mio parere il mistero più grande non è se questi esistano davvero, la loro data di nascita, e altre idiozie buone solo per intellettuali che fanno finta di voler capire la realtà, ma che vogliono solo portare i lettori e la gente comune fuori pista.Il mistero più grande è capire in quale momento un’organizzazione che si rifaceva al messaggio di Cristo e a filosofie meravigliose (filosofie che possono essere lette sia in libri di filosofia rosacrociana, sia in romanzi come “Zanoni”; ma che attraggono anche solo leggendo le presentazioni effettuate nei siti dell’Amorc), si sia trasformata in un’organizzazione criminale che – oltre al potere politico e finanziario permette ai suoi affiliati di commettere i delitti più impensati, da quelli del Mostro di Firenze a quelli di Cogne o di Haider.L’altro mistero è quali delle varie organizzazioni rosacrociane oggi esistenti si rifacciano veramente al messaggio di Cristo e non siano solo organizzazioni di facciata per coprire dell’altro.

Perché senz’altro molti dei rosacroce attuali, in tempi moderni, sono persone non solo buone, ma anche speciali, dotati di poteri particolari e di conoscenze particolari. Purtroppo molti no.E il più grosso mistero è capire come sia possibile che molte delle persone oggi al potere possano parlare di pace, fratellanza, possano produrre capolavori letterari e cinematografici spesso intrisi di messaggi bellissimi, per poi aderire ad un’organizzazione come la Rosa Rossa, o, perlomeno, accettare passivamente di veicolare nelle proprie opere dei messaggi rosacrociani e tacere di fronte ad un simile schifo. E’ vero che chi ha provato a parlare, come Rino Gaetano, Pasolini, e in tempi recenti Giuseppe Cosco e Cecilia Gatto Trocchi, sono morti, perché ribellarsi al sistema è praticamente impossibile. Ma è possibile vivere sereni con un simile peso sulla coscienza?

E’ possibile tacere ed essere conniventi, solo perché “tanto è tutto inutile! Che parlo a fare?”.Questo è il vero mistero dei rosacroce. Capire come possano convivere gli ideali di uguaglianza che avevano alcuni padri storici della sinistra, con la sigla RC di rifondazione comunista. Capire come si possa parlare di libertà civili, di diritti della donna, e poi fondare "La Rosa nel Pugno" e candidare Gelli, dimenticando i diritti delle vittime del mostro di Firenze, il diritto alla vita di tutte le vittime della Rosa Rossa.Capire come si siano trasformati dei giovani che senz’altro un tempo avevano creduto a certi ideali, che andavano ai cortei per un mondo migliore, in mostri che prendono in giro il loro elettorato e sono conniventi con delitti innominabili.Capire come sia possibile avere dei papi rosacroce (su questo punto chi vuole approfondire deve consultare il sito Chiesaviva e leggere i libri di Padre Villa)

.Capire come sia possibile produrre capolavori di sensibilità come “La vita è bella” di Benigni, accanto a film come “Il Mostro” il cui titolo non poteva essere più azzeccato, sia per i suoi fini che per i messaggi che veicola.Capire come si possa produrre capolavori come IT (che parlano della lotta del bene contro il male facendo prevalere l’amore e l’amicizia) accanto a The Red Rose e ai Lupi del Calla.Capire come sia possibile che i due mazzi più belli di tarocchi mai creati, su migliaia di mazzi, siano considerati all’unanimità proprio questi due: 1) il mazzo creato dal fondatore del rito indipendente e rettificato, Arthur Waite; 2) e il mazzo recente della Golden Dawn creato da Giordano Berti per la ditta “lo Scarabeo”.

Questi ultimi, creati nel 2008 forse superano in bellezza pure quelli di Waite (Berti – a detta di molti - è riuscito quindi a raggiungere un risultato che in un secolo nessun altro creatore di mazzi di tarocchi aveva mai raggiunto, perché nessuno fino ad oggi aveva eguagliato in bellezza quelli di Waite).Forse la risposta è ancora una volta quella contenuta nel romanzo rosacrociano “Zanoni” di Edward Lytton: “Le nostre opinioni sono la parte angelica di noi. I nostri atti la parte terrena”.La spiritualità di capolavori come “La vita è bella” sono la parte angelica dell’umanità. I delitti del mostro di Firenze, e tutto ciò che si fa per coprirli e addirittura proteggerli, la parte terrena.E su un punto hanno ragione i Rosacroce.

Capire il mistero dei rosacroce, è capire il mistero della vita, ma anche della politica della finanza e della giustizia. Ma una volta capito questo mistero, non è più possibile tornare indietro, e dopo, la vita non è più la stessa. Cosicchè, come dice il protagonista del romanzo, Zanoni, non sempre è una scelta consigliabile quella di arrivare a svelare il mistero dei Rosacroce, e condividerne la conoscenza, che si stia da una parte (cioè dalla parte degli iniziati), o che si stia dall’altra (di quelli che cercano di capirli dall’esterno).Entrambi, sono in trappola perché capiscono che il loro destino non dipende da loro.Dedicato a Rino Gaetano, Giuseppe Cosco, e Pier Paolo Pasolini. Rino disse in un intervista “oggi le mie canzoni non vengono capite ma fra vent’anni le capiranno”.Ho capito anche a cosa alludevi nell’intervista a Gianni Morandi parlando del “profumo dei ministri”.

Oggi ho capito. E questa dedica te la dovevo.E a te Giuseppe, che parlasti della Rosa Rossa esplicitamente e troppo presto, quando ancora la conoscevano in pochi. Sei morto senza che nessuno si sia neanche domandato il perché. Anche nel tuo caso, era difficile capire, allora. Ma leggendo i tuoi articoli ho capito il motivo del tuo “malore improvviso”, quel giorno che ti recasti in tribunale per una perizia.Ora capisco perché dopo aver letto il tuo sito, che è ancora visibile come se tu fossi vivo, non rispondevi al telefono e alle mail e alle mie domande. Ma forse mi hai risposto, anche se in un altro modo.A Pier Paolo Pasolini. Scusami se, all’epoca anche io, come tutti gli altri cieco di fronte all’assurdità di un potere troppo sofisticato per essere compreso, pensai che te l’eri cercata. Ero piccolo all’epoca e non avrei mai immaginato. Stefania ti ha dedicato un articolo, tempo fa, e spero ti sia piaciuto.Grazie a tutti e tre di aver seminato. Speriamo di aver raccolto una parte di ciò che avete seminato affinchè altri raccolgano ciò che seminiamo, affinchè infine possa un giorno crescere una foresta.

Bibliografia

I manifesti rosacrociani sono pubblicati per intero dalle edizioni mediterranee a cura di Jean Pierre Bayard, “I rosacroce, storia dottrine simboli”.Il manifesto della Rosa Rossa, è pubblicato nel libro di F. Ripel La Magia Rossa, Hermes edizioni a pag. 77. Riporto il brano che mi ha colpito di più: “Egli sa. Egli comanda; e il gran maestro è Horus la Bestia. Credi in lui e la vita vedrai.

Uccidi i tuoi simili, sventra tua madre, sgozza tuo padre se egli non crede in lui”.Zanoni, è edito in Italia da Tea (una casa editrice che, per coincidenza ha come simbolo una rosa).Sul rapporto tra Rosa Croce e Giulio Verne si può vedere: Jules Verne e l'esoterismo. I viaggi straordinari, i Rosacroce, Rennes- le-Chateau; di Lamy Michel; Curato da: De Turris; Edizioni mediterranee Sul Rosa Crocianesimo in Dante: L’esoterismo Rosacroce nella Divina Commedia, editore Bastogi.Un approccio iniziale alle società segrete, documentatissimo e ben scritto è il Dizionario dei segreti e dei misteri, Mondadori, a cura di Michael Greer. Libro ovviamente anticomplottista, perchè scritto da un massone di grado elevato.

Un libro documentatissimo ma anch'esso rigorosamente anticomplottista è Il cappello del Mago, di Massimo Introvigne, ed. Sugarco. Per l’autore – che ha la biblioteca esoterica e satanica più grande al mondo (50.000 volumi) il satanismo è un fenomeno quasi inesistente e ovviamente quasi nessun delitto in Italia e nel mondo è un delitto esoterico. L’autore arriva persino ad affermare, in un suo sito, che la piramide non è un simbolo massonico. Probabilmente se scrivesse libri sulla mafia giungerebbe ad affermare che la mafia non esiste ed è solo il frutto di una serie di incredibili coincidenze.

La prima persona a parlare esplicitamente della Rosa Rossa e dei suoi riti esoterici con sacrifici umani è stata Gabriella Carlizzi nel suo libro “Gli affari riservati del mostro di Firenze”, in particolare da pag. 127 in poi.Un libro un po’ complicato da capire, ma il primo e unico che ha parlato dei delitti della Rosa Rossa.Consigliamo anche la lettura della stessa autrice del libro “Lettera ad Alberto Bevilacqua sul mostro di Firenze”.

Si consiglia di iniziare la lettura di questi argomenti dal fondamentale “Massonerie e sette segrete. La faccia occulta della storia”, di Epiphanius, ed. Controcorrente.I riti della Golden Dawn sono pubblicati in Italia da Edizioni mediterranee in due edizioni diverse; la prima, a cura di Sebastiano Fusco, "La magia della Golden Dawn" e la seconda a cura di Israel Regardie.

Paolo Franceschetti http://paolofranceschetti.blogspot.com

Torna su

ROSE ROSSE: I MOSTRI DI FIRENZE

Come Jack “The Ripper”, anche il Mostro di Firenze è stato avvolto dall'oblio, lentamente è svanito dalla memoria collettiva, con il suo sinistro corteo di sangue e di macabri rituali, con i veleni e i controveleni, le perizie e le controperizie, i processi senza colpevoli e le vittime senza giustizia.Il Mostro di Firenze, solo in parte, emerge nei nostri incubi con il volto tumefatto e maligno di Pietro Pacciani: ci sono altri volti che sono rimasti nell’ombra, che forse non ne emergeranno mai, e non si tratta soltanto dei “compagni di merende”… forse sono volti eccellenti, rispettati, conosciuti, quelli che restano avvolti dalle tenebre…Ma la storia non finisce qui, non è mai finita…proprio per questo, per istinto professionale, per curiosità morbosa, per amore del brivido e dell’incognito, siamo rimasti stupefatti quando una e-mail diretta al nostro Direttore e proveniente da fonte non identificabile, ci invitava a recarci presso l’antica Abbazia Benedettina di Trisulti, dove avremmo trovato un plico a noi indirizzato, contenente inedite verità sul/i mostro/i di Firenze.

Il messaggio, per quanto inserito nella realtà asettica del WEB, sembrava provenire da occulte e terrificanti distanze…pur non rinunciando a battute ed ironia, siamo stati irresistibilmente attratti dall’invito. Ci siamo recati all’Abbazia, dove, nell’antica distilleria, un vecchio frate - senza dire una parola - ci ha consegnato un pacchetto diretto a “L”Aspide”.Incredibile dictu, il plico esisteva davvero e, inoltre, prometteva, per il futuro, altre rivelazioni.Il contenuto delle pagine che seguono è tratto dal plico anonimo che conteneva una perizia (anch’essa anonima) “in merito alla vicenda giudiziaria relativa ai delitti attribuiti al c.d. Mostro di Firenze, in base ad un’accurata analisi storica.”Noi la riportiamo, così come l’anonimo ce l’ha fatta pervenire, ed attendiamo altri sviluppi del caso.P.S. Prima di partire, siamo tornati nell’Abbazia per salutare il vecchio frate della distilleria e strappargli qualche informazione sul “mittente” del plico: naturalmente è appena superfluo aggiungere che il vecchio frate era scomparso e che nessuno ne sapeva niente.

I "MOSTRI" DI FIRENZE

Oggetto di questa memoria è la raccolta di elementi indicanti il depistamento doloso delle indagini sottolineando elementi sempre trascurati da tutti.Il primo elemento trascurato è quello esoterico.La funzione del numero tre: alcuni studiosi, rimasti inascoltati, portarono l’attenzione sulla vicinanza rituale fra i delitti del “mostro” e l’antico “culto di Iside”.Nella simbologia numerica, tre sono gli elementi dell’uccidere relativamente al corpo della donna: un’arma da punta, una da taglio, una da fuoco. L’arma da punta, usata post-mortem, con una serie di ferite intorno alla zona pubica, serve a ricacciare dentro il corpo l’anima dell’uccisa, affinché non torni a tormentare i suoi assassini.Il numero tre è anche alla base della teoria piramidale dell’organizzazione degli omicidi: alla base “gli scannatori” i “compagni di merende”, coloro che materialmente uccidono; nel livello intermedio, coloro che organizzano la logistica, i tempi di esecuzione, decidono chi e dove colpire; al livello superiore della piramide coloro che hanno il quadro complessivo del progetto, coloro che conoscono tutta la struttura e le finalità che si vogliono perseguire (accrescimento del potere, onnipotenza, crescita spirituale attraverso il dominio sul sangue e sulla morte, ecc.).

Del vertice fanno parte (mi riferisco a segnalazioni, informazioni, illazioni, rivelazioni anonime, che non hanno avuto seguito data la rilevanza dei nomi implicati) alcuni importantissimi personaggi del mondo dello spettacolo, dell’informazione, dei palazzi del potere. Molti reperti allegati al fascicolo processuale di Stefano Mele (“pista sarda”) furono manomessi. Le perizie balistiche si succedettero e contraddissero durante tutto il processo Pacciani, proprio perché i bossoli dell’omicidio Lo Bianco-Locci furono sostituiti con altri sparati in occasione degli omicidi Gentilcore-Pettini, Foggi-De Nuccio, Baldi-Cambi, Mainardi-Migliorini,proprio le sostituzioni di bossoli hanno creato il “teorema” della Beretta 22 come unica arma per tutti gli omicidi: in realtà l’arma del serial-killer è in azione soltanto dal 14 settembre 1974. Il 22 agosto 1968 – indicata come data d’inizio dell’operato del “mostro”- giorno della morte di Barbara Locci e Lo Bianco, fu un’altra pistola a sparare. Nel 1968 sparò una Beretta calibro 22 long rifle a otto colpi; dal 1974 in poi una Beretta calibro 22 long rifle a dieci colpi mod.74 serie 70. La pistola del delitto Locci-Lo Bianco non è mai stata trovata!

Del delitto fu accusato Stefano Mele. Era convinzione degli inquirenti che Stefano Mele avesse avuto uno o più complici. Il clan sardo pullulava di individui violenti, che manifestavano depravazioni sessuali, partecipavano ad orge “caserecce”, rapporti multipli, ecc. Il figlio di Barbara Locci, Natalino Mele, sedeva sul sedile posteriore dell’auto mentre la madre e l’amante di questa venivano uccisi. Aveva otto anni. Era in dormiveglia. Da adulto Natalino Mele ha lamentato sempre di avere nella memoria tanti vuoti, veri e propri black-out, sostenendo che questi non erano dovuti ad amnesie parziali da choc, ma di aver subito un vero e proprio “lavaggio del cervello”. Tale aspetto non fu mai approfondito da nessuno.Uno dopo l’altro vari membri del clan sardo furono indagati come presunti “mostri”: Francesco Vinci, Giovanni Mele, Pietro Mucciarini, Marcello Chiaramonti. Dalla pista sarda si passa nell’89 al “primo teorema Vigna”, sintetizzato così: l’arma di Mele usata dal primo delitto in poi era finita in mani estranee al clan sardo stesso. Lettere anonime indicano a questo punto la pista Pacciani.La prima lettera anonima che aveva attirato gli inquirenti sulla figura di Pietro Pacciani è del 1985, successiva al delitto della coppia francese. Recentemente si è scoperto che l’autore era un bancario, vicino di casa del Pacciani. Fu un delitto di “fine attività” contrassegnato da una novità: l’invio di un lembo di seno al sostituto procuratore Della Monica e da tre pallottole ai sostituti Fleury e Canessa, e al procuratore Vigna.

LA LETTERA ANONIMA AI CARABINIERI DI SAN CASCIANO

Nel 1992 l’abbandono della “pista” sarda e il proscioglimento dei predetti “sardi” imponeva alle indagini una riapertura “ a tutto campo”. Nello stesso anno una nuova lettera anonima viene indirizzata ai Carabinieri di San Casciano. Non si sa se l’autore sia lo stesso della prima missiva o un’altra persona. In entrambe le lettere anonime compare una “curiosità”: l’identica definizione riferita alla moglie di Pacciani, chiamata nelle due lettere “grulla”.La lettera contiene un oggetto metallico, e dice che tale oggetto è un pezzo della pistola del “mostro”. L’anonimo l’avrebbe rinvenuto in un barattolo di vetro a Crespello-Luiano, zona, sempre secondo l’anonimo autore, frequentata dal Pacciani.Sul pezzo in questione vennero ordinate accurate indagini: si scoprì che si trattava effettivamente di un’asta portamolla montata su una Beretta calibro 22 long rifle.

Inizia così l’indagine su Pacciani.

Il teorema della colpevolezza di Pacciani si baserà su questi elementi trovati nella sua abitazione:

- la cartuccia

- il portasapone

- l’album appartenuto ai due tedeschi uccisi.

La tesi innocentista sosteneva che:

- se l’asta portamolla inviata dall’anonimo apparteneva veramente alla pistola del “mostro”, solo il “mostro” poteva possederla!

La lettera anonima ai carabinieri di San Casciano avvia comunque un iter giudiziario a carico di Pacciani, il quale è rinviato a giudizio con l’esito che tutti conoscono:

1° grado: Ergastolo per tutti i delitti dal 1974 in poi – 14 omicidi – Assoluzione per la correità nell’omicidio del 1968 Locci- Lo Bianco.

2° grado: Assoluzione per non aver commesso il fatto per tutti i 16 omicidi.

Le due sentenze mettono immediatamente in luce un punto-chiave:

QUALE E’ L’ANELLO DI CONGIUNZIONE FRA IL DUPLICE OMICIDIO DEL 1968 E GLI ALTRI OMICIDI?

Rimangono oscuri tutti i quesiti “esoterici”:

- 14 coppie…c’è un riferimento usato da alcune sette alla morte di 14 coppie di giovani nel mitologico Labirinto del Minotauro?

- Il figlio di Barbara Locci, Natalino, dormiva sul sedile posteriore della macchina mentre la madre veniva uccisa. Davvero non ricorda nulla? E’ stato sottoposto a tecniche di “brainwasch”? E da parte di chi?

- I delitti sono avvenuti nelle notti di novilunio

- Alcuni grandi esperti di enigmistica (rebus, sciarade) chiesero di poter esaminare la documentazione dei delitti pensando di trovare delle chiavi interpretative; non sono mai stati interpellati

- Una ragazza della quale il quotidiano “La Nazione” riportò le sole iniziali, si trovò a viaggiare in treno nei pressi di Scandicci, subito dopo il delitto dei due francesi. Un signore distinto, di mezza età, senza accento toscano, la interpellò chiedendole se non avesse paura di viaggiare sola dopo quello che era accaduto. Aggiunse poi- chiedendole “Ma lei non legge i giornali?” - che in quello stesso giorno era stato recapitato un lembo di seno della donna morta al Sostituto Procuratore Della Monica. La ragazza giunse a destinazione e dimenticò il fatto, finché, circa 20 giorni dopo, lesse sui giornali che, QUEL GIORNO E NON VENTI GIORNI PRIMA, era stata recapitata al Sostituto Della Monica la lettera anonima con il lembo di seno della vittima. La ragazza fu colta da choc. Chi viaggiò con lei? Chi poteva sapere quello che il “mostro”, o i suoi complici, avrebbero fatto VENTI GIORNI DOPO?

Sottolineo che le due sentenze - diametralmente opposte - si basano su due assiomi logici:

- quello del P.M. nel giudizio d’appello Tony che dice “Mezzo indizio + mezzo indizio = 0 prove;

- l’altro del Procuratore Vigna che, sostenendo la tesi colpevolista, dice “Una concatenazione logica di indizi unidirezionali assurge a equivalenza di prova”.

Ritengo che l’operato dei Magistrati e delle Forze dell’Ordine nella vicenda può riassumersi così:

1) confusa conduzione delle indagini sul delitto Locci-Lo Bianco e su quelli Gentilcore-Pettini, De Nuccio-Foggi, Cambi-Baldi;

2) logica, lucida, coerente conduzione delle indagini a partire dalla conduzione del Procuratore Vigna nel 1982 (all’epoca ancora Sostituto).

I DUE GRADI DI GIUDIZIO E LE DUE SENTENZE DIAMETRALMENTE OPPOSTE

La sentenza di 1° grado, come tutti sanno, infligge l'ergastolo per 7 duplici omicidi e lo ritiene estraneo al duplice omicidio iniziale, quello del 1968.

La sentenza è chiaramente "zoppa" e lascia moltissimi punti oscuri insoluti:

- attribuisce all'imputato Pacciani il possesso della medesima arma usata nel 68 da Stefano Mele, senza spiegare né motivare in alcun modo un collegamento fra questi e Pacciani stesso.

- lascia spazio, con l'assoluzione di Pacciani per il delitto del 68, all'alternativa dell'esistenza di possibili assassini protagonisti di quel delitto vicini all'habitat delle due vittime Barbara Locci-Lo Bianco;

- vengono tralasciati alcuni potenziali "custodi" dell'arma di Stefano Mele, tra cui: 1) Angelo Vargiu, servo-pastore di Francesco Vinci, all'epoca del processo vivo e a piede libero, in seguito "incaprettato" ed ucciso insieme al suo "padrone"; 2)Silvano Vargiu, servo-pastore di Salvatore Vinci, che fornì a quest'ultimo un fragile alibi per il delitto Locci- Lo Bianco, poi arrestato per rapina a mano armata, a Modena, e rinchiuso, su sua richiesta, nella cella di Stefano Mele "ospite" del penitenziario locale;

- viene tralasciata l'indagine sui possibili "ritrovatori" dell'arma servita per il primo delitto; tra gli altri: 1)un membro della famiglia De Felice, presso la quale visse, dopo il delitto, il bambino Natalino Mele, figlio di Barbara Locci, che dormiva ( o quasi) in macchina mentre la madre veniva massacrata e che indicò il luogo dell'omicidio;

-la pista sarda viene chiusa prima di essere stata esplorata fino in fondo.

Il giudizio di appello rappresenta il rovescio della medaglia di quello di primo grado.

Il Presidente, nel condurre il dibattimento, rilevò l'incongruenza dell'affermazione non dimostrata che la pistola di Stefano Mele, usata per il delitto del 68, dovesse per forza essere finita nelle mani di Pacciani, e da questi utilizzata per uccidere dal 74 in poi.

La verità resta ancora lontana.

Un mistero a margine della vicenda:

Quando Pacciani fu assolto dalla Corte d'Assise d'Appello, nella primavera del 96, tornò nella casetta di Mercatale, ma...dov'era finita l'Angiolina? La casa era vuota e la moglie non c'era. L'Angiolina era scomparsa, nessuno ne sapeva nulla: andata via di sua spontanea volontà o portata via? Perché gli avvocati di Pacciani presentarono denuncia per sequestro di persona?Ma contro chi? Qualcuno dei vicini ha detto che l'Angiolina era stata trascinata via da più persone, che urlava parolacce, che si dibatteva. Sembra che l'Angiolina sia finita in una casa di cura, ma quale e perché? Dall'apparato dei servizi sociali e da potenti "amici"?

Sembra che la decisione di rinchiudere la moglie di Pacciani sia venuta dal Servizio Assistenza Sociale della USL, ma le carte erano scomparse, le carte di ricovero e quelle della richiesta di ricovero. Ma ricovero per cosa?

Chi ha voluto far tacere l'Angiolina e perché?

E come è davvero morto Pietro Pacciani?

Una delle chiavi di volta per comprendere l'intero edificio dei delitti del cosiddetto "mostro" - o "mostri" - di Firenze, è la comparsa dell'arma del delitto. Torniamo così ancora una volta al primo delitto, quello del 68, e al processo celebrato nel marzo del '70 a carico di Stefano Mele, marito della donna uccisa, con la chiamata di correità di Francesco Vinci da parte del Mele, l'entrata in scena del "clan dei sardi" e i tentativi compiuti da Salvatore Vinci per incastrare il fratello, all'insegna di un odio invincibile.Stefano Mele, nel corso del processo, confessa il duplice omicidio e, portato sul luogo del delitto, lo ricostruisce con un'arma scarica, mimando l'agguato, la posizione da cui partirono gli spari, mimando anche l'azione di chi scarica l'intero caricatore contenente otto colpi sulla moglie e sull'amante. Risultava invece agli inquirenti che i colpi sparati erano stati sei.

Una nuova autopsia dà ragione a Mele: i colpi erano stati otto, quattro contro la moglie Barbara Locci, quattro contro l'amante Antonio Lo Bianco. Entra quindi in gioco la famigerata Beretta calibro 22 a otto colpi. A questo punto inizia il mistero: quale è il collegamento fra il primo omicidio e gli altri duplici delitti che ebbero luogo dal 74 in poi? Da quell'anno -delitto Gentilcore-Pettini - furono sparati 63 colpi dal "mostro", con una media di nove colpi a delitto. Pertanto la Beretta usata dal 1974 in poi PORTAVA PIU' DI OTTO COLPI! e non poteva essere la stessa del primo delitto. L'arma del/dei "mostri" dei delitti seriali non è pertanto la Beretta calibro 22 Long Rifle serie 70: dovrebbe invece trattarsi di una Beretta calibro 22 modello 74 a dieci colpi, come conferma l'Ordinanza di custodia cautelare disposta dal GIP Valerio Lombardo per Pacciani laddove è citata la risposta della Fabbrica Beretta circa l'asta guidamolla - ritenuta uno degli indizi contro il Pacciani - indicata come appartenente al Modello 74. Tale indicazione fornita dalla Beretta stessa passa completamente sotto silenzio. Fra i molti argomenti che dobbiamo ancora affrontare, ci sono i molti "depistamenti".

Quale fu il ruolo del Maresciallo Fiore? E quello del Maresciallo dei Carabinieri Simonetti, amico fraterno di Pacciani? Facciamo un passo indietro, dimentichiamo Pacciani e i “compagni di merende”, dimentichiamo per un attimo la relazione del Prof. Bruno, le Ville sulle colline di Firenze, i pittori più o meno "maledetti", le nobildonne, i Rosacroce, e tutto quello che di kitsch, di "grand - guignolesco", di "déja-vu", è stato detto sulla evocativa, suggestiva, inquietante pista esoterico - legata ai delitti dei mostri di Firenze (un'annotazione: il plurale ormai è d'obbligo, e siamo in molti ad usarlo, anche se su questa pagina WEB fummo fra i primi a farlo...) Distacchiamoci dagli orrori ben noti e parliamo di circoli letterari... gli argomenti non devono essere necessariamente correlati...Torniamo indietro nel tempo (ma non molto tempo...) ed immergiamoci nell'atmosfera culturale di un circolo di letterati, di intellettuali, legato alla figura del medium Roberto Setti: una personalità interessante che operò nella Bassa Emiliana, ma fu punto di riferimento del circolo di Firenze (ritorna in gioco Firenze, ma forse è solo un caso perché si parla anche di Torino e Vicenza).

Roberto Setti riunì intorno alle sue doti medianiche uomini di cultura, scrittori di fama...(il filosofo Ugo Dèttore, il neuropsichiatra Luigi Lapi, lo scrittore Sergio Saviane, l’editore Raffaele Mattioli e tanti altri) aveva grandi capacità di premonizione, tanto da predire la morte della sua stessa nipote.Sembra, infatti, che "vide" due mesi prima che accadesse, il delitto orrendo che gli avrebbe tolto la nipote, uccisa dal fidanzato in un raptus di follia, da questi poi smembrata, eviscerata, decerebrata...Ritorniamo ora, dopo questa parentesi letteraria, alla Firenze "dei mostri".Ci sono molti decessi "collaterali" (sarà sicuramente un caso) a quelli compiuti nelle notti di novilunio sulle coppie: la compagna di un appartenente al "clan dei sardi" (che entra nella prima parte dell'inchiesta) e il suo bambino -per fare un esempio -, ma anche il padre di Pia Rontini, che più di ogni altro genitore fu presente e appassionato nella ricerca della verità e che morì "schiantato" da un infarto davanti alla Questura di Firenze nel novembre 1998.

Pochi giorni prima aveva detto di essere vicinissimo alla verità.E mentre attendiamo i risultati dell'autopsia in seguito all'esumazione della salma di Pacciani, vogliamo lanciare un ultimo flash, tornando indietro con la memoria al delitto del "mostro" relativo ai due tedeschi... I nostri lettori ricorderanno: ad un certo punto, ci fu un'anomalia nella perfetta geometria delle uccisioni.Vennero colpiti due ragazzi tedeschi, due maschi.Si disse che "il mostro" sarebbe stato tratto in inganno, nella sua identificazione delle possibili vittime, dai capelli lunghi di uno dei due. Fatto sta che la perfezione del rito venne meno, i due furono finiti a colpi d'arma da fuoco, non vi furono mutilazioni.Da notare che in tempi anomali (con una ripetizione fortemente accelerata) e con breve interruzione di tempo il/i mostro/i furono costretti ad uccidere di nuovo perché fosse rispettata la perfezione del rituale: fu uccisa un'altra coppia, questa volta con tutti i crismi e i riti, a dimostrazione del fatto che IL RITO era più importante dell'uccisione stessa.

Infine, un'annotazione su quello che è accaduto ultimamente per quanto riguarda la connessione SISDE/sessuologia. La vicenda del/i mostro/i si è ulteriormente complicata con le relazioni commissionate dal SISDE al Prof. Bruno, cosa che ha fatto apparire l'intera faccenda in una luce di clandestinità più che di segretezza.La differenza fra segreto e clandestino sta nel fatto che il segreto rispetto a ciò che non lo è, è separato e diviso. Ma di qualcosa che è segreto si può avere conoscenza, mentre di qualcosa che è clandestino, non si sa neppure che esista. L'esistere del segreto è noto, ma non è noto il contenuto, invece PER IL CLANDESTINO NON E' NOTO NEPPURE L'ESISTERE. Non vorremmo che la vicenda di Pacciani (avranno poi fondamento quelle voci che lo indicano, in carcere, come "informatore"?), del modo in cui è stata celata la relazione, dei fondi stanziati, riguardasse ancora una volta quelle deviazioni dei servizi segreti e delle norme di copertura di cui godono. Ricordiamo che quando l'allora sottosegretario alla Difesa Brutti, nel 1995, denunciò al Parlamento queste deviazioni nella relazione che da lui prendeva il nome, venne bloccata la discussione su quanto lo stesso Comitato sui Servizi aveva denunciato. Ritorniamo per un attimo a considerare i numeri che ricorrono nei delitti del/i mostro/i:

- il numero sette, sette donne e sette uomini uccisi, quattordici coppie, richiama la simbologia di un numero sacrale per eccellenza, fin dalla civiltà babilonese congiunzione del 3 (cielo, terra, inferi) con i 4 punti cardinali, a configurare la perfezione del cosmo... e quel numero sette (sette coppie) non fa forse pensare a quella nave dalle vele nere che portava sette ragazzi e sette ragazze ateniese verso le oscurità del Labirinto dove il Minotauro attendeva il dovuto tributo di sangue?

- del numero tre abbiamo già parlato, nel ricorrere delle tre armi, da taglio, da fuoco, da punta nelle uccisioni. E il tre ci porta anche lungo i percorsi satanici, da Belial ad Asmodeo, da Deber ad Azazel dal piede di capra, fino al luogo di Qumran, tra le sabbie del deserto di Giudea e le acque del Mar Morto, dove si esplicano i tre volti delle Tenebre, il Diavolo uno e triplice, espresso nelle "tre reti di Belial": "il terrore, la fossa, la trappola".

Come non vedere che le "tre reti di Belial" stendono la loro ombra sui delitti del/i mostro/i? Vediamo come:

- il terrore: è superfluo sottolineare che le vittime hanno provato terrore, terrore vero, perché è stato lasciato loro il tempo di provarlo! Gli uomini hanno visto il volto deformato che guardava attraverso il finestrino della macchina prima di sparare...le donne sono state tirate fuori dalle vetture, seviziate con decine di colpi di arma da taglio, hanno avuto il tempo di conoscere il terrore;

- la fossa: assomigliano a delle fosse quegli avvallamenti del terreno, quei viottoli di campagna, quelle strade sterrate fra i cespugli dove i delitti sono stati commessi;

- la trappola: le trappole sono state preparate e congegnate minuziosamente, le vittime condotte alla trappola dopo quanti appostamenti, pedinamenti, controlli? E quando la trappola si è chiusa, è stata una trappola crudele e perfetta...

Questi pochi elementi esoterici (ce ne sono mille altri da esaminare) dovrebbero far riflettere coloro che improvvisamente gridano al miracolo per aver scoperto la "pista occulta" che, nel corso degli anni, è stato quantomeno ingenuo o miope non vedere che era impossibile per un solo uomo congegnare un meccanismo del genere, che richiede un'organizzazione complessa, costosa, perfetta.

E un'ultima osservazione: non sono solo le coppie morte per opera riconosciuta del/i mostro/i le vittime di questa vicenda. Una lunga scia di sangue le accompagna, si allunga al loro fianco, le circonda: ricordiamo soltanto alcuni di questi morti "collaterali".

Renato Malatesta, trovato impiccato nella sua stalla nel 1981: aveva il cappio al collo e i piedi poggiati per terra, e nessuno si suicida così.

Malatesta era il marito di Maria Sperduto, che si accompagnò ai "compagni di merende" Vanni e Pacciani, ed era il padre di Milvia, morta orrendamente nel '93. La povera Milvia fu trovata incaprettata e bruciata insieme al figlioletto Mirko: l'amore l'aveva avvicinata al "clan dei sardi" che ebbero una parte di rilievo nella prima fase dell'inchiesta sul mostro. Era stata l'amante di Francesco Vinci, accusato anche per un periodo di essere "il mostro", poi scagionato: trovato incaprettato anche lui, col suo servo pastore Vargiu.

E infine, per questa prima breve carrellata, nel '94 morì Anna Mattei, che aveva avuto una relazione con il figlio di Vinci... anche del suo corpo fece scempio il fuoco...

LE LETTURE DI PACCIANI-

Chissà se facendo un giro dalle parti della Libreria Evangelica di Via Ricasoli a Firenze, si può ancora trovare una copia del libro "Pericolo di morte"? Sembra sia un libro utile per chi teme gli assalti del demonio, doveva saperlo anche Pietro Pacciani, se è vero che una copia fu trovata nella sua umile casa di Mercatale, quando l'esponente più autorevole dei "compagni di merende" fu trovato morto, di una morte che sempre meno sempre accidentale e casuale. Era un tentativo di Pacciani di cacciare il Male di vivere, il Male di convivere con troppi incubi e troppi fantasmi? O era tormentato da qualche Demone in carne ed ossa, e tentava con qualche esorcismo di tenerlo lontano? O erano consigli di buone letture di Suor Elisabetta, che tanto aveva preso a cuore la sorte del "pover'uomo"? Non si sa, ma certo fra tanti misteri, desta un certo stupore immaginare Pacciani dedito a letture di spiritualità cristiana e pronunciare preghiere contro gli angeli ribelli: forse si trattava di "angeli caduti" molto più terreni, e Pacciani aveva motivo di temerli...

-Le forze occulte

Sarebbe il caso di riflettere sulle dichiarazioni di Giacomo Fassino, dell'Associazione Vittime dell'Ingiustizia, il quale disse, che una settimana prima di morire, Pacciani temeva di essere nel mirino di forze occulte determinate ad eliminarlo fisicamente. Di quali demoni aveva paura Pacciani? Di quali forze occulte?

- Il medico di Pacciani

Chi era il medico di Pacciani? Chi era il medico dell'Angiolina?

Era questo medico -come ha testimoniato Lotti, il "tramite" per l'utilizzo dei "feticci" (brandelli di seni e di pube tagliati alle vittime) ?

-Il tralcio di vite

Il tralcio di vite nel corpo di Stefania Pettini ci rimanda a molti significati simbolici. Parlavamo all'inizio di queste riflessioni di culti di Iside e Osiride...Osiride era il re e il giudice dei morti. Secondo una leggenda egli insegnò agli uomini a potare le viti e ad estrarre il mosto dall'uva. Deponendo i morti nella tomba gli Egiziani li affidavano a colui che poteva trasformare la loro polvere in vita eterna, emblema e strumento di resurrezione.

Da quel corpo martoriato di Stefania Pettini, da quel tralcio di vite, quale nuova fertilità, quale potere doveva germogliare, e chi ne doveva beneficiare?

-Giuliano Kremmerz e la fratellanza terapeutico-magica di MIRIAM

I culti isiaci e osiridei ci rimandano alla Fratellanza di Miriam, fondata da Ciro Formisano, meglio noto come Giuliano Kremmerz, una tradizione che parte da lontano e riemerge nelle pratiche occulte di Raimondo di Sangro, Principe di Sansevero, per arrivare fino all'"appello agli aspiranti alla luce" del "Mondo secreto", fino alla resurrezione della Fraternità Rosacrociana.

E, infine:

- Con chi ha parlato, qualche giorno prima di morire, il padre di Pia Rontini?

A chi ha detto di essere ormai ad un passo dalla verità?

Abbiamo già parlato del terrore.

Abbiamo sottolineato che le vittime hanno provato terrore, terrore vero, perché è stato lasciato loro il tempo di provarlo!

Gli uomini hanno visto il volto deformato che guardava attraverso il finestrino della macchina prima di sparare...le donne sono state tirate fuori dalle vetture, seviziate con decine di colpi di arma da taglio, hanno avuto il tempo di conoscere il terrore. Il terrore è uno dei tre elementi satanici della rete di Belial. Ma non sono state soltanto le vittime a provare terrore: proviamo a ricordare il volto di Pacciani durante il processo... non erano i segni della colpevolezza né quelli dell'innocenza i più evidenti sul viso del contadino di Mercatale...erano i segni deformanti del terrore. Un terrore incomprensibile (se era colpevole, di chi aveva paura? chi poteva fargli più paura di se stesso? se era innocente, non doveva essere la paura il sentimento dominante, bensì la disperazione...), un terrore devastante, un terrore del quale solo a lui erano noti i contorni e i motivi.

Pacciani è morto il 22 febbraio 1998 e in questi giorni la perizia dei medici legali Elisabetta Bortol e Francesco Mari apre uno spiraglio su quel terrore: Pacciani temeva i volti senza nome di quei mandanti ( i tre livelli della piramide) sui quali già la Corte d'Assise, nella sentenza del 1° novembre 1994, sollecitava la Procura ad indagare, per individuare i complici (ma più che complici, diremmo i "burattinai" ) di Pacciani. Su Pacciani la trappola si è chiusa, probabilmente con una morte "indotta", causata da farmaci che è stato obbligato ad assumere o a NON assumere. Ed è andato ad ingrossare la lista dei morti "collaterali", da Renato Malatesta, trovato impiccato nella sua stalla nel 1981, con il cappio al collo e i piedi poggiati per terra, padre di Milvia, morta orrendamente nel '93, incaprettata e bruciata insieme al figlioletto Mirko, amante di Francesco Vinci, incaprettato anche lui, col suo servo pastore Vargiu, ad Anna Mattei, legata al figlio di Vinci, E poi, come è morto il padre di Pia Rontini? Alla fine del 98, il suo cuore si è fermato davanti alla questura di Firenze. Aveva detto nel corso di una cena, pochi giorni prima, di essere vicino alla verità.

Nel "balletto" delle perizie e dei rapporti commissionati e spariti, nei depistaggi causati dalle false "casette degli orrori" con tanto di serpenti di plastica e simboli satanici da "Bignami del satanista, nel ruolo giocato dal SISDE, dove 007 pagati per fare i sessuologi hanno fatto apparire e scomparire relazioni destinate al Capo della Polizia, resta aperto un altro problema: i fax inviati da Villa Verde alla Segreteria del Ministero dell'Interno, Bianco, per chiedere l'allontanamento di Michele Giuttari e per "tenerlo lontano dalle indagini", sono partiti solo da Villa Verde? E hanno trovato ascolto? Non siamo solo noi a chiedercelo, ma anche il Tribunale del riesame di Firenze, che il 19 ottobre di quest'anno ha respinto i ricorsi di Graziella Tacchio e Aimona Corrado, proprietarie di Villa Verde, con questa motivazione: "Nelle carte sequestrate sono stati trovati appunti precisi di date e vicende concernenti i trasferimenti patiti dal Dottor Michele Giuttari, il quale ha dovuto ingaggiare una complessa battaglia amministrativa per continuare ad investigare sugli aspetti della notissima vicenda. Appunti che suscitano un certo senso di inquietudine, poiché attestano un fervente interesse da parte di Graziella e Aimona Corrado, affinché il Dottor Giuttari non s'interessi più di queste indagini e la ricerca di contatti con personaggi altolocati a questo fine.

E dovrebbe essere chiarito se questi contatti vi siano stati, e se abbiano avuto un grave effetto di ritardo per le indagini medesime." Ritorniamo a parlare dei fax inviati da Villa Verde alla Segreteria del Ministero dell'Interno, Bianco, per chiedere l'allontanamento di Mchele Giuttari e per "tenerlo lontano dalle indagini".Ma perché hanno trovato ascolto? Ci sembra di ricordare che non siamo solo noi a chiederlo, ma anche il Tribunale del riesame di Firenze, che il 19 ottobre di quest'anno ha respinto i ricorsi di Graziella Tacchio e Aimona Corrado, proprietarie di Villa Verde, con questa motivazione: "Nelle carte sequestrate sono stati trovati appunti precisi di date e vicende concernenti i trasferimenti patiti dal Dottor Michele Giuttari, il quale ha dovuto ingaggiare una complessa battaglia amministrativa per continuare ad investigare sugli aspetti della notissima vicenda." Michele Giuttari fu allontanato dalle indagini, chiese di riprendere il comando della Mobile di Firenze, il TAR della Toscana gli dette ragione, ma...l'opinione del Tribunale Amministrativo della Toscana non fu subito rispettata.Perché? Perché, sembra che, si frappose al reinserimento di Giuttari, un'ordinanza del Ministro dell'Interno Bianco, che lo destinava all'Ufficio Stranieri. Non sembra però che l'Ufficio Stranieri fosse proprio il posto adatto per l'uomo "di punta" dello scenario investigativo sui mostri di Firenze... E il Tribunale del Riesame, parlando degli "appunti precisi di date e vicende concernenti i trasferimenti patiti" da Giuttari, sottolinea che tali "appunti suscitano un certo senso di inquietudine" dimostrando che c'era un interesse tangibile a distogliere Michele Giuttari dalle indagini.

Rimane da conoscere:

- chi siano i " personaggi altolocati" contattati " a questo fine" e perché, sotto consiglio o influenza di chi, sarebbe stata emessa l'Ordinanza del Ministro dell'Interno.

Quesiti, dubbi, domande...ancora quattro domande da porsi...

I MEDICI- Quante vittime, quante persone implicate - per un motivo o per l'altro - hanno avuto, per un periodo più o meno lungo, in comune, LO STESSO MEDICO?

Quello che venne indicato come il Dottor B., fu medico di Pacciani? fu lui a ordinargli i farmaci per la cardiopatia? Anche il Dottor B. morì di arresto cardiaco... ma fu una morte naturale o fu "aiutato" a morire? ...era il febbraio '98...e forse questo medico ebbe in cura per un certo periodo anche il padre della povera Pia Rontini? Anche papà Rontini - uno dei più infaticabili "cacciatori" del mostro/i - morì di arresto cardiaco, nel novembre '98, davanti alla Questura di Firenze...pochi giorni prima aveva detto di non essere mai stato così vicino alla verità...

LE PROSTITUTE- si dice ci siano state, e ci siano ancora, delle prostitute che hanno raccolto le confidenze del "Livello Basso", quello degli "scannatori", meglio noti come "compagni di merende"...Operano ancora nella zona?

LA DISCOTECA- Quante delle vittime hanno frequentato la discoteca "La spiaggia" di Vicchio?

LA RAGAZZA DEL TRENO

- cosa ha sentito e visto esattamente la ragazza che viaggiò sul treno con un signore distinto, che le parlò, con quasi un mese di anticipo rispetto all'avvenimento reale, dell'invio del lembo di seno della donna francese uccisa nell'85 al Sostituto Procuratore Della Monica?

Chiudiamo con questa puntata un percorso iniziato più di un anno fa quando un misterioso frate dell’Abbazia Benedettina di Trisulti inviò al nostro Direttore una e-mail contenente l’invito a recarci all’antica abbazia a prendere un “plico” che conteneva cose “interessanti”. Incontrammo questo vecchio druido dell’anima e l’avventura ebbe inizio. Ed, infatti, L’Aspide, per primo, ha pubblicato - mettendo particolarmente in luce l’aspetto esoterico - un accurato e documentato dossier sulla vicenda dei “mostri di Firenze”, quei maniaci cioè che in un arco di tempo di diciassette anni hanno provocato la morte di sedici persone (otto coppie). Quando i delitti di Firenze sono iniziati in Italia nessuno conosceva il concetto di serial killer o di “omicidi seriali” (che invece erano tristemente ben conosciuti negli USA) e si pensava a qualche pazzo isolato, ad un maniaco, ad un solitario frequentatore dei boschi notturni, magari un guardone che viveva in qualche degradata periferia postindustriale. Però la gente, l’opinione pubblica” voleva il “Mostro” è le Istituzioni lo trovarono sbattendolo (ci si permetta la citazione di un film di un certo successo) in prima pagina.

Il Mostro – cari signori - esisteva. Il Maligno, il Satana etrusco, il “diavolo della notte”, l’Ingannatore, l’Antico Serpente, il “Principe di questo mondo” aveva un nome e cognome ed invero miseri tratti di uomo: si trattava di un ignorante manovale (acconciatore di pelli esperto nell’arte di scuoiare animali con un coltello affilato) nato il 7 gennaio del 1925 alle tre del pomeriggio (segno zodiacale Capricorno con ascendente nei Gemelli) ad Ampinana, frazione di Vicchio del Mugello, ma vissuto sempre a Mercatale Val di Pesa in quella prosperosa toscana ricca di messi e misteri. Pietro Pacciani era stato già segnato dalla giustizia: nel 1951, infatti, uccide con 19 coltellate l’amante (Severino Bovini) della fidanzata quindicenne (Miranda Bugli) e costringe quest’ultima ad avere un rapporto sessuale vicino al cadavere ancora caldo del suo amico.

E’ un violento ed un rissoso con evidenti problemi di devianza sessuale. Nella sua fragile personalità sono evidenti anche i segni di deliri di tipo paranoideo (ricordate quando si paragonò nella sua innocenza – durante il processo a suo carico - addirittura a Gesù Cristo, sventolando istrionicamente una immaginetta sacra e piangendo davanti alle telecamere professando la sua innocenza?). Pacciani viene condannato per il delitto dell’amante, ma nel 1964 è già libero: delitto a sfondo passionale dice la legge; in una Italia bigotta, moralista e reazionaria esiste ancora il cosiddetto “delitto d’onore” e quindi il Pacciani se la cava tutto sommato abbastanza bene. Nel 1987 è condannato nuovamente a quattro anni per avere violentato le figlie (Rosanna e Graziella) per dieci anni. Ma è il 30 ottobre del 1991 Pacciani (ancora in cella) entra nella vicenda giudiziaria – in seguito ad una lettera anonima (spedita alla Stazione dei Carabinieri di San Casciano) - che lo accusa dei fattacci fiorentini e riceve un avviso di garanzia per i delitti del “Mostro”: unico indizio una cartuccia calibro 22 (come quelle utilizzate dall’arma del delitto) nel suo orto di casa (gli inquirenti saranno messi sulle sue tracce da una lettera anonima).

Successivamente saranno trovati nella sua casa anche un blocco di una marca tedesca (difficilmente trovabile in Italia) ed un portasapone che erano probabilmente appartenuto alla coppia di tedeschi uccisi dal mostro.Pacciani (detto “Vampa” per la sua iniziale attività di mangiafuoco nelle sagre paesane) è un personaggio strano: appare evidente che qualcosa sa, che ha avuto a che fare con gli efferati delitti ma appare altrettanto evidente che c’è “qualcun altro” quelli che lui con meraviglioso gergo naïf chiama i “compagni di merende”; si tratta di un gruppo di disperati dediti ad una sessualità rozza e greve. Ne fanno parte Mario Vanni (di professione portalettere, detto “Torsolo” poi condannato all’ergastolo), Giancarlo Lotti (manovale, detto “Katanga”, condannato a trenta anni), Giovanni Faggi (rappresentante di commercio, assolto) ed anche una donna, Maria Sperduto.

Inizia l’iter giudiziario: il 16 gennaio 1993 le prime imputazioni e poi il 15 aprile 1994 il rinvio a giudizio, il primo novembre 1994 la sentenza: ergastolo per 14 duplici omicidi ed assoluzione per la chiamata in correità del primo omicidio (meglio sarebbe chiamarlo ”omicidio zero”) quello “Barbara Locci – Antonio Lo Bianco” avvenuto nella notte tra il 21 ed il 22 agosto 1968 a Signa per cui fu condannato il reo confesso Stefano Mele appartenente al cosiddetto “clan dei sardi” il cui coinvolgimento negli omicidi appare ancora confuso e poco chiaro. E poi una svolta clamorosa: il 3 febbraio del 1996 assoluzione in corte di Appello ma altrettanto clamorosa è la decisione della Cassazione che annulla a sua volta la sentenza di appello: il processo si deve rifare il 5 ottobre 1998. Tuttavia la storia di Pacciani ha un epilogo: il 23 febbraio del 1998 è trovato morto nella sua casa di Mercatale in circostanza misteriose; sembrano cause naturali (il cuore di Pacciani è vecchio e malandato) ma la magistratura non ci crede molto e – sempre lo stesso anno - apre un’inchiesta contro ignoti ed ordina una perizia sul cadavere a tre anni di distanza. La perizia afferma che Pacciani non è morto per infarto ma per un micidiale cocktail di farmaci che non doveva prendere (mentre mancano tracce di quelli che era obbligato ad assumere per la sua salute).

L’ultima persona ad averlo visto vivo è la misteriosa Suor Elisabetta che poi sparisce rapidamente dalla scena. In realtà la storia giudiziaria del Pacciani è complessa ma non impossibile se non da dipanare almeno da “instradare” in un circuito di applicabilità razionale: si cerca di capire infatti se le prove portate contro di lui sono sufficienti alla incriminazione o se c’è del “fumus persecutionis” prodotto dalla forte spinta della emotività popolare. Il giudice d’appello Piero Tony dice infatti “mezzo indizio + mezzo indizio” = zero prove; il procuratore Vigna dice invece“Una concatenazione logica di indizi unidirezionali assurge ad equivalenza di prova”.Chi ha ragione? Addirittura è tirata in ballo la filosofia e la logica del delitto. Ma – a nostro avviso - il “sale” di questa vicenda per cui il caso è diventato una vera sfida alla logica indiziaria è un altro. Pacciani – o il “Mostro”- era solo oppure c’erano latri “mostri”, magari silfidi, spiritelli notturni dell’aria- oppure qualche magico coboldo etrusco o – magari - qualche personaggio importante, ma così importante da far muovere qualche settore “deviato” del SISDE per coprirlo (strano il caso di Aurelio Mattei, agente del servizio che in un suo libro, “Coniglio di martedì”, descrive fedelmente quanto poi si apprenderà sui delitti di Firenze. Nel 1997 poi, il Mattei fu accusato di avere ipnotizzato Gabriella Alletto per fare accusare i due assistenti di filosofia del Diritto).

Quale è la verità?

Chi abita – tra i maggiorenti di questa nostra disastrata repubblica - tra le colline toscane?

Chi – dietro un comportamento magari istituzionale e moralistico - si lasciava andare nelle notti di novilunio della campagna toscana a riti depravati?

C’è coinvolto qualche intellettuale colto e raffinato, magari qualche nostro sfuggente collega giornalista?

E questi “mostri “ erano riuniti in una setta di tipo satanico? Facevano riti?

Chi ha ucciso? Chi ha colto questi giovani fiori? Un’ombra di passo, un caprone diabolico, una sottile essenza malvagia che magari armava una mano tanto rozza quanto sprovveduta?

Sacrificavano a qualche demone le giovani donne uccise oppure si tratta di un ennesimo depistaggio?

E’ chiaro che l’elemento femminile, lunare, mercuriale e passivo risulta determinante in questa brutta vicenda.

E’ nelle femmine uccise che si deve cercare la possibile chiave (infatti l’unica coppia non etero uccisa viene abbandonata a se stessa come un frutto guasto).

E femmina nella “magia sexualis” (parte dell’antica “Ars Regia” dei seguaci di Ermete Trismegisto, il Toth egiziano, il “Tre volte grande”, autore della “tabula smaragdina”) significa sesso o meglio- genesi e controllo delle potenti correnti eteree che sgorgano dal primo Chakra, quello detto di Kundalini il serpente Indù che riattivato dall’atto eterosessuale risale la spina dorsale per raggiungere il cervelletto e da lì il settimo ed ultimo Chakra, il cosiddetto “terzo occhio” quello che apre le porte dei poteri paranormali: preveggenza e chiaroveggenza.

Dicevamo tanti i misteri in questa oscura vicenda.

Ad esempio perché le proprietarie di Villa Verde -Grazia e Ajmona Corradi- hanno un potere così forte da far muovere l’ex ministro Bianco per fare spostare il capo della mobile di Firenze il Dottor Enrico Giuttari all’ ”Ufficio Stranieri”?

Chi non può fare a meno di ascoltare le due donne?

E che ruolo ha il “pittore maledetto” svizzero Claude Falbriad che alloggiò per qualche tempo a Villa Verde e poi fuggì terrorizzato lasciando dietro di sé terribili dipinti di violenze e sevizie?

Cosa sa veramente il Professor Bruno – il criminologo ex agente del SISDE?

Perché il suo dossier – consegnato direttamente all’allora capo della Polizia Vincenzo Parisi) che indicava chiaramente la pista esoterica fu tenuto nascosto ai giudici per ben 16 anni?

E’ in corso un nuovo depistaggio?

Ed ancora dove è finita l’ Angiolina Manni la moglie “grulla” (come curiosamente viene definita in due missive anonime che accusano i l marito) del Pacciani?

Sembra sia stata internata a forza dalla USL ma che fine ha fatto?

Ed il medium Salvatore Indovino (Nomen est omen) che ruolo aveva nella vita dei compagni di merende (che si riunivano nella sua casa di Faltignano –frazione di San Casciano- per fare messe nere e sedute spiritiche)?

Ed il giornalista RAI della sede di Firenze, Giovanni Spinoso perché è sospettato di avere inviato lettere anonime alla magistratura?

Forse perché aveva sposato la sorella di una delle vittime del mostro?

E la piramide tronca (ben riprodotta –del resto- sul retro del biglietto americano da un dollaro e simbolo del massonico di rito scozzese ”Ordine degli illuminati”) trovata vicino al corpo di una vittima cosa significa?

Ed il tralcio conficcato nella vagina di una delle giovani donne (Stefania Pettini, 18 anni)?

Un sacrificio alla dea egizia Iside?

Ed il misterioso medico B. che commissionava i “lavoretti” a Vanni che ci faceva dei pubi femminili?

E che dire dell’invio di un pezzetto di seno di Nadine Mauriot, uccisa a Scopeti nel 1985, al magistrato Silvia Della Monica?

E su quali prove la giornalista Gabriella Carlizzi ha accusato lo scrittore Alberto Bevilacqua di essere il mostro di Firenze?

E poi tanti altri fatti inspiegati e tante “morti collaterali” di personaggi collegati tutti fra loro…

Per fortuna il nostro è un Paese ancora democratico e i tanto bistrattati giornalisti – a volte- rimangono unici baluardi della libertà.

I giornalisti che muoiono come inviati di guerra, che denunciano i crimini della mafia, che pestano i piedi ai potenti…

Sì siamo noi –insieme alla gente libera di questo Paese- che chiediamo di sapere.

Non siamo depositari di chissà quali segreti ma utilizziamo la logica, concateniamo gli indizi, colleghiamo i fatti, proponiamo ipotesi, avanziamo anche noi qualche “teorema” suffragato magari da una chiacchierata fatta ad un bar scalcinato di periferia mentre un alcolizzato beve l’ultimo bicchiere di un vinaccio che gli brucerà l’ultimo brandello di fegato.

Ed in questa ottica ci proponiamo ancora una riflessione che non è più che, un esperimento di “Logica indiziaria”…

Già…la logica del delitto…cosa ci ricorda?

Scattone e Ferraro naturalmente; e l’omicidio di Marta Russo alla Sapienza…un omicidio senza movente, senza una apparente ragione…

Ma giochiamo un poco con i nostri neuroni e porgiamo ai nostri lettori delle constatazioni frutto sicuramente di qualche circuito non completamente calibrato, ma a volte anche questo serve…

Vediamo quindi di capire quale fosse l’ambiente in qui è maturato questo ennesimo delitto insoluto?

Ma qui facciamo un passo indietro sperando che il benevolo lettore ci segua ancora.

Su L’aspide abbiamo già parlato di un caso inquietante. L’omicidio di Veio, avvenuto il 23 giugno del 1986 in una cittadina dell’alto Lazio, nella Notte di San Giovanni, la notte delle streghe….

Luciano Tarek Hani –29 anni- studente fuori corso di biologia viene ucciso in circostanze misteriose mentre si trova in un anfiteatro etrusco insieme ad un professore di Vetralla (provincia di Viterbo): il docente si chiama Giuseppe Costa e dice ai carabinieri che si è sentito uno sparo nel buio ed ha visto il suo compagno cadere fulminato a terra.

I due sono esoteristi, studiosi di Julius Evola, e sono andati a “fare qualcosa” in quel luogo consacrato alla magia da secoli.

Già Julius Evola…un filosofo e pittore “futurista” molto legato alla cosiddetta “destra esoterica e magica”.

Un grande intellettuale, un raffinato politologo, il più grande studioso italiano “moderno” di occultismo.

Ma quale è il filo nero che lega questi delitti?

A parte la contiguità geografica alla Toscana dell’omicidio di Veio (alto Lazio) c’è proprio lui, Julius Evola.

Tarek Hani e Giuseppe Costa sono studiosi di Evola, come lo sono molti personaggi che transitarono presso il Cerchio Firenze 77 (di cui abbiamo parlato nella quinta puntata) come lo sono –sembra- anche Scattone e Ferraro (i due assistenti di Filosofia del diritto incriminati e poi assolti per l’omicidio di Marta Russo)…

Perché tutti i protagonisti di delitti insoluti e terribili leggono, studiano e commentano il grande ermetista?

E’ chiaro che il substrato culturale comune, forse “l’anello mancante” di tutti questi delitti c’è: ed è l’esoterismo occultista che si riconnette allo spiritualismo orientale (che dire poi dei Teosofi – seguaci della Madame Blavatsky, autrice del celebre “Iside Svelata”- che si riunivano, agli inizi dello scorso secolo. Guarda un po’- proprio a Firenze, presso il “bar salotto” le Giubbe Rosse?).

Il caleidoscopio multicolore dei fatti incomincia a regalarci qualche forma compiuta; dei collegamenti emergono dal caos indiziario e ci conduce ad una sorta di cosmo più comprensibile.

E con questa constatazione finisce la decima puntata della nostra inchiesta.

Perché dieci?

Numeri Divino risponderebbe subito un cabalista neopitagorico…

Ma noi -raggiunto questo numero di perfezione- abbiamo solo ottemperato al dovere di cronaca a cui ci ha legato un vecchio frate…

Noi continueremo le nostre inchieste, i nostri servizi, esporremo dubbi, avanzeremo teoremi e produrremo concatenazioni logiche che – lo speriamo serviranno ad aiutare un po’ la causa della verità.

“E’ vero, è vero senza errore, è certo e verissimo”

(Dalla prima legge riportata nella “Tavola di Smeraldo” di Ermete Trismegisto, riportata dall’arabo Jabir Ibn Hay-Yan (Geber), alchimista).

IL CLAN DEI PERDENTI

Vi ricordate di quell'anziano frate che, in un giorno ormai lontano, consegnò al nostro direttore un plico misterioso?

Quel plico dette origine ad una serie di deduzioni, analisi, indagini, che ci portarono lungo piste e percorsi inquietanti, alla ricerca delle molte e nascoste verità sui delitti dei "mostri di Firenze".

Quel frate scomparve poi nel nulla, lasciandoci il sospetto di aver sognato, immaginato – creato, forse, noi stessi - quella ieratica e archetipica figura.

Ma giorni fa, un frate è comparso di nuovo sulla nostra strada: eravamo seduti – noi, della redazione dell'Aspide - al tavolino di un bar del centro, quando una monacale figura, seminascosta da un cappuccio, ci ha avvicinato senza parlare, tendendoci una busta consunta.

Senza pensare, l'abbiamo afferrata, sfiorando per un attimo le dita ossute del frate.

Lui ha trattenuto per un attimo la mano, stringendola forte, poi ha lasciato la presa, e si è allontanato con una velocità inaspettata per la sua tarda età.

Non abbiamo avuto il tempo di fermarlo, di chiedergli  chi fosse,  né perché si rivolgesse proprio a noi...era già scomparso...

Febbrilmente abbiamo lacerato la chiusura della busta, abbiamo tirato fuori un foglio, un solo foglio, sul quale stava scritto...

Esiste oggi un "regolamento di conti" all'interno di quei clan di potere, che dilettandosi di "potere magico" e di percorsi esoterici, dettero vita negli anni ad una piramide iniziatica, alla cui base stava il gruppo degli "scannatori", meglio noti come "compagni di merende".

Esiste in questo "confronto finale" un clan di "perdenti"?

Si sono registrati in questi ultimi mesi dei decessi "eccellenti"...suicidi, morti accidentali, morti provvidenziali...

Riportiamo quello che sul foglio del frate è elencato, chiaramente senza assumerci la paternità di quelle considerazioni...

"Il filosofo Lucio Colletti è morto di infarto, mentre si trovava alle Terme.

Potrebbe trattarsi di un suicidio?

L'Editore di Libero, Pettacchioni, in una mattina qualunque, alle 10 del mattino, si è gettato in mare con la sua macchina.

Il Cardinal Martini si è dimesso.

Il rabbino capo di Roma Elio Toaff si è dimesso.

Che nesso c'è fra tutto questo? "

Non lo sappiamo, e neanche il frate lo sa...ma perché ha elencato questi eventi  su quel foglio?

E se esiste un clan dei perdenti, qualche frate misterioso ci farà sapere anche da chi è composto il clan dei vincenti?

Fanno forse tutti parte di uno stesso Cerchio che opera in una stessa città, il cui nome si è legato, ahimè, indissolubilmente , al vocabolo "mostro"?

Jeanne Bourin - Fonte: WWW.TIBEREIDE.IT

Torna su

STREGONERIA E POTERE POLITICO E MILITARE

  Forse il nostro mondo è totalmente diverso da come lo immaginiamo e la realtà lontanissima da ciò che si vuole far credere.

La stregoneria è stata ed è utilizzata ampiamente, anche se oggi ha assunto nomi diversi. Si è appreso che diversi servizi segreti hanno selezionato degli individui "predisposti" e li hanno addestrati perché sviluppassero certe facoltà che, nel medioevo, erano punite con il rogo. Tra queste la telepatia, la bilocazione, l’attacco psichico, ecc. La notizia è certa. L’americano Richard D’Amato, esperto di spionaggio del Senato, ha dichiarato al "Washington Post" (2/12/95) che: <<oltre ai servizi segreti americani si servono dei sensitivi quelli russo, cinese e di alcuni Paesi europei nostri alleati>>. L’esperto non ha voluto dire se anche i servizi segreti italiani abbiano usato e usino la stregoneria come arma. Il cervello è ancora, in gran parte, un mistero fitto fitto. Il prof. Leonid L. Vasiliev, accademico delle scienze di Mosca, ha ammesso: <<Il giorno in cui l’uomo scoprirà l’enorme potenza racchiusa nella mente umana, compirà una rivoluzione più grande di quella della scoperta dell’energia atomica>>.

La stregoneria, a dispetto di quanto comunemente si pensa, è più viva che mai ancora oggi. Si celebrano oscure pratiche, in luoghi asettici come laboratori scientifici top secret, rituali tenebrosi come quelli praticati nei sabbath medievali. Sembra incredibile, eppure, è proprio così. Il giornalista Maurizio Blondet, nel corso di un’intervista (apparsa sulla rivista "Teologica", settembre/ottobre 1996), mi confidò: <<Certi personaggi praticano strani riti su un’isola vicino a Washington. Sono personaggi di alto livello, si riuniscono, in notti di luna piena, e celebrano dei riti molto particolari. Naturalmente nessuno vuole indagare su questo perché si tratta di gente molto potente. Sono cose che si sussurrano. Allo stesso modo in certi "entourage" politici di alto livello si dice, molto sottovoce, che vengano stuprati dei bambini. Il tutto avviene in un sottofondo rituale di magia nera. Non sono persone comuni che fanno queste cose, si tratta di gente che ricopre altissime cariche, funzionari del Pentagono, etc.>>.

Per quanto possa sembrare assurdo si svolgono nel nostro pianeta, segretamente, rituali spaventosi che, in alcuni casi, sono espressione di pratiche ancora più orripilanti, come la <<sostituzione di anime operata magicamente>>. Esperimenti terribili, sulla falsariga di quello descritto in un introvabile libro, sono segretamente attuati: <<...si sono appropriati dei corpi di...>>. Per chi non avesse ancora capito qui viene insegnato l’omicidio magico, infatti, il mago continua: <<…come ho più volte insistito, intendo esporre lo -Yoga per non morire-, i metodi tantrici per trasferirvi alla fine dei vostri allenamenti... in un altro corpo fisico...>>. (Tommaso Palamidessi, Lo yoga per non morire, Ediz. Grande Opera, Torino 1949). Si ossessionano e si uccidono le persone magicamente.

Un ex maggiore, il quarantunenne David Morehouse, ha raccontato la sua personale esperienza di mago al servizio della Cia. Egli, tra l’altro, ha detto al "Corriere della Sera" (3/12/95): <<Imparammo ad uscire con la mente dal corpo, a portarci in altri luoghi e in altri tempi, a vederli e a descriverli>> e alla domanda sul perché decise di andarsene via ha così risposto: <<Per una questione morale e per la mia sanità mentale. Volevano che interferissimo (il suo gruppo era composta da 4 uomini e quattro donne, 8 sensitivi in tutto, ndA) nella psiche dei loro bersagli: per esempio, durante la guerra del Golfo Persico tentammo di aggredire la mente di Saddam due volte al giorno, cinque giorni alla settimana, di disorientarlo. Non si deve usare l’extrasensorialità come un’arma. E io incominciavo a soffrire di dissociazione. Perciò sono caduto in disgrazia>>.

Il lettore potrà pensare che si tratta di storie fantasiose ma non è affatto così. Leggete ancora quanto il ten. Col. John Alexander, scrisse su "Military Review" (n. 12, dicembre 1980), la rivista specializzata dell’Esercito americano: <<esistono sistemi di armi il cui funzionamento si basa sui poteri mentali, le cui caratteristiche letali sono già state sperimentate>>. L’articolo molto lungo si intitolava: "The New Mental Battlefield" (La nuova strategia mentale). Nella nostra società postmoderna, sono attive sfere oscure dedite ad ogni genere di ritualità tenebrosa e dionisiaca, tutte protese alla ricerca ossessiva dei poteri senza curarsi da dove questi provengano.

Apprendiamo, pure, che i servizi di intelligence non sono estranei a certe pratiche. Michael Rossman aveva avvertito: <<Abbiamo a che fare con l’avvento di una tecnologia che ha i più paurosi e complicati potenziali di liberazione e di tirannia nel campo psicologico e materiale>>. Per essere chiari questa tecnologia, a cui lo studioso si riferisce, non è altro che la magia. Anche i militari sono stati molto espliciti al proposito. Una realtà inimmaginabile si apre agli occhi di chi era convinto di vivere in un mondo laico e aperto, secolarizzato e democratico, sottoposto alle leggi dell’economia e alle scoperte delle scienza, dove tutto ciò che viene chiamato "magia" sembrava essere irrilevante nel guidare l’azione politica. Invece non è affatto così.

Ci informa ancora Blondet: <<Ho appreso che qua e là nel mondo, oggi, in ambienti insospettabili, si opera in molti modi – dall’orgia allo "stupro metafisico", dalle trasgressioni della Mano Sinistra al sacrificio umano azteco – per giungere a trasformare la società umana nella "comunità della morte">> (M. Blondet, Gli <<Adelphi>> della dissoluzione, Ediz. Ares, Milano 1994). Potrebbe aver ragione J. Finley Hurley quando nel suo "Stregoneria" (Armenia, Milano 1986) scrive: <<Forse vi è un’Istituzione, un’eminenza grigia che non sospettiamo, la cui mano si stende dappertutto>>. Questa oligarchia misteriosa potrebbe essere molto addentrata nella conoscenza di queste antiche pratiche maledette, e tenerle in gran conto, e utilizzarle più di quanto si possa lontanamente immaginare. Forse il nostro mondo è totalmente diverso da come lo immaginiamo e la realtà lontanissima da ciò che si vuole far credere.

La stregoneria è usata nella politica e, pare, con ottimi risultati. Tra i tanti esempi che si potrebbero fare riporto, solo, quanto ha scritto il settimanale "Megapolis-Express" e, cioè, che Boris Eltsin si è servito più volte di uno stregone, camuffato da deputato, capace, tra l’altro, di controllare psichicamente i suoi colleghi parlamentari. Sarebbe stato lui a impedire un’opposizione decisiva dei parlamentari all’intervento russo in Cecenia. Lo stregone del Presidente Eltsin è, secondo la rivista, in grado di provocare la morte delle sue vittime. Egli vanta, in qualità di sensitivo, una lunga collaborazione con il Kgb. Viene ora naturale chiedersi se è mai stato dimostrato scientificamente la possibilità che una mente possa interagire con un’altra, anche a lunga distanza.

Il dott. Milan Ryzl, fisico cecoslovacco, da tempo trasferitosi in America, ha effettuato esperimenti del genere. Ha causato, tramite un soggetto agente che si concentrava su sintomi di soffocamento, attacchi di asma ad un ricevente, lontano molti chilometri (M. Ryzl, Parapsicology in Communist Countries of Europe, International Journal of Parapsychology 10: 3, 1968). Jule Einsenbud, psicanalista, affermò che: <<Non è più misterioso né soprannaturale, per uno stimolo telepatico, provocare un attacco di asma o qualche altro fatto fisiologico...>>. Ryzl osservò che per via telepatica si potevano trasmettere anche stati depressivi e violente cefalee. Nel 1959 pochi capirono la portata di resoconti di studi, effettuati nella ex Unione Sovietica, sulla trasmissione telepatica.

Negli anni '20 e '30 su direttive dello scienziato russo V. M. Bekhterev furono condotti interessanti esperimenti di suggestione mentale telepatica. Il direttore dell'Istituto per lo studio del cervello e dell'attività nervosa superiore di Leningrado, V. P. Osipov, nel 1932 diede l'incarico allo scienziato Leonid L. Vasiljev di eseguire un programma di ricerca sulla "suggestione mentale", che fu portato avanti fino al 1938. Vasiliev era già uno dei componenti la commissione scientifica operante fin dal 1922 e composta dagli psicologi A. K. Borsuk, N. D. Nikitin, V. I. Rabinovich, dai medici ipnotisti V. N. Finne, N. A. Panov, dal fisiologo, V. M. Karasik, dai fisici V. A. Poderni, A. A. Petrovskij e da altri. Questi studiosi condussero ricerche su "La suggestione mentale in esperimenti sull'uomo" e "L'azione psicofisiologica del campo magnetico sull'ipnotizzato".

I risultati furono definiti molto interessanti da V. M. Bekhterev, fondatore e allora direttore dell'Istituto per lo studio del cervello che <<incluse le relazioni dei membri della commissione nel programma del II Congresso panrusso di psiconeurologia, che si tenne nel gennaio del 1924 a Pietrogrado...>> (L. Vasiliev, Esperimenti di suggestione mentale, Oscar Mondadori, 1978). Il prof. Vasiliev più tardi, nel 1943, passò all'Università di Leningrado e nel 1959 fondò, nel dipartimento di fisiologia che dirigeva, un centro di ricerche sperimentali sulla suggestione mentale. E', tuttavia, da osservare che altri studiosi, soprattutto francesi, come lo psichiatra P. Janet, il notissimo fisiologo Charles Richet, il prof. Julij Ochorovicz, il dott. J. H. A. Gibert, ecc. avevano effettuato con successo esperimenti di suggestione telepatica a distanza.

Ad esempio, il prof. Janet nel 1878 addormentò una sua paziente che si trovava lontano da lui e la costrinse ad uscire da casa e ad andare in un preciso posto. Nel 1869 erano stati fatti altri esperimenti dal dott. Dusart che li descrisse dettagliatamente e concluse che è possibile influenzare telepaticamente soggetti anche lontani diversi chilometri dall’agente. A dimostrazione di ciò furono effettuati sorprendenti esperimenti e <<In occasione del III Congresso di ricerche psichiche (nel 1927) Warcollier comunicò di esperimenti fatti con la sua collaborazione, tra New York e Parigi, in ambedue le direzioni, con una distanza di circa 6000 Km... Furono fatti 15 esperimenti di trasmissione di forme mentali da New York a Parigi, e si osservò coincidenza in 5 casi (33,3%). Nella direzione opposta furono eseguiti 20 esperimenti con 5 coincidenze (25%). Warcollier considera i risultati ottenuti un chiaro successo degli esperimenti telepatici a grandi distanze>> (L. Vasiliev, op. cit.).

Questi resoconti, davvero sconcertanti, provano come sia realmente possibile influire mentalmente sui propri simili, il che avvalora e rende, oltremodo, terrificante l’utilizzo di certi poteri. La realtà dell’azione mentale è stata dimostrata scientificamente e, se si nutrono ancora dubbi in proposito, per fugarli del tutto, occorre solo avere la pazienza di leggersi, per intero, i protocolli delle ricerche effettuate, in questo campo, da questi e altri seri studiosi e apprezzati scienziati. E poi, perché meravigliarsi se un individuo "dotato" può interagire con la mente profonda di un’ignara e inconsapevole persona, piegandola ai suoi voleri? Si legge, sempre più frequentemente, sui giornali, di gente (cassieri di banche, di supermercati, negozianti, ecc.) ipnotizzata da strani personaggi, in pochi secondi e, poi, rapinata.

Questi casi sembrano potersi spiegare solamente con l'ipotesi del fluido magnetico. A tal riguardo riporto quanto scriveva, sul numero 222 del "Giornale dei Misteri", il professore Emilio Servadio: <<Viene da chiedersi, allora, se non sia da riprendere seriamente in considerazione la tesi di coloro (in Italia Disertori, negli stati Uniti Mc Connell), i quali ritengono che in sostanza, l'ipnosi possa essere dovuta - almeno in certi casi - a un influenzamento psicocinetico. Lo riteneva, come si sa, Mesmer, e lo ritennero tutti i -magnetizzatori- del secolo scorso... Siamo sicuri che certi fatti recenti non ripropongono le -tesi obliate- di quei lontani pionieri?...>>. Una volta questa capacità era detta stregoneria.

Con la forza della mente è possibile trasmettere a chicchessia tutto il bene del mondo o ogni specie di male. Il grande Paracelso si disse convinto di ciò esclamando: <<E' possibile che per forza della mia volontà io fermi lo spirito del mio avversario in una immagine e arrivi a renderlo deforme o zoppo>>. Studiare questi spaventosi poteri indusse gli scienziati, forse per timore di ricevere critiche, ad inventare asettiche sigle come "Esp", "Psi" e "Pk". Essi, tuttavia, sapevano bene quanto afferma Ehrenwald e cioé che: <<I fenomeni psi sono in realtà derivati dalla magia... -ma continua lo studioso- sono stati disidratati, disossati e spinati per essere resi digeribili allo stomaco degli scienziati...>>. Viviamo, invero, in un mondo dominato dalla magia.

Per quanto li si continui a negare, certi strani poteri continuano ad essere usati nella nostra società moderna. Non è assurdo, a questo punto, credere che queste oscure tecniche siano tenute in grande considerazione anche da parte di "scienziati sociali" identificabili. I risultati di alcune antichissime conoscenze occulte possono essere inauditi, micidiali. Anche l’ipnotismo, o magnetismo che dir si voglia, può diventare un’arma molto pericolosa perché, scrisse ancora Servadio: <<L’ipnosi dimostra che un soggetto in perfetta salute fisica e mentale può divenire strumento passivo di forze psichiche che egli non è in grado di controllare; i comandi ipnotici possono provvisoriamente annientare alcune distinzioni essenziali, come quella tra il reale e l’irreale, tra il vero e il falso, che costituiscono il fondamento di tutta la nostra vita e della nostra sicurezza psichica…>>. Inquietante.

E’ pure provato che i servizi segreti hanno particolarmente a cuore l’ipnosi e che, in questo settore, hanno fatto passi da gigante. Su certi possibili usi criminali della particolarissima tecnica ne parla G. H. Estabrooks nel suo libro "Ipnotismo". L’autore è, come lui stesso scrive, un ipnotista che presta la sua opera nei laboratori militari Top Secret degli USA. Lì vengono condotti esperimenti segretissimi relativi, anche, all’applicazione dell’ipnosi in vasti settori politico-militari. Ecco la domanda che Estabrooks si pone nella sua opera: <<…(l’ipnotismo, nda) può essere usato per indurre qualcuno a commettere un delitto?>>. Il super esperto non ha dubbi al proposito e afferma: <<…la risposta è sì>>. Vengono i brividi. La maggior parte delle persone non ha la più pallida idea di ciò che si può attuare con certe particolari tecniche in mano ad "apprendisti stregoni". La gente comune non sa neppure che un soggetto può essere portato in trance profonda, senza saperlo e anche contro la sua stessa volontà e, come è stato dimostrato, costretto ad uccidere o a suicidarsi.

Giuseppe Cosco

Torna su

 ANALISI CRIMINOLOGICA DEI DELITTI DI FIRENZE

 PREFAZIONE

 La vicenda del c.d. "mostro di Firenze" ha rappresentato e rappresenta tuttora il "caso" più intricato ed oscuro della storia giudiziaria italiana.

In circa 34 anni di indagini, si sono succedute ipotesi investigative di ogni genere le quali, in gran parte, sono servite solo a riempire di fascicoli e scartoffie gli uffici giudiziari fiorentini.

Investigatori ed indagatori di ogni estrazione e metodologia si sono affiancati, alternati, sovrapposti e contrapposti, giungendo con risultati spesso contrastanti, a difendere posizioni fortemente polemiche tra loro, con ovvie conseguenze sugli esiti delle indagini.

A ciò si è aggiunto uno stillicidio di rivelazioni, secondo alcuni, sapientemente dosate nel tempo da un fantomatico ed occulto regista.

Le prime indagini fecero ipotizzare il killer come alto di statura e dalla mano precisa a tale punto da fare pensare ad un chirurgo.

Poi si finì per indagare un uomo dai caratteri opposti ovvero il tarchiato e rude contadino Pietro Pacciani, pregiudicato per violenza sessuale, che fu al fine condannato come esecutore degli efferati omicidi e quindi "archiviato" come ideale interprete del personaggio "mostro di Firenze" per come l’immaginario collettivo lo aveva concepito.

Poi Pacciani morì, per alcuni, in un alone di mistero, non prima di avere ricollegato alla vicenda i suoi "compagni di merenda", singolare locuzione per qualificare un gruppo di squallidi guardoni, usi al bere e per giunta mezzo omosessuali.

In seguito, "dulcis in fundo", sorta e poi tramontata l’ipotesi delle sempre ricorrenti frange deviate dei "servizi segreti", si è giunti ad ipotizzare l’occulta partecipazione di personaggi "noti", adepti di una misteriosa setta satanica.

In questo alternarsi di tesi sconfessate ed ipotesi spesso azzardate e prive di fondamento, non può non apprezzarsi l’intuizione di Giuseppe Cosco, tra i primi a proporre la pista esoterica in un’opera edita nel 1997.

Studioso di esoterismo, saggista, analista della scrittura, autore di numerosi e interessanti articoli, egli, in questo saggio intitolato "ANALISI CRIMINOLOGICA DEI DELITTI DI FIRENZE", analizza in maniera fredda e ponderata l’annosa e tragica vicenda, suggerendo nuove e originali chiavi di lettura.

Particolare interesse suscita l’esame di circostanze ricorrenti, rilevate dall’autore con abile intuizione, che accomunano la vicenda fiorentina a quella –irrisolta- del più famoso Jack the Ripper (Lo squartatore) che ebbe il triste "merito" di essere, a suo modo, un protagonista dell’austera Inghilterra di fine ‘800.

L’ipotesi di Cosco è avvalorata da una peculiare simbologia a carattere esoterico che egli ravvisa dall’esame analitico del "modus operandi" seguito dall’autore dei singoli delitti.

Essa si fonde peraltro egregiamente con l’ipotesi, estremamente attuale, della c.d. pista "satanica" ovvero dell’attribuzione dei delitti ad un’organizzazione qualificabile come "setta satanica".

Come sempre, egli stupisce per la chiarezza e la competenza con cui affronta i più disparati argomenti, non lesinando, peraltro, copiose note bibliografiche sulle fonti consultate.

Mente estremamente versatile e abile conferenziere, l’autore, colpisce con le sue riflessioni ponderate ed ipotesi spesso originali. Chi lo segue, non può non rimanere avvinto dalle sue argomentazioni, estremamente logiche nel loro svolgimento.

Cosco tratta innumerevoli argomenti con deduzioni che, a volte, possono contrastare con il comune modo di pensare.

Di grande interesse i suoi articoli sulle "nuove religioni" ed, in particolare, i suoi saggi sul fenomeno del satanismo, ripresi anche dalla stampa estera.

Tra l’altro, in essi, egli ipotizza inquietanti correlazioni tra misteriose congreghe sataniche e suicidi poco chiari verificatisi in Calabria negli ultimi anni.

Giuseppe Cosco svolge da anni opera peritale per l’Autorità Giudiziaria di Catanzaro e, quale consulente in materia di psicologia, analisi della scrittura e criminalistica, è di valido ausilio per diversi uffici di polizia giudiziaria del capoluogo, dei quali gode alta e peraltro meritata considerazione.

Dr. Roberto Coppola

V. Questore A. della Polizia di Stato

   ANALISI CRIMINOLOGICA DEI DELITTI DI FIRENZE

 LE VITTIME

· Omicidi inquietanti. I delitti, sicuramente accertati del cosiddetto "mostro di Firenze", se escludiamo gli amanti Lo Bianco e Barbara Locci (21 agosto 1968) che, come è stato appurato, non furono sue vittime (il clan sardo sarebbe responsabile dell’assassinio di questa coppia), sono 14: Stefania Pettini e Pasquale Gentilcore, fidanzati. Il giorno è sabato 14 settembre 1974, mezzanotte circa. Il periodo stagionale corrisponde alla fine dell’estate. I proiettili sparati contro la coppia sono del tipo winchester serie H calibro 22, ramato. Lui è stato colpito, alla spalla sinistra e al cuore; lei alla gamba e all’addome. La donna presenta 97 incisioni misteriose eseguite con arma da taglio intorno al seno e al pube. Un tralcio di vite le è stato infilato nella vagina. Lui presenta dieci ferite inferte con arma da taglio. Carmela De Nuccio e Giovanni Foggi. Il giorno è sabato 6 giugno 1981, ore 23,45, è inizio dell’estate. I proiettili sparati sono winchester serie H, calibro 22.

Lui è stato attinto con tre colpi alla testa, cuore e polmoni; lei con cinque alla testa, collo, cuore e braccia. L’uomo presenta ferite con arma da taglio al cuore, polmoni e capo; lei al ventre; con tre colpi precisi le è stato escisso il pube. La borsa della donna è frugata. Accanto al cadavere della donna viene trovata una pietra a forma di piramide senza punta. Susanna Cambi e Stefano Baldi, coppia di fidanzati. Il giorno è giovedì 22 ottobre 1981, ore 23,30, metà autunno. I proiettili esplosi contro la coppia sono winchester serie H, calibro 22. Lui è stato colpito con cinque colpi al cuore, ai polmoni e alla spalla sinistra. Lei al torace e al seno. L’uomo presenta tre profonde ferite alla schiena. La donna presenta diversi tagli sui seni e due profonde ferite alla schiena. Le è stato escisso il pube. La borsetta è stata frugata. La madre della giovane riceve delle telefonate. Antonella Migliorini e Paolo Mainardi, fidanzati. Il giorno è sabato 19 giugno 1982, ore 23,45, inizio estate.

L’arma da fuoco è la stessa. Lui è stato colpito con quattro proiettili alla testa, orecchio e alle spalle. A lei sono stati esplosi tre colpi alla testa. Non sono stati pugnalati. Uwe Rush e Horst Meyer, sono due amici. Il giorno è sabato 9 settembre 1983, ore 23, fine estate. Vengono uccisi con tre colpi di pistola ciascuno. Nessuna ferita da arma da taglio. Pia Rontini e Claudio Stefanacci, fidanzati. Il giorno è sabato 29 luglio 1984, ore 21,30, piena estate. I proiettili sono winchester cal. 22, serie H, di tipo piombo nudo e di tipo ramato. Lui è stato colpito al torace e all’orecchio destro. Lei alla schiena con tre colpi. Il giovane presenta dieci pugnalate alle spalle e diverse coltellate agli organi sessuali. La donna è pugnalata due volte al collo e le vengono asportati seno sinistro e pube. La giovane stringe nel pugno destro lo slip e la maglietta insanguinati. Nadine Mauriot e J. Michel Kraveichvili, conviventi. Il giorno è domenica 8 settembre 1985, l’ora non è stata appurata. Il periodo corrisponde alla fine dell’estate. Lui è stato colpito con tre colpi d’arma da fuoco. La donna viene colpita al capo e al seno. Il giovane è stato pugnalato tre volte al petto, due alla gola, due all’addome e due volte alle spalle. Alla poveretta vengono asportati pube e mammella sinistra. Il cadavere della donna viene sistemato mani sul seno e gambe tese; conviventi; tenda e macchina. Vengono trovati tre cerchi simbolici realizzati con pietre chiare a pochi metri dal luogo dove si erano accampate le vittime. Viene inviato, da San Piero a Sieve (Mugello), un lembo della mammella della sfortunata donna al magistrato Silvia Della Monica. Ben cinque coppie sono state uccise di sabato.

SIMBOLOGIA DEL SABATO NELLA TRADIZIONE STREGONESCA

· Il Sabba. C’è da spiegare che il termine "sabba", dato alle riunioni notturne delle streghe è etimologicamente identico a sabato. Il sabato, nella tradizione stregonesca, sarebbe la festa della luna piena (shabat, cessare; la luna cessa di crescere); più tardi questa festa avrebbe comprese ognuna delle quattro fasi lunari, ricongiungendosi a quella del settimo giorno. E’ a questa antichissima tradizione che si riferisce il sabato o sabba della stregoneria. Durante questa notte, secondo le leggende, avvenivano scene spaventose, orge e profanazioni. E’ il simbolismo del settimo giorno della creazione del mondo, quando Dio si riposa e i demoni si agitano. Il sabato, poi, secondo la tradizione astrologica, è attribuito al pianeta Saturno, il pianeta più oscuro a cui è stato assegnato il nome di "Grande Malefico". I segni zodiacali in cui ha domicilio sono il Capricorno e l’Acquario, opposti a quelli delle illuminazioni, quindi alla luce e alla gioia della vita. Nelle tradizioni ermetiche Saturno è un altro nome di Satana. Pacciani sarà trovato morto, pure, di sabato, intorno alla mezzanotte (21/22 febbraio 1998). L’ora è sempre vicina alla mezzanotte, momento propizio alle evocazioni.

 LA PIRAMIDE TRONCA

· La piramide senza vertice. Accanto al corpo senza vita di Carmela De Nuccio, come ho già scritto, viene rinvenuta una pietra a forma di piramide, priva del vertice. La piramide tronca, nella simbologia esoterica, ha un significato simbolico molto negativo. Essa rappresenta una gerarchia priva della sua sommità sacra e, tutto ciò, collega questo simbolo al mondo infero. La piramide tronca racchiude in sé l’idea dell’iniziazione incompleta, cioè una sorta di "contro-iniziazione". Questa incompiutezza del ciclo iniziatico è, secondo gli esoteristi, la più tipica caratteristica della "magia nera" e di quella "satanica".

TROPPE STRANE MORTI

· "almeno 35 le vittime…". Morti strane, sospette, come quella di Renato Malatesta, coniuge di Antonietta Sperduto, che era stata oggetto di violenze da parte di Pacciani e Vanni, e padre di Milva, bruciata nella sua Panda con il figlio Mirko di 3 anni nel 1993. Malatesta fu trovato impiccato il 24 dicembre 1980 nella stalla della sua casa. Francesco Vinci fu invece trovato morto con un pastore, Angelo Vargiu, in un'auto nel '93, pochi giorni dopo la morte di Milva e del suo bambino. Vinci avrebbe avuto una relazione con la Malatesta. Il figlio di Vinci conviveva con una prostituta, Anna Milvia Mattei, trovata anche lei uccisa, con il fuoco, il 25 maggio del '94. Cinque morti: Vinci, Vargiu, la Malatesta ed il bimbo, la Mattei e, forse, il sesto sarebbe Pacciani. Pietro Pacciani, verosimilmente, è stato assassinato. A marzo 2001 la procura di Firenze apre un fascicolo contro ignoti sul decesso dell'agricoltore morto nel '98, mentre era in attesa del secondo processo d'appello.

· Una misteriosa scia di morti ammazzati. Gli autori dei delitti di Firenze sono ancora, pericolosamente, in circolazione? A Firenze sono state uccise, dal 1982 al 1994, sette prostitute, con vari modus operandi, fino ad oggi si è creduto che l’autore fosse stato un serial killer, ma, la teoria in questione, ha iniziato ad indebolirsi nel 1994, anno in cui è stata uccisa Milva Mattei. Per finire vi è pure il misterioso omicidio di una coppia uccisa con una calibro 22, nella provincia di Lucca. La pista potrebbe portare al "Mostro" sebbene la procura fiorentina abbia sempre negato qualsiasi tipo di collegamento con gli assassini di Firenze. Per concludere, anche Barbarina Steri, moglie di Salvatore Vinci, ex sospettato mostro di Firenze, è deceduta, nel 1962, in circostanze alquanto sospette. In un articolo a firma B. Gualazzini, su "Il Giornale" del 19 Marzo 2001, si legge, tra l’altro: <<…va detto che la scia di morti ammazzati lasciati dietro di sé dal mostro, secondo molti di coloro che si sono interessati, a vario titolo, di questo incubo, tuttora senza colpevoli convincenti, conterebbe tra i fidanzati uccisi, le loro amiche e altri che ne sapevano troppo, omosessuali, lenoni e prostitute almeno 35 vittime…>>.

 TIPOLOGIA DEGLI OMICIDI

· I delitti sono tutti caratterizzati da una metodicità quasi ossessiva ed altrettanta precisione ed hanno un medesimo comune denominatore: la coppia;

· Il momento in cui gli assassini agiscono è preciso, sembrano voler prevenire il compimento dell’atto sessuale. Le coppie sono appartate in luoghi particolari: macchina, camper o tenda;

· Le modalità esecutive sono sempre uguali: prima viene colpito l'uomo, poi, è la volta della donna. Al cadavere dell’uomo, successivamente, vengono inferte coltellate nella zona pubica e, poi, si procede all’escissione del feticcio cimelio (pube) della donna. Almeno uno degli assassini dimostra grande abilità chirurgica nelle escissioni. I carnefici scelgono i posti, dimostrando di conoscere bene il territorio.

· Elementi da approfondire ulteriormente e da collegare: vittime, luoghi, novilunio, frequenza del sabato, escissioni, simboli esoterici, religiosi. Gli omicidi sono iniziati il 1968 o il 1974? Hanno ucciso altre volte? Prima? Dopo? Durante la Serie? Perché, tra un delitto e il successivo, c’é uno spazio di tempo così lungo? Perché furono scelti quei giorni e non altri? Le coppie non erano sposate (casualità o altro?).

INDIZI ESOTERICI

· Donna= vittima sacrificale;

· Escissione del pube e/o della mammella= feticci rituali;

· Uccidono per motivazione rituale.

· Il movente metafisico. Il movente esoterico o "religioso" è evidente da particolari caratteristiche degli omicidi stessi: orario, sempre vicino alla mezzanotte (ora delle evocazioni); la fase lunare è quella della luna nuova (periodo importante per le cerimonie magiche); prossimità di feste religiose; scelta del sabato, in ben 5 omicidi (giorno importante nella tradizione stregonesca), ecc.

· "Certo il movente esoterico".

Così ha detto il capo della squadra mobile Michele Giuttari. Ritrovate alcune foto che ritraggono tre cerchi simbolici realizzati con pietre chiare a pochi metri dallo slargo dove si erano accampate le ultime due vittime del mostro.

· Il tassello definitivo. Ritrovate alcune foto che ritraggono tre cerchi simbolici, di una novantina di centimetri di diametro, realizzati con pietre chiare a pochi metri dallo spiazzo dove le ultime due vittime del "mostro", i turisti francesi Nadine Mauriot e Jen Michel Kraveichvili, si erano accampati con la tenda. I tre cerchi sono stati così interpretati:

-tre momenti diversi di un "rituale" che vedeva al centro la coppia francese;

-individuazione delle vittime (cerchio aperto), l’ordine della loro esecuzione (cerchio di pietre e pelli di animali bruciati) e, infine, l’avvenuta uccisione (cerchio con bacche e una croce di legno).

· La storia delle foto. Esse furono scattate con una Polaroid da un guardiacaccia che aveva notato i due giovani sul pendio di Monte Morello, nel comune di Sesto Fiorentino, nei pressi di una delle ville appartenute alla famiglia Corsini. Il guardiacaccia aveva detto loro di spostare la tenda e andare da un’altra parte perchè in quella zona era vietato il campeggio. Era il 4 settembre 1985. Dopo sei giorni, il 10 settembre, vedendo sui giornali le foto delle ultime due vittime li aveva immediatamente riconosciuti come la coppia trovata sul costone di Monte Morello. L’uomo, era immediatamente ritornato sul posto, dove aveva scoperto e fotografato i tre cerchi e consegnato le foto al commissariato di Sesto Fiorentino raccontando i fatti. In uno dei cerchi aveva trovato anche una cartuccia di un proiettile calibro 22 con la stampigliatura della serie (serie H), la stessa di quella dei proiettili utilizzati dal <<mostro>>. Le foto e la deposizione dell’uomo, stranamente, non furono giudicate interessanti, probabilmente perché allora non era stata presa in considerazione la pista esoterica.

 MAGIA E SESSO NEI DELITTI DI FIRENZE

· "Nel momento dell’uccisione". La magia sessuale costituisce la conclusione finale e la dottrina più segreta della filosofia occulta. Gli adepti, che la praticano, osservano con molta attenzione le varie fasi della luna. A proposito dell’importanza del ciclo lunare, richiamo l’attenzione sul fatto che i delitti del "mostro" sono avvenuti tutti in periodo di novilunio. Si praticano ancora oggi, nella nostra civile società, riti tremendi, che prescrivono il sacrificio umano, esiste una tradizione al riguardo. Il significato che l’azione sacrificale ha nella magia è così giustificato: "Nel momento dell’uccisione, una parte della potenza si innalza, un’altra si incarna, e il corpo della sua momentanea incarnazione è il sangue sparso della vittima, che si magnetizza e si satura di una virtù magica soprannaturale. Di questo sangue, certe forme cerimoniali, non da decisi limiti separati dalla magia inferiore, fanno un uso particolare…" (Gruppo di Ur, Introduzione alla magia quale scienza dell’io, vol. III, Genova 1987).

· I fluidi sessuali. Per quanto concerne la pratica della magia sessuale, l’esoterismo spiega la delicata questione con la necessità, in alcune cerimonie, di liberare e utilizzare particolari energie sessuali. Kenneth Grant nell’opera citata, al proposito scrive, in parte riassumendo anche quanto affermato dallo psicologo Havelock Ellis nel libro: "Studies in the Psychology of Sex"), che: <<solo quattordici delle diciassette secrezioni organiche note ai tantrici sono riconosciute dalla scienza occidentale. (…). Le secrezioni sono, a loro volta, in relazione con i giorni e le notti delle quindicine oscure e luminose che costituiscono un ciclo lunare, culminante nella luna piena, chiamata talvolta il sedicesimo dito della luna. La scienza riguardante queste zone è estremamente complessa ed è comunicata durante l’iniziazione sotto il velo del segreto>>. A proposito dell’importanza del ciclo lunare, richiamo ancora l’attenzione sul fatto che i delitti del "mostro" sono avvenuti tutti in periodo di novilunio.

· Sesso e morte. Nei delitti di Firenze ci troviamo al cospetto di un percorso rituale cadenzato negli anni, che ha celebrato (e celebra, forse ancora, con altre simbologie) una magia oscura, di sesso e morte, per raggiungere una Grande Opera. Le operazioni di magia sessuale sono attuate per vari scopi, tra cui: ottenere vari obiettivi fondamentali per il mago, come la carica dei condensatori fluidici (statuette o talismani destinati agli incantesimi), rigenerazione dell’energia vitale e l’ottenimento dell’immortalità.

· Un’intervista inquietante. Giorgio Medail durante la sua inchiesta "Italia Misteriosa" venne in contatto con uno strano personaggio, che disse di aver fatto lunghe ricerche sui delitti di Firenze e, tra l’altro, affermò: <<Esiste una tradizione... secondo cui il sacrificio migliore per evocare i demoni è quello degli esseri umani. E, infatti, ad esempio, nella dottrina di Aleister Crowley si afferma che la morte più favorevole è quella che avviene durante l’orgasmo ed è chiamata ‘mors giusti’. Perché è scritto: – ...fatemi morire la morte del giusto e fate che la mia fine estrema sia come la sua –>>. Il giornalista commenta: <<Una simile affermazione non poteva che condurre agli innumerevoli e ancora misteriosi delitti del "mostro di Firenze" che, guarda caso, colpisce le sue vittime proprio mentre fanno l’amore. Secondo quest’interpretazione, infatti, il "mostro" altro non sarebbe che una frangia impazzita di un certo satanismo che prevede il sacrificio proprio in quel fatale momento>>. <<Ci sono - continua F.B. - nel caso del mostro, tutti gli ingredienti necessari: l’orgasmo unito al momento del trapasso, il colpo vibrato con la pistola, col fuoco. In quel momento, si liberano potenti energie, indispensabili per il mago che rafforza se stesso e il rituale che deve celebrare’". Nel caso degli assassini del mostro di Firenze "chiedo - (scrive Medail, ndr) - vi sono state orribili deturpazioni delle vittime. Possono anch’esse essere ricondotte a rituali diabolici?>>. <<Sì (risponde il suo interlocutore, ndr). Nel caso dell’omicidio del ‘74 non ci fu l’asportazione del pube. Si pensa che si tratti di un prologo e il simbolo del tralcio di vite tra le gambe della ragazza uccisa ce lo conferma. E’ l’inizio di un cammino per raggiungere una Grande Opera. Nei casi successivi c’è questa asportazione che può voler dire esperimenti anche chimici sulle secrezioni delle donne che qui in Occidente sono poco conosciuti>>. Il giornalista domanda ancora a F.B.: <<E’ pericoloso dire queste cose? Lei vuol mantenere l’anonimato...>>. <<Sì (è la risposta pronta di F.B., ndr), si toccano mondi molto pericolosi>> (G. Medail, Italia Misteriosa, Milano 1987).

L’ Ordine della Roseae Rubeae et Aureae Crucis e l’alchimia

· L’"Hermetic Order of the Golden Down". Nel panorama dei movimenti magici, alcune organizzazioni, di origine inglese, con importanti filiazioni italiane, che hanno rilevante spicco e profonda conoscenza di certe ritualità, in relazione all’utilizzo tenebroso della magia sessuale, si collegano agli insegnamenti segreti del mago inglese Aleister Crowley (1875-1947). Egli fu iniziato all’Ordine della società esoterica "Hermetic Order of the Golden Down", presieduta dal mago Samuel Liddel Mathers sposato con la sorella del filosofo Henri Bergson, Moira. Nel tempo furono fondate altre società, collegate, in qualche modo, alla "Golden Dawn" che, a sua volta, si divideva in tre Ordini. Il primo ordine, o della Golden Dawn in Outer, comprendeva i primi cinque gradi inferiori. Il secondo Ordine fu fondato nel 1891, quando un adepto, "frater Lux e Tenebris", passò a Mathers i rituali necessari per stabilire un Ordine Interno, un Secondo Ordine: l’Ordine della Rosa Rossa e della Croce d’Oro (Roseae Rubeae et Aureae Crucis).

· Alchimia e sesso. Sulla base delle rivelazioni fornite, fu stabilita anche una "Cripta degli Adepti", che divenne l’organismo guida dei Templi della Golden Dawn. Il terzo ed ultimo Ordine era riservato ai Capi Segreti. Il nome "Rosa Rossa+Croce d’Oro" richiama immediatamente al simbolismo esoterico massone. La sètta dei Rosa+Croce, fondata nel XII secolo da Raimondo IV, conte di Tolosa, uno dei capi della prima crociata fu, in un certo senso, d’ispirazione, nel XVIII secolo, alla Massoneria. A proposito della "Golden Dawn" è interessante sapere che si verificarono eventi strani e inquietanti, dopo un anno dalla sua fondazione; si registrarono a Londra, infatti, parecchi crimini sessuali, da taluni addebitati a segreti rituali dell’Ordine, relativi ad un particolare tipo di alchimia sessuale.

L’ALCHIMIA TENEBROSA

LE PRESCRIZIONI DI GIULIANO KREMMERZ. <<Se dagli scritti pubblici di Kremmerz si passa al Corpus Philosophorum totius magiae… si scopre rapidamente come la pratica kremmerziana dei ‘talismani’ magici, buoni per diversi scopi e occasioni, si colleghi a una più complessa magia cerimoniale che arriva fino alle ‘sostituzioni di anime fatte magicamente’ (‘magia avatarica’) nelle quali ‘in un corpo vivente e intelligente si stacca l’anima e si immette definitivamente o temporaneamente in un altro corpo da cui precedentemente si sia allontanata l’anima’… Il vertice della magia ‘osiridea’ consiste, tuttavia, nella ‘pratica del separando’, una operazione alchemica ‘interna’ o di trasmutazione… La chiave di questa alchimia… è una forma di magia sessuale che si troverebbe già nelle forme antiche degli Arcana Arcanorum (e sarebbe dunque ben precedente a Crowley). (...). I documenti oggi più spesso in uso prevedono tre gradi o "maestrati", più un Grande Arcano o Secretum Secretorum. Il primo grado consiste per l'uomo in una pratica ciclica di assimilazione del seme…, ottenuto con un atto di magia autosessuale… Nella pratica femminile si sostituisce al seme la secrezione della donna ottenuta in fase mestruale mediante un atto autosessuale e consumata in dose "omeopatica" mediante un'ostia che dovrà essere inserita e imbibita nel corpo e quindi ingerita. (…). Chiuso… il maestrato di primo grado, l'attività prosegue nel secondo grado dove l'amalgama alchemico è ottenuto non più soltanto con l'elemento maschile o femminile da soli, ma mescolandoli insieme e unendo il fermento. (...). …esiste un terzo maestrato, una pratica di coppia, in cui l'amalgama filosofale (elemento maschile più elemento femminile più fermento) viene "cotto" attraverso i tre passaggi denominati "mercurio al nero", "mercurio al bianco" e "mercurio al rosso" (tre atti diversi di magia eterosessuale di coppia: uno di sodomia, uno senza emissione del seme e uno in fase mestruale). Infine si otterrà un nuovo "amalgama filosofale" che, ingerito, dovrebbe creare l'"araba fenice" e corrispondere alla vera "pietra filosofale". Qual è, si chiederà, lo scopo di tutto questo? (...) L'obiettivo finale è la creazione di un "corpo di luce", che dovrebbe essere garanzia tangibile e sperimentabile di immortalità già in questa vita>>. (M. Introvigne: Il Cappello del Mago, 2 ed., 1990).

· La degenerazione dell’Alchimia. Vittorio Fincati nel suo saggio (2° ediz. Aggiornata) "I mostri di Firenze e l’alchimia" (Carpe Librum, Nove (VI) 2001), scrive che: <<…interpretazioni devianti dell’alchimia – quella stessa che secondo Renè Guénon sarebbe degenerata a partire da Basilio Valentino e Paracelso – sono ben evidenti nelle opere manoscritte e a stampa di un gran numero di scritti di derivazione paracelsiana, in cui primeggiano quelli che parlano della confezione di elixir di lunga vita o nel famoso Testamentum Fraternitatis Rosae et Aureae Crucis, nel quale si afferma, senza possibilità di interpretazione allegorica, di impossessarsi di parti di cadaveri, umani e/o animali e di aggiungervi sangue umano e/o animale al fine di ottenere delle realizzazioni di ordine magico-stregonico…>>. Ottenere potere, forza, salute, e chissà cos’altro ancora.

· Firenze nera. Una sinistra fama, Firenze se la porta dietro da secoli. Il famoso Gilles de Rais mandò un suo fidato uomo, in questa città, per trovare un maestro di magia, dotato di grandi poteri e trovò Francesco Prelati. J-k. Huysmans in "L’Abisso" (Milano, 1990), scrive: <<Ormai Gilles dispera di ottenere dal Diavolo la ricetta del Sovrano Magistero, quando Eustachio Blanchet gli preannunzia il suo ritorno dall’Italia con il maestro della magia fiorentina Francesco Prelati, l’irresistibile evocatore di demoni e di spettri (…). Si sa che era nato nella diocesi di Lucca… qualche tempo dopo la sua consacrazione, era diventato allievo di Giovanni da Fontanelle, taumaturgo in Firenze, e aveva firmato un patto con un demonio a nome Barron. Da quel momento l’abate insinuante e discreto, dotto e affascinante, si era abbandonato alle pratiche sacrileghe più abominevoli e al rituale omicida della magia nera>>. Prelati praticava la magia diabolica e i sacrifici umani e per suo ordine <<… furono offerti a Satana la mano destra, il cuore e gli occhi di un bambino. (…). Nell’estate 1438, Francesco Prelati annunciò che bisognava raddoppiare le messe sataniche, raddoppiare i sacrifici sanguinosi. Fu un’ecatombe di adolescenti>>. Fincati, nel suo lavoro citato, osserva ancora: <<Si è scritto, in un recente passato, dell’esistenza a Firenze di un ordine occulto che trarrebbe nome da una divinità infernale etrusca e che sarebbe connesso con una importante famiglia fiorentina e con oscure pratiche di magia nera... Per altri versi, con riferimento a pratiche di magia sessuale di tradizione kremmerziana, anche il famoso esperto di sètte Massimo Introvigne ha parlato, in un suo libro, dell’esistenza di un ‘gruppo fiorentino’>>. (…). Firenze celerebbe un Ordine, che nel più assoluto segreto, pratica un culto diabolico e inquietante, infatti, come ha scritto una studiosa, in un libro: "Pour la rose rouge et la croix d'or", in lingua francese, edito in pochissime copie in tutto il mondo, di cui una è conservata a Genova, è scritto: <<il conte... della nobiltà fiorentina trasmise un insegnamento riservato alle coppie di fidanzati; ma è molto pericoloso perché la coppia - quella "da offrire" agli inferi - deve essere "reale" cioè in carne e ossa>>.

 MORTE E POTERI OCCULTI

· Sinistre credenze. Il medico e mago, Franz Hartmann, scriveva che i corpi di quelli, morti violentemente, uccisi, <<...hanno grandi poteri occulti. Essi non contengono vita, bensì il balsamo della vita, ed è anche una fortuna che questo fatto non sia pubblicamente conosciuto, perché se persone mal disposte conoscessero queste cose e l’uso che se ne può fare, potrebbero servirsene per stregonerie e scopi malvagi, e infliggere agli altri molte sofferenze...>> (Franz Hartmann, Il mondo magico di Paracelso, Roma 1982). Theophrastus Paracelsus (1493-1541), il mago del Cinquecento, era anch’esso convinto che ad una persona morta d’improvviso e violentemente, può essere captato, da un esperto occultista, il suo corpo astrale e questi se ne può servire per gli scopi più diversi ed orribili. La dottrina esoterica orientale insegna la medesima cosa.

· Le istruzioni di Crowley. Nel liber legis annotò, disse lo stesso Crowley, sotto dettatura del demonio Set, delle rivelazioni, una sorta di vangelo insomma. Michele Del Re, avvocato e professore universitario di diritto penale, che ha girato il mondo per studiare i culti emergenti, in qualità di direttore di ricerca del C.N.R., osserva nel suo libro "Riti e crimini del satanismo" (Pubblicazioni della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Camerino, 1994): <<le affermazioni letterarie e velleitarie del liber diventano poi istruzioni pratiche, che saranno seguite da alcuni satanisti contemporanei in modo criminosamente sanguinario: ‘Il sangue migliore è quello mensile della Luna; poi il sangue fresco, di un bambino, sgocciolante dalla schiera celeste; poi quello dei nemici; poi quello del sacerdote o dei fedeli; infine quello di qualche animale. Brucialo: fanne pani e mangialo in mio onore. Esso ha anche un altro uso: ponilo davanti a me, e cospargilo dei profumi delle tue preghiere’. Inequivocabilmente ci si riferisce al sacrificio umano: Il rito supremo dovrebbe creare un’atmosfera particolare attraverso la morte della vittima. Con questo rito si potrebbe raggiungere il vertice dell’Arte Magica. La cosa migliore sarebbe sacrificare una fanciulla… Questo rito non dovrebbe essere usato in occasioni ordinarie, ma raramente, e soltanto per scopi importantissimi; e non dovrebbe venire mai rivelato ai profani>>.

· Crimini satanici nel mondo e in italia. Il professore Michele C. Del Re, esprimendosi su una valutazione della concentrazione dei crimini satanisti e degli adoratori di Satana, in Italia, ci informa, nell’opera citata, che: <<…se i crimini portati a conoscenza del pubblico, di natura satanista sono all’incirca 1.500 ogni anno (mi riferisco al mondo occidentale, esclusa l’America latina), si può ritenere che il numero oscuro, quello che resta ignoto, è di dieci volte 1.500. Di questi quindicimila crimini satanici dovrebbero essere autori congreghe e isolati, nel complesso circa 150.000 persone. Questo numero indicativo – cui portano anche altri indizi – si riferisce, ripeto, soltanto al mondo occidentale. (…). Per le campagne della Toscana meridionale, si parla di quattromila sacerdoti satanici, con quarantamila seguaci; nelle Marche esistono (scrive Fattinostri, giugno 1993) almeno cinque congreghe sataniste, di cui 2 nel fermano, 2 nel pesarese, 1 ad Ancona>>.

UNA SETTA DI INTOCCABILI DIETRO OMICIDI FIORENTINI

· La sètta dell’orrore. Dietro i "mostri di Firenze" vi è una "cupola" segretissima di intoccabili. La torinese Maria Consolata Corti, regista alla RAI per dieci anni, al giornalista Maurizio Caravella ha raccontato: <<Il mostro di Firenze è un personaggio molto noto e potente, con una doppia identità, e fa parte di una terribile sètta satanica. Mi ha confessato che i membri della sètta uccidono l’uomo e la donna nell’atto di accoppiarsi, per uccidere l’amore e colpire Dio. Mi ha detto anche: - io strappo il pube o il seno con un coltello milleusi, e lo faccio non solo per odio, ma perché, secondo la sètta, durante l’atto sessuale il corpo libera energie di cui ci si può servire anche per curarsi o per aumentare la forza fisica – >> ("Visto", n.46, novembre 1990). Dietro i delitti di Firenze vi è una segretissima lobby satanica composta da persone eccellenti, innominabili. Segnalazioni, informazioni, denunce anonime, avrebbero asserito proprio questo, ma, non hanno mai avuto seguito, data l’enorme rilevanza dei personaggi che sarebbero implicati.

· Mostri potenti e protetti. Nel nostro mondo moderno alchimie infere, prescrivono ancora l’omicidio e finanche la pedofilia, quella rituale, che considera un crimine pedofilo come "atto iniziatico". Vi sono libri su oscure perversioni, testi come quello di Bernard Sergent (ediz. Payot, Parigi): "Homosexualité Iniziatique". Maurizio Blondet, a questo punto, si chiede: "che non vi sia, al centro d’Europa, un ‘cuore di tenebra’? …purtroppo l’autorità, anche politica, quanto più s’allontana da Dio, diventa mero potere: e può ben rovesciarsi in una ‘sacralità’ che ha come centro il culto del Principe di Questo Mondo, Colui che dà il potere, se placato con sacrifici atroci" (M. Blondet, Pedofilia e mondialismo, in "La Tradizione Cattolica" n.4 (45) – 2000). Potenti, protetti e, verosimilmente, collegati ad una efferata sètta esoterica che potrebbe affondare i suoi tentacoli in più paesi. Il vertice della piramide, che ha ordinato quegli orribili massacri sacrificali, è composto da illustri e, insospettabili, personaggi con una vita segreta immersa in mondi di tenebra.

Giuseppe Cosco

Torna su

Jack lo Squartatore e il Mostro di Firenze:

inquietanti analogie

Di tutti i crimini seriali, quelli attribuiti a “Jack lo Squartatore”, sono tra i più efferati. Le povere vittime, tutte prostitute, furono: Mary Ann Nichols uccisa il 31 agosto 1888 a Bucks Row, le fu tagliata la gola e fu mutilata all’addome; l’8 settembre fu la volta di Annie Chapman, trucidata ad Hanbury Street, l’assassino le tagliò la gola e le mutilò orribilmente il ventre e gli organi sessuali; il 30 settembre toccò ad Elizabeth Stride, a Berner Street, fu trovata con la gola squarciata; lo stesso giorno fu trucidata Catherine Eddowes, a Mitre Square: gola recisa e mutilazioni orribili al viso e al basso ventre; Mary Jane Kelly, fu seviziata il 9 novembre, a Miller’s Court, gola recisa e tutto il corpo mutilato nella maniera più atroce tanto che fu definito il delitto più spaventoso di Jack lo Squartatore e ricordato come “l’Orrore di Miller’s Court”.

Cinque povere vittime in sole dieci settimane da incubo in quel lontano 1888. Nessuna di queste donne fu violentata, tutti i corpi presentavano orrende mutilazioni e si parlò anche allora di mutilazioni “rituali”, come nel caso dei terribili delitti di Firenze (commessi, questi ultimi, in fase di luna nuova, con l’escissione del pube di alcune delle giovani donne. Ben cinque coppie su sette sono, poi, state barbaramente assassinate il sesto giorno della settimana, cioè di sabato, giorno, particolarmente, importante nella magia nera e in quella satanica, ma gli elementi rituali sono tanti altri ancora). Jack lo Squartatore, dopo l’ultima vittima, sembrò volatilizzarsi nel nulla, di lui Scotland Yard conserva ancora un fascicolo aperto: non si è mai riusciti ad identificarlo e anche sul “mostro” (o i “mostri”) di Firenze regna ancora il più assoluto mistero.

Le vittime fiorentine furono 14. Furono delitti esoterici, questo ormai è incontestabile. Lo ha detto il capo della squadra mobile, Michele Giuttari, sottolineando che <<abbiamo le prove documentali>>. Si tratta di alcune foto che ritraggono tre cerchi simbolici, a pochi metri dal luogo dove le ultime vittime, i due turisti francesi, si erano accampati. Secondo gli esperti di essoterismo, i cerchi rappresentano un rituale. Gli omicidi sono avvenuti, quasi sempre, di sabato.

Curiosità. Lo stesso Pacciani sarà trovato morto, pure, di sabato, intorno alla mezzanotte (21/22 febbraio 1998). Le vittime, uccise sempre con una Beretta calibro 22, furono: Stefania Pettini e Pasquale Gentilcore (14 settembre 1974), il corpo della ragazza fu orribilmente deturpato, le furono inflitte ben novantasei ferite da taglio nel torace e nella zona pubica e le fu infilato un tralcio di vite nella vagina; Carmela De Nuccio e Giovanni Foggi (6 giugno 1981), alla disgraziata giovane fu reciso e prelevato il pube. Susanna Cambi e Stefano Baldi (22 ottobre 1981), sono stati assassinati di giovedì, alla donna fu asportato totalmente il pube con tre tagli netti; Antonella Migliorini e Paolo Mainardi (19 giugno 1982), a differenza della altre volte sul corpo della donna non furono compiuti scempi; Jens Uwe Rush e Friedrich Meyer (9 settembre 1983), due ragazzi tedeschi in vacanza, forse fu un errore del “Mostro”; Pia Rontini e Claudio Stefanacci (29 luglio 1984), alla poveretta viene asportato il pube e la mammella sinistra. L’ultimo omicidio è quello di Nadine Mauriot e J. Michel Kraveichvili (8 settembre 1985), anche stavolta si ripete il macabro rituale, alla donna viene asportato pube e seno sinistro.

Oltre a questi omicidi vennero compiuti, in quel periodo, tanti altri omicidi misteriosi; su “Il Giornale” del 19 Marzo 2001, in un articolo a firma B. Gualazzini, si legge, tra l’altro: <<…va detto che la scia di morti ammazzati lasciati dietro di sé dal mostro, secondo molti di coloro che si sono interessati, a vario titolo, di questo incubo, tuttora senza colpevoli convincenti, conterebbe tra i fidanzati uccisi, le loro amiche e altri che ne sapevano troppo, omosessuali, lenoni e prostitute almeno 35 vittime…>>. Sull’identità di Jack si fecero, analogamente ai fatti di Firenze, una ridda di ipotesi ma non si giunse a nulla di concreto. Tutto fu reso più difficile e complicato per la misteriosa sparizione di documenti e reperti. Tra le tante congetture, la più inquietante è quella che ipotizza che “Jack lo Squartatore” facesse parte di una sètta satanica ed i suoi, in realtà, erano paurosi rituali di morte decisi dalla congrega, che esigevano sacrifici umani. Analogamente la pista che percorrono ora gli investigatori delle sfortunate coppie fiorentine punta su una pericolosissima sètta che avrebbe commissionato gli omicidi. Se il nome della feroce sètta è, come sostiene taluno: "La rosa rossa", si può pensare che la misteriosa confraternita potrebbe avere parentele strettissime con “L’Ordine della Roseae Rubeae et Aureae Crucis”.

Vediamo meglio di che si tratta e quali sarebbero le analogie tra i delitti di Jack e quelli di Firenze. Nel panorama dei movimenti magici, alcune organizzazioni, di origine inglese, con importanti filiazioni italiane, che hanno rilevante spicco e profonda conoscenza di certe ritualità, in relazione all’utilizzo tenebroso della magia sessuale, si collegano agli insegnamenti segreti del mago inglese Aleister Crowley (1875-1947). Egli fu iniziato all’Ordine della società esoterica “Hermetic Order of the Golden Down”, presieduta dal mago Samuel Liddel Mathers sposato con la sorella del filosofo Henri Bergson, Moira. Nel tempo furono fondate altre società, collegate, in qualche modo, alla “Golden Dawn” che, a sua volta, si divideva in tre Ordini. Il primo ordine, o della Golden Dawn in Outer, comprendeva i primi cinque gradi inferiori. Il secondo Ordine fu fondato nel 1891, quando un adepto, “frater Lux e Tenebris”, passò a Mathers i rituali necessari per stabilire un Ordine Interno, un Secondo Ordine: l’Ordine della Rosa Rossa e della Croce d’Oro (Roseae Rubeae et Aureae Crucis).Sulla base delle rivelazioni fornite, fu stabilita anche una “Cripta degli Adepti”, che divenne l’organismo guida dei Templi della Golden Dawn. Il terzo ed ultimo Ordine era riservato ai Capi Segreti. Il nome “Rosa Rossa+Croce d’Oro” richiama immediatamente al simbolismo esoterico massone. La sètta dei Rosa+Croce, fondata nel XII secolo da Raimondo IV, conte di Tolosa, uno dei capi della prima crociata fu, in un certo senso, d’ispirazione, nel XVIII secolo, alla Massoneria.

A proposito della “Golden Dawn” è interessante sapere che si verificarono eventi strani e inquietanti, dopo un anno dalla sua fondazione; si registrarono a Londra, infatti, parecchi crimini sessuali, da taluni addebitati a segreti rituali dell’Ordine, relativi ad un particolare tipo di alchimia sessuale.Vittorio Fincati nel suo saggio (2° ediz. Aggiornata) “I mostri di Firenze e l’alchimia” (Carpe Librum, Nove (VI) 2001), scrive che: <<…interpretazioni devianti dell’alchimia – quella stessa che secondo Renè Guénon sarebbe degenerata a partire da Basilio Valentino e Paracelso – sono ben evidenti nelle opere manoscritte e a stampa di un gran numero di scritti di derivazione paracelsiana, in cui primeggiano quelli che parlano della confezione di elixir di lunga vita o nel famoso Testamentum Fraternitatis Rosae et Aureae Crucis, nel quale si afferma, senza possibilità di interpretazione allegorica, di impossessarsi di parti di cadaveri, umani e/o animali e di aggiungervi sangue umano e/o animale al fine di ottenere delle realizzazioni di ordine magico-stregonico…>>. Ottenere potere, forza, salute, e chissà cos’altro ancora.Ritualità estreme. Il medico e mago, Franz Hartmann, scriveva che i corpi di quelli, morti violentemente, uccisi, <<...hanno grandi poteri occulti.

Essi non contengono vita, bensì il balsamo della vita, ed è anche una fortuna che questo fatto non sia pubblicamente conosciuto, perché se persone mal disposte conoscessero queste cose e l’uso che se ne può fare, potrebbero servirsene per stregonerie e scopi malvagi, e infliggere agli altri molte sofferenze...>> (Franz Hartmann, Il mondo magico di Paracelso, Mediterranee, Roma 1982). Theophrastus Paracelsus (1493-1541), il mago del Cinquecento, era anch’esso convinto che ad una persona morta d’improvviso e violentemente, può essere captato, da un esperto occultista, il suo corpo astrale e questi se ne può servire per gli scopi più diversi ed orribili. La dottrina esoterica orientale insegna la medesima cosa.Dopo i delitti, i poveri corpi delle donne, sia nel caso di Jack lo Squartatore, sia in quello del Mostro di Firenze, sono stati mutilati. A. Corbin in “La violenza sessuale nella storia” (Laterza, Bari 1992) racconta che le vittime dello “Squartatore”dopo essere state uccise subirono: <<mutilazioni sessuali, effettuate da mani che apparivano esperte, abbastanza al corrente dell’anatomia femminile. (…) l’assassino, come rilevò il dott. Halsted dell’ospedale di Londra, aveva prelevato certi organi del corpo che nella buona società di solito non si nominano…>>. Dovette presentarsi agli investigatori uno spettacolo atroce. Corbin, nell’opera citata, è molto esplicito: <<…Winne Baxter rivelò che l’assassino aveva prelevato l’utero dal corpo della vittima… e che con queste mutilazioni aveva dato prove di sicure conoscenze anatomiche>>. <<In numerosi casi, tagliò le parti genitali interne ed esterne, portandole con sé…>> (Krafft-Ebing, Psychopathia sexualis, Payot, Paris 1931).Analogamente, nei delitti di Firenze, a quattro delle sei donne uccise fu escisso il pube con tagli netti e precisi, quasi da professionista e le ultime due furono anche mutilate del seno sinistro.

Sinistri feticci sessuali da usare in orripilanti rituali satanici o di magia nera. Da questi abissi di tenebra emergono, infatti, indizi inquietanti che farebbero, appunto, supporre che il <<secondo livello>>, ipotizzato da Giuttari e Lucarelli nel libro “Compagni di sangue” (Le Lettere, Firenze 1998), potrebbe essere costituito da una “schola” dei misteri, con una sua origine che si perde nei secoli e arriva fino ai RosaCroce, celata dietro ai delitti di Firenze e a quelli attribuiti a Jack lo Squartatore, che si tramanda nei secoli, da adepto ad adepto, terrificanti rituali.C’è dell’altro che accomuna il Mostro di Firenze allo squartatore. A Nadine Mauriot, la donna della coppia assassinata l’8 settembre 1985, anche in questo caso, viene escisso il pube e il seno sinistro. Il giorno verrà spedito un lembo del seno della poveretta al sostituto procuratore Silvia Della Monica. Anche Jack sfidò gli inquirenti, oltre che lasciando indizi sulla sua identità, egli indirizzò a giornali e commissariati i macabri souvenir delle sue imprese. Più volte gli ispettori, che indagavano su The Ripper, ricevettero plichi postali contenenti raccapriccianti resti umani.A favore della tesi esoterica, dei delitti commessi dallo “Squartatore”, Giorgio Galli nel suo “Hitler e il nazismo magico” (Rizzoli, Milano 1997), scrive che Jack compare, contemporaneamente, alla nascita, nel 1887, dell’Ordine esoterico della “Golden Dawn”. In effetti, dopo circa un anno dalla fondazione dell’Ordine esoterico, si verificarono, a Londra, diversi spaventosi omicidi.

Un collegamento tra alcuni particolari delitti e il satanismo era stato già suggerito dal giornalista Maury Terry che aveva scritto, in relazione a certi serial killer, che i loro crimini solo apparentemente sembrano incomprensibili, ma acquistavano significato se studiati in relazione a certi rituali satanici.Jack lo Squartatore sarebbe stato in realtà l’avvocato Montague John Druitt, che morì, si disse, suicida. Nel 1964 lo scrittore Daniel Parson pubblicò una serie di prove, che attesterebbe che Druitt era adepto di una sètta satanica “Gli Apostoli” e che il suo non fu suicidio, ma un assassinio deciso dai membri della confraternita, per eliminare il pericoloso adepto, che avrebbe potuto portare a loro. Se si appurasse, dall’esito della perizia ancora non depositata, che, anche, Pacciani è stato assassinato per chiudergli per sempre la bocca, questa sarebbe un’altra inquietante analogia tra i due casi.

Giorgio Galli, nel suo libro citato, in relazione a Montague John Druitt, scrive ancora: <<Il suo corpo con le tasche piene di pietre era stato ripescato nel fiume a pochi metri da Osiers, una dimora privata di Cheswick che veniva utilizzata per le riunioni di un club detto degli Apostoli, una società dai fini oscuri alla quale Druitt apparteneva e della quale erano membri molti aristocratici e anche un possibile erede al trono d’Inghilterra, Albert Victor (Eddy) duca di Clarence, nipote della regina Vittoria, a sua volta sospettato di essere the Ripper>.Galli osserva inoltre che <<L’accostamento delle date (il duca di Clarence si ammalò nel corso del 1890 e morì nel 1891 o secondo altri nel 1892) permette un’ipotesi: vi è una tradizione di magia sessuale e di magia nera, che provoca discussioni e divisioni nei circoli occultistici, che si rinverdisce con l’incontro tra Eliphas Levi e Bulwer Lytton, che in parte è presente nella fondazione della ‘Golden Dawn’ (1887), che può essere connessa con gli assassinii, verosimilmente, rituali del 1888, come tali presentati in una storia ritenuta fantastica negli anni Quaranta, ai quali segue una sorta di epurazione nelle società occultistiche. Queste vicende coinvolgono settori dell’aristocrazia inglese…>>. Analogamente, nei delitti di Firenze, si parla di personaggi molto potenti e insospettabili, che commissionarono i delitti e che avrebbero goduto di incredibili protezioni.

Giuseppe Cosco

Torna su

 IL MOSTRO DI FIRENZE

la pista esoterica

 Analizzando l’insoluto mistero del "mostro di Firenze" ci si accorge che non è stato sufficientemente approfondito un elemento importante, quello esoterico.

L’assassino (o gli assassini?), preferisce agire in notti calde, non ha ucciso in inverno e in notti di luna piena. Ha scelto, infatti, sempre notti senza luna, precedenti o successive la domenica (è un elemento rituale?). Ha agito tra giugno e settembre e una sola volta in ottobre. Dal corpo delle vittime donne prende il feticcio cimelio, escissione del pube e/o della mammella (donna offerta come vittima sacrificale?). Tra gli investigatori che si sono occupati del caso, c’è chi pensa che le sue vittime sarebbero, in realtà, molte di più di quelle conosciute.

Gli omicidi seguono un rituale ben preciso e prestabilito. Ecco riassunti i trenta anni di delitti, scanditi da date-chiave.Tutto ha inizio il 21 agosto del 1968. Quella notte vengono uccisi, nelle vicinanze del cimitero di Lastra, a Signa, una coppia di amanti, il 29enne Antonio Lo Bianco e la 32enne Barbara Locci (non tutti attribuiscono, tuttavia, questo primo omicidio al "Mostro"). Sabato, 14 settembre 1974, è il turno dei fidanzati Pasquale Gentilcore, 19 anni, e di Stefania Pettini 18 anni. La donna viene colpita con 96 coltellate al torace e al pube. Alla fine l’assassino le infila, nella vagina, un tralcio di vite (ritualità?). Sabato 6 Giugno 1981, tocca ad altri due fidanzati, il 30enne Giovanni Foggi e la 21enne Carmela De Nuccio; alla poveretta viene asportato il pube.

Giovedì 22 ottobre dello stesso anno, è la volta di Stefano Baldi, 26 anni, e di Susanna Cambi 24. Anche a lei viene asportato il pube. Sabato 19 giugno 1982, vengono assassinati Paolo Mainardi di 22 anni e Antonella Migliorini di 19. Sabato 9 settembre 1983, è la volta di due maschi (un errore del mostro?) J. Uwe Rush e Friedrich Meyer, due amici tedeschi 24enni. Sabato 29 luglio 1984, sono massacrati il 22enne Claudio Stefanacci e la 18enne Pia Rontini, alla ragazza vengono asportati il pube e il seno sinistro. Domenica 8 settembre 1985, Nadine Mauriot di 36 anni e Jean Michel Kravechvili di 25, una coppia di conviventi. Anche in questo caso la donna viene mutilata del pube e del seno sinistro. E’ la prima volta che il mostro uccide di domenica. L’assassino, il giorno dopo, spedirà un lembo del seno al sostituto procuratore Silvia Della Monica.

In relazione a quest’ultimo fatto vi è un accadimento quantomeno inquietante. Andiamo con ordine. Sulla webzine "L’Aspide" http://www.aspide.org/sommario.htm è pubblicata l’inchiesta: "I Mostri di Firenze" firmata da un "Anonimo cistercense". All’inizio del documento la redazione spiega: "…siamo rimasti stupefatti quando una e-mail diretta al nostro Direttore e proveniente da fonte non identificabile, ci invitava a recarci presso l’antica Abbazia Benedettina di Trisulti, dove avremmo trovato un plico a noi  indirizzato, contenente inedite verità sul/i mostro/i di Firenze. …il  plico esisteva davvero e, inoltre, prometteva, per il futuro, altre rivelazioni. Il contenuto delle pagine che seguono è tratto dal plico anonimo che conteneva una perizia (anch’essa anonima) ‘in merito alla vicenda giudiziaria relativa ai delitti attribuiti al c.d. Mostro di Firenze, in base ad un’accurata analisi storica’. Noi la riportiamo, così come l’anonimo ce l’ha fatta pervenire, ed attendiamo altri sviluppi del caso…".

E’ in base a questo documento che riassumo i tre fatti che seguono. L’anonimo redattore ci informa di un accadimento quantomeno inquietante, pubblicato, spiega, da "La Nazione", che riportò solo le iniziali della giovane donna, che narrava quanto accadutole mentre era in treno nella zona di Scandicci. Il mostro aveva da poco assassinato i due francesi. La donna racconta che un signore, molto distinto, di mezza età, le rivolse la parola e le chiese se aveva timore a viaggiare da sola dopo quanto era accaduto e aggiunse: "Ma lei non legge i giornali?". Proseguì dicendole che in quel giorno era stato fatto pervenire al Sostituto Procuratore Della Monica un brandello di seno di una donna assassinata dal "mostro". La ragazza giunse a destinazione e dimenticò quello strano individuo e il truce racconto con l’orrido particolare. Quando venti giorni dopo, lesse sui quotidiani della lettera anonima alla dottoressa Della Monica accompagnata dal lembo di seno ebbe uno choc. Chi era quel misterioso uomo e come faceva a sapere di quell’altro terribile omicidio con venti giorni d’anticipo?

Sempre dall’anonimo cistercense un altro mistero. Riassumo anche questo caso. Tra i tanti misteri relativi al mostro di Firenze vale la pena ricordare quanto racconterà Natalino Mele, il figlio di Barbara Locci, la prima vittima. Egli era rannicchiato sul sedile posteriore dell’auto e semi addormentato mentre la madre e il suo amante Lo Bianco venivano assassinati. All’epoca della tragedia aveva otto anni. Egli avrebbe lamentato, anni dopo, da grande, di avere nella memoria tanti vuoti, black-out strani nella loro manifestazione che lo avrebbero convinto e portato a sostenere che le sue non erano parziali amnesie provocate da choc, ma qualcosa di diverso, di più complesso. Egli, in sostanza, sosterrebbe di essere stato vittima di un "lavaggio del cervello". Se è andata così, chi avrebbe sottoposto alla tecnica del "brainwasch" il giovane? Non è neppure dato sapere a cosa è dovuta questa convinzione e neanche se l’essere stato sottoposto a tale intervento gli fu prospettato, come diagnosi finale, da qualche medico che, dopo aver studiato il suo caso, si espresse in tal modo. Sta di fatto che la cosa non fu mai presa nella dovuta considerazione.

Infine l’ultima vicenda narrata dal misterioso anonimo redattore si svolge quando Pietro Pacciani, nel ’96, tornò a casa assolto dalla Corte d’Assise d’Appello. Nella sua abitazione di Mercatale non trovò sua moglie Angiolina. Nessuno sapeva dove era finita l’anziana donna. Era fuggita o era stata portata via? Per quale motivo gli avvocati di Pacciani presentarono una denuncia per sequestro di persona e contro chi? Si seppe che qualcheduno dei vicini di casa vide la donna, che si dibatteva e urlava, trascinata via di forza, quasi di peso e da diverse persone. Sembra che la poveretta sia stata internata in una casa di cura, ma per quale motivo? Da parte del Servizio Sociale o il tutto fu deciso da personaggi influenti? Sembra anche che il suo internamento sarebbe stato deciso dal Servizio Assistenza Sociale della USL. Le carte della richiesta di ricovero e il motivo erano sparite. Sembra che qualcuno abbia voluto far tacere Angiolina, ma perché? Questo qualcuno è colui che poi ha ucciso Pacciani? Perché Pietro Pacciani, verosimilmente, è stato assassinato. A marzo 2001 la procura di Firenze apre un fascicolo contro ignoti sul decesso dell'agricoltore morto nel '98, mentre era in attesa del secondo processo d'appello.

 Tra le tante cose inspiegabili del personaggio Pacciani vi è la sua incredibile disponibilità economica che "…iniziava a crescere vertiginosamente proprio a partire dagli anni del ciclo seriale degli omicidi… lascia effettivamente pensare alla presenza di un secondo livello, che ordinava i delitti e riceveva le parti asportate alle ragazze uccise… Questa disponibilità finanziaria e patrimoniale equivale, secondo i calcoli presentati nel processo da un legale di parte civile, ad una cifra attuale di circa 900 milioni di lire. Dall’analisi dei movimenti di quel denaro si poteva constatare che l’acquisto della quasi totalità di buoni era avvenuto tra il 1981 e il 1987 e, cioè, nell’arco di tempo, in cui erano stati realizzati i delitti con le macabre asportazioni" (Michele Giuttari e Carlo Lucarelli, Compagni di sangue, Le Lettere, Firenze 1998). Come poteva Pacciani possedere tanto denaro? Chi gli ha dato tutti quei soldi e per cosa?

Come spiegare, poi, tutte quelle strane morti come quella di Renato Malatesta, coniuge di Antonietta Sperduto, che era stata oggetto di violenze da parte di Pacciani e Vanni, e padre di Milvia Malatesta, bruciata nella sua Panda con il figlio Mirko di 3 anni nel 1993? Malatesta fu trovato impiccato il 24 dicembre 1980 nella stalla della sua casa. Francesco Vinci fu invece trovato morto con un pastore, Angelo Vargiu, in un'auto nel '93, pochi giorni dopo la morte di Milvia Malatesta e del suo bambino. Vinci avrebbe avuto una relazione con la Malatesta. Il figlio di Vinci conviveva con una prostituta, Anna Milvia Mattei, trovata anche lei uccisa, con il fuoco, il 25 maggio del '94. Cinque morti: Vinci, Vargiu, la Malatesta ed il bimbo, la Mattei e, forse, il sesto sarebbe Pacciani. Uccisi da chi? E perché?

E c’è anche il mistero del pittore C. F.. Di quali segreti è a conoscenza l’artista svizzero, di spessore internazionale, che risiede in Francia, ma per tre anni aveva occupato due suites di una villa situata su una collina, tra San Casciano e Mercatale? Nel citato libro di M. Giuttari, capo della Squadra Mobile di Firenze dove ha dato una svolta decisiva al caso del "mostro", portando alla luce elementi del tutto nuovi che erano stati trascurati e C. Lucarelli, scrittore di gialli, leggiamo che, tra l’altro, dove visse il pittore furono trovati: "Armi e un’abbondante documentazione pornografica. C’era un revolver calibro 38, alcuni coltelli particolari, foto raffiguranti scene pornografiche impressionanti, molto simili ad alcune scene dei delitti. C’erano numerosissime riviste pornografiche di edizione francese, disegni e quadri raffiguranti, prevalentemente, una femminilità violentata e deturpata… I proprietari della villa e l’artista francese risultano dediti alla magia, così come Pacciani… Tra il materiale sequestrato, c’era una rivista francese… che riproduceva nudi femminili con varie menomazioni, come il taglio del seno sinistro e del pube…" (ibid).

Il pittore, recentemente, sarebbe uscito di scena. Lui con il mostro di Firenze non c'entrerebbe nulla. E' soltanto una persona informata sui fatti. Il pittore sarebbe passato dalla posizione di indagato per detenzione di armi, in un procedimento collegato alle vicende del mostro, a teste dell'accusa nell'inchiesta ter sui duplici efferati delitti. L’interesse degli investigatori ora si potrebbe spostare sulle due donne, proprietarie della villa di San Casciano. E’ possibile che siano state loro a cercare di scaricare su Falbriand tutti i sospetti, forse, per sviare l'attenzione degli inquirenti dalle pratiche poco limpide (magia nera? satanismo?) che si sarebbero svolte nella villa?

In tutto, i delitti sicuramente accertati del "mostro di Firenze", se escludiamo la coppia di amanti Lo Bianco e Barbara Locci, furono 14. Quattordici è un numero importante in esoterismo, al punto che qualcuno si è chiesto se può esserci un riferimento alle morti delle 14 coppie di giovani nel mitologico Labirinto del Minotauro. Il numero 14 ha l’equivalente nella lettera ebraica nun. Il simbolo arcano di questo numero, scrive Isidore Koznimsky, è: "…Osiride mutilato. La mitologia racconta che Set, dopo aver assassinato Osiride, ne tagliò il corpo in 14 parti" (I. Kozminsky, I numeri magici, Garzanti – Vallardi, Milano 1978). Potremmo, in relazione ai tragici fatti di Firenze, trovarci dinanzi all’esito di feroci rituali di morte, commissionati da una potente sètta satanica bisognosa di un certo genere di feticci. E, poi, c’è la ricorrenza del numero tre, simbolizzante la tripla natura del mondo e il dinamismo elettromagnetico dell’universo. Ancora Kozminsky ci informa che: "nelle religioni antiche e moderne predomina la trinità. Il triangolo ha 3 punte; con la punta rivolta verso l’alto significa il fuoco e le potenze celesti; con la punta rivolta verso il basso significa l’acqua e le schiere infernali" (ibid). Il ripetersi del 3 potrebbe stare a significare una relazione rituale tra questi delitti e l’antico "culto di Iside".

Iside, la più importante delle divinità egizie, è spesso raffigurata, secondo il mito riferito da Plutarco (De Iside et Osiride, 12, 19) alla ricerca del corpo di suo fratello, e allo stesso tempo sposo, Osiride, ucciso e poi fatto a pezzi da Seth e gettato nel Nilo, che la dea restituisce alla vita col suo soffio divino. E’ anche frequentemente rappresentata mentre tiene in braccio e allatta il figlioletto Horus. Iside è, pure, la protettrice dei defunti. Essa fu adorata in Medio Oriente, in Grecia, a Roma e in tutto il bacino del Mediterraneo come la dea suprema. In tutti i circoli esoterici verrà considerata come l’Iniziatrice, incarnante il principio femminile, che detiene il potere della vita, della morte e della risurrezione.

Sua rappresentazione è la croce cosiddetta ansata o Ankh, oppure nodo. Una sua valenza infera si è fatta luce nella vicenda di Castelluccio dei Sauri (Foggia), che ha visto sul banco degli imputati due giovani studentesse, Annamaria Botticelli e Mariena Sica, per lo strangolamento della loro amica Nadia Roccia. Si è parlato del ritorno in auge di sètte sataniche, che celebrano i misteri di Iside associata, in epoca medievale, anche al culto del diavolo. Assai significativo è, a tal proposito, il ritrovamento, da parte di studiosi, di un incantesimo dove, accanto al nome di Iside, vi sono quelli di tre divinità infernali: Ortho, Baubo ed Ereskigal; ciò può voler dire che, se considerata in relazione alla sua congiunzione con la luna, Iside diventa una potenza ctonica. Taluni editori hanno inserito un inno magico nella Nékya omerica, a sua volta interpolata (Odissea XI, 34-50), il potere ctonico di Iside, tra altre divinità e demoni del mondo dei morti, era invocato da Ulisse nel visitare il regno degli Inferi. Accanto all’Iside celeste, come si può ben capire, vi è anche un’Iside infernale, simbolizzata da quella, discesa nel Nun con la sorella Nefti, per cercarvi Osiride. Kenneth Grant ne: "Il risveglio della magia" (Astrolabio, Roma 1973), scrive: "la Nuit terrena è Iside, la Donna Scarlatta…". Nel diario magico Aleyster Crowley, il mago nero inglese, annota: "la Donna Scarlatta, cavalcando la Bestia va, bevendo il sangue dei Santi, adultera, Signora del Mutamento, dell’Energia, della Vita…". Ecco la Iside infernale.

L’ anonimo cistercense, nel documento "I Mostri di Firenze" spiega che "alcuni studiosi, rimasti inascoltati, portarono l’attenzione sulla vicinanza rituale fra i delitti del ‘mostro’ e l’antico ‘culto di Iside’. Nella simbologia numerica, tre sono gli elementi dell’uccidere relativamente al corpo della donna: un’arma da punta, una da taglio, una da fuoco". In tale schema simbolico, l’arma da punta fu utilizzata, post-mortem, intorno al pube di quelle povere donne, per imprigionare, ritualmente, l’anima nel corpo. Il tre simbolizza anche la trinità infera. Il sacrificio umano per i satanisti è connesso materialmente con la forza vitale, col sangue, ed è spargendo il sangue, loro credono, che si può ottenere quella magica forza, che obbliga anche i demòni a presentarsi all’officiante. Essi sono convinti anche che bevendo il sangue si acquista la sua qualità divina. La teoria che sta all’origine dei riti di sangue si basa sull’identità fra sangue e vita, come attesta la Bibbia (Genesi 9, IV). Il patto satanico è firmato col sangue perché così si trasmette, loro pensano, al segno grafico, una parte della propria vita.

Giorgio Medail durante la sua inchiesta "Italia Misteriosa" venne in contatto con uno strano personaggio, che disse di aver fatto lunghe ricerche sui delitti di Firenze e, tra l’altro, affermò: "Esiste una tradizione... secondo cui il sacrificio migliore per evocare i demoni è quello degli esseri umani. E, infatti, ad esempio, nella dottrina di Aleister Crowley si afferma che la morte più favorevole è quella che avviene durante l’orgasmo ed è chiamata ‘mors giusti’. Perché è scritto: – ...fatemi morire la morte del giusto e fate che la mia fine estrema sia come la sua –".

Il giornalista commenta: "Una simile affermazione non poteva che condurre agli innumerevoli e ancora misteriosi delitti del ‘mostro di Firenze’ che, guarda caso, colpisce le sue vittime proprio mentre fanno l’amore. Secondo quest’interpretazione, infatti, il ‘mostro’ altro non sarebbe che una frangia impazzita di un certo satanismo che prevede il sacrificio proprio in quel fatale momento. ‘Ci sono - continua F.B. - nel caso del mostro, tutti gli ingredienti necessari: l’orgasmo unito al momento del trapasso, il colpo vibrato con la pistola, col fuoco. In quel momento, si liberano potenti energie, indispensabili per il mago che rafforza se stesso e il rituale che deve celebrare’".

Nel caso degli assassini del mostro di Firenze "chiedo - (scrive Medail, ndr) - vi sono state orribili deturpazioni delle vittime. Possono anch’esse essere ricondotte a rituali diabolici?". "Sì (risponde il suo interlocutore, ndr). Nel caso dell’omicidio del ‘74 non ci fu l’asportazione del pube. Si pensa che si tratti di un prologo e il simbolo del tralcio di vite tra le gambe della ragazza uccisa ce lo conferma. E’ l’inizio di un cammino per raggiungere una Grande Opera. Nei casi successivi c’è questa asportazione che può voler dire esperimenti anche chimici sulle secrezioni delle donne che qui in Occidente sono poco conosciuti". Il giornalista domanda a F.B.: "E’ pericoloso dire queste cose? Lei vuol mantenere l’anonimato...". "Sì, (è la risposta pronta di F.B., ndr) si toccano mondi molto pericolosi" (G. Medail, Italia Misteriosa, Editoriale Albero, Milano 1987).

Taluni esperti sono sempre più convinti che dietro i "mostri di Firenze" ci sarebbe una "cupola" segretissima di intoccabili. La torinese Maria Consolata Corti, regista alla RAI per dieci anni, al giornalista Maurizio Caravella ha raccontato: "Il mostro di Firenze è un personaggio molto noto e potente, con una doppia identità, e fa parte di una terribile sètta satanica. Mi ha confessato che i membri della sètta uccidono l’uomo e la donna nell’atto di accoppiarsi, per uccidere l’amore e colpire Dio. Mi ha detto anche: - io strappo il pube o il seno con un coltello milleusi, e lo faccio non solo per odio, ma perché, secondo la sètta, durante l’atto sessuale il corpo libera energie di cui ci si può servire anche per curarsi o per aumentare la forza fisica – " ("Visto", n.46, novembre 1990).

Per quanto concerne la pratica del sesso orgiastico rituale, l’esoterismo spiega la delicata questione con la necessità, in alcune cerimonie, di liberare e utilizzare particolari energie sessuali. Kenneth Grant nell’opera citata, al proposito scrive, in parte riassumendo anche quanto affermato dallo psicologo Havelock Ellis nel libro: "Studies in the Psychology of Sex), che: "solo quattordici delle diciassette secrezioni organiche note ai tantrici sono riconosciute dalla scienza occidentale. (…). Le secrezioni sono, a loro volta, in relazione con i giorni e le notti delle quindicine oscure e luminose che costituiscono un ciclo lunare, culminante nella luna piena, chiamata talvolta il sedicesimo dito della luna. La scienza riguardante queste zone è estremamente complessa ed è comunicata durante l’iniziazione sotto il velo del segreto". A proposito dell’importanza del ciclo lunare, richiamo l’attenzione sul fatto che i delitti del "mostro" sono avvenuti tutti in periodo di novilunio.

Altro elemento importante è la constatazione che i delitti sono avvenuti, quasi sempre di sabato. C’è da spiegare che il termine "sabba", dato alle riunioni notturne delle streghe è etimologicamente identico a sabato. Il sabato, nella tradizione stregonesca, sarebbe la festa della luna piena (shabat, cessare; la luna cessa di crescere); più tardi questa festa avrebbe comprese ognuna delle quattro fasi lunari, ricongiungendosi a quella del settimo giorno. E’ a questa antichissima tradizione che si riferisce il sabato o sabba della stregoneria. Durante questa notte, secondo le leggende, avvenivano scene spaventose, orge e profanazioni. E’ il simbolismo del settimo giorno della creazione del mondo, quando Dio si riposa e i demoni si agitano. Il sabato, poi, secondo la tradizione astrologica, è attribuito al pianeta Saturno, il pianeta più oscuro a cui è stato assegnato il nome di "Grande Malefico". I segni zodiacali in cui ha domicilio sono il Capricorno e l’Acquario, opposti a quelli delle illuminazioni, quindi alla luce e alla gioia della vita. Nelle tradizioni ermetiche Saturno è un altro nome di Satana.

Dietro i delitti di Firenze effettivamente potrebbe nascondersi una segretissima lobby satanica composta da persone eccellenti, innominabili. Segnalazioni, informazioni, denunce anonime, avrebbero asserito proprio questo, ma, non hanno mai avuto seguito, data l’enorme rilevanza dei personaggi che sarebbero implicati. Alchimie infere, che prescrivono l’omicidio e la pedofilia, quella rituale, che considera un crimine pedofilo come "atto iniziatico". Vi sono libri su oscure perversioni, testi come quello di Bernard Sergent (ediz. Payot, Parigi): "Homosexualité Iniziatique". Maurizio Blondet, a questo punto, si chiede: "che non vi sia, al centro d’Europa, un ‘cuore di tenebra’? …purtroppo l’autorità, anche politica, quanto più s’allontana da Dio, diventa mero potere: e può ben rovesciarsi in una ‘sacralità’ che ha come centro il culto del Principe di Questo Mondo, Colui che dà il potere, se placato con sacrifici atroci" (M. Blondet, Pedofilia e mondialismo, in "La Tradizione Cattolica" n.4 (45) – 2000).

Ritualità estreme di cui, ogni tanto, si fa velatamente cenno. Il medico e mago, Franz Hartmann, scriveva che i corpi di quelli, morti violentemente, uccisi, "...hanno grandi poteri occulti. Essi non contengono vita, bensì il balsamo della vita, ed è anche una fortuna che questo fatto non sia pubblicamente conosciuto, perché se persone mal disposte conoscessero queste cose e l’uso che se ne può fare, potrebbero servirsene per stregonerie e scopi malvagi, e infliggere agli altri molte sofferenze..." (Franz Hartmann, Il mondo magico di Paracelso, Mediterranee, Roma 1982, pag. 112). Theophrastus Paracelsus (1493-1541), il mago del Cinquecento, era anch’esso convinto che ad una persona morta d’improvviso e violentemente, può essere captato, da un esperto occultista, il suo corpo astrale e questi se ne può servire per gli scopi più diversi ed orribili. La dottrina esoterica orientale insegna la medesima cosa. Ritornando ai delitti di Firenze, forse, il vertice della piramide che ha ordinato quegli orribili massacri sacrificali è composto da illustri e insospettabili personaggi, con una vita segreta immersa in mondi di tenebra. Forse, per risolvere questo terribile mistero, è necessario aprire la porta di questi inferni.

Giuseppe Cosco

Torna su

C’E’ UN LEGAME TRA EFFERATI OMICIDI SERIALI E LE IDEOLOGIE SATANICHE? FORSE SI.

 L’America sforna il 75% dei serial killer viventi sulla Terra. I serial killer secondo statistiche dell’FBI sono aumentati, nell’ultimo decennio, di quasi il 500%. Uno dei dati più sconvolgenti è, sempre secondo l’FBI, che ben 3.500 efferati omicidi insoluti, su 20.000, sono stati compiuti da questi mostri. La misura di questi orrori ce la dà Piero Scaruffi (Piero Scaruffi, Il terzo secolo. Almanacco della società americana alla fine del millennio, Feltrinelli, Milano 1996, pagg. 188-189) che ci fornisce un elenco di questi mostri con i loro efferati crimini. Riassumo. Nell’epoca moderna il primo serial killer fu Ed Gein. Famosi film furono tratti dalla sua storia. Ricordo Psycho, Texas Chainsaw Massacre (Non aprite quella porta) e Silence of the Lambs (Il silenzio degli innocenti). Ed Gein compì i suoi spietati delitti nel Wisconsin a metà degli anni ’50. Charles Manson, colpevole della strage di Bel Air del 1969 in cui morì la moglie del regista Polansky, fu il più famoso di tutti, ma uccise solo sette persone.

L’attrice 26enne Sharon Tate, moglie del regista Roman Polansky, incinta di otto mesi, seviziata e uccisa nella sua villa al numero 10050 di Cielo Drive, Bel Air, Los Angeles, California (USA), il 9 Agosto 1969 tra mezzanotte e le 2, dalla sètta del satanista Manson, che ebbe contatti con la chiesa di Satana di Anton Szandor LaVey (LaVey fondò, a San Francisco, la prima Chiesa di Satana, alla mezzanotte del 30 aprile del 1966, data importante per i satanisti, è la notte di Valpurga), sarebbe stata lei stessa una seguace del diavolo. Il settimanale "Rosa&Nero", nel numero del 14 Aprile 1995, sostiene che a dirlo è la stessa sorella di Sharon, Patty, che nel suo libro "Synonymous With Evil?", tra l’altro, racconta: <<Pochi sanno che mia sorella era affascinata dal demonio. Sharon… quando aveva incontrato Roman Polansky, si era subito interessata a lui per la fama diabolica che il regista polacco si era conquistata con la sua opera e anche con alcuni episodi della sua vita…>>.

Una curiosità. "Helter skelter" è il titolo di una canzone dei Beatles che, pare, abbia ispirato la strage compiuta, nel 1969, dal satanista Charles Manson e dai suoi seguaci. Il movente, come confessarono, era accendere l’Helter Skelter, ossia scatenare il caos, dal titolo del brano dei Beatles. Manson affermerà che il testo in questione lo avrebbe ispirato. In ogni caso, agli atti del processo per la strage di Bel Air è allegata la convocazione, da parte della Corte, di McCartney e di Jonn Lennon.

Negli anni tra 1976 e il 1977 ecco scatenarsi David Berkowitz, a New York si lasciò dietro sei morti. Sempre nel 1976, a Detroit, massacrò orrendamente sette bambini il "Babysitter", che non fu mai catturato. Poi, i numeri ebbero una vertiginosa impennata e iniziò la strage Henry Lee Lucas, che nel Texas, fra il 1971 e il 1983 soppresse qualche centinaio di persone, tra queste la propria madre. Henry Lee Lucas detiene il tragico primato mondiale per il numero di morti che lasciò dietro di sé. Il suo macabro record è insidiato solo da Donald Evans, un altro texano, che ha raccontato di aver compiuto una sessantina di omicidi, ma gli inquirenti hanno la netta convinzione che siano molti di più.

Ted Bundy, un altro psicopatico, trucidò, dallo Utah alla Florida, almeno una trentina di donne e, in California, Edmund Kemper seviziò e uccise con infinita crudeltà moltissime donne. Si ignora il numero esatto delle sue povere vittime. Kemper letteralmente le faceva a pezzi e, poi, violentava i miseri resti. John Wayne Gacy a Chicago, nel 1980, eliminò 33 uomini. La prima serial killer donna fu la prostituta Aileen Wuornos, ammazzò 7 uomini. Dopo di lei salì alla ribalta della cronaca nera Virginia McGinnis, soprannominata per la sua crudeltà "Ice Lady" (La signora di ghiaccio) del Kentucky. In vent’anni di attività uccise con grande ferocia il secondo marito, la figlioletta di 3 anni e la propria madre. Tra il 1978 e 1l 1991 il cannibale Jeffrey Dahmer, a Milwaukee (Wisconsin), assassinò con inaudita brutalità, fece a pezzettini e divorò 17 persone. Questa macabra lista di mostri e di orrori è ancora molto lunga.

Statistiche dell’FBI stimano il numero dei serial killer, in libera circolazione nel 1993, non inferiore a 500. L’agenzia federale è convinta che, in USA, 3.500 feroci omicidi, dei 20.000 non risolti, sono opera di serial killer a tutt’oggi liberi, che, sicuramente, spargeranno altro sangue innocente. La cosa più incredibile è il constatare come questi mostri siano diventati dei veri e propri miti. Basti come esempio, di questo truculento businnes, quanto la Editrice americana "Eclipse Enerprise", nel 1993, ha avuto il cattivo gusto di fare. Ha stampato le foto di questi mostri creando figurine, come quelle dei calciatori, e lanciandole cinicamente sul mercato con tanto di pubblicità. Il successo è stato enorme.

Mostruosità e mostri di questa nostra società, che, invece di innalzarsi, si annienta sempre di più nel pantano delle tenebre inferiori, nei cunicoli sotterranei, che conducono in terre infere, senza speranza e senza ritorno. Inferni. E non è fievole, come potrebbe sembrare, il legame che unisce questi crimini alle ideologie sataniche. Il satanismo, come scelta per il terribile, il ripugnante, il mostruoso, è presente più di quanto si creda, anche se con aspetti differenti, in tutto il nostro pianeta. Esistono innumerevoli prove che molti tra i satanici, come Manson, sono cellule oscure di una qualche congrega. Esseri demoniaci, che professano culti tremendi, che, non di rado, prescrivono omicidi rituali si muovono, nella nostra società, spesso accanto a persone comuni, che inorridirebbero se solo immaginassero i pensieri dei loro occasionali vicini.

Nella sola America nel 1946, a quanto scrive R. Noblet professore all’Università del Sud-California, erano attive 10.000 congreghe sataniche che nel 1976 diventarono 48.000 e nel 1985 addirittura 135.000. I satanisti operanti negli USA, sempre secondo Noblet, sono attualmente più di un 1.135.000 (J.P. Bourre, Le sectes lucifériennes aujourd’hui, Paris 1978). Nella trattazione del satanismo criminoso non si può fare a meno di riportare quanto Aleister Crowley, nel liber legis, annotava, assicurando, sotto dettatura del demonio Set: <<Il sangue migliore è quello mensile della Luna; poi il sangue fresco, di un bambino, sgocciolante dalla schiera celeste; poi quello dei nemici; poi quello del sacerdote o dei fedeli; infine quello di qualche animale. Brucialo: fanne pani e mangialo in mio onore...>>. Michele Del Re, avvocato e professore universitario di diritto penale che ha girato il mondo per studiare i culti emergenti, in qualità di direttore di ricerca del C.N.R., osserva: <<Inequivocabilmente ci si riferisce al sacrificio umano>> e riporta dal "liber legis" di Aleister Crowley, pericoloso mago nero che in Sicilia fondò l’abbazia di Thelema:

<<Il rito supremo dovrebbe creare un’atmosfera particolare attraverso la morte della vittima. Con questo rito si potrebbe raggiungere il vertice dell’Arte Magica. La cosa migliore sarebbe sacrificare una fanciulla, possibilmente vittima volontaria, perché, se fosse maldisposta al sacrificio, potrebbe introdurre una corrente ostile. La fanciulla dovrebbe venir violentata, poi tagliata in nove pezzi. La testa, le braccia e le gambe dovrebbero venire amputate, e il tronco tagliato in quattro parti. Sulla pelle andrebbero scritti i nomi di altrettanti dèi: poi le braccia andrebbero scuoiate e bruciate in onore di Pan o di Vesta; le gambe, dopo un procedimento eguale, andrebbero offerte a Priapo, Hermes o Giunone; la spalla destra è sacra a Giove, la sinistra a Saturno; la metà inferiore destra del tronco a Marte, quella sinistra a Venere. La testa non andrebbe scuoiata, ma semplicemente bruciata in onore di Giunone o di Minerva. Questo rito non dovrebbe essere usato in occasioni ordinarie, ma raramente, e soltanto per scopi importantissimi; e non dovrebbe venire mai rivelato ai profani>> (Michele C. Del Re, Riti e crimini del satanismo. Pubblicazioni della Facoltà di

Giurisprudenza dell’Università di Camerino, Jovene Editore 1994, pag. 54). In questo nostro civile mondo si consumano, nel delirio dell’adorazione di Satana, delitti tremendi, molti dei quali restano impuniti. Il professore Michele C. Del Re, esprimendosi su una valutazione dei crimini satanici, tra l’altro, scrive: <<se i crimini portati a conoscenza del pubblico, di natura satanista sono all’incirca 1.500 ogni anno (mi riferisco al mondo occidentale, esclusa l’America latina), si può ritenere che il numero oscuro, quello che resta ignoto, è di 10 volte 1.500. Di questi quindicimila crimini satanici dovrebbero essere autori congreghe ed isolati, nel complesso circa 150.000 persone. Questo numero indicativo – cui portano anche altri indizi – si riferisce, ripeto, soltanto al mondo occidentale. (…). Comunque, la densità maggiore, per quanto dice la stampa, di satanisti, si ha in Europa, nelle città vertici del triangolo del Demonio, Torino, Praga e Lione, dove i satanisti credono che vi siano <<punti di forza satanica affiorante, oppure sentieri sotterranei che conducono agli inferi, o templi sepolti e dimenticati di adorazione al Grande avversario…>> (Ibid., pagg. 310-311).

La concentrazione degli adoratori di Satana, in Italia, è piuttosto varia. Del Re, nell’opera citata, ci informa che: <<Per le campagne della Toscana meridionale, si parla di quattromila sacerdoti satanici, con quarantamila seguaci; nelle Marche esistono (scrive Fattinostri, giugno 1993) almeno cinque congreghe sataniste, di cui 2 nel fermano, 2 nel pesarese, 1 ad Ancona>>. Non dimentichiamo poi il caso Torino, considerata capitale del satanismo dove si dice vi siano all’opera 40.000 satanisti ("La Stampa" del 25 aprile 1988). E in molti delitti impuniti si celerebbe l’ombra di queste congreghe. Di tutti i crimini irrisolti, quelli attribuiti a "Jack lo Squartatore", sono i più efferati. Le povere vittime, tutte prostitute, furono: Mary Ann Nichols, Annie Chapman, Elizabeth Stride, Catherine Eddowes, Mary Jane Kelly. Nessuna di queste donne fu violentata, tutti i corpi presentavano orrende mutilazioni. L’assassino, dopo l’ultima vittima, sembrò volatilizzarsi nel nulla.

Sull’identità del criminale si fece una ridda di ipotesi, ma non si giunse a nulla di concreto. Tutto fu reso più difficile e complicato per la misteriosa sparizione di documenti e reperti. Tra le tante congetture, la più inquietante è quella che ipotizza che "Jack lo Sventratore" facesse parte di una setta satanica ed i suoi, in realtà, erano paurosi rituali di morte che esigevano sacrifici umani. Giorgio Galli nel suo "Hitler e il nazismo magico" (Rizzoli, Milano 1997), ci informa che Jack compare contemporaneamente alla nascita, nel 1887, dell’Ordine esoterico della "Golden Dawn". In realtà dopo un anno dalla fondazione dell’Ordine esoterico si registrarono a Londra parecchi crimini sessuali. Un collegamento tra alcuni efferati delitti e il satanismo è stato suggerito dal giornalista Maury Terry che aveva scritto, in relazione a certi serial killer, che i loro crimini solo apparentemente erano incomprensibili, ma acquistavano significato se studiati in relazione a certi rituali satanici.

Dietro Jack lo Sventratore, secondo la tesi tradizionale, si mascherava in realtà l’avvocato Montague John Druitt, che morì si disse suicida. Nel 1964 lo scrittore Daniel Parson pubblicò una serie di prove, che attesterebbe che Druitt era adepto di una setta satanica "Gli Apostoli" e che il suo non fu suicidio, ma fu assassinato dai membri della confraternita. Giorgio Galli, nel suo libro citato, scrive ancora a pag. 40, riferendosi al testo che riprende la tesi che l’assassino fosse John Druitt Montague: <<Il suo corpo con le tasche piene di pietre era stato ripescato nel fiume a pochi metri da Osiers, una dimora privata di Cheswick che veniva utilizzata per le riunioni di un club detto degli Apostoli, una società dai fini oscuri alla quale Druitt apparteneva e della quale erano membri molti aristocratici e anche un possibile erede al trono d’Inghilterra, Albert Victor (Eddy) duca di Clarence, nipote della regina Vittoria, a sua volta sospettato di essere the Ripper. Galli osserva inoltre che "L’accostamento delle date (il duca di Clarence si ammalò nel corso del 1890 e morì nel 1891 o secondo altri nel 1892) permette un’ipotesi: vi è una tradizione di magia sessuale e di magia nera, che provoca discussioni e divisioni nei circoli occultistici, che si rinverdisce con l’incontro tra Eliphas Levi e Bulwer Lytton, che in parte è presente nella fondazione della <<Golden Dawn>> (1887), che può essere connessa con gli assassini quasi rituali del 1888, come tali presentati in una storia ritenuta fantastica negli anni Quaranta, ai quali segue una sorta di epurazione nelle società occultistiche. Queste vicende coinvolgono settori dell’aristocrazia inglese sino a far cadere sospetti sui membri della famiglia reale>> (Ibid., pag. 41).

Più ci si addentra in questi mondi di tenebra, più ci si accorge che sono tante le coincidenze, che collegano efferati delitti attribuiti a serial killer a certi riti criminosi, connessi alla magia sessuale. Analizzando un mistero tutto italiano, quello del "mostro di Firenze", emergono importanti particolari. Vediamoli. L’assassino (o gli assassini?), preferisce agire in notti calde, non ha ucciso in inverno e in notti di luna piena. Ha scelto, infatti, sempre notti senza luna precedenti o successive la domenica (ritualità e liturgia?). Ha agito tra giugno e settembre e una sola volta in ottobre. Dal corpo delle vittime donne prende il feticcio cimelio, escissione del pube e/o della mammella (donna preda: feticcio o donna oggetto sacrificale?). Tra gli investigatori che si sono occupati del caso, c’è chi pensa che le sue vittime sarebbero molte di più di quelle conosciute.

Tutto ha inizio il 21 agosto del 1968, quella notte vengono uccisi, nelle vicinanze del cimitero di Lastra a Signa, una coppia di amanti, il 29enne Antonio Lo Bianco e la 32enne Barbara Locci (non tutti attribuiscono, tuttavia, questo primo omicidio al "Mostro"). Sabato 14 settembre 1974, è il turno dei fidanzati Pasquale Gentilcore, 19 anni, e di Stefania Pettini 18 anni. La donna viene colpita con 96 coltellate al torace e al pube. Alla fine l’assassino le infila, nella vagina, un tralcio di vite. Sabato 6 Giugno 1981, tocca ad altri due fidanzati, il 30enne Giovanni Foggi e la 21enne Carmela De Nuccio; alla poveretta viene asportato il pube. Giovedì 22 ottobre dello sesso anno, è la volta di Stefano Baldi, 26 anni, e di Susanna Cambi 24. Anche a lei viene asportato il pube. Sabato 19 giugno 1982, vengono assassinati Paolo Mainardi di 22 anni e Antonella Migliorini di 19 (detti "Vinavil" perché inseparabili). Sabato 9 settembre 1983, è la volta di due maschi (un errore del mostro?) J. Uwe Rush e Friedrich Meyer, due amici tedeschi 24enni. Sabato 29 luglio 1984, sono massacrati il 22enne Claudio Stefanacci e la 18enne Pia Rontini, alla ragazza vengono asportati il pube e il seno sinistro. Domenica 8 settembre 1985, Nadine Mauriot di 36 anni e Jean Michel Kravechvili di 25, una coppia di conviventi. Anche in questo caso la donna viene mutilata del pube e del seno sinistro. (E’ la prima volta che il mostro uccide di Domenica). L’assassino, il giorno dopo, spedirà un lembo del seno al sostituto procuratore Silvia Della Monica. Poi tutto sembra essere finito.

Questi delitti potrebbero essere stati commissionati da una potente e feroce sètta satanica bisognosa di feticci per certi loro riti? Se si ipotizza una risposta positiva, non sorprende quanto il giornalista Giorgio Medail racconta sia avvenuto, durante la sua inchiesta "Italia Misteriosa". Medail venne in contatto con uno strano personaggio, che disse di aver fatto lunghe ricerche sui delitti di Firenze e, tra l’altro, affermò: <<Esiste una tradizione... secondo cui il sacrificio migliore per evocare i demoni è quello degli esseri umani. E infatti, ad esempio, nella dottrina di Aleister Crowley, si afferma che la morte più favorevole è quella che avviene durante l’orgasmo ed è chiamata ‘mors giusti’. Perché è scritto: - ...fatemi morire la morte del giusto e fate che la mia fine estrema sia come la sua - >> (Giorgio Medail, Italia Misteriosa, Editoriale Albero, Milano 1987, pag. 30).

Il giornalista commenta: <<Una simile affermazione non poteva che condurre agli innumerevoli e ancora misteriosi delitti del ‘mostro di Firenze’ che, guarda caso, colpisce le sue vittime proprio mentre fanno l’amore. Secondo questa interpretazione, infatti, il ‘mostro’ altro non sarebbe che una frangia impazzita di un certo satanismo che prevede il sacrificio proprio in quel fatale momento. "Ci sono - continua F.B. - nel caso del mostro, tutti gli ingredienti necessari: l’orgasmo unito al momento del trapasso, il colpo vibrato con la pistola, col fuoco. In quel momento si liberano potenti energie, indispensabili per il mago che rafforza se stesso e il rituale che deve celebrare">>.

Nel caso degli assassini del mostro di Firenze <<chiedo - (scrive Medail, ndr) - vi sono state orribili deturpazioni delle vittime. Possono anch’esse essere ricondotte a rituali diabolici?>>. <<Si (risponde il suo interlocutore, ndA). Nel caso dell’omicidio del ‘74 non ci fu l’asportazione del pube. Si pensa che si tratti di un prologo e il simbolo del tralcio di vite tra le gambe della ragazza uccisa ce lo conferma. E’ l’inizio di un cammino per raggiungere una Grande Opera. Nei casi successivi c’è questa asportazione che può voler dire esperimenti anche chimici sulle secrezioni delle donne che qui in Occidente sono poco conosciuti>>. Il giornalista domanda a F.B.:<<E’ pericoloso dire queste cose? Lei vuol mantenere l’anonimato...>>. <<Sì, (è la risposta pronta di F.B., ndr) si toccano mondi molto pericolosi>> (Ibid., pagg. 30-31).

La torinese Maria Consolata Corti, regista alla RAI per dieci anni, al giornalista Maurizio Caravella ha raccontato: <<Il mostro di Firenze è un personaggio molto noto e potente, con una doppia identità, e fa parte di una terribile setta satanica. Mi ha confessato che i membri della setta uccidono l’uomo e la donna nell’atto di accoppiarsi, per uccidere l’amore e colpire Dio. Mi ha detto anche: - io strappo il pube o il seno con un coltello milleusi, e lo faccio non solo per odio, ma perché, secondo la setta, durante l’atto sessuale il corpo libera energie di cui ci si può servire anche per curarsi o per aumentare la forza fisica - >> ("Visto", n.46, novembre 1990).

Alchimie infernali, che prescrivono l’assassinio e altri tormenti da infliggere a povere vittime, ancora oggi, sono praticate da affiliati ad oscure congreghe. Il medico e mago Franz Hartmann scriveva che i corpi di quelli, morti violentemente, uccisi, <<...hanno grandi poteri occulti. Essi non contengono vita, bensì il balsamo della vita, ed è anche una fortuna che questo fatto non sia pubblicamente conosciuto, perché se persone mal disposte conoscessero queste cose e l’uso che se ne può fare, potrebbero servirsene per stregonerie e scopi malvagi, e infliggere agli altri molte sofferenze...>> (Franz Hartmann, Il mondo magico di Paracelso, Mediterranee, Roma 1982, pag. 112).

L’orrore di certi rituali segreti praticati da congreghe nere non ha limiti e frequentemente richiama, nelle modalità, le atrocità di certi delitti seriali. Mouni Sadhu scrive di un rito raccapricciante: <<Un’altra perversione umana basata sulla magia nera è la necro-manzia e le sue variazioni di <<necrofilia>>. Il procedimento principale in questa abominevole depravazione è quello della relazione sessuale con cadaveri… Tali oltraggi, naturalmente, vengono commessi su corpi femminili… Il fine di queste pratiche è l’attrazione del fantasma appartenente all’elementare, (necessariamente di tipo inferiore) ed il suo impegno in operazioni rivoltanti, che portano il necromante ad acquisire un certo livello di potere su quelli che sono suoi nemici…>> (Mouni Sadhu, La rota magica dei tarocchi, vol. II, Mediterranee, Roma 1986, pag.238).

Altre possibili connessioni tra crimini seriali e satanismo trovano indizi in altri efferati crimini: Wayne Truck, a metà anni ’80, seviziò 5 persone. Egli era solito marchiare i cadaveri col n. 666 e lo impresse anche nella sua carne. John Kogurt, serial killer e giovane architetto, sugli avambracci delle tre giovani donne da lui assassinate bruciò un crocefisso. Richard "The Night Stalker" Ramirez, uccise una donna di 84 anni, poi, disegnò simboli occulti sulle pareti della casa della vittima, dove aveva compiuto l’omicidio, e, infine, incise sul corpo del cadavere un pentagramma rovesciato. Ramirez, terrorizzò Los Angeles negli anni ’80 e, per la sua ferocia, fu paragonato al satanico Manson.

Esistono culti, in tutto il mondo Occidentale, che prevedono il sacrificio di vite umane. A Roma, per esempio, due articoli pubblicati dal quotidiano "Il Messaggero" (19 e 20 Febbraio 1997), rivelarono l’esistenza della "Setta del Laterano" della quale farebbero parte circa 30 adepti, tra i quali, un personaggio importante del "Centro italiano di Psicologia e di Ipnosi Applicata" (Cipia). Scrive Alessandro Calderoni, che si è occupato di sette e magia per "Sette" del "Corriere della Sera", che questa come altre sette "acquistano bambini dell’Est d’Europa, o pagano donne perché consegnino i loro feti a fini sacrificali…" ("Night by Night", n.1 – Dicembre/Gennaio 1999). Vi è, nella capitale, anche la setta dell’"Orgasmo nero", i cui adepti sono stati accusati di utilizzare, durante i loro riti, droghe, sangue umano e di praticare la scarnificazione. Sono sentieri, questi, che fanno venire i brividi, ma percorrerli potrebbe portare a ribaltare certi concetti cristallizzati sui cosiddetti crimini seriali e mostrare scenari impensabili, dove persone insospettabili si nascondono dietro le quinte di un teatro di orrori, ma con vittime vere.

  Giuseppe Cosco

Torna su

 IL SIMBOLISMO ESOTERICO DEL DOLLARO

 Avete mai fatto caso a quel singolare disegno che figura sul dorso dei biglietti americani da un dollaro? E’ denominato "The Great Seals" e si compone da una Piramide tronca sul cui vertice figura un triangolo con dentro un occhio. Tutt’intorno è scritto "Annuit Coeptis" e "Novus Ordo Seclorum". 72 mattoni formano la Piramide, disposti su 13 livelli. E’ il simbolo degli Illuminati e fu "stampato sul dollaro per ordine del Presidente Roosevelt massone del 32esimo grado". Così scrive Barry R. Smith a pag. 83, nel suo libro Warning (Wright and Carman LTD, Nuova Zelanda). La scritta "The Great Seal" (Il Grande Suggello) non sta certo ad indicare che si tratti del simbolo dell’America che, come sappiamo, è rappresentato dall’aquila. Qual è allora il significato occulto di questo simbolo che è presente finanche nella Sala della Meditazione del Palazzo dell’O.N.U. a New York?

    La valenza di questo simbolo è satanica. Infatti, "il simbolismo dell’occhio è connesso al demonio attraverso la sua affinità con la lettera ebraica Ayin, il numero 70 che, come 7 x 0, rappresenta l’aspetto più materiale del numero sette (Sevekh, Venere)", spiega Kenneth Grant che di diavoli se ne intende.

    L' "Ordine degli Illuminati" (Illuminaten Orden) fu fondato dal principe Jean Adam Weishaupt (1748-1830) l'1 maggio del 1776 all'età di 28 anni. Il simbolo dell'Ordine fu costituito da un "punto tracciato in un Cerchio" (rappresentante il simbolo del Sole e del dio Horus). Weishaupt, incredibile a dirsi, fu educato dai Gesuiti e, all'età di 20 anni, fu nominato professore di Diritto Canonico a Ingolstadt, città in cui era nato. In quegli anni l'Ordine dei Gesuiti si trovava sotto l'effetto di una bolla papale di scioglimento che verrà revocata molto più tardi.

    Weishaupt organizza una potente società segreta, col fine occulto di distruggere un mondo fondato sulle ingiustizie sociali, per poi riorganizzarlo. La regola principale di Weishaupt era che "Ogni uomo capace di trovare in sé stesso la Luce Interiore... diventa eguale a Gesù, ossia Uomo-Re...". L'insegnamento segreto che veniva impartito agli adepti asseriva che: "...tutte le religioni si fondano sull'impostura e le chimere, che tutte finiscono per rendere l'uomo debole, strisciante e superstizioso, che tutto, nel mondo, è materia e che Dio e il mondo non sono che un'unica cosa".

    Weishaupt ancora spiegava che "per raggiungere la società ideale si deve passare, per parecchie generazioni, attraverso l'esperienza della società autoritaria". Sui suoi appunti verranno trovate frasi come questa: "Dobbiamo distruggere tutto, senza riguardo per alcuno, pensando solamente questo: il più possibile e il più presto possibile".

    Cadet-Gassicourt nel suo libro "Le Tombeau de Jacques de Molay" (1797) trascrive il terribile giuramento degli Illuminati che, tra l’altro, recitava l’impegno di: "... sterminare tutti i re e la razza dei Capeti; di distruggere la potenza del papa; di predicare la libertà dei popoli... di fondare una repubblica Universale...". Haugwitz e Wollerner denunceranno il "vasto complotto degli Illuminati contro le Monarchie e contro le Chiese". 

    Gli Illuminati sarebbero pericolosamente attivi ancora oggi, almeno così assicurano molti studiosi. Ted Gunderson, l’ex funzionario dell'FBI di Los Angeles, nella trasmissione televisiva "Arcana", del giornalista Giorgio Medail, andata in onda su Canale 5, affermò che gli Illuminati: "Sono presenti a livello internazionale, in tutto il mondo, ma sono presenti soprattutto qui negli Stati Uniti. Qui da noi c'è una rete satanica in tutto il paese...".

    Nella stessa trasmissione, Doc Marquis, ex sacerdote di Satana, nel corso dell'intervista rispose che: "... gli Illuminati sono la più potente organizzazione sotterranea che sia mai esistita... Il capo del movimento, a livello mondiale, si trova in Scozia...". Marquis, che vive nascosto perché teme di essere ucciso per le sue terribili rivelazioni, disse, tra l'altro, che: "I gruppi satanici ricevono ordini dagli Illuminati...". 

    E, nel più assoluto segreto, quest'Ordine, il cui catechismo raccomanda: "La nostra forza sta nel segreto...", sarebbe arrivato fino ai nostri giorni, perfettamente organizzato e pericoloso per il mondo. Hutin osserverà che: "Questa ipotesi di una gigantesca congiura, ordita a livello europeo, doveva farsi strada. E, come abbiamo visto, pare non si tratti di un mito, ma piuttosto di una realtà".

    Nel XVIII secolo Jean Adam Weishaupt rivelava: "che gli Illuminati erano più una Corrente che un Ordine ed avrebbero potuto agire più efficacemente sotto altra veste -sotto altri nomi ed altre occupazioni-. ...gradualmente, assunsero il controllo di tutti gli Ordini più importanti, sino a creare una rete illuminizzata di società segrete".

    I simboli di questo pericoloso Ordine sono impressi nella banconota del dollaro USA. L'Ordine degli Illuminati comprende 13 gradi suddivisi in due categorie: l'Edificio Inferiore e l'Edificio Superiore. L'Edifico Inferiore comprendeva i gradi di Novizio, Minervale, Illuminato Minore, Illuminato Maggiore.

    Scrive Hutin in "Governi occulti e società segrete" che: L'Edificio Superiore comprendeva: "i gradi di Apprendista, Compagno, Maestro, Scudiero Scozzese, Epopte, Principe, Filosofo-Mago, ed infine il grado supremo di Uomo-Re". Tutti questi simbolismi ed altri ancora, dell'Ordo Illuminatorum, sono chiaramente presenti nella banconota americana da un dollaro. 

    Le tredici iniziazioni sono così simbolizzate:

    - Nel bagliore, a forma di cerchio, sopra l'Aquila vi sono 13 stelle;

    - Le strisce sullo scudo sono 13.

    - Nell'artiglio destro dell'Aquila è stretto un ramo d'olivo con13 rami e 13 olive.

    - Con l'artiglio sinistro l'Aquila tiene 13 frecce.

    - La scritta "E Pluribus Unum" è formata da 13 lettere.

    - La piramide è costituita da 13 strati di pietre.

    - L'altra scritta "Annuit Coeptis" contiene pure 13 lettere.

    L'occhio (dentro la piramide) è la rappresentazione figurata, Spiega K. Grant, del "Punto dentro il Cerchio, simbolo degli Illuminati, è .... il gerogramma del Sole e del dio Horus (figlio di Iside e Osiride, ndA)", che ritroviamo connesso all'antico culto sumero degli Yezidi che, nella Mesopotamia meridionale, adoravano il diavolo. É un simbolo satanico.

    La scritta "The Great Seal" (Il Grande Suggello) sotto il cerchio che, racchiude la piramide, non è comprensibile, in quanto il simbolo dell'America è l'Aquila, ma diventa subito chiaro se si considera che la piramide è, anche, un simbolo degli Illuminati. La scritta "Annuit Coeptis", sopra la piramide, significa che "La divinità ha acconsentito", come dire che è d'accordo sui disegni dell'Ordine degli Illuminati.

    Come non pensare allo scrittore di successo di science fiction, Philip Josè Farmer, autore del libro "Inside-Outside"? Egli scrisse che "... potenze super-umane dirigono, dalla sommità della piramide dei governanti visibili ed invisibili, l'evoluzione dei sistemi stellari e planetari e di tutti gli esseri che in essi vivono, uomini compresi".

    L'aquila è un altro simbolo di Horus, rappresentato, frequentemente, nei geroglifici egiziani con la testa di falco, della famiglia dei rapaci e di conseguenza appartenente alla famiglia dell'aquila. La scritta "E pluribus Unum" (Da molti, uno), impressa sul nastro che l'aquila stringe col becco significa che il verbo degli Illuminati sarà diffuso a tutte le nazioni per costituire un governo mondiale.

    Sotto la piramide l'iscrizione "Novus ordum seclorum" significa, infatti, "Nuovo ordine mondiale". La data MDCCLXXVI (1776), inscritta alla base della piramide, è l'anno in cui Jean Adam Weishaupt fondò l'Ordine degli Illuminati. Del perché la banconota americana sia così pregna di simbolismi esoterici è presto detto: l'uso del potere finanziario per la realizzazione del grande complotto è uno dei metodi utilizzati dagli Illuminati.

    Anche sull’emblema del Senato U.S.A., scrive Epiphanius nel suo libro "Massoneria e sette segrete: la faccia occulta della storia" si può ben osservare che "…la simboligia massonica è evidente: dal berretto frigio dei seguaci del culto di Mithra, adottato dai rivoluzionari francesi, ai 13 pentalfa dello scudo, ai fasci littori, simbolo etrusco" il cui significato esoterico è molto complesso.

    Caroll Quigley, professore all'università di Georgetown nel volume "Tragedy and Hope" rivela il programma di una potente lobby segreta consistente, tra l'altro, nel "Creare un sistema internazionale finanziario di controllo per dominare il sistema politico di ogni paese e l'economia del mondo nel suo insieme".

    "La proposta di stampare il suggello degli Illuminati sul dollaro americano" scrive Barry R. Smith nel suo libro "Warning" a pag. 83 "fu fatta dai presidenti Benjamin Franklin, John Adams e Thomas Jefferson. Quest'ultimo era un Illuminato. Ma il suggello fu stampato sul dollaro nell'anno 1933 per ordine del Presidente Roosvelt".

    Per meglio capire è necessario, a questo punto, dire due parole sul "Council for Foreign Relations". Esso è un organismo che ha lo scopo, tra gli altri, di unire il Giappone, il Canada, gli Stati Uniti e i Paesi del Mercato Comune Europeo in un solo governo. É finanziato da gruppi della Secret Fraternity bancaria internazionale.

    Il C.F.R. ha come obiettivo primario di arrivare a controllare, tramite la finanza, l'economia e la politica di tutti i paesi del mondo. Leggete a tal proposito, quanto Paul Scott, cronista del Washington Post, scriveva di un noto personaggio politico membro del C.F.R.: "Kissinger crede che controllando gli alimenti si può controllare il popolo e controllando l'energia, il petrolio, si possono controllare le nazioni e i loro sistemi finanziari. É convinto che mettendo il cibo e il petrolio sotto un controllo internazionale e istituendo un nuovo ordine monetario internazionale è possibile che un governo mondiale, almeno agli inizi sotto l'egida delle Nazioni Unite, diventi una realtà....".

    Fantapolitica? Niente affatto. Nel 1951 Carl Schmitt, il grande filosofo del diritto tedesco e allievo di Max Weber, "Si riferisce appunto a questa meta politica. Schmitt parla dell'ONU, germe dell'utopia di un governo mondiale, su cui si concentrano le speranze di pace degli uomini. Ma Schmitt.... non può non vedere nell'utopia della 'Unità del Mondo' sotto un unico governo il Regno dell'Anticristo prossimo venturo". Così scrive Maurizio Blondet nel suo libro "Gli <<Adelphi>> della dissoluzione". 

    Rivoluzioni preparate come per il passato. E continua Blondet: "É già accaduto: ogni Rivoluzione - la francese, la bolscevica, quella rivoluzione dei costumi che fu il '68 - sono state a lungo preparate...". Sembrerà strano ma questi stravolgimenti si attuano, anche, con manovre destabilizzanti non solo politiche ma con un certa "cultura" propagata con libri, musica e strane ideologie, serve a creare nuovi paradigmi di pensiero, sentimenti collettivi e miti; in fondo, ciò che oggi chiamiamo evento culturale, in magia, era conosciuto come "l’evocazione delle potenze dell'aria".

    E scrive bene Giulio Setti sul n. 15 della rivista "Oltre" (Agosto 1997), quando asserisce che scopo finale del "Governo occulto", "che avrebbe avuto tra le sue fila, personaggi di spicco come Margareth Thatcher, George Bush, Ronald Reagan e quasi tutti i direttori della Cia, sarebbe provocare una crisi economina su tutto il pianeta… e sostituire tutti i governi con un Nuovo
    Ordine Mondiale, retto da una Sinarchia, cioè da un governo unico composto da banchieri ed economisti". 

    Maurizio Blondet ci informa, a tal riguardo, quanto David Rockefeller ebbe a dire quando "credendo di parlare a orecchie fidate, nel ‘91... ha ammesso: 1) che una cospirazione esiste <<da quaranta anni>>; 2) che essa ha lo scopo di instaurare nel segreto <<un governo mondiale>> e <<la sovranità nazionale>> dei banchieri; 3) che il nemico dei cospiratori è <<l’autodeterminazione nazionale>>". Eresie del Nuovo Ordine Mondiale e strategie occulte della secret fraternity bancaria internazionale.

    Si percepisce, a questo punto, con una certa chiarezza un disegno luciferino che vuole realizzare sulla Terra l’ "adveniat regnum viri" (la venuta del regno dell’uomo) al posto dell’ "adveniat regnum tuum" di Dio nel Pater Noster. Pochi hanno fatto caso che nella Repubblica di San Marino, da alcuni anni, girano monete da 500 lire con al centro raffigurato un tronco d’albero spezzato (forse a significare la fine del cristianesimo?) dal quale si erge un nuovo virgulto (il simbolo della nuova era che si ergerà dalle ceneri dell’era cristiana?). Fatto sta che tutt’intorno alla moneta metallica da 500 lire campeggia la scritta "Venga il regno dell’uomo".

    Nell’aula del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite a New York, troneggia una strana opera pittorica costituita da grandi tavole. In una di queste si può osservare una piccola colomba bianca inseguita da tre corvi minacciosi e in fondo la firma del pittore e una scritta molto piccola che dice: "L’uomo trionferà su Dio" (v. "Sous la bannière" n. 55, settembre – ottobre 1994, Villegenon, Francia).

     Giuseppe Cosco

     Note bibliografiche 

    -Barruel A., Mémoires pour servir à l’historie du  Jacobinisme, Chiré-en-Montreuil 1974. 

    -Blondet M., Gli <<Adelphi>> della dissoluzione, Milano 1994. 

    -Blondet M., Complotti I. I fili invisibili del mondo. Stati  Uniti, Gran Bretagna, Milano 1995. 

    -Blondet M., Complotti II. I fili invisibili del mondo. Europa, Russia, Milano 1996. 

    -Cosco G., Il ritorno di Satana. Il culto del diavolo dalla  politica alla letteratura, dal cinema alla musica rock Udine 1995. 

    -Cosco G., Politica magia e satanismo, Udine 1997. 

    -Cosco G., Il serpente e l’arcobaleno. La storia occulta del New Age.  Udine 1998.  

    -Grant K., Il risveglio della magia, Roma 1973. 

    -Hutin S., Governi occulti e società segrete, Roma 1973. 

    -Lepper J. H., Les Sociétés Secrètes. De L’Antiquité a nos jours,   Paris 1936. 

    -Vannoni G., Le società segrete dal Seicento al Novecento,  Firenze 1985.

Torna su

L’OMICIDIO DI SAMUELE E L’IPOTESI ESOTERICA

Il Tribunale della libertà ha accolto l’istanza di scarcerazione di Anna Maria Franzoni presentata dall’avv. Grosso. A mio parere era inevitabile tale decisione. Contro la madre del piccolo Samuele c’era solo un’enorme quantità di indizi ma nessuna prova certa, solo una mole di atti, verbali, perizie, relazioni e controrelazioni, ma anche il loro esatto contrario, insomma nessuna certezza investigativa. Non può essere stata la madre ad uccidere e in quel modo orribile il piccolo Samuele. Non vi sono prove, si è arrivati ad indagarla per "esclusione", cioé senza una sola prova certa ma solo sulla base di indizi. Gli inquirenti hanno agito così dopo aver escluso la pista della vendetta, del serial killer e quella del "Mostro" e, perciò, a questo punto, restava solo la madre.

Ma come è possibile che questa donna, con un vissuto normale, all'improvviso si sdoppia, uccide, poi, si dimentica di quella manciata di minuti e tutto ritorna come prima e regge, senza crollare, più interrogatori e oltre quaranta giorni sotto i riflettori? E, in ultimo, come avrebbe potuto fare tutto da sola in circa dieci minuti: uccidere, depistare, cancellare ogni impronta, poi lavarsi, pulirsi gli schizzi di sangue (che l'avranno certamente attinta al viso e ai capelli), rassettarsi, vestirsi e riprendere normalmente la vita di tutti i giorni come se nulla fosse avvenuto? Inverosimile. L’accusa colloca l’omicidio, del piccolo Samuele, tra le 8,05 e le 8,15, ma, da quanto raccontato dal fratellino Davide, ciò è impossibile perché il bambino afferma di aver salutato, come ogni giorno, Samuele qualche minuto prima di uscire con la mamma. Questo prova che Samuele, quando Anna e l’altro figlio Davide escono, è ancora vivo.

La difesa asserisce che il delitto sarebbe stato commesso tra le 8,15 e le 8,24, mentre la signora Franzoni era ancora fuori. Anna Maria al rientro, alle 8,24, trova il piccolo Samuele sotto la coperta, tutto imbrattato di sangue. Secondo quanto dirà il prof. Viglino, consulente del p.m., la morte è avvenuta, minuto più minuto meno, tra le 8,32 e le 8,35. I colpi, che hanno ucciso Samuele, sono stati inferti, all’incirca, alle 8,20 e la morte sarebbe sopraggiunta 10-12 minuti dopo. Si è appurato che il bambino è stato colpito ferocemente (tanto da sfondargli il cranio), da una mano adulta, che ha colpito 17 volte, mai al viso, ma alla fronte e alle tempie. E’ impossibile che sia stata la madre e un alibi d’acciaio ad Anna Maria lo dà l’autista dello scuolabus, poiché, proprio alle 8,20, osserva la donna salutare Davide, appena salito sul mezzo. Anche accogliendo la tesi dei magistrati che fissano l’ora del delitto alle 8,10, le cose non cambiano granché, perché, essendo uscita di casa alle 8,16, avrebbe avuto a disposizione solo 6 minuti, troppo pochi.

Resta il fatto che un bambino di soli tre anni è stato orribilmente massacrato e qualcuno dev’essere stato. Quello del piccolo Samuele è un delitto assurdo, misterioso e atroce, senza spiegazioni. Tutta questa maledetta storia non sembra inquadrabile in alcuna modalità omicidiaria, non c’è movente e l’arma che ha colpito a morte sembra essersi volatilizzata nel nulla. Sulla tragedia di Cogne sembrano spirare, da abissi insondabili, vapori sulfurei, misteriosi e terrificanti. In quel delitto crudele vi è un’assenza totale di umanità e una volontà, sinistra e gelida, che ha dilaniato le carni di quel bambino. La tenebra di quell’atto feroce, è calata sulle valli silenziose e innevate del piccolo centro, come una sorta di oppressione maligna, che sembra adombrare un sentiero infero, di cui non si conosce, ancora, l’esatta ubicazione. I più terribili fatti di sangue, da alcuni anni a questa parte, ricondurrebbero a veri e propri sacrifici umani. Gli esempi più inquietanti sono, tanto per citarne alcuni, l’omicidio di suor Maria Laura Mainetti, perpetrato da tre ragazze come una sorta di celebrazione a Satana; il delitto di Nadia Roccia, che sarebbe stata sacrificata da due sue amiche; l’omicidio, ancora insoluto, di Serena Mollicone, che sarebbe stato perpetrato all’apice di un oscuro rituale esoterico e, poi, i tristemente noti delitti attribuiti al "Mostro di Firenze" che, recentemente, hanno svelato una matrice diabolica. Forse, anche il feroce omicidio del piccolo Samuele potrebbe celare qualcosa di simile.

La fase lunare di quel maledetto 30 gennaio è quella di luna piena, periodo molto importante per alcuni riti magici. Il 2 febbraio cade la festa della Candelora (Candlemass), detta anche festa di santa Brigida, giorno in cui si svolge un importante sabba stregonesco, dedicato, tra l’altro, alla consacrazione delle candele e dei lumi che verranno utilizzati nei riti dei mesi successivi. Ma è anche la notte nella quale gli apprendisti stregoni hanno la loro cerimonia di iniziazione. Questa festa è considerata una delle quattro più importanti festività del calendario satanico; le altre cadono il 30 aprile (Valpurga), il 1° agosto (Lammas) e il 31 ottobre (Halloween). In queste quattro date vengono compiuti particolari rituali, evocazione dei demoni, invio di anatemi e altro ancora che, pur con alcune rielaborazioni da parte di ogni congrega, hanno caratteristiche simili che evidenziano i concetti magici e gnostici ai quali si rifanno. Il 2 febbraio del 1986 si verificò un fatto che sconvolse l’opinione pubblica americana: un giovane, Lloyd Gamble, fu ferocemente assassinato dal fratello minore, che racconterà di aver compiuto quel crimine in onore di Satana, spiegando che Candlemass (la Candelora) è il sabba in cui si celebra l’ "inverno del diavolo". L’uccisione rituale è praticata da tempi immemorabili. In antichi testi magici, diversi riti la prevedono. Questo sacrificio, nei Grimori antichi, era effettuato molto prima del giorno sabbatico, ciò potrebbe spiegare il perché l’assassinio del bambino non è associato con la cerimonia stessa, cioè non è stato compiuto il giorno stesso del sabba, il 2 di febbraio, ma il piccolo Samuele è stato ucciso qualche giorno prima. Solo nei Grimori successivi, il sacrificio tenderà ad essere più strettamente attuato con la cerimonia stessa. Tra le tante segnalazioni giunte ai carabinieri, nei giorni del delitto di Cogne, ve ne è una riguardante misteriosi rituali esoterici celebrati in un bosco nei pressi di Ozein, una frazione di Aymavilles ubicata lungo la valle che porta a Cogne.

Un uomo raccontò di avere visto alcuni individui che celebravano una sorta di rito magico. C’è anche chi ha osservato che i nomi dei componenti la famigliola: Anna, Samuele, Davide, hanno reminiscenze bibliche, infatti, nell’Antico Testamento si legge che la madre di Samuele si chiama Anna. La storia di Samuele è così raccontata: Anna era una donna sterile, si reca al tempio chiedendo a Jahvè la Grazia e facendo voto di offrire al sacerdozio il frutto del suo grembo. La donna era moglie di Elqana, un levita, che quindi legittimava la via al sacerdozio di quel figlio eventuale. Jahvè fu di parola, come lo fu Anna e Samuele, il bambino, sarebbe diventato colui con cui Dio avrebbe ripreso il dialogo con il suo popolo: un nuovo profeta. E c’è anche la storia del candelabro scomparso, di cui avrebbe parlato la Franzoni. E’ esistito davvero quest’oggetto? E chi lo avrebbe fatto sparire e perché? Potrebbe essere stato l’arma del delitto? Nell’armamentario della magia è sempre presente, oltre al pugnale, i pantacli, ed altro ancora, un candelabro. Quello di Samuele fu un omicidio maturato in questi ambienti? Nell’ottica esoterica, l'arma che ha ucciso il bambino è introvabile perché, impregnata del sangue del bambino, è divenuta un feticcio rituale e, perciò, portata via dall'assassino. Se qualcosa del genere è accaduta a Cogne sarà molto difficile trovare l’arma del delitto se non si trova prima l’assassino. Cosa che potrebbe essere tutt’altro che facile perché i crimini satanisti sono commessi segretamente, in modi imprevedibili, senza un apparente motivo e, molto spesso, vengono imputati ad esplosioni di follia. E’ assai difficile, per colui che non è esperto in questo campo, identificare gli indizi rituali sulla scena di un delitto, che, non di rado, possono sembrare, a prima vista, insignificanti. Che non sia per questo che è così difficile decifrare lo spaventoso omicidio di Cogne?

 Giuseppe Cosco

Torna su

 1999 IL RITORNO DEI ROSA + CROCE

 E’ dunque in quest’anno che torneranno a manifestarsi pubblicamente i Rosa+Croce, dopo la scoperta di una tomba col suo segreto?

      I fatti di Rennes-le-Château, che videro come protagonista don Berenger Saunière (1852-1917), un giovane prete di 33 anni, potrebbero nascondere tutt’altro di quanto finora si è detto e, perciò, celare un’altra incredibile verità. Ecco, prima di tutto, una sintesi dei misteriosi avvenimenti accaduti, tra il 1896 e il 1917, nel piccolo paese di Rennes-le-Château, posto su una collina, nel dipartimento dell’Aude, nella Linguadoca francese, ai piedi dei Pirenei orientali, in quella zona detta anche del Razès.

     Nel 1885 divenne parroco del villaggio don Berenger Saunière. Egli, benché fosse molto povero, dopo il suo arrivo riuscì, comunque, anche se con grandi difficoltà, a far iniziare i lavori di restauro della chiesa, che era ridotta proprio male. Durante questi lavori scoprì, sotto l’altare di pietra, ben celate, delle misteriose e antiche pergamene. Di queste, due erano del tutto incomprensibili. Saunière si recò a Parigi per farle decifrare. Il loro contenuto, gli fu detto dagli esperti ecclesiastici a cui si era rivolto, era di poco valore, tuttavia, da quel momento, il parroco iniziò ad arricchirsi oltre ogni immaginazione.

     Per spiegare l’improvvisa ricchezza del sacerdote, c’è chi ha dato una versione meno poetica e, cioè, che trafficasse con le messe. Ciò è da escludere categoricamente perché, in tal caso, i suoi parrocchiani avrebbero dovuto essere moltissimi e tutti possessori di ingenti patrimoni, mentre la gente del piccolo paese era piuttosto povera. E poi c’è anche da dire, come scrive lo studioso Dario Spada, che: "Una stima attendibile fissa quale <<onorario>> per le messe celebrate dall’abate una cifra di 1500/2000 franchi l’anno" (da "Il Giornale dei Misteri", n. 246). Non vi è alcuna proporzione, come si può ben vedere, con le esorbitanti somme da lui maneggiate e, quindi, non si è potuto arricchire con le messe. Egli spese somme ingenti, tra l’altro, per l’acquisto di terreni, per villa Betania, per la torre Magdala, per mobili di grande valore, per i suoi continui viaggi, ecc.

     Per avere solo una pallida idea della sua improvvisa e immensa ricchezza basti pensare che il suo reddito annuo ammontava soltanto a 260 mila lire mentre lui ne spese circa 8 miliardi, corrispondenti a 23 milioni di franchi di oggi. Delle pergamene non se ne seppe più nulla e ci fu chi mise in dubbio la loro esistenza. Rimane, tuttavia, la testimonianza dei muratori che erano presenti quando esse furono trovate. Sul finire degli anni ’60 ecco entrare in scena un misterioso "Priorato di Sion", che attestava di risalire ai Templari e che affermò che era venuto in possesso delle pergamene originali. C’è chi sostiene che il Priorato di Sion era un ordine dei Templari segretissimo. Mistero nel mistero, che si infittisce sempre di più.

     Anche la morte di Saunière è avvolta nel mistero. Egli morì come era giunto a Rennes-le-Château, senza un soldo. Lo uccise un colpo apoplettico sopravvenutogli improvvisamente dopo la strana visita di una donna. Altro particolare lugubre e inquietante è che pare che la sua fidata compagna e governante, Marie Denardaud, una settimana prima, aveva comprato una bara. Si pensa che prima della morte il parroco rivelò il suo terribile segreto alla fidata governante perché Marie fece a Noel Corbu, che aveva comprato dei terreni da lei e che l’assistette nella vecchiaia, la promessa che prima di morire lo avrebbe messo a conoscenza di: <<un segreto che lo avrebbe fatto diventare ricchissimo e molto potente>>.

     Promessa, forse, non mantenuta in quanto Marie Denardaud, nel 1953, ebbe un ictus che le fece perdere la parola e le paralizzò entrambe le braccia. Corbù, anche se fu messo a conoscenza del segreto, non ebbe il tempo di sfruttarlo poiché, poco dopo la morte della Denardaud, perì tragicamente in un terribile incidente d’auto. Un velo nero di morte si stese così per sempre sul "segreto".

     Quel luogo è, per certi versi, inquietante. E’ come se vi aleggiasse sopra un sorta di energia maligna, che sopprime i profanatori imprudenti, che hanno voluto saper troppo e chi viola certi segreti. Visitatori hanno più volte affermato di aver avuto la netta impressione che una specie di potere occulto difende, con qualsiasi mezzo, segreti iniziatici che devono rimanere tali, anche con la morte degli incauti curiosi. Forse, alcune delle strane morti verificatesi in quei luoghi, hanno spiegazioni diverse da quelle date. Molti suicidi e incidenti mortali sembrarano essere l’estrema sentenza di un tribunale iniziatico.

     Non pochi si sono chiesti da dove piovvero tutti quei soldi al povero prete ma le domande, restate senza risposta, sono ancora tante altre. Chi era la misteriosa donna che fu l’ultima a vedere Saunière e che cosa gli disse? Esistono realmente quelle misteriose pergamene? E se sì, quale incredibile segreto esse rivelavano? Fino ad oggi sono state fatte solo ipotesi, alcune decisamente stravaganti.

     Henry Lincoln, Michael Baigent e Richard Leigh nel loro libro "The Holy Blood and The Holy Grall" (1982), tradotto nell’edizione italiana col titolo: "Il santo Graal", sostennero l’ipotesi che Gesù non era morto sulla croce ma, grazie all’aiuto dei suoi discepoli, riuscì a farsi credere morto e a scappare nel sud della Francia, dove si sposò con Maria Maddalena e visse fino a 74 anni; alla morte fu seppellito a Rennes-le-Château. Richard Andrews e Paul Schellenberger nel loro libro "The Tomb of God" (1996), tradotto in italiano col titolo: "Alla ricerca del sepolcro", si dicono certi di aver localizzato la tomba di Cristo. Essa si troverebbe vicino a Rennes, precisamente sul monte Cardou. Etimologicamente, Cardou dovrebbe essere, secondo Andrews e Schellenberger, la contrazione di "corps de Dieu" (corpo di Dio).

     C’è pure chi pensò che il sacerdote si fosse arricchito ricattando la Chiesa di Roma, minacciando di rendere pubblica la scoperta che Gesù non era morto come la tradizione insegna, ma che era sopravvissuto alla crocifissione, si era sposato e aveva finanche avuto dei figli dai quali, secondo l’ipotesi di Lincoln, Baigent e Leigh, sarebbe venuta fuori la dinastia francese dei Merovingi, considerati, sotto quest’ottica, i diretti eredi di Gesù. Il Graal, a questo punto, etimologicamente, verrebbe da "San Graal" errata copiatura di "Sang Real", il Sangue Reale di Cristo, designante, come si è detto, la dinastia merovingia. In questa lunga catena di misteri e segreti ecco che fa capolino anche il vescovo tradizionalista monsignor Lefebvre.

     Gli autori de: "Il Santo Graal" riportano alcune righe tratte da un libricino di poche pagine, dal titolo "Le cercle d’Ulysse", il cui autore è un oscuro Jean Delaude che scrive: "Che cosa sta preparando il Priorato di Sion? Non so: ma rappresenta una potenza in grado di confrontarsi con il Vaticano nei giorni futuri. Monsignor Lefebvre ne è un membro attivissimo e temibile, capace di dire: <<Tu fammi papa e io ti farò re>>". Molti ricorderanno come papa Paolo VI, nel 1976, doveva scomunicare monsignor Lefebvre, ma ciò non accadde.

     E’ oltremodo interessante, a questo punto, leggere il commento del "Guardian" (30 agosto 1976) sulla questione: "I preti che in Inghilterra si sono schierati con l’arcivescovo… ritengono che il loro capo spirituale abbia ancora una potentissima arma ecclesiastica da usare nella sua disputa con il Vaticano. Nessuno di loro è disposto a lasciar trapelare di cosa si tratta, ma padre Peter Morgan, leader di questo gruppo… sostiene che è qualcosa che <<sconvolgerebbe la terra>>". Questo segreto aveva relazione con la tesi avallata da Lincoln, Baigent e Leigh? Non ci è dato di saperlo. Lefebvre, tuttavia, fu scomunicato da Giovanni Paolo II nel 1988 e nessun mistero sconvolgente fu rivelato.

     Ritornando all’arricchimento repentino di Saunière altri dissero che il parroco aveva scoperto il leggendario tesoro dei Templari e qualcun altro sostenne che, invece, era venuto in possesso di quello degli eretici Catari, detti anche Albigesi, che nel XIII secolo si erano rifugiati a Montségur, luogo molto vicino a Rennes-le-Château. Prima di essere massacrati dalla chiesa di Roma, si racconta che misero in salvo il loro favoloso tesoro, di cui si è scritto come di: "pecunia infinita". I libri, con varie interpretazioni ed ipotesi sui misteri di Rennes, pubblicati fino ad oggi, sono tanti, basti pensare che dal 1960 sono state date alle stampe più di cinquecento opere in francese e un altro buon numero in inglese e italiano.

     Un’ipotesi alquanto interessante e degna di maggior approfondimento la fa Gérard De Sède, esoterista e scrittore francese, nel suo libro "Rennes-le-Château" (1988). L’autore ci chiede di prestare attenzione a certe date. La prima è il 1891, una data molto importante per il parroco. E’ in quest’anno che egli scopre una tomba che conserva un segreto. Nel suo diario appunta questa misteriosa frase: "L’anno 1891 portato nell’eternità con il misterioso frutto…". Perché quest’anno merita l’immortalità? E’ un rebus, uno tra i tanti che ci ha lasciato don Berenger Saunière. L’abate annota ancora: "Scoperta una tomba – La sera piove". De Sède scrive: "A proposito della scoperta della tomba e del suo segreto… Secondo la tradizione rosacruciana… la Rosa+Croce si manifesta pubblicamente ogni cento e otto anni con la scoperta di una tomba". Stupefacente!

     I Rosa+Croce fanno la loro prima apparizione pubblica nel 1614 con due opuscoli Riforma Universale e Generale del Mondo Intero e con la Fama Fraternitatis, o Confraternita del Celebre Ordine dei R.C. (Rosa-Croce), Messaggio indirizzato ai governi, ai nobili ed ai sapienti d’Europa. Essi, tra l’altro, rimproveravano alla Chiesa cattolica un modo di vivere smodatamente lussuoso. Il loro mito di fondazione è la scoperta di una tomba intatta, che contiene gli arcani della sapienza e del potere, di cui si parla molto nella Fama Fraternitatis. Christian Rosenkreutz è considerato come il fondatore della confraternita Rosa+Croce, ma il nome è simbolico.

     La tomba di Rosenkreutz era collocata sotto un altare centrale. Si racconta, in una breve storia dell’Ordine, che Christian Rosenkreutz, nella ricerca di una sapienza occulta, arrivò <<a Damcar in Arabia>> dove <<i Sapienti non lo accolsero come uno straniero, ma come una persona che da tempo essi attendevano; lo chiamarono per nome e gli mostrarono segreti che nel suo chiostro non gli erano mai stati rivelati>>.

     In quel luogo tradusse dall’arabo in latino un libro misterioso dal titolo: M., considerato il più prezioso documento della confraternita dei Rosa+Croce. Nella chiesa di Rennes-le-Château le iniziali delle statue dei santi: Germana, Rocco, Antonio l’Eremita, Antonio da Padova, Luca, furono collocate da Saunière in modo tale che le prime lettere del nome di ogni santo, unite tra loro, dessero la parola: GRAAL e poste in modo tale da formare una M. Cosa voleva significare questa lettera? Poteva essere un’allusione al misterioso libro M ?

     Christian Rosenkreutz, secondo la leggenda, visse cento e otto anni. Gérard De Sède ci ricorda ancora quanto assicura la tradizione rosacruciana: "la Rosa+Croce si manifesta pubblicamente ogni cento e otto anni con la scoperta di una tomba… (…). …quando si compie il ciclo dei cento e otto anni, durante i quali la Rosa+Croce si tiene nascosta nell’ombra, un adepto deve ripetere l’impresa di questo discepolo, scoprendo una tomba nascosta contenente dei documenti, dopo la Rosa+Croce è <<risvegliata>>, vale a dire che entra in un nuovo periodo di manifestazione pubblica".

     Applichiamo tutto ciò agli accadimenti di Rennes seguendo ancora quanto pone in risalto Gérard De Sède, che in sostanza fa notare:

     -Nel 1783, l’abate Antonio Bigou incide sulla tomba di Marie de Nègre d’Ables, signora di Hautpoul, un misterioso epitaffio che Berenger Saunière poi cancellerà.

     -Nel 1891, esattamente 108 anni dopo, Saunière scopre la tomba Hautpoul e il suo <<segreto>>.

     Quest’anno per il curato sarà, come abbiamo visto, un anno importantissimo. Egli, sulla colonna visigota, posta nel giardino adiacente alla chiesa, il 21 di giugno del 1891, farà erigere una statua della Madonna di Lourdes e, su questa colonna, inciderà "PENITENCE-PENITENCE" e "MISSION 1891". A quale tipo di missione si riferisce? Non certamente a quella del suo sacerdozio.

     Il 1891 sarà anche un anno notevole per l’occultismo. In quest’anno, infatti, si registreranno tutta una serie di avvenimenti importanti. Muore Héléna P. Blavastky, ambigua fondatrice della Società Teosofica. La Blavatsky non godette di una buona reputazione. A Parigi verrà fondata la loggia Ahathor della "Golden Dawn" (Alba Dorata) e Joséphin Péladan, sempre nel 1891, fondò l’Ordine della Rosa+Croce, del Tempio e del Graal o della Rosa+Croce cattolica e dirà di aver "restaurato ufficialmente" la Rosa+Croce.

     Assistiamo così alla grande rinascita dell’Ordine. Si può ben dire che in quell’anno si assistette ad un vero e proprio risveglio di speculazioni esoterico-alchemiche rosacruciane. A tal riguardo, nella chiesa di Saunière, notiamo, non senza grande meraviglia, che il simbolo della Rosa+Croce è impresso nelle cornici che racchiudono i quadretti, che illustrano le diverse stazioni del Calvario di Gesù. Cosa decisamente insolita per una chiesa.

     La scoperta del parroco potrebbe riguardare dei segreti alchemici. Vi è più di una prova che Berenger Saunière praticasse l’alchimia e che fosse in contatto con riservatissimi circoli ermetici. Molti simbolismi nella chiesa parrocchiale lo dimostrerebbero. Vi è la statua del diavolo Asmodeo che, secondo la tradizione, vigilava sul tesoro. Egli regge l’acquasantiera e sopra si possono osservare delle salamandre e, infine, più in alto ancora, quattro angeli che si segnano con la croce. E’ il simbolo degli antichi quattro elementi (Terra, Acqua, Fuoco e Aria) importantissimi nella pratica alchemica. Quelle pergamene da lui trovate svelavano, forse, l’Arcano degli Arcani? In caso affermativo, chi furono i redattori di quei segreti alchemici?

     Non è assurdo supporre che, tra gli antichi alchimisti e filosofi ermetici, vi fosse un legame iniziatico da tempi molto lontani che comprendeva, tra le loro conoscenze, anche il mistero della Rosa e della Croce, oltre all’arte della trasmutazione dei metalli. La misteriosa confraternita si manifestò al mondo profano coi simboli di un insegnamento occulto. Se Saunière era un Rosa+Croce, ipotesi non del tutto peregrina, allora bisogna dedurre che fu affidato a lui il compito di preparare la manifestazione dell’Ordine al mondo profano. Egli, perciò, eseguì il rituale prescritto, il ritrovamento di importanti pergamene nascoste in una tomba. Questo era il segno, nei piani sottili, che qualcosa di importante stava per accadere.

     Dei Rosa+Croce Salmon parla in questi termini: <<Ci si dice che essi spiritualizzino i loro corpi, che si trasportino in breve tempo in luoghi assai lontani, che possano rendersi invisibili quando a loro piace e che facciano molte altre cose che sembrano impossibili>>. Il 1891, come si è visto, è stato un anno denso di sorprese. E’ l’anno in cui Saunière ha effettuato il rituale della scoperta della tomba col suo <<segreto>>.

     Nel suo diario, alla data del 21.9.1891, come abbiamo visto, egli aveva annotato: "Trovata una tomba. La sera, pioveva" e consapevolmente, da adepto, aveva relegato quell’anno all’immortalità: "L’anno 1891 portato nell’eternità con il misterioso frutto…". Era consapevole dell’evento che si stava realizzando e della sua portata. Il suo compito si sarebbe esaurito nell’edificare i simboli a testimonianza di quanto in quel luogo sacro era avvenuto. Fatti inconcepibili e spaventosi per la mente profana, ecco perché all’ingresso della chiesa aveva posto la scritta: "Terribilis est locus iste" (questo è un luogo terribile).

     Luoghi, per certi versi, sinistri, impregnati di presenze e antichi e rigorosi esoterismi. Qualcuno ha anche parlato di presenze infernali. Marco Massimiliano Lenzi sul n. 314 de "Il Giornale dei Misteri", ha scritto, in un interessante articolo suoi misteri di Rennes: "Taluni asserivano, con sicurezza, che in tutta la zona, da secoli, erano ampiamente diffusi riti e culti satanici; e che, addirittura, si potevano incontrare numerose vestigia a testimonianza di apparizioni del maligno, sparse ovunque".

     Luoghi pregni di energie arcane. I misteri relativi alle date non sono ancora finiti. Se al 1891, anno in cui si manifestarono per l’ultima volta gli enigmatici Rosa+Croce, si sommano i 108 anni di intervallo (1891+108) si ottiene 1999. E’, dunque, nell’anno in corso che torneranno a manifestarsi pubblicamente i Rosa+Croce, dopo la scoperta di una tomba col suo segreto? Non ci stupiremo, perciò, se un giorno qualunque, di un mese qualunque dell’anno 1999, troveremo affissi questi manifesti sui muri nelle nostre città:

     <Noi, deputati del Collegio dei Rosa-Croce, annunciamo a tutti coloro che vorranno entrare nella nostra Società e Congregazione, che saranno istruiti nella perfetta conoscenza dell’Altissimo, nel cui nome quest’oggi ci riuniremo, e li renderemo come noi da visibili invisibili e da invisibili visibili, e saranno trasportati in tutti i paesi stranieri in cui vorranno andare. Ma avvertiamo il lettore desideroso di acquisire tali meravigliosi poteri, che noi conosciamo i suoi pensieri, che se desidera vederci per sola curiosità, non riuscirà mai a comunicare con noi; ma se vuole veramente essere iscritto sul registro della nostra confraternita, noi che possiamo giudicare i suoi pensieri, gli mostreremo la veracità delle nostre promesse, a tal punto che non indicheremo il luogo della nostra dimora, poiché i pensieri uniti alla volontà sincera del lettore potranno svelarci a lui e lui a noi>

Giuseppe Cosco

 Torna su