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Cosa si nasconde dietro l'influenza porcina?

Il Fantasma di Eyjafjallajo¨kull:Che fine ha fatto la nube vulcanica?

Il Marsili si risveglia e la stampa tace...

Il Marsili si risveglia e la stampa tace.....

                 S’è risvegliato il Marsili, vulcano sommerso nel Tirreno: coste a rischio tsunami

            Nonostante gli allarmi la stampa non ne parla

Il Marsili, uno dei vulcani sommersi nel mar Tirreno, s’è risvegliato: è alto il rischio di tsunami in tutto il Tirreno meridionale a causa di possibili eventi franosi lungo i versanti dello stesso vulcano.L’allarme è lanciato dal prof. Franco Ortolani, ordinario di Geologia e Direttore del Dipartimento di Pianificazione e Scienza del Territorio, Università di Napoli Federico II. Ma non bisogna lasciarsi prendere dal panico, anzi, “bisogna al più presto organizzare sistemi di difesa dei litorali” come spiega lo stesso geologo in uno studio approfondito pubblicato sul Meteo Portale del Mediterraneo, http://www.meteoweb.it con cui collabora.

                                                                           

La chiave di tutto sta nelle isole Eolie che potrebbero svolgere il ruolo di “sentinelle” e annunciare con netto anticipo l’arrivo dell’onda di maremoto: “Uno studio che ho avviato spiega Ortolanidopo il 0maremoto del 30 dicembre 2002 che interessò Stromboli, le isole vicine e la costa compresa tra Milazzo (Sicilia) e Marina di Camerota (Campania), ha evidenziato che, in base ai dati pubblicati (Tsunamis Research Team, Physics Dept – University of Bologna and National Institute of Geophysics and Volcanology (INGV) – Rome) negli ultimi 2000 anni vi sono stati 72 movimenti anomali del mare che hanno interessato le coste italiane. I risultati della ricerca eseguita con la collaborazione di Silvana Pagliuca del CNR, sono stati presentati al Congresso Internazionale di Geologia tenutosi a Firenze nell’agosto 2004. Il più recente maremoto italiano è stato quello che si è innescato poco dopo le ore 13 del giorno 30 dicembre 2002 nell’area di Stromboli, con conseguente inondazione della fascia costiera fino ad altezza di alcuni metri sul livello medio del mare. L’evento anomalo ha determinato seri danni ai manufatti più vicini al mare e ha provocato il ferimento di alcune persone; esso si è avvertito lungo la costa siciliana nella zona di Milazzo e in quella campana nel porto di Marina di Camerota.

Il maremoto è stato innescato da una frana sottomarina. E’ evidente che se l’onda anomala del 30 dicembre 2002 si fosse verificata 4-5 mesi prima (o dopo), durante la stagione estiva, i danni lungo le coste frequentate da migliaia di bagnanti, specialmente alle persone, sarebbero stati molto gravi. Gli eventi, elencati nel catalogo dei maremoti italiani riportato sul sito dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, sono stati analizzati per individuarne le cause, ricostruire le aree interessate dai vari movimenti anomali del mare al fine di delimitare le zone costiere a rischio da tsunami e analizzare le disposizioni attuali per prevenire i danni. Un dato preoccupante è rappresentato dalla evidenza che ben 18 tsunami del passato (di diversa importanza) sono avvenuti nei mesi estivi che oggi costituiscono il classico periodo balneare caratterizzato da centinaia di migliaia di persone distribuite lungo le coste e le spiagge. E’ evidente che l’attuale spinta urbanizzazione e frequentazione estiva delle aree costiere renderebbe notevolmente più grave l’impatto di eventi simili a quelli storici.

                                                         

Le aree interessate sono le seguenti: Liguria (14 eventi); Stretto di Messina- Sicilia Orientale-Calabria meridionale tirrenica- Isole Eolie (23 eventi); Adriatico (10 eventi); Golfo di Napoli (10 eventi); Toscana (3 eventi); Sicilia settentrionale (2 eventi); Sicilia meridionale (2 eventi); Calabria settentrionale ionica (1 evento); Lazio (1 evento). La massima altezza che l’acqua marina ha raggiunto invadendo l’area emersa (Runup) è stata valutata tra 6 e 15 m (si ricordi che lo tsunami del 26 dicembre 2004 verificatosi in Indonesia determino runup massimo di alcune decine di metri di altezza) La correlazione – prosegue il Prof. Ortolani tra movimenti anomali del mare, eventi sismici, ubicazione delle strutture sismogenetiche ha consentito di individuare le seguenti cause dei maremoti italiani: terremoti generati da strutture sismogenetiche che interessano in parte l’area costiera emersa e sommersa (Calabria, Sicilia orientale, Gargano, Ancona); grandi e rapide frane sottomarine innescate prevalentemente da terremoti ed eruzioni; grandi frane costiere subaeree; accumulo antropogenico di terreno di riporto sul ciglio della scarpata continentale. La ricerca ha evidenziato che il maggior numero di eventi è stato provocato da grandi e rapide frane sottomarine innescate prevalentemente da terremoti avvenuti anche in aree distanti dalla costa. I fenomeni più gravi si sono verificati nel Tirreno Meridionale-Stretto di Messina-Sicilia Orientale.

Il maremoto più disastroso, paragonabile per numero di vittime a quello avvenuto il 26 dicembre nel Sud Est Asiatico, nel Golfo del Bengala, è quello che si verificò circa 10 minuti dopo il sisma del 1908 che distrusse Reggio Calabria e Messina provocando decine di migliaia di morti. Lo studio aveva evidenziato fin dal 2005 che il maremoto del 1908 non fu provocato direttamente dal sisma, come si riteneva, ma da una grande frana sottomarina, verificatasi nello Stretto di Messina a sud di Reggio Calabria, che fu innescata dallo scuotimento sismico. Il dato preoccupante che si porge all’attenzione dei cittadini e dei rappresentanti delle istituzioni è che le aree costiere italiane a rischio da tsunami, già individuate con vari studi, ancora non sono tutelate da interventi strutturali preventivi né da attive misure di monitoraggio, di didattica e protezione civile. La ricerca espletata nelle aree più colpite dai maremoti del passato ha messo in luce che se si ripetesse oggi un evento simile durante il periodo balneare si registrerebbero scene drammatiche e luttuose simili a quelle verificatesi nel sud est asiatico durante il disastroso evento del 26 dicembre 2004. Il rischio da tsunami non è nemmeno preso in considerazione nei piani stralcio per la difesa dal rischio idrogeologico.

E’ evidente che bisogna recuperare il tempo perso e attivare idonei interventi di prevenzione al fine di preparare le aree costiere e la popolazione ad affrontare il rischio ambientale derivante da potenziali maremoti. Alla luce dei risultati dello studio si evince l’importanza di elaborare linee guida per la valutazione del rischio da onda anomala delle aree costiere e dell’impatto ambientale sulle infrastrutture di notevole rilevanza (aereoporti, porti, centrali elettriche, impianti industriali, strade e ferrovie ecc.). Vanno altresì messi a punto e attivati adeguati sistemi di educazione ambientale (per es. come comportarsi qualora ci si trovi su una spiaggia d’estate e si avverta un terremoto, oppure si noti un improvviso e sensibile abbassamento del livello dell’acqua) monitoraggio marino e costiero ed elaborati i Piani di Protezione Civile Comunali tesi soprattutto a proteggere la popolazione durante il periodo balneare”.

“Temo – conclude amaramente il geologo napoletano – che per introdurre le necessarie “precauzioni” per stare più sicuri lungo le coste e le spiagge i rappresentanti delle istituzioni attenderanno il prossimo maremoto: speriamo che non sia disastroso

Autore Wainer Preda www.montagna.tv

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Il Fantasma di Eyjafjallajo¨kull:Che fine ha fatto la nube vulcanica?

Da qualche settimana assistiamo in TV alle spettacolari ed inquietanti immagini del vulcano islandese, che erutta ancor oggi liberando fin oltre la tropopausa (1) una grossa e minacciosa nube.Minacciosa, certo. Per la salute degli islandesi e per i motori degli aerei di linea.Così, pochi giorni dopo l'inizio dell'esplosione,la Gran Bretagna pensava bene di chiudere il suo spazio aereo inficiato dall'oscura nube.

Eurocontrol, l'ente europeo responsabile del flusso di traffico aereo, emetteva un'informativa SIGMET con tanto di cartografia ove specificava le tre categorie di zone a rischio: no fly (voli proibiti), conditional (voli ammessi a discrezione del comandante), no restriction (voli permessi).E allora uno dopo l'altro ogni paese europeo, Italia inclusa, chiudeva il suo spazio aereo a garanzia della sicurezza.E allora? Tutto corretto, no? Andando un pò, soltanto un pò a fondo nella questione ci si accorge che qualcosa, come sempre, non torna.La polvere vulcanica fonde intorno alle temperature di 1100 gradi centigradi e si attacca alle pareti interne della camera di combustione e sul cono di espulsione dei motori, incrementandone oltre i limiti le temperature. Inoltre corrode e danneggia le pale di compressori e turbine, provocando finanche lo stallo del motore, ma anche le superfici di ali e coda, riducendo la quantità di portanza sviluppata.

I finestrini poi si opacizzano, impedendo la visione all'atterraggio, ed i freni diventano meno efficienti. Drammatico direi! Ma ci riferiamo ad una nube che, appena fuoriuscita dall'esplosione, contiene particelle nell'ordine di millimetri cubici, cioè di entità tale da provocare quanto sopra. Queste particelle poi, nella misura in cui le correnti ascensionali non sono più sufficienti a mantenerle in sospensione, ricadono al suolo.

Le altre, via via più piccole fin sotto il micron, restano sospese e potrebbero essere trasportate dalle correnti a getto (venti d'alta quota) anche per centinaia di chilometri. Bene: secondo le carte pubblicate da Eurocontrol, le zone a rischio si estenderebbero dall'Islanda fino alla Russia ma anche dall'Islanda fino all'America Centrale! Capito bene? In altre parole, le correnti a getto, correnti che spirano da Ovest, avrebbero trasportato le nanoparticelle implicate verso Est fino a svariate migliaia di chilometri MA in qualche modo le stesse sarebbero anche state sospinte controcorrente fino al Portorico! Questa "curiosa" teoria non è mai stata verificata né avallata da analisi scientifiche dell'aria, effettuate da alcuno degli stati che avevano chiuso il proprio spazio aereo, e neppure da alcun avvistamento da parte di piloti.

Puramente una teoria che, per qualche ragione, è apparsa a tutti ragionevole. Ma perché soltanto oggi appare tale? Perché per decine d'anni si è volato sull'aeroporto di Catania, con l'Etna attivo e la quotidiana nube traversale alle rotte di volo, soltanto evitandola "a vista" e soltanto di qualche decina di chilometri? Il pilota sa bene che già a tale distanza, ove non è più visibile, la nube si è talmente rarefatta da non rappresentare più un pericolo "tecnico" per l'aeromobile.Semmai le nanoparticelle invisibili potrebbero porre un problema "medico", per la salute di chi all'interno dell'aereo le respira, essendo queste in grado di permeare la membrana cellulare e addirittura interferire col DNA: proprio come quelle emesse dai NON pericolosi inceneritori, no scusate, termovalorizzatori.Ma questo vale anche e soprattutto di chi, nei pressi del vulcano, ci trascorre l'intera sua vita.

Ed ecco che, qualche giorno fa, la BBC intervista un responsabile di Eurocontrol, il quale con assoluta serenità afferma che effettivamente "il computer" avrebbe fornito dei dati errati, delle proiezioni eccessive sulle aree a rischio.E così oggi la nube è divenuta un fantasma. Prima c'era, ora non c'è più, domani magari ci sarà ancora.Nessun media più se ne interessa.E come la SARS, l'aviaria, la suina, l'antrace, le armi di distruzione di massa irachene, l'incrociatore americano mai affondato dai vietcong, il Lusitania attaccato dai tedeschi, Pearl Harbor dai Giapponesi, le Torri Gemelle da chissà chi e via dicendo, anche la nube fantasma passerà in cavalleria, in attesa di essere riesumata e scenograficamente rivestita per la sua prossima missione: la creazione di un problema per la cui reazione popolare indotta già qualcuno avrà sùbito in mano la perfetta soluzione.

Ma cosa è avvenuto nel frattempo? In una settimana di cancellazioni a tappeto e MILIONI di passeggeri e merci a terra, il mercato globale si è arrestato ed è già a rischio di tracollo: per i pezzi di ricambio non consegnati, l'industria automobilistica BMW è a rischio fallimento, così come lo sono migliaia di altre industrie, oltreché compagnie aeree, Alitalia-CAE in primis.Cui prodest: a chi giova tutto ciò? Ci sono ancora dubbi? Ai soliti noti, le eminenze grigie che controllano stati come la Gran Bretagna e quindi il mondo intero, attraverso le loro reti finanziario-politico-militar-sanitario-universitario-massoniche, che avranno a disposizione nuove migliaia di imprese insolventi da acquisire per una pipa di tabacco, nonché milioni di nuovi poveri da inserire nel novero dei loro schiavi, distratti dai propri problemi quotidiani di sopravvivenza.

Che sia stata un'operazione finanziaria, un'esercitazione militare di portata sovranazionale o una manovra occulta d'altro tipo, è di certo qualcosa che comunque noi popolo non avevamo chiesto, votato o approvato, e di cui senza dubbio abbiamo assistito inermi all'ennesima manipolazione mediatica, nonostante ci sforziamo di sedare l'intima voce dell'intuizione in noi che ci pungola alla diffidenza. Chi può, comprenda. Chi ancora riesce ad avere il tempo e la salute per farlo, discerna ciò che gli viene offerto in pasto dall'establishment mediatico e politico.Se si vuol essere pecore, disinteressandosene, oppure struzzi, tenendo la testa sotto la sabbia e le chiappe esposte perché si è compreso ma non si ha il coraggio di alzare la testa, si prenda coscienza che presto la testa non la si potrà più alzare, poiché se si accetteranno determinate restrizioni prossime venture non si avrà più la possibilità di replica, di dissenso come ancora esiste oggi.

Quel giorno, a causa di tutte le nostre paure avremo ceduto la nostra autonomia, di azione ma anche di pensiero e sentimento: libertà sarà per noi essere finalmente controllati, perciò al sicuro! E senza neppure rendersene conto si avrà già il collare addosso, un chip a radiofrequenze sotto pelle come già oggi hanno cani e qualche star hollywoodiana, collegato al Golem, il messia elettronico, senza il cui marchio "non si potrà nè vendere nè comprare" (l'Apocalisse).Ed il bello è che saremo stati noi, proprio noi, spaventati, lobotomizzati e malati, ad averlo chiesto!

(1) Tropopausa: è lo strato di atmosfera che separa la troposfera dalla stratosfera, in cui avvengono i fenomeni meteorologici. Si trova ad una quota media di circa 12 km e il suo spessore è variabile.

www.disinformazione.it

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Cosa si nasconde dietro l’influenza porcina?

Marcello Pamio – 31 luglio 2009

Dopo la morte del figlio autistico: John Travolta lascia Scientologi”.

Arriva finalmente la smentita del giovane ballerino: ‘Non sono il figlio illegittimo di Jacko’

Con tutto rispetto per la morte del figlio di Tony Manero e la scomparsa (non certo inattesa e inaspettata) di Michael Jackson, queste sono “notizie spazzatura” che vengono veicolate dai grandi e indipendenti giornali italiani per occupare da una parte i media e dall’altra il cervello dei loro lettori-sudditi.Da una parte le notizie trash, dall’altra lo spietato quanto vergognoso terrorismo psicologico sulla pandemia di influenza che è pronta - e non si sa cosa sta aspettando - a decimare la popolazione del pianeta. Forse, come ha dichiarato dal C.D.C. (Center for Disease Control) di Atlanta[1] la ricercatrice dell’Istituto Zooprofilattico Veneto, Ilaria Capua: “Ci stiamo preparando a un picco dal 10 agosto”.[2] Quindi secondo gli esperti, il fantomatico virus A-H1N1 dell’influenza, sta aspettando con calma che arrivi il 10 agosto per infettare decine e decine di milioni di persone! Certamente le fiabe dei fratelli Grimm sono molto più realistiche e credibili.

Le ultime dichiarazioni dell’O.M.S. (l’Organizzazione sovranazionale totalmente nelle mani delle lobbies del farmaco, ha dichiarato l’11 giugno 2009 Livello 6 di pandemia) apparentemente non lasciano spazio a dubbi: i casi di contagio ufficiali sono 175.000 e le vittime 1116.[3 addirittura il portavoce ufficiale dell’OMS, Gregory Hartl, ha dichiarato ultimamente in una conferenza stampa, che la nuova influenza si è ”diffusa in quasi il 100% dei paesi”[4] Dai dati ufficiali è importante sottolineare subito che la mortalità di questa influenza è bassissimo. Secondo il "Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute" (Cnesps, Iss) "ogni anno si verificano in media 8000 decessi" per tutte le cause complicanze legate all'influenza stagionale (fonte Epicentro). Quindi dove sta il pericolo dell'influenza porcina?

La storia non compresa, si sa, tende a ripetersi…Facciamo un salto indietro e andiamo nel febbraio 1976, ed esattamente negli Stati Uniti d’America.Le televisioni dell’epoca mandavano in onda continuamente spot pubblicitari per terrorizzare i sudditi americani e convincerli a farsi vaccinare contro... l’influenza suina! Avete letto bene: influenza suina.Fu il presidente Gerald Ford ad imporre il vaccino, dopo che l’epidemia colpì la base militare di Fort Dix nel New Jersey uccidendo 19 militari. Non è stato detto che molto probabilmente la vera causa di queste morti è da imputare ai numerosi vaccini che i soldati sono tenuti a fare…Nella rivista britannica “Time” del 27 aprile 2009, si può leggere in che modo il vaccino del 1976 provocò dozzine di morti e gravi effetti collaterali come la Sindrome di Guillan-Barré (progressiva paralisi agli arti): ci furono più morti (oltre 30) per colpa del vaccino che per il virus dell’influenza suina[5].Oggi, a distanza di ventitrè anni, la storia si sta ripentendo: i media trasmettono spot terroristici, i responsabili della salute pubblica creano paura e spingono alle vaccinazioni di massa, Big Pharma si frega le mani…I morti e i danneggiati (e non per colpa del virus) cresceranno esponenzialmente parallelamente alle pratiche preventive come le vaccinazioni. Esattamente come in passato.

Gli affari d’oro per Big Pharma

A prescindere dalla pandemia i soldi nelle casse di Big Pharma[6] stanno già entrando a fiumi.Stiamo parlando di un business da decine e decine di miliardi di dollari. “Una delle maggiori banche d’investimento J.P. Morgan”, (dell’impero dei Rockefeller che partecipa attivamente all’affare), “ha calcolato che i governi dei vari paesi abbiano prenotato, presso le 3-4 aziende in grado di produrre il vaccino su larga scala, almeno 600 milioni di dosi[7] Alla fine però - sempre secondo J.P. Morgan - si dovranno sommare altre 350 milioni di dosi, che faranno lievitare le vendite di vaccini a circa 1 miliardi di dosi. Questo solo per i vaccini.Al bottino dei vaccini, spartito tra i quattro giganti della farmaceutica (GlaxoSmithKline, Sanofi Aventis, Novartis, Astra Zeneca), va aggiunto quello dei medicinali, dove primeggia Roche con l’ormai mitico Tamiflu e ancora la Glaxo con il Relenza.[8] Il mercato dei vaccini e tutto l’indotto (visto che spesso e volentieri i vaccini producono nuovi e futuri malati) è assai promettente, a questo punto va ricordato anche che la Wyeth (recentemente acquistata per 65 miliardi di dollari dalla Pfizer) produce il vaccino contro il pneumococco e la Merck quello contro il Papilloma virus.Anche le fusioni e acquisizioni sono all’ordine del giorno: la Novartis ha comperato Chiron, Sanofi ha preso invece Aventis Pasteur e Acambis, Astra Zeneca Medimmune e Glaxo ID Biomedical.[9] Detto questo, il vaccino per il virus A-H1N1 sarà pronto non prima dell’autunno prossimo, molto probabilmente tra ottobre e novembre.«Sulla sicurezza del vaccino non si scende a compromessi» ha detto Keiji Fukuda, il vicedirettore generale dell’OMS,[10] e infatti secondo il quotidiano britannico “The Guardian”, per assicurare le centinaia di milioni di dosi entro l’autunno, l’EMEA (l’ente europeo dei farmaci) sta permettendo alle società produttrici di scavalcare la fase dei test su larga scala sugli uomini. In pratica l’Agenzia (strumento nelle mani delle solite lobbies), ha autorizzato la “procedura rapida”. Il tutto ovviamente a discapito della sicurezza dei cittadini.Poi si viene a sapere che Enrica Giorgetti, moglie dell'attuale Ministro del Welfare Maurizio Sacconi, è Direttore Generale di Farmindustria (fonte, sito ufficiale di Farmindustria) Quindi il responsabile del dicastero che controlla, tra le altre cose, la salute degli italiani è sposato con la direttrice della lobbies dei farmaci, che riunisce le 200 aziende del settore più influenti. Non male come conflitto d'interessi!

La febbre porcina "contagia" anche i farmacisti

La rivista Altroconsumo ha denunciato ieri, 30 luglio 2009, che 14 farmacie su 20 da loro visitate, hanno venduto l'antivirale Tamiflu senza ricetta medica, pur essendo obbligatoria. Una confezione costa la "modica" cifra di 36,80 euro! Non solo, per accontentare anche le persone che non vogliono muoversi da casa, la Rete offre la primizia della Roche da 64 a 127 euro a scatola. (Ufficio stampa Altroconsumo, 30 luglio 2009). Il Tamiflu viene spesso consigliato da medici e farmacisti compiacenti (che hanno il proprio tornaconto) e purtroppo molti italiani si preparano ad andare in ferie con l'antivirale in valigia. Questo è un banale esempio di come la pubblicità e il terrorismo mediatico agiscono sulle menti più deboli...Ecco perché in America, oltre 3000 persone si sono offerte di fare da cavia per testare i vaccini, a fronte di 2800 soggetti richiesti dalla multinazionale che li produrrà (fonte, Ansa, "Il Sole 24 Ore" 29 luglio 2009). 

La fallace teoria microbica

Cerchiamo di fare, una volta per tutte, un po’ di chiarezza su virus e microrganismi vari.Uno dei padri fondatori della “Teoria dei Germi della Malattia” fu il chimico francese (e non medico) Louis Pasteur.Il concetto da lui codificato, e cioè che i batteri sono la causa di malattie specifiche, è stato ufficialmente accettato come il fondamento della medicina allopatica e della microbiologia verso la fine del 1800 in Europa e poi nel mondo intero. Tale teoria ovviamente fu accolta a braccia aperte dall’establishment medico-scientifico e dal nascente cartello farmaceutico che si stava organizzando attorno all’Associazione dei medici americani (A.M.A.), perché diede origine non solo alle vaccinazioni di massa ma anche allo sviluppo dei farmaci di sintesi.[11]

Analizzando l’evoluzione delle teoria microbica è doveroso inquadrala nella sua giusta prospettiva filosofica e porla nel contesto di filosofia biologica che dominava in quel periodo. Il XIX° fu infatti il secolo del grande sviluppo scientifico, nel quale avvenne il grande capovolgimento delle idee sulla malattia, la salute, la guarigione, la biologia stessa. Fu il secolo per esempio della teoria evoluzionistica di Charles Darwin.[12] Di conseguenza quando il francese Louis Pasteur e il tedesco Robert Kock fecero la loro comparsa con la teoria dei microbi, avvenne la perfetta fusione con la filosofia biologica: nacque il germe maligno che invadeva il corpo, annientava le difese, si moltiplicava nei tessuti, proliferava, causava infezioni, malattie e distruggeva alla fine l’organismo[13]. Cosa può desiderare di più una medicina sintomatica basata su una velenosa e tossica farmacopea, sempre più nelle mani delle lobbies?

E le case farmaceutiche possono desiderare qualcosa di meglio, di malattie provocate da un “essere” non visibile ad occhio umano che può essere ucciso solo da veleni chimici? D'altronde la scienza batteriologica è piena di concezioni demonologiche di altri tempi[14].Il passaggio dalla caccia allo spirito cattivo, malvagio, alla batteriologia è stato lento ma ha portato i suoi frutti: prima con la religione e oggi con la medicina.Secondo la batteriologia moderna, i microbi sono ovunque, onnipresenti, vivono costantemente assieme a noi e dentro di noi. Viviamo tra loro, siamo totalmente e completamente dipendenti dai batteri. Li abbiamo in bocca, nel naso, gola, occhi, stomaco, vescica, vagina, intestini e ogni apertura del corpo.Sono con noi dalla nascita alla morte. Se analizzassimo al microscopio una qualsiasi sezione del corpo, la pelle, le membrane mucose, le cavità, ecc. vedremo milioni di questi microrganismi: il tratto gastrointestinale del neonato, per esempio, non presenta batteri, ma nel giro di qualche ora se ne riempie.Quindi i batteri costituiscono una realtà positiva e non possono essere la causa della malattia, almeno non nel senso convenzionale del termine: possono complicare certamente le malattie, ma non solo la causa scatenante! La vita senza batteri sarebbe impossibile su questo pianeta: agiscono in fatti da “spazzini” riducendo la struttura molecolare complessa in una più semplice, operano fenomeni di scissione.[15]

Nel terreno i batteri fissano l’azoto presente nell’aria e lo convertono in nitrato necessario per l’assorbimento delle piante che poi grazie a questo potranno fornire le importantissime proteine vegetali… L’essere umano assimila le sostanze nutritive (vitamine, minerali, oligoelementi) che sono alla base della vita, contenute negli alimenti, perché il nostro intestino contiene miliardi di microrganismi (la cosiddetta “flora batterica”).[16]I batteri, come è stato detto prima, fungono da veri e propri “spazzini” che riducono i tessuti morti o malati e non hanno alcuna influenza invece sui tessuti e sulle cellule vive! Il fatto che i microbi siano incapaci di penetrare i tessuti sani dovrebbe illuminarci sul fatto che qualunque sia il ruolo che giocano i batteri nella produzione di alcuni tipi di malattia, sono sempre fattori secondari e mai primari. Non possono annidarsi nell’organismo, se non quando questo è stato sufficientemente alterato da altre cause da permettere questa intrusione.[17]

Non sono la causa della malattia, anche perché dal punto di vista igienistico, la malattia non è qualcosa che arriva dall’esterno o che è provocata da qualcosa, è un processo biologico che viene messo in atto dal corpo stesso, con l’obiettivo di eliminare le tossine che stanno inquinando pericolosamente l’organismo.Essendo i microrganismi parassiti, quando l’organismo si allontana dalla salute, da uno stile di vita sano e armonioso, i batteri iniziano a produrre scorie. Quando queste scorie si accumulano (tossine) si crea un terreno fertile alla loro proliferazione. Svolgono il loro ruolo: ovunque c’è putrefazione, degenerazione essi sono attivi. Non sono nemici dell’organismo, ma ovviamente devono essere mantenuti in armonia. Svolgono le loro funzioni di parassiti quando l’organismo si allontana dalla salute. Elaborando le tossine, alcune delle quali sono potenti (tetano per esempio), possono complicare il quadro. Ma se le spore del tetano si trovano su una ferita chirurgicamente sterile sono innocui, perché non esistono i materiali adatti alla loro proliferazione.Accumuliamo veleni multipli provenienti da alimenti sconvenienti alle nostre disposizioni biologiche, da alimenti cotti, condimenti, fritture, proteine coagulate dal caldo, residui organici non eliminati a causa dell’enervazione e dello stress o di un sonno insufficiente ed infine il consumo di medicine di ogni tipo[18]. Tutto questo lo aveva scoperto un contemporaneo di Pasteur, il francese Antoine Bèchamp. Questo batteriologo fece delle scoperte così straordinarie che giustamente vennero dimenticate dalla scienza proprio perché quest’ultima ha appoggiato in toto Pasteur. Bèchamp ha spiegato il processo della fermentazione per quello che è: un processo di digestione di microrganismi; è stato il primo a descrivere il sangue non come liquido ma come tessuto fluente.Bèchamp ha scoperto i microzimi (chiamati anche somatidi) e che i germi, sicuramente sono il risultato e non la causa della malattia.[19] Avete capito perché nelle università si studia Pasteur e non Bèchamp?

I microbi mutanti

Intorno agli anni ’30 e ’40 del secolo scorso, il dottor Royal Raymond Rife con il microscopio che prese il suo nome, ha dimostrato che i germi sono il risultato delle malattie e non la causa.[20] Ma non si limitò a questo, perché riuscì a dimostrare la capacità dei microrganismi di modificarsi dal livello (o forma) di batterio a quello di fungo per giungere all’ultimo stadio: la muffa[21].Il dottor Rife identificò ben 10 famiglie nello spettro dei microrganismi, all’interno delle quali, un membro qualsiasi poteva trasformarsi in qualcos’altro a seconda del terreno biologico.[22] Quindi i batteri sono in grado di sottoporsi a mutazioni in presenza di talune condizioni interne dell’organismo e infatti, ricerche scientifiche hanno dimostrato che cambia prima l’organismo e secondariamente i batteri.[23] In Scozia nell’Università di Edimburgo per esempio, attraverso l’osservazione di pazienti è stato dimostrato che la flora batterica cambiava nel giro di poche ore parallelamente allo stato di salute del paziente stesso. Nel giro di minuti o qualche ora i batteri dentro e sul corpo si trasformavano proprio per il cambiamento verificatosi all’interno dell’organismo.[24]

Dai somatidi ai virus?

Dal punto di vista biologico i virus non soddisfano i requisiti che deve possedere un organismo vivente: non respirano, non digeriscono e non hanno alcun metabolismo.Sono semplicemente delle molecole di DNA (informazione) ricoperte da una membrana proteica.Quindi biologicamente parlando i virus non sono esseri viventi e come per i batteri non possono interagire con le cellule vive, ma solo con quelle morte. Con il suo microscopio il dottor Rife dimostrò che nel sangue di ogni essere vivente vi sono dei piccoli puntini chiamati “somatidi” o “microzimi”. I somatidi sono microscopiche forme di vita subcellulare in grado di riprodursi.[25] Se l’ambiente che circonda le cellule, cioè il terreno biologico, diventa acido, inquinato dalle tossine, questi puntini si legano tra loro e si modificano in virus, batteri o funghi a seconda della situazione. Il loro lavoro, come abbiamo visto, è quello di ripulire il terreno dai tessuti morti e inquinati. [26]Se invece il terreno biologico è alcalino, i somatidi non si trasformano e i batteri non potrebbero proliferare.

Che fine ha fatto l'HIV?

Intorno agli anni '80 è apparso sulla scena il retrovirus HIV. "Scoperto", per modo di dire, dai furbastri Gallo e Montagnier, questo fantomatico virus - causa ufficiale della Sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS) - doveva sterminare il mondo intiero. La "Peste del XX° secolo", com'era stato definito dai media, avrebbe decimato la popolazione mondiale e invece ad oggi, dopo oltre vent'anni si è ristretto a pochissimi gruppi a rischio, come i tossicodipendenti ed emotrasfusi. Questi due gruppi in particolare sono costantemente immunodepressi a causa dello stile di vita (droghe e appunto trasfusioni) e non certo per colpa di un virus!
La verità, sappiamo, è figlia del tempo, e infatti qualche giorno fa è uscita questa notizia: "
tra infezione da HIV e di AIDS conclamato non ci sarebbe una relazione causa-effetto e tra le due potrebbe esserci più distanza di quanto si pensi".
[27] Finalmente sempre più scienziati e ricercatori indipendenti stanno prendendo le distanze dall'errata correlazione HIV = AIDS.
Esiste certamente una immunodepressione, chiamata per convenzione AIDS (anche se questo acronimo è molto deviante), ma questa non è causata da un virus, o retrovirus, bensì dal nostro stesso stile di vita: alimentazione errata, vita sregolata, utilizzo di droghe (cocaina, morfina, eroina, popper, lsd, sintetiche, ecc.), farmaci (antibiotici, steroidi, ecc.), trasfusioni di sangue (di per sé altamente immunosoppressive), trapianto di organi.

La Pandemia di influenza

Tutto quello che ho scritto precedentemente è solo per avvertire che la pandemia di influenza, tanto reclamizzata dai media e tanto paventata dagli esperti di turno, è ne più ne meno una truffa colossale molto pericolosa.Truffa perché Big Pharma incamererà, e lo sta già facendo, miliardi di dollari alla faccia nostra e alla faccia della crisi economica; pericolosa perché nasconde un grossissimo problema di salute pubblica: i vaccini e i veleni chimici.Quando inizieranno le vaccinazioni di massa, molto probabilmente tra settembre e novembre prossimi, il numero delle morti e dei danneggiati dai farmaci salirà alle stelle.Abbiamo visto che i virus, come pure i batteri non possono fare nulla in un organismo sano il cui terreno è alcalino: lavorano solo sulle cellule morte e/o malate e/o debilitate. I vaccini però contengono anche altre sostanze molto più tossiche di un virus (attenuato o morto che sia), e mi riferisco ai conservanti, ai metalli pensati come alluminio e mercurio e a tutti quei veleni tossici inseriti dentro per un qualche specifico motivo… Queste tossine, sono pericolosissime per tutte le persone di salute cagionevole e per gli organismi ammalati e/o debilitati. La storia di nuovo insegna: durante la cosiddetta Spagnola nel 1918-1919 a e quella dell’influenza suina del 1976, il maggior numero di morti c’è stato solo tra i medicalizzati e i vaccinati! Ricordiamolo.Ecco perché è necessario stare il più lontano possibile da tutte le pratiche mediche ufficiali (antibiotici, vaccini, farmaci, ecc.), non solo per non contribuire ad ingrassare le già grasse casse delle case farmaceutiche, ma soprattutto per non rischiare inutilmente con gli effetti collaterali, che saranno sicuramente pesanti.

Vaccinazioni obbligatorie?

In caso di pandemia, le linee guida dell’O.M.S. hanno un carattere vincolante su tutti i 194 paesi aderenti. Dall’11 giugno scorso siamo a livello 6, il massimo dell’allerta, per cui in una simile emergenza (creata ad arte dall’èlite) l’Organizzazione sovranazionale (gestita dalle lobbies del farmaco), può legittimamente “costringere” i propri sudditi a farsi vaccinare, a limitare gli spostamenti e imporre quarantene.
I governi di paesi come Inghilterra, Francia e Australia hanno già dichiarato l'intenzione di voler vaccinare (forse obbligatoriamente) l'intera popolazione, mentre gli Stati Uniti d'America almeno il 50% (cioè 160 milioni). E in Italia cosa accadrà?

Cosa si nasconde dietro l'influenza porcina?

Da una parte abbiamo gli immancabili interessi economici, che anche in questo caso sono enormi. Calcolando vaccini, farmaci, antibiotici e tutto l'indotto (visite specialistiche, esami di laboratorio, mascherine, ricoveri, ecc.) stiamo parlando di un affare da centinaia di miliardi di dollari.Dall'altra però c'è il controllo delle masse. Nonostante quello che i medici dicono, i vaccini, quando va bene, e cioè quando non producono effetti collaterali immediati (danni vaccinali), indeboliscono il sistema immunitario e predispongono alla malattia futura perché inquinano l'organismo con metalli pesanti e altre tossine velenose (vedi collegamento tra mercurio e alluminio dei vaccini con la sclerosi multipla, il morbo di Parkinson e di Alzheimer...).Quindi le case farmaceutiche non solo stanno incamerando miliardi attraverso la paura, ma si stanno anche ipotecando un mercato spropositato in futuro: milioni di nuovi malati.E le persone malate non sono persone libere... Infine c'è da tenere in considerazione anche coloro (gli organismi più deboli: giovani e anziani) che non riusciranno a superare la dose vaccinale stessa, proprio come accadde nelle grandi vaccinazioni di massa (Stati Uniti 1976, ecc.).

Cosa possiamo fare?

La cosa più intelligente e unica che possiamo fare è ovviamente stare alla larga da vaccini e farmaci di qualsiasi tipo.Dall’altra migliorare e potenziare il terreno biologico mediante una nutrizione superiore.L’ambiente interno, in cui avvengono tutti i processi metabolici e fisiologici è quello che fa la differenza. Se risulta essere alcalino è impossibile l’evolversi di una malattia degenerativa in quanto la malattia richiede sempre un ambiente esclusivamente acido.Un organismo sano, cioè libero dalla tossiemia, con una energia nervosa sufficiente, è assolutamente inattaccabile da qualsiasi agente esterno.

Ricordiamo che:-

Tutti i medicinali e tutte le sostanze chimiche (anche se dichiarate naturali) aumentano l’acidità dei tessuti e creano tossine.

- Tutte le proteine animali (carne, uova, pesce e formaggi) durante la loro metabolizzazione aumentano gli acidi nel corpo e creano tossine.
- Gli amidi raffinati (pane, pasta, cereali, biscotti, ecc.), creano una collosità tale che permette alle sostanze tossiche di rimanere all’interno del corpo anche per decenni
- Una scarsa ossigenazione intra ed extra cellulare fa aumentare l’acidosi e predispone il terreno alla malattia.
- Una corretta e sana ginnastica invece, sblocca le tossine e le predispone all’eliminazione dall’organismo attraverso gli organi emuntori: pelle, polmoni, intestini, fegato, reni e vescica.
- L’acqua da bere dovrebbe essere minimamente mineralizzata (quasi distillata) per non appesantire il corpo con minerali inorganici che non possono essere assimilati dall’organismo che creano incrostazioni e calcoli, non a caso gli unici minerali organici che il corpo assimila sono quelli ingeriti attraverso le piante.L'acqua perfetta, cioè la più organica in Natura è quella contenuta nella frutta.
- Il digiuno in tutto questo gioca un ruolo fondamentale perché aiuta a detossificare l’organismo, depurando profondamente il terreno.
Ecco cosa avviene nell’organismo durante un digiuno idrico (cioè solo con acqua):
-          Si eliminano gli accumuli tossici nei liquidi (sangue, linfa, liquido interstiziale);
-          Si liquidano gli accumuli abnormi e tossici all’interno dei tessuti e delle cellule;
-          Vengono rimossi gli accumuli di colesterolo sulle pareti dei vasi, di acido urico a livello articolare, ecc.
-          Si eliminano le cellule vecchie con rinnovamento dei tessuti;
-          Si ha un miglioramento della rete capillare e degli scambi nutritivi e respiratori a livello cellulare;
-          Miglioramento della funzionalità dell’apparato con riequilibrio della flora intestinale, sviluppo della flora simbiotica;
-          Può avvenire anche l’eliminazione di formazioni patologiche come calcoli e concrezioni, il riassorbimento di neoformazioni benigne (cisti, noduli, fibromi, polipi, ecc.) e l’eliminazione di formazioni maligne allo stadio iniziale, grazie all’autolisi da difesa. [28]


[1] CDC di Atlanta è il centro di controllo delle malattie
[2] “Il contagio. La ricercatrice dagli USA”, Francesca Visentin, “Corriere del Veneto”, 26 luglio 2009
[3] “Influenza A: 114 morti in 24 ore”, “Ansa”, 29 luglio 2009
[4] “Febbre suina: Oms, virus ormai in quasi il 100% dei paesi”, Adnkronos salute, 24 luglio 2009
[5] “How to Deal with Swine Flu: Heeding the Mistakes of 1976”, Time,27 aprile 2009,www.time.com/time/health/article/0,8599,1894129,00.html
[6] Big Pharma s’intende le prime 10 corporation della chimica e farmaceutica: Pfizer, Glaxo Smith Kline, Johnson & Johnson, Merck; Novartis, Astra Zeneca, Roche, Bristol M. Squibb, Wyeth, Abbot Labs
[7] “Virus A, affari d’oro per Big Pharma. Il vaccino vale 10 miliardi di dollari”, Maurizio Ricci, “ La Repubblica ” 22 luglio 2009
[8] Idem
[9] Idem
[10] “Influenza A, preoccupazione sul vaccino”, 27 luglio 2009, “Il Gazzettino”
[11] “La medicina ortodossa scoprirà la cura del cancro”, Luciano Gianazza, www.medicinenon.it
[12] “La teoria microbica. L’azione dei batteri sull’organismo”, Dottor Alec Burton, “Scienza e Salute”, pag. 39 – giugno 1989
[13] Idem
[14] “La guerra microbica”, dottor Herbert Shelton, “Le Bon Guide de l’Hygienisme”
[15] “La teoria microbica. L’azione dei batteri sull’organismo”, Dottor Alec Burton, “Scienza e Salute”, pag. 39 – giugno 1989
[16] Idem
[17] “La guerra microbica”, dottor Herbert Shelton, “Le Bon Guide de l’Hygienisme”
[18]  Idem
[19] “La medicina ortodossa scoprirà la cura del cancro”, Luciano Gianazza, www.medicinenon.it
[20] “La teoria dei germi come causa delle malattie”, Luciano Gianazza, www.medicinenon.it
[21] Idem
[22] Idem
[23] “La teoria microbica. L’azione dei batteri sull’organismo”, Dottor Alec Burton, “Scienza e Salute”, pag. 39 – giugno 1989
[24] Idem
[25] “La medicina ortodossa scoprirà la cura del cancro”, Luciano Gianazza, www.medicinenon.it
[26] Idem
[27] "Virus HIV e AIDS, quale rapporto?", Il Pensiero Scientifico editore, 14 luglio 2009

[28] "Il digiuno terapeutico", dottor Sebastiano Magnano

www.disinformazione.it

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I mass media. La mia esperienza in venti anni e il resoconto finale

1. Premessa. 2. La mia esperienza nei giornali 3. Alcune considerazioni sui quotidiani nazionali. 4. Solange le Brigate Rosse. 5. Il caso Sofri. 6. La mia vicenda persona. 7. Conclusioni.

1. Premessa

I mass media, siano essi la Tv o i giornali, non servono a veicolare notizie. Servono in realtà a NON dare le notizie importanti, a manipolare, corrompere, minacciare, e soprattutto a veicolare messaggi tra vari poteri dello stato.Quando avevo venti anni leggevo anche due o tre quotidiani al giorno. E vedevo diversi telegiornali. Vedevo, ad es., TG 3 e Rete 4, perchè la loro diversità mi incuriosiva e mi illudevo che così avrei avuto un quadro più chiaro delle varie situazioni.Leggevo, ovviamente, regolarmente anche Panorama e l’Espresso.A un certo punto verso i 30 anni mi ero accorto che le notizie erano sempre uguali e non cambiava mai nulla.

Esempio. Un magistrato faceva un'indagine scomoda.Partiva la consueta polemica sulla legittimità di pubblicare le intercettazioni, il magistrato veniva accusato di essere di parte e persecutorio, ecc… e regolarmente la polemica si spostava dalla sostanza dell’inchiesta del magistrato alla vita personale del magistrato, oppure ad altri particolari di nessun interesse.Tipico, ad esempio, era il dibattito sui magistrati “che devono lavorare in silenzio”.

Se il magistrato infatti rilasciava un’intervista…. Apriti cielo, cominciava un casino che non finiva più e nelle settimane successive la notizia importante diventava non la sostanza dell’inchiesta, ma il problema dei magistrati che devono lavorare in silenzio.Un magistrato lavorava bene? Non importa. Arrivava sempre il solito Pannella a inveire contro la magistratura. Capirò poi che Pannella non a caso è nella Rosa nel pugno, e non a caso propose la candidatura a Gelli per fargli avere l’immunità parlamentare. Ma a quell’epoca che potevo capire? La candidatura di Gelli sembrava un gesto di protesta contro il sistema e il simbolo della Rosa… era così bello.

2. La mia esperienza nei giornali

Poi ho avuto un’esperienza diretta con i giornali.Per due anni diressi una pagina universitaria su un quotidiano locale.Mi pagavano bene e il lavoro mi divertiva in quanto dovevo dare notizie riguardanti l’università.Un giorno arrivò una notizia più interessante delle altre, su alcuni abusi commessi dalla professoressa di una cattedra universitaria (peraltro erano abusi di cui tutti sapevano, anche io che non ero iscritto ne ero a conoscenza per sentito dire). Scoppiò un tale casino, ricevetti tali e tante pressioni, che mi ordinarono di pubblicare una (falsa… precisiamolo… FALSA) notizia di smentita. Minacciarono di togliermi l’incarico se continuavo. E finì così.Morale. L’unica notizia veramente interessante che ero riuscito a pubblicare fino a quel momento me l’avevano censurata.

E nessuno ebbe voglia di approfondire.Decisi di continuare a lavorare per il giornale perché mi divertivo, ma decisi che, se volevano bugie, bugie avrei raccontato. Quindi da quel momento pubblicai solo notizie false. False interviste a falsi studenti, false lettere sentimentali a cui rispondevo. Talvolta mi divertivo a inventare inesistenti studi sul sesso di inesistenti facoltà americane, per poi inventarmi un contro studio che lo smentisse. Poi inserivo le vicende dei miei amici.

Una mia amica mi raccontava che il ragazzo la tradiva? E io l’indomani pubblicavo la sua storia sul giornale (ovviamente cambiando il mio nome). Il mio amico Francesco aveva fatto il contrabbandiere di diamanti in passato, e poi il gigolò? Ecco che pubblicavo a nome del mio amico la sua esperienza, trasformando la sua terza media in una laurea in economia e commercio, il contrabbando di diamanti in un’esperienza di import ed export di preziosi, e il gigolò in un’attività di pubbliche relazioni, e con la sua “esperienza”, elargivo consigli a tutti i laureandi in economia e commercio.

Un’altra volta inventai una serie di corsi presso l’università popolare; ogni mio amico era diventato a seconda delle sue caratteristiche, il direttore di un corso. Ad es. La mia amica Giulia aveva tre uomini contemporaneamente? ecco che diventava direttrice di un corso per diventare monogami tutta la vita. Il mio amico Simone era impotente? Eccolo nominato direttore di un corso di sessuologia a prestazioni avanzate. La mia amica Gianna si incazzava una volta si e l’altra pure con chiunque? Eccola nominata direttrice di un corso di meditazione per donare relax e serenità alla mente. E se qualcuno mi avesse chiesto notizie più dettagliate sui corsi…. Avrei detto che il corso era stato soppresso.

Altri esempi.

Una mia amica (che poi diventerà la mia ragazza) mi invita a prendere una cioccolata e alla fine del pomeriggio mi disse: “non so perché ti ho invitato…l’ho fatto così, senza pensarci”. Io li per lì facevo finta di crederci, ma sapevo che l’invito a prendere la cioccolata era programmato da giorni. Allora l’indomani scrivevo un articolo dal titolo “Galeotta fu la cioccolata. Suggerimenti per far cadere in trappola la preda amorosa” dove ovviamente elencavo vari metodi di approccio compreso quello di invitare a prendere una cioccolata e poi dire “non so perché l’ho fatto… così… senza pensarci…”Insomma. Sapevo che con questo sistema non avrei mai vinto il premio Pulitzer, ma fu una delle esperienze più divertenti della mia vita.

Per altro verso fu però una delle più avvilenti, perché mi resi conto che sui giornali chiunque in teoria può scrivere qualsiasi idiozia senza alcun controllo.In realtà senza saperlo, stavo facendo con la mia cerchia degli amici quello che i giornali fanno nella lotta tra poteri occulti. Veicolavo messaggi. I miei articoli erano di volta in volta prese in giro al sistema, messaggi in codice alla mia fidanzata, ai miei amici, alla mia famiglia, sfoghi personali, ecc… Quando uscivano i miei articoli i miei amici leggevano il giornale dicendo “chi sarà la vittima oggi?”. Facevamo per scherzo, a livello locale, quello che i giornali fanno sul serio, ma a livello mondiale

3. Alcune considerazioni sui quotidiani nazionali

Francamente pensavo che il problema fosse il giornale in cui lavoravo e ingenuamente ritenevo che al Corriere della Sera o a Repubblica le cose fossero diverse. D’altronde il mio era un quotidiano che è riuscito a dedicare una pagina intera ad una donna che metteva le corna al marito prima del matrimonio; e siccome nell’articolo avevano citato il nome del paese, sostanzialmente rovinarono quella persona che fu costretta a trasferirsi altrove.In un’altra occasione pubblicarono un servizio su una postina sorpresa per una serie di circostanze fortuite a fare l’amore con un’altra persona durante il lavoro… anche lì rovinando per sempre la reputazione del soggetto in questione.Ancora. Una mia amica la sbatterono in prima pagina perché, con il marito, intratteneva rapporti scambisti con altre coppie.

Si. Avete letto bene. In prima pagina.In compenso non si fa cenno dell’arrivo della mafia, della ‘ndrangheta e della camorra a Viterbo. Non si fa cenno dei troppi esercizi commerciali rispetto alla popolazione o dell’elevatissmo numero di sportelli bancari e di banche di investimento che, per una città prevalentemente agricola, è una cosa perlomeno anomala.Nessuno ha mai pensato di indagare se nella città ci fosse una sede di Gladio in una caserma di Viterbo e che risvolti avesse questo fatto, né sulle origini rosacrociane della città, evidenti anche nella toponomastica del luoghi (ad esempio il mio studio è tra il quartiere “crocetta” e il quartiere “Santa Rosa”).Stiamo parlando quindi di uno dei tanti corrieri locali che esistono in Italia; giornali che non esiterei a definire demenziali per il modo in cui conducono le notizie; non pubblicano nulla, ma in compenso talvolta piazzano in prima pagina notizie del tipo: “furto di spinaci al supermercato” e addirittura una foto a colori degli spinaci (pare inventata, ma purtroppo non lo è, giuro!).

Mi domandavo il perché di questo modo illogico di condurre un giornale locale. Mi domandavo come mai non ci fosse la volontà di migliorare la qualità complessiva del prodotto, il che poi – secondo la mia razionalità ingenua avrebbe dovuto portare ad un aumento di lettori.Mi accorsi ben presto, però, che anche nei quotidiani nazionali le cose non erano migliori. “Così in alto, così in basso”, recita un famoso detto. Cambia la dimensione delle notizie, ma il criterio è lo stesso Al posto di un furto di spinaci troviamo il furto di auto. Al posto della storia di corna della cittadina sconosciuta troviamo la storia tra Berlusconi e la moglie..

Quando, da avvocato, mi sono letto alcuni atti processuali di processi celebri (Dell’Utri, Andreotti, Berlusconi, ecc…) mi sono reso conto che le notizie sui giornali sono completamente inventate rispetto alla realtà processuale, che è assolutamente diversa.Ad esempio il processo Previti, mediaticamente si è giocato quasi tutto sulle dichiarazioni di una testimone, Steania Ariosto; per mesi i giornali hanno discusso se tale testimone fosse attendibile o meno, ci hanno parlato dei suoi amori, dei suoi movimenti, ecc…In realtà a leggere gli atti del processo si vede che la parte relativa alle dichiarazioni della Di Rosa sono poco più di tre o quattro pagine, a fronte di 500 pagine con prove schiaccianti; prove che vanno dai conti correnti bancari, ai testimoni, ad alcuni fatti di cui c’erano addirittura prove documentali incontrovertibili.

I giornali hanno cioè volutamente deviato l’attenzione su questioni secondarie, dando ad intendere che tutto si giocasse sulle dichiarazioni di un testimone. Nulla di più falso.Poi ho notato che i giornali hanno volutamente evitato alcune vicende eclatanti. Ad esempio poco o nulla è uscito sul fatto che Berlusconi e Dell’Utri sono stato indicati da alcuni pentiti come mandanti delle stragi del 92 e 93. Il procuratore era Tinebra, il quale archiviò tutto ed ebbe poi un incarico nel governo Berlusconi. A parte Travaglio, nessuno ha mai sottolineato una cosa del genere. E i giornali, che tuonano spesso per delle cazzate e dedicano mesi a vicende di nessuna importanza per il cittadino, come il caso Cogne o il caso Englaro, dovrebbero nutrire un certo interesse per un procedimento che riguarda addirittura Berlusconi. O no?

Magari per poi dire che era tutta una bufala. Ma a me come cittadino interessa di più sapere come, quando e perché Berlusconi è stato accusato di essere mandante della strage di Capaci e Via D’Amelio, rispetto al colore del pigiama della Franzoni.Invece pare che queste cose non interessino nessuno. Perché Vespa dedica decine di puntate al caso Cogne e nessuna al caso Berlusconi.Un’altra cosa che trovavo assurda, e di cui solo da poco ho avuto la spiegazione, è il motivo per cui i giornali si ostinano a fare dei titoli a tutta pagina su notizie come “Natale. Il santo padre augura la pace a tutti gli uomini”; oppure… “Capodanno. Napolitano si augura più dialogo tra le forze politiche”.

Credo che siano secoli che tutti i papi augurano sempre la pace a Natale, ed è da quando è nata la democrazia che tutti si auspicano sempre un maggiore dialogo tra le forze in campo.Quindi non sono mai riuscito a capire la logica per la quale un direttore di giornale decide di pubblicare simili stronzate. Se io fossi un direttore mai metterei in prima pagina il Santo padre che si augura la pace.Ora ho capito il perché ma su questo punto ci torniamo fra poco.Altri misteri. Il caso Andreotti. Andreotti è stato giudicato in rapporti con la mafia fino al 1980, ma il reato è stato considerato prescritto. Ora delle due l’una: o la notizia è vera o è falsa. Ma se è vera mi sono sempre domandato come sia possibile che Andreotti continui ad essere chiamato a parlare a trasmissioni televisive, che scriva sui giornali, ecc… Io mi vergognerei a fare un giornale in cui Andreotti pubblica una sua opinione.

Invece niente… tutto procede come se niente fosse successo.E le centinaia di miliardi di euro che lo stato doveva recuperare dai gestori di Slot machine? Che fine hanno fatto? Cosa si sta facendo per recuperarli? Nulla.Non si sa mai nulla, e tutto è sempre uguale a prima, qualsiasi cosa succeda.La conclusione della mia avventura al giornale locale coincise anche con la conclusione della mia lettura di giornali e telegiornali, di qualunque tipo, fossero essi nazionali e locali. Dopo anni riuscivo come tutti immagino – a prevedere cosa sarebbe successo, cosa sarebbe stato detto, a da chi, e quali provvedimenti avrebbero preso. Quindi la lettura dei giornali era diventata semplicemente inutile.A un certo punto ho fatto un salto… di qualità.

Cioè ho vissuto in prima persona delle vicende di cronaca. E ho amici che hanno vissuto altre vicende sempre in prima persona.La cosa che mi colpì, negli anni, è che tutti i protagonisti di vicende mediatiche, senza distinzioni, raccontano sempre la stessa cosa: cioè che la vicenda è stata distorta e riportata dai mass media in modo totalmente diverso rispetto alla vicenda reale.Ora vi racconto come ho vissuto alcune vicende.

4. Solange e la Brigate rosse.

Qualche anno fa Solange consegnò alla magistratura alcune registrazioni che riguardavano dei colloqui avuti con un ex brigatista, Manlio Grillo. Costui, oltre ad autoaccusarsi di alcuni omicidi, coinvolgeva diverse persone in alcuni dei fatti di sangue più importanti della storia recente d’Italia. Solange si affidò all’avvocato Carlo Palermo che, grazie a quei nastri, riaprì il caso del rogo di Primavalle. Si aprirono quindi due filoni processuali, quello civile e quello penale. Furono imputate diverse persone, tra cui alcuni politici, un giornalista che tuttora dirige programmi TV di un certo rilevo, e personaggi vari.

In altre parole: processualmente ci sono persone, che stanno in parlamento, o che compaiono in prima serata conducendo programmi televisivi che rischiano l’ergastolo. Ma nessuno ne sa nulla.Repubblica e la trasmissione televisiva Matrix dettero un certo rilievo alla vicenda, omettendo le cose più gravi però. In pratica… il giornale non si era occupato di nulla di rilevante.In quei giorni il Corriere di Viterbo, venne a conoscenza di questi fatti, e pubblicò la notizia delle registrazioni con un titolo in prima pagina: “Si chiama Solange Manfredi la donna che ha incastrato Manlio Grillo”.Dato che a Viterbo non succede mai nulla (o meglio… dato che non succede mai nulla che vada a finire sul giornale) mi immaginavo che nei giorni successivi ci sarebbero stati altri articoli e interviste.

Invece niente. Silenzio. Della vicenda non se ne è occupato più nessuno. In pratica sia Repubblica che il corriere di Viterbo hanno fatto calare il silenzio stampa sulla cosa.Solo dopo molto tempo abbiamo capito che, semplicemente, probabilmente c’è stato un ordine dall’alto per far calare il silenzio sulla vicenda. A seguito di questi fatti Solange è stata minacciata, intimidita, e per motivi diversi, hanno tentato di ammazzarla. Ma nessuno se ne è occupato, neanche a livello locale.In compenso, i giornali locali continuano ad occuparsi di furti di spinaci.

5. Il caso Sofri.

Connessa alla vicenda BR c’è la vicenda Sofri. Per chi non lo sa, ricordiamo che Sofri, un rappresentante del movimento Lotta continua nei cosiddetti anni di piombo, è stato in carcere diversi anni, condannato come mandante dell’omicidio Calabresi. Nelle sue registrazioni Grillo sostiene che Sofri è innocente, né c’entrano niente quelli di Lotta continua, ma sono state le BR. Vero o no che sia, c’era comunque da aspettarsi che qualcuno, poliziotti, giornalisti, o altri, si preoccupassero di andare da Sofri a dirgli: “scusa Adriano ma qui c’è qualcuno che dice che tu sei innocente; in fondo è quello che tu sostieni da anni. Approfondiamo?”.Un accenno al fatto che registrazioni di Grillo coinvolgevano Sofri comparve su un quotidiano (non ricordo se “Libero”, o “Il giornale”).

Ma misteriosamente Sofri non venne informato da nessuno.A me francamente questa cosa è apparsa senza senso.Vi dico anche altrettanto francamente che un bel giorno, incazzato per questa ingiustizia, mi sono messo a cercare un indirizzo mail, o un recapito qualsiasi di Sofri, per avvertirlo.Nulla di nulla. Non sono riuscito a trovare un recapito.Nessuno l’ha avvertito.In compenso sui giornali, nel 2007, è apparsa una polemica sulla necessità di dargli o meno la grazia, con il Ministro Castelli che non gliela voleva dare, e altri parlamentari che invocavano il provvedimento di clemenza. Ma nessuno si preoccupò, nella polemica che ne seguì, di tirare fuori le dichiarazioni di Grillo.Capirò dopo il perché di tutto questo.

6. La mia vicenda personale.

Un’altra cosa che non quadra, ma che adesso quadra alla luce di tutto ciò che so, è il disinteresse per le questioni che trattiamo.Mi spiego.Ipotizziamo che tutto ciò che diciamo sia un invenzione e io sia un folle e chi legge i miei articoli lo sia altrettanto.Tuttavia un quotidiano locale che, quando va bene, si occupa di una rissa al bar e di tradimenti tra coniugi, o al massimo mette in evidenza la notizia di un giovane assessore che è caduto dalla moto (e che non si è fatto nulla essendo rimasto illeso) potrebbe ben pubblicare una notizia del tipo “avvocato viterbese sostiene che il delitto di Canino è stato commesso da un’organizzazione chiamata Rosa Rossa”. Sarebbe sempre più interessante rispetto ad un furto di spinaci.Oppure, per fare un altro esempio, visto che abbiamo detto in un articolo precedente che il film di Benigni “Il mostro” veicola in realtà dei messaggi relativi alla Rosa Rossa, potrebbero fare un bell’articolo del tipo: “avvocato di Viterbo accusa Benigni di essere coinvolto nei delitti del Mostro di Firenze”; al che poi potrebbe seguire una bella smentita da parte mia “no, veramente non ho detto che è coinvolto; ho detto che quel film veicola dei messaggi; se poi Benigni ne sia consapevole o no è una questione diversa”.

Oppure: “avvocato Viterbese sostiene di essere stato vittima di un tentato omicidio e che il mandante è un PM a cui aveva inoltrato una denuncia”. Un bello scoop no?Invece su queste questioni c’è il silenzio, per il semplice fatto che qualora se ne parlasse, poi magari la gente potrebbe cominciare a sospettare qualcosa. Infatti, anche se una notizia è posta in forma dubitativa o negativa, c’è sempre il rischio che qualcuno non ci caschi e sospetti che le cose stiano diversamente.

Un po’ quel che successe al tempo della questione Di Bella (il medico che ha scoperto una cura contro il cancro); nonostante i giornali e le TV avessero fatto una terribile campagna contraria, deridendo la figura di Di Bella e considerandolo un ciarlatano, molta gente ha capito che forse la terapia funzionava. Perché le persone, nonostante la massiccia opera di disinformazione a cui siamo abituati, hanno capito che i mass media ci prendono in giro, e quindi spesso sanno leggere tra le righe molto di più di quanto i giornalisti vorrebbero. E infatti davanti allo studio di Di Bella ci sono file di chilometri di pazienti. Mentre davanti ai nostri oncologi tradizionali per fortuna ce ne sono meno.Quindi su molte questioni il silenzio è preferibile rispetto al parlarne sia pure in chiave negativa.

7. Conclusioni.

Alla fine ho capito il sistema. Ci sono voluti anni ma ho capito.I giornalisti non sono pagati per dare le notizie ma per non darle. Perchè se le danno veramente li ammazzano. Come hanno ammazzato Walter Tobagi, Ilaria Alpi, Italo Toni, Graziella de Palo, Pecorelli, Mauro Butto, Mauro Rostagno, Giuseppe Fava, Peppino Impastato, tanti altri che ora non ricordo ma che facevano veramente il loro lavoro e credevano in quello che facevano.Se esce una rivoluzionaria scoperta contro il cancro i giornali tacciono. Anche perché se parlassero il giornalista verrebbe ucciso e il direttore rimosso.Se ministri o parlamentari vengono scoperti in un traffico clandestino di bambini, la notizia non verrà mai alla luce.La composizione della Banca d’Italia è stata tenuta “riservata” per anni e nessun giornale se ne è occupato fino al 2005.I giornalisti sono pagati per non parlare delle scie chimiche, per non parlare dei rapporti tra massoneria e criminalità, per non parlare del sistema bancario, per non dare la notizia delle imminente crisi economica (notizia che su Internet girava da anni ma che nessun giornale si è mai preoccupato di dare), per non denunciare i misfatti dei potenti, per non farci sapere che fine fanno le migliaia di bambini che scompaiono ogni anno, per non farci sapere il reale motivo di tutti questi “omicidi in famiglia”.

I giornali inoltre non veicolano notizie. Veicolano messaggi.Nei messaggi di Capodanno, o di Natale, ecc., spesso Papi e presidenti della repubblica convogliano messaggi in codice di altro tipo.Ho capito così, ad esempio, perché i cardinali si arrabbiavano con Giovanni Paolo II quando lui non seguiva l’iter del discorso che gli veniva preparato. La trovavo una cosa senza senso. Nella mia logica semplicistica al papa dovrebbero preparare un discorso per evitare di fargli fare la fatica; ma nell’eventualità che lui vada a braccio tutti dovrebbero essere contenti. Ora invece ho capito che le contestazioni venivano dal fatto che non seguendo il canovaccio predisposto, poteva succedere che il messaggio in codice veicolato ad un altro potere (ad esempio governo, massoneria, ecc…) non andasse a segno.Nei giornali vengono utilizzati simboli, codici, e messaggi, che sono chiari solo a chi è a conoscenza della Cabala e del linguaggio segreto usato dai mass media.

Non è un caso che Guzzanti, in una puntata del “Caso Scafroglia” dicesse “al decimo minuto collegatevi al programma di Bruno Vespa Porta a Porta; mi raccomando portatevi il decriptatore, se non l’avete rotto, altrimenti poi non ci capite niente”.Pareva una battuta ma non la era affatto. Era la verità. E’ grazie alla conoscenza di questo linguaggio che persone come la Carlizzi sono riuscite ad anticipare delitti come quello di Cogne e altri ancora.Io ancora non sono riuscito a decriptare i messaggi per intero, perché per arrivare a capire il linguaggio occorrono anni di studi, e la conoscenza della Cabala, dell’astrologia e di altri testi fondamentali (credo che tra essi figurino il Sogno di Polifilo, di Francesco Colonna e la Steganografia di Tritemio, ma senz’altro ce ne sono altri che non ho individuato).

Chi ha seguito il nostro blog ha potuto spesso vedere come viene costruita una notizia. Per la morte di De Andrè ad esempio hanno confezionato un TG il cui messaggio era chiaro “lo abbiamo ammazzato noi”; a parte le rose rosse sulla bara che compaiono insistenti, abbiamo l’apparire del numero 8, e poi la sapiente scelta delle canzoni (guarda caso anche la canzone di Battisti scelta per l’occasione parla di una rosa rossa).Di 2000 omicidi l’anno circa, i mass media riportano quindi solo quelli della Rosa Rossa.Cogne, Erba Meredith, Garlasco, Mostro di Firenze, ora il recente delitto di Canino, sono tutti delitti di questa organizzazione e quindi la notizia serve non ad informare ma a veicolare un messaggio a chi si deve occupare del caso, a indirizzare l’opinione pubblica verso determinati interessi, ecc.Uno dei misteri della mia vita, ad esempio, era il quotidiano “Il Foglio” di Ferrara. Ottima l’idea di fare un quotidiano di 4 pagine.

Ma mi ero sempre domandato perchè almeno due di quelle pagine fossero composte da frasi smozzicate e incomprensibili, testi senza senso, e un collage di concetti senza apparente ordine logico. E soprattutto, in certi numeri, uno non trova neanche una notizia degna di questo nome. Il mistero era soprattutto come facesse quel quotidiano a fare 20.000 lettori.Se uno vede la cosa nel senso dei messaggi veicolati attraverso il quotidiano, allora tutto ha un senso.Se uno poi ha presente che le vere notizie, non devono essere pubblicate, il cerchio si chiude.Nessuna notizia. Ma solo messaggi.Ora ho capito che Sofri se ne frega di far sapere la verità per il semplice fatto che la verità la conoscono tutti, nell’ambiente dei cosiddetti poteri occulti. Lui sa che non ha fatto nulla ma lo sanno anche tutti gli altri nell’ambiente. La lotta, e il dialogo, si svolge tra poteri occulti, all’insaputa del cittadino. Sofri cioè gioca con la logica dei poteri occulti, non con quella dei cittadini normali. E non ha bisogno di far sapere qualcosa al cittadino.Ho capito che Andreotti sa che il suo processo non è stato un vero processo.

E’ stato un avvertimento che il sistema gli ha mandato per qualche motivo, per bruciarlo. Ma siccome a livello politico i parlamentari sono tutti nella stessa identica situazione e non sono meno colpevoli di Andreotti, tutto procede come se niente fosse. Ecco perché non succede quello che la logica di una qualunque persona normale si aspetterebbe (cioè le sue dimissioni dal parlamento richieste a gran voce da tutti i parlamentari). Perché nella logica dei poteri occulti un processo è solo un evento voluto dal sistema, per avvertire la persona o screditarla, ma non per fare giustizia.I giornali e la TV sono mezzi di disinformazione, per controllare le masse e asservirle al potere. E’ una realtà che a venti anni mi pareva fantascientifica.Se un giornale riporta una denuncia fatta a qualcuno, o un processo, non è per dare la notizia; è per avvertire, minacciare o intimidire la persona coinvolta.Ma oggi mi rendo conto, invece, che non è un paradosso. E’ la verità.

Ovviamente non tutti i giornalisti si rendono conto di questo stato di cose. Spesso un giornalista come Remo Croci non sa che è grazie all’acronimo del suo nome che si occupa del delitto Meredith a Perugia. Non so se Rossana Rossanda sappia il suo ruolo, quando firma un articolo dal titolo “La rosa rossa il futuro della sinistra” pubblicato sul Manifesto. Oppure per fare un altro esempio, dopo la strage sull’autostrada dell’8/8/08, in cui morirono sette persone, i Tg intervistarono un camionista di nome Carlo Massone, probabilmente né il camionista né (forse) l’intervistatore erano consapevoli del loro ruolo.Molti giornalisti per anni non si accorgono di nulla. Intuiscono la verità il giorno che portano al direttore un articolo più scottante di altri; un articolo che pensano in cuor loro farà la loro fortuna. Ma che invece fa la loro rovina o, nel migliore dei casi, non verrà mai pubblicato.Quando i giornalisti cominciano a capire come funzionano le cose a quel punto si profilano due strade.

Essere estromessi dal sistema, oppure adeguarsi.Dal momento che oggi viviamo nell’era di Internet, e quindi l’informazione circola libera anche contro la volontà dei giornali e delle TV, dovranno approvare al più presto, nei prossimi mesi, delle leggi che chiudano i blog e i siti di informazione alternativa.Molte persone hanno capito che la vera informazione arriva da Internet, dove le notizie ancora circolano senza censura. E nonostante i giornali si affannino a dire che su Internet si trova di tutto, noi sappiamo che la stessa cosa avviene per la carta stampata, dove ciascun giornalista può inventarsi quello che vuole.La tecnica per distruggere la libertà di informazione sarà la solita.

Creeranno loro il problema, e loro daranno la soluzione.Faranno scoppiare scandali riguardanti la pedofilia, o la mafia, o altro, sui siti come you tube, face book, sui blog, e poi con la scusa di proteggere il cittadino chiuderanno tutto. Si chiama tecnica del problema-reazione-soluzione. Adesso, per esempio, solo di recente ho capito il segreto del film Quarto potere. La parola segreta che nessuno riusciva a capire che celava il segreto del potere dei mass media. Rosa bella, in inglese rosebud, Bocciolo di rosa.

Paolo Franceschetti http://paolofranceschetti.blogspot.com/

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Segreti pericolosi

Troppa gente, che si è interessata del problema degli UFO o ha solo avuto la sfortuna di essere incolpevole testimone di fatti riguardanti gli extraterrestri, è morta misteriosamente. Il noto ufologo John Keel, al proposito, affermò: "Uno dei problemi che mi ha sempre impedito, nel corso della mia indagine, di riesumare certi casi passati è stata la morte prematura (in un tempo variabile da 6 mesi a 2 anni al massimo) dei testimoni più significativi". Come spiegare la lunga e inquietante catena di strane morti di studiosi, o di semplici persone con l’hobby dell’ufologia che si erano trovati ad essere testimoni di cose che non avrebbero dovuto vedere né, tantomeno, divulgare? Esistono realmente i misteriosi "M.I.B." (Men In Black), Uomini in Nero, che irromperebbero, improvvisamente, nella vita di ricercatori o semplici testimoni di fenomeni ufologici trasformando la loro esistenza, letteralmente, in un inferno, provocandone, non di rado, la morte? E se sì, chi sono questi foschi esseri vestiti di nero? E corrisponde al vero l’accusa di orrendi esperimenti compiuti, in luoghi segretissimi, su delle cavie umane?  Fatti accertati sembrano confermare, punto per punto, quanto Keel ebbe a dire. Sono storie terribili, che, piuttosto frequentemente, come vedremo, si sono concluse drammaticamente per le persone, in qualunque maniera, collegate all’enigma Ufo, sotto una pietra tombale assieme al loro spaventoso segreto. L’ufologia è tutta costellata da una scia di morti misteriose. 

Il noto ufologo Alfredo Lissoni nel suo interessante e ampiamente documentato libro: "Gli UFO e la CIA", su CD-Rom (Playpc – cp 377, Jesi), scrive: "Il problema delle morti misteriose ha sempre infiammato la fantasia degli ufologi, che le hanno spiegate come omicidi preparati ad arte dai servizi segreti. Sebbene non esista alcuna prova concreta al riguardo, a parte qualche timida ammissione di ex agenti governativi di scarsa affidabilità, è comunque vero che, a partire dal 1962, l'ufologia iniziò a piangere i suoi pionieri."Nel novembre 1962 scompariva infatti Wilbert Smith, capo del progetto di ricerca canadese Magnet; Smith morì improvvisamente, nonostante la giovane età, non prima di aver rivelato l'esistenza di un vertice americano supersegreto, sopra la CIA, di studio sugli UFO; Smith fu preceduto di poco dal capitano Edward Ruppelt, investigatore dissociato del Blue Book, stroncato da un cancro nel fiore degli anni. Analoga fine toccò all'inglese Waveney Girvan, fondatore della Flying Saucer Review, la più seria e rinomata pubblicazione sugli UFO nel mondo. Agli inizi del '68 toccò al brasiliano Olavo Fontes, che investigò il caso di un presunto UFO schiantatosi in Brasile, ad Ubatuba; subito seguito dal generale francese Ailleret, perito in uno strano incidente aereo, quattro giorni dopo aver annunciato ai media di voler creare una commissione ufficiale ed obiettiva sui dischi volanti.

Nel giugno del 1971 scompariva il professor James McDonald, trovato suicida nel deserto dell'Arizona. Ufficialmente si era sparato alla tempia, stressato dal troppo lavoro (!)."Omicidi premeditati? Prove non ce ne sono, ma parrebbe proprio di sì. Guarda caso tutti questi personaggi risultavano particolarmente scomodi, in quanto occupavano posizioni chiave per la divulgazione corretta del fenomeno UFO. Erano i più informati, i più accreditati e, soprattutto, i più ascoltati...".  Ma, andiamo con ordine. Per darvi una pallida idea di questo inquietante fenomeno, di strane morti, riporto quanto scrisse il "Saucers News", sul numero 72, al riguardo: "Da un breve sondaggio, si è potuto constatare che solo nel 1967, in tutto il mondo, si sono registrate ben 137 morti per incidenti o per cause naturali (malattie, collassi) di persone, in qualche modo, collegate al problema degli UFO, vale a dire studiosi, contattisti e testimoni!". Un numero incredibilmente alto, per poter parlare di semplici fatalità. Sarebbe oltremodo interessante fare un vero e proprio studio statistico, che, certamente, non mancherebbe di stupire, per sapere, ad oggi, di quanto si è ingrandito il numero di queste strane morti. 

Il primo, forse, di questa tragica lista fu James Forrestal. Gli inquirenti dissero che l’alto ufficiale si era tolto la vita in una crisi di follia. Anche di suicidio, attuato con i gas di scarico dell’auto, parlarono gli investigatori, dopo una frettolosa indagine, per spiegare il decesso dell’astrofisico Morris K. Jessup avvenuto il 20 aprile 1959 a Dade, nello Stato della California. Lo studioso e ricercatore Franco Ossola in un suo interessante articolo "Le morti misteriose", da cui attingiamo le notizie di queste morti sospette, riporta, tra l’altro, quanto, su questo strano decesso, Thimothy Green Beckley ebbe ad affermare: "il mistero della morte di Morris K. Jessup è uno dei più strani ed inquietanti dell’intera vicenda ufologica. La sua morte, ufficialmente definita ‘suicidio’, è stata dibattuta e lo è tutt’ora a lungo da tutti i ricercatori come lui dediti all’occulto che lo conoscevano personalmente... E’, infatti, molto diffuso il sospetto... che anche Jessup abbia ricevuto le intimidazioni dei M.I.B., quei misteriosi uomini in nero che, sin dai primordi dell’ufologia, inducono al silenzio i protagonisti della ricerca... Jessup era, dunque, venuto a risoluzione di misteri più grandi di lui e a cui non era lecito accedere?"1.

Ma chi sono questi "Uomini in Nero"?

Lissoni, nel suo citato lavoro, racconta: "Secondo l'editore e contattista Alfred Bender uomini rigorosamente vestiti di nero da capo a piedi, con giacca, cravatta e cappello e dalle sembianze orientali, si divertirebbero a girare il mondo intimidendo gli UFOtestimoni. Bender… genero' due scuole di pensiero: la piu' tradizionale era convinta che i "men in black", gli uomini in nero, fossero alieni minacciosi che non volevano che si sapesse della propria esistenza segreta (stereotipo ricomparso nell'ufologia folkloristica anni '90, sui "piccoli grigi" nascosti in basi segrete sotterranee); la seconda scuola riteneva invece che i MIB fossero in realta' agenti segreti che infastidivano i testimoni. Per anni abbiamo pensato che la storia dei MIB fosse una semplice leggenda ufologica ma, in quest'ultimo periodo, troppi dati sembrano confermare l'esistenza di questo gruppo". Alcuni ricercatori sono infatti convinti che gli Uomini in Nero siano in realtà extraterrestri. Interverrebbero per proibire la denuncia di fatti terribili, perpetrati in combutta col Governo. Essi rapirebbero individui per esperimenti sulla razza umana di inaudita ferocia. Roberto Pinotti, sul n. 211 del "Giornale dei Misteri", riporta la teoria di John Lear, che ha effettuato delle missioni per conto della Cia e che, tra l’altro, è figlio di William P. Lear, ex candidato al Senato per lo Stato del Nevada.

     Spiega Pinotti che, secondo la teoria di John Lear, gli extraterrestri effettuerebbero, sui soggetti rapiti, tutta una serie di esperimenti:

"- Il controllo biologico del soggetto rapito tramite l’inserimento di un dispositivo di tre millimetri attaverso la cavità nasale nel cervello...

- Imprimere suggestioni post-ipnotiche per realizzare una specifica, forse anche eccessiva attività, per un periodo di tempo che va dai 2 ai 15 anni seguenti. Le migliori menti scientifiche non sono state in grado di determinare la natura di tale attività.

- Uccidere alcuni soggetti per utilizzare i corpi come fonte di materiale biologico, specificatamente cibo.

- Uccidere alcuni individui che, per i Grigi (razza aliena molto avanzata denominata EBE cioè Entità Biologiche Extraterrestri e detti Grigi per il colore della loro pelle, nda) rappresentano una minaccia al proseguimento della loro attività.

- Effettuare esperimenti di ingegneria genetica.

- Fecondare femmine umane ed abbreviarne la gravidanza per assicurarsi le creature nate dall’incrocio delle due razze".

     Gli Uomini in Nero porterebbero avanti, secondo questa teoria, un programma di disinformazione e di censura, per coprire la loro infiltrazione in centri-chiave di potere politico e per nascondere i loro mostruosi esperimenti con gli abitanti della Terra. A tal proposito, Pinotti, in un interessante articolo dal titolo "L’uomo che sapeva troppo", scrive: "I ‘Men in black’ erano... a detta di Bender, esseri extraterrestri operanti sulla Terra. (...). Gli extraterrestri di Bender non erano i ‘fratelli cosmici’ preoccupati per il futuro e desiderosi di aiutarci e di salvarci dall’autodistruzione. Gli esseri rivelatisi all’ufologo di Bridgeport nel settembre del 1953, al contrario, gli si erano presentati come emissari di una vera e propria struttura operativa aliena in mezzo a noi, avente finalità non certo altruistiche. Anzi. (...). L’aspetto fisico di queste creature era orribile per noi. Dopo averli visti come erano in realtà, Bender li descrive abbastanza simili, al ‘naturale’, al cosiddetto ‘mostro di Flarwooods’, con tutta una serie di effetti secondari non particolarmente gradevoli per noi (ad esempio l’acre odore solforoso associato alle loro manifestazioni). Esseri non umani, estremamente evoluti dal punto di vista tecnologico e mentale, e anatomicamente del tutto diversi da noi" 2

Altri sostengono che i MIB sono, in realtà, agenti governativi. Pierluigi Sandonnini scrive: "Negli USA, i testimoni più razionali presumono che gli ‘uomini in nero’ che li hanno visitati facessero parte dello staff dei servizi di sicurezza dell’Air Force. A dire la verità, in circa metà dei casi, sia negli USA che nel Regno Unito, gli uomini in nero avrebbero cercato di provare ai testimoni di avere una identità istituzionale. Solo che nessuna organizzazione governativa ha mai confermato che questi strani visitatori fossero propri agenti"3. 

Ad onor del vero c’è ancora un’altra ipotesi su i M.I.B. Ecco quanto racconta, al riguardo, Sandonnini: "Tra il 1965 e il 1967 ci fu una nuova ondata di attività degli ‘uomini neri’ negli USA. John Keel ne scrisse abbondantemente nei suoi libri Operazione Troian Horse e The Mothman Prophecies. In molte città dell’Ohio e dell’ovest Virginia furono viste strane luci e entità aliene in numero allarmante, così come si verificarono visite da parte di ‘uomini in nero’. Keel stesso confessa esperienze di incontri notturni con queste entità.

Egli sviluppò una propria visione, diciamo così ‘eretica’, secondo la quale non sarebbero alieni su astronavi a far visita ai testimoni bensì si tratterebbe di manifestazioni demoniache..."4.   John Lear e Milton W. Cooper hanno denunciato fatti davvero sconvolgenti e, cioè, che il nostro pianeta è sotto il potere di un misterioso "Governo Ombra", che, in grande segretezza, controlla il narcotraffico, propaga malattie come l’Aids a fini sperimentali e di controllo e compie altre efferatezze.

Nel New Mexico e nel Nevada esisterebbero basi segretissime dove verrebbero stilati questi atroci programmi. Chi è venuto in contatto con gli uomini in nero li ha sempre descritti in questo modo: individui tutti vestiti di nero e con occhiali scuri; il tutto contrasta con la camicia di un bianco latteo. Dunque, sarebbero i misteriosi M.I.B. non solo a "suicidare" ma anche, a scatenare improvvisa follia, infarti letali, malattie o incidenti mortali agli studiosi di ufologia e anche a semplici testimoni che, direttamente o indirettamente, avevano scoperto pericolosi segreti sugli alieni? Ecco alcuni significativi esempi di queste strane morti.

Due ricercatori, uno ex componente della Commissione governativa americana di indagini ufo, Edward J. Ruppelt e l’altro, Waveney Girvan, direttore della rivista inglese Flying Saucer Review furono stroncati da un improvviso attacco cardiaco, il primo nel 1961 e l’altro nel 1962. Anche le loro morti destarono non poche perplessità negli ambienti ufologici. Venne ricordato che Ruppelt aveva promesso delle rivelazioni inquietanti, ma, incredibilmente, al momento di rendere pubbliche le accuse, cambiò addirittura rotta asserendo che l’ufologia era solo un’accozzaglia di stupidaggini. A non pochi colleghi e amici sembrò che Ruppert fosse stato spaventato mortalmente da qualcuno. Il maggiore Donald E. Keyhoe tirò in ballo gli uomini in nero.

Il mistero rimane insoluto. Wilbert Smith, ingegnere responsabile del Project Magnet, un progetto di ricerca ufologica canadese, morì improvvisamente nello stesso anno. Cosa aveva scoperto l’ingegnere nel corso delle sue investigazioni? Anche nel suo caso si parlò di troppi misteri connessi alla sua improvvisa scomparsa. Il 1962 vide, anche, l’improvvisa morte di Gloria Lee Byrd, famosa contattista statunitense, avvenuta in uno stato di quasi follia. Ancora di suicidio si parlò per Douglas Hancock, quando la polizia ne trovò il cadavere, nella propria casa, a Redland (Sud Dakota). Inutile dire che anche per lo sfortunato Hancock si disse che le indagini erano state troppo frettolose.

Molti dubbi restarono su questo caso, oltre all’incredulità di chi conosceva molto bene l’ufologo. Altra morte misteriosa fu quella dell’archeologo spaziale e scrittore Georges Hunt Williamson, avvenuta nel 1965, mentre lo studioso, nelle profonde caverne sudamericane, cercava le prove di alcune sue terribili supposizioni. Cosa trovò in quei luoghi Williamson che, tra l’altro, godeva dell’amicizia e della stima di George Adamski? Raymond Bernard perì, pure, mentre era alla ricerca di qualcosa di molto importante per lui, nella misteriosa terra del Sud America. Ciò che trovò gli costò la vita? Non avremo mai questa risposta.  Nello stesso anno, in un manicomio, fu trovato il corpo senza vita della ricercatrice ufologica Della Larson. Anche in questo caso si parlò di suicidio, ma, come al solito, furono mosse molte critiche all’operato degli inquirenti.

Gli amici della donna ricordarono che la studiosa, ricoverata per un esaurimento nervoso, aveva perso la serenità quando aveva trovato le prove, così affermava la signora, che crudeli esseri alieni erano scesi sul nostro pianeta. Le sue sconvolgenti conferme, Della Larson, se li portò nella tomba. Altro suicidio, con molti punti interrogativi, fu quello del giornalista e ufologo Damon Runion jr., che fu trovato cadavere il 14 aprile del 1969. Lo stesso anno suscitò vasta risonanza, negli ambienti ufologici australiani, la misteriosa morte di Bernard Cox.

In questa lista mortuaria troviamo ancora H. T. Wilkins, Mark Probert, R. Loftin, C. Maney; F. Halstead; R. Holland; C. Roberts; W. Miller, ecc. ecc. Troppe morti per essere attribuite al caso e l’elenco è ancora molto lungo.  Franco Ossola, nel suo citato articolo, prosegue con una constatazione molto interessante. Egli scrive: "alcuni personaggi che hanno fatto la storia dell’ufologia sono deceduti il giorno 24 giugno - naturalmente in anni diversi - data dell’anniversario dello storico avvistamento di Kenneth Arnold (24 giugno 1947, nda), che diede il via all’indagine ufologica ufficiale.

Ricordiamo così alcuni nomi appartenenti a questo elenco specialissimo. Frank Scully, giornalista e scrittore americano, ...morto il 24 giugno del 1964. Frank Edwards...; i contattisti inglesi Arthur Bryant... e Richard Church... il 24 giugno del 1967. Due anni dopo fu la volta di Willy Ley... mentre il 24 giugno del 1978 è stato l’archeologo spaziale francese Robert Charroux..."5.

Tutti questi altri decessi sembrano essere collegati alla data di nascita della ufologia moderna.  Siamo dinanzi a sfortunate fatalità oppure ci troviamo di fronte ad una spaventosa realtà? Ancora un’altra inquietante domanda: Si può supporre un legame tra le morti di cui si è detto e gli incredibili "suicidi" degli scienziati inglesi che lavoravano in settori supersegreti? Si tratta di più di venti morti sospette attorno al progetto di Guerre Stellari.

Alfredo Lissoni spiega che "è una storia cominciata nel lontano 1982 e continuata sino al 1990, e coinvolge gli scienziati della General Electric Company di Londra, smistati in due grosse ditte britanniche, la Plessey e la Marconi. Ben 25 di questi ricercatori sono morti in circostanze misteriose, scomparsi o 'suicidatisi' con le tecniche piu' strane e grottesche". L’unica cosa certa è che gli investigatori, ancora una volta, chiusero troppo frettolosamente le indagini, archiviando i casi come suicidi.

Leggete di che strani "suicidi" si trattò: Vidmal Dajibhai, da poco giunto dal Pakistan, svolgeva, a soli 24 anni, un lavoro estremamente delicato. All’improvviso, il 4 agosto del 1986, percorre circa 200 chilometri con la sua macchina in direzione di Bristol. Si ferma, esce dall’auto e, secondo gli investigatori, si lancia dal ponte Clifton Bridge. Nell’auto vengono trovati due bicchieri con del vino, eppure, lo scienziato era completamente astemio. In una tasca della sua giacca vi era una tessera di appartenenza ad una setta esoterica indiana denominata "Anu Pam Mission". Deve essere un gruppo davvero molto segreto visto che neanche esiste. 

Ashard Sharif, un altro dipendente della "Marconi Defence System", anche lui impegnato in mansioni segretissime, il 28 ottobre, si recò da Londra a Bristol, si fermò all’inizio di una stradicciola secondaria, prese una robusta corda che si era portato appresso, un capo lo legò al grosso ramo di un platano, l’altro se l’annodò al collo, poi si sedette nella sua auto, accese il motore e partì a tutta velocità, rimanendo orribilmente strangolato.

Sulla macchina fu trovata una audiocassetta, nella quale Sharif aveva registrato qualcosa. La polizia non ne svelò mai il contenuto. Il ventiseienne Avtar Singha-Gida era impiegato in una azienda collegata alla Marconi, si è dissolto nel nulla. Il verdetto degli inquirenti è: suicidio. Il corpo di Singha-Gida non è stato mai trovato. Un altro scienziato, David Sands, dipendente della Erasmus collegata alla Marconi, il 30 marzo 1987, inspiegabilmente schiaccia il piede sull’accelleratore della sua veloce auto ed esplode contro una casa disabitata.

L’automobile era piena di taniche di benzina.  Altro singolarissimo "suicidio" è quello di Trevor Knight, che si rinchiude nel garage della propria casa, posteggia perfettamente l’auto, sistema un tubo di gomma con un lato nell’abitacolo della macchina e l’altro collegato al tubo di scappamento.

Si rimette comodo al posto di guida e aspetta la morte. Poi è la volta dell’ex generale di brigata John Ferry, da poco alle dipendenze della Marconi. In un pomeriggio afoso d’estate ritorna precipitosamente a casa e si "suicida" con i fili della corrente elettrica. Andrew Hall si lascerà morire nell’abitacolo della macchina, respirandone i gas di scarico, chiuso nel suo garage, esattamente come aveva fatto Trevor Knight.  Altri incidenti misteriosi stroncarono, negli anni ’80, le vite di Jack Wolfenden, Ernest Brockway, Stephen Drinkwater, Gerge Franks, Stephen Oke.

Tutti lavoravano alla segretissima agenzia britannica per le comunicazioni "GCHQ", che raccoglie ed elabora i segnali radio. Ci fermiamo qui, anche se la lista dei "suicidi" continua. Si intravede, dietro tutte queste tragedie, l’ombra dei misteriosi MIB. Alfredo Lissoni, al riguardo, nel suo libro "Gli UFO e la CIA", racconta: "Vari autori si chiesero se le strane morti,in circostanze misteriose, di ufologi e ricercatori (McDonald, Frank Edwards, Scully, Bryant, Church, Jessup, Wilbert Smith, Scott Rogo,Girvan, Thirouin, Ailleret) in tutto il mondo non fossero opera di questi fantomatici MIB. Che Gariazzo ha ribattezzato "silencers", coloro che mettono a tacere. A nostro modesto giudizio i MIB potrebbero essere i commandos del Majestic 12, esponenti dell'area piu' intransigente, quella militare, decisa a mantenere il riserbo ad ogni costo.

Quella stessa area che per anni ha cercato di far sparire le informazioni schedate negli archivi CIA". Lissoni scrive ancora che "Nella libera America esistono due governi, uno visibile e l'altro invisibile. Il primo è conosciuto, ne parlano quotidianamente tutti i giornali e viene preso a modello democratico nei libri di scuola. Il secondo, invece, è più subdolo, è celato sotto la superficie del cosiddetto establishment.

É un meccanismo segreto strettamente intrecciato al primo…". L’esperto in politica G.P.Snow, in Scienza e governo, ha rivelato: "Una delle caratteristiche più singolari di ogni società industriale progredita del nostro tempo è che le decisioni fondamentali sono prese da un gruppo ristretto di persone, in segreto". Il mondo è, davvero, controllato da un misterioso ed efferato "Governo Ombra"? Lissoni, a titolo aneddotico, come curiosità, ci fa ancora sapere che "Il ricercatore francese Jimmy Guieu, ha rintracciato, in un opuscolo intitolato Ceux qui tirent les fichelles de l'economie et de la politique mondiales (Quelli che tirano i fili dell'economia e della politica mondiale), un riferimento al meeting di Parigi(Trialogo 41) dell' '89,al quale partecipavano Hubert Curien (il ministro francese accusato di aver boicottato la ricerca sugli UFO), Jacques Delors, Jacques Chirac e Zbigniew Brzezinski.

Assieme ad alcuni politici che si radunano all'Hotel Bildeberg di Maastricht e che, secondo Guieu, William Cooper e lo scrittore Jan van Helsing (nessuna parentela con Dracula), avrebbero ordito una sinarchia, per governare segretamente TUTTO il mondo". Ritornando a tutti questi strani decessi c’è ora da chiedersi: C’è un legame tra le strane morti degli studiosi di ufologia e quelle degli scienziati impiegati nei piani supersegreti di guerre stellari?

E’ ormai risaputo che il progetto "Guerre Stellari" aveva una più vasta rosa di interessi di quelli esposti ufficialmente. I suoi obiettivi, si sussurra in cerchie di competenti, si spingevano, tra l’altro, nelle profondità siderali, là dove pulsano segnali intelligenti alieni. Ancora il mistero extraterrestre che tinge di un nero piceo, come l’effettivo colore dello spazio interstellare, anche questi morti e sepolti.

C’è da sottolineare che, come per i casi degli studiosi del fenomeno UFO, le "verità" sui decessi, fornite dalle autorità, non hanno mai convinto i familiari delle vittime e, neppure, chi li conosceva bene. Quali pericolosi segreti si portarono nella tomba? Tutte queste storie di morti sono piene di circostanze che si sovrappongono, si intrecciano, si incastrano al di là di ogni statistico o ragionevole legame di caso o coincidenza. Il ricercatore, continuando a cercare inquietanti verità in queste zone d’ombra, troverà solo altri fatti terribili e, forse, metterà a rischio la sua stessa vita. Qual è, dunque, il vero volto del nostro mondo e quali sconvolgenti segreti sono così sinistramente custoditi?

In ricordo di un caro amico Giuseppe Cosco.  

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Strani bagliori

Vi mostriamo delle foto scattate nel Michigan...con la descrizione di chi le ha scattate..

I was driving to work through farm country in southern mid-Michigan when I noticed a strange red light to my left. It turned out to be the sun rising above the horizon, but it was a very strange sunrise... my eyes could see what looked like a pyramid-shaped sun just above the horizon, and it appeared to be emitting a red beam of light into the clouds above! I had a camcorder with me at the time, so I grabbed it and got some videotape as I was driving. A minute or two later I stopped my truck and videotaped some more. The beam of red light was more apparent with the naked eye, but it can be discerned in the still images I've sent as well. I am 38 years old and can honestly say that I've never seen any sunrise quite like this!

Tim  myhat2u@yahoo.com  (www.coasttocoastam.com)

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Strane formazioni nuvolose

Riportiamo una foto dal sito www.coasttocoastam.com dove compaiono delle strane formazioni nuvolose nella forma e nel colore...

June 19, 2005 ~ At about 8:30pm, I heard on our local radio station that we had tornado warnings and golfball sized hail in the county just south of me, so I stepped outside to look at the sky and... WOW!! The southern sky was dark and sinister, and the Northern sky was - Hell Sky!! (see picture) Having moved recently from Southern California, I have NEVER seen clouds or heard such thunder in my life. --Justin P.Vancouver, Washington USA

altre....

Dal sito americano: www.coasttocoastam.com

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Storie Personali...

Ciao Paolo,qualche giorno fa, ho visitato un sito consigliato da voi e ho letto la storia di un paese(se non ricordo male dovrebbe chiamarsi mont'albano) in calabria dove un tempo vi era un cimitero e alcuni dicono che quando costruirono le case non tolsero gli "occupanti" da quel luogo di sepoltura, passando da antico cimitero, ad un paese senza che qualcuno si facesse molti scrupoli evidentemente...ebbene tutto ciò mi ricorda il paese da dove vengo io.fino a quattro anni fa, vivevo in un paesino di circa 300 abitanti il cui nome è "castrocucco" si trova in provincia di potenza,frazione della famosa "perla del tirreno"  maratea.questo paese era un tempo il cimitero di un'antica città lucana di origine greca chiamata "blanda" o "blanda julia".

Oggi è situata nel comune di tortora in calabria ed è centro di numerosi ritrovamenti archeologici per quanto riguarda questo antico insediamento di cui si sa ben poco.a castrocucco molti di quanti costruirono,ritrovarono delle vere e proprie tombe...in cui venivano trovate delle ossa,vasi di terracotta e altri oggetti..anche sotto casa mia furono trovati pochi resti di ossa e dei vasi.ricordo ancora quando stavano facendo dei lavori nel giardino di casa con una piccola ruspa,quando d'un tratto sentii mio padre gridare a quell'uomo di fermare subito la ruspa,si avvicinarono tutti a vedere cosa avesse visto e naturalmente lo feci anche io,ma non potei vedere ciò che videro loro,mio padre mi mandò subito in casa dicendo che non potevo restare lì,e così feci..non avevo visto niente ma li sentii parlare ed era molto più che vedere, forse..non sapevano cosa fare di quelle poche ossa che si sbirciolavano non appena venivano toccate per rimuoverle,così chiamarono un mio zio che si prese quei resti e purtoppo non riuscii a sapere dove li portò...a castrocucco,in ogni casa c'è qualcuno che avverte qualcosa..e naturalmente anche la mia,è teatro di innumerevoli fenomeni paranormali.

E' stato proprio nel vecchio casolare(vicino casa mia) appartenente a dei baroni,che ebbi modo di avere la mia prima esperienza con questo "nuovo mondo"..avevo circa 10anni, stavamo giocando a nascondino,il figlio del padrone era un nostro amico,qualcuno fece la conta ed io andai a nascondermi nel fienile di questo grande casolare.entrai e mi spaventai subito perchè era poco illuminato c'erano solo delle piccole finestre in alto,ma non potevo uscire perchè non sentivo più contare quindi aveva finito,così decisi di inoltrarmi ed entrai in un'altra porta,c'era solo un corridoio illuminato da un buco in alto e non si vedeva dove cominciava ne dove finiva..rimasi vicino la porta pronta per scappare,ricordo che avevo tanta paura.

Fu un attimo,sentii molto freddo e nello stesso momento vidi una figura venirmi incontro,aveva un lungo mantello nero con un cappello che gli copriva il volto e ricordo il rumore dell'armatura dei cavalieri,ma senza cavallo, almeno non se ne sentivano,non poteva essere nessuno dei padroni li conoscevo bene,e non credo mi avessero fatto paura vista la mia età,mentre pensavo tutte queste cose,si avvicinava sempre di più gridai con quanta più forza avevo e scappai fuori di lì piangendo,quando fui fuori i miei amici mi dissero che mi stavano aspettanto già da un pò, il gioco era finito da più di 10minuti...io piangendo dicevo che era impossibile ero stata dentro al massimo 2,3 minuti..non raccontai l'accaduto a nessuno andai a casa e non giocai più per tutto il giorno.

La scorsa estate è venuta a trovarmi una mia amica che quel fatidico giorno c'era,e mi chiese se ultimamente l'avessi sognata,visto che lo faccio spesso,in particolar modo quando sta male..quella sera mi fece una confessione, raccontò la mia stessa esperienza..era come sentire la propria storia raccontata da un'altro..anche lei in quel fienile come me...ne parlammo tutta la serata..quel ricordo è rimasto indelebile nella nostra mente...è cominciato così il mio contatto..spero di non averti annoiato..a presto.....

Questo interessante racconto ci giunge da una nostra cara lettrice Grazia, che salutiamo caramente.

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Ibrido animale?

Prima        Dopo 

Un nostro caro lettore ci ha inviato queste due foto di uno strano "canide"? o cos'altro...ritrovato in Texas il 17/10/2004 nella cittadina di Pollack, che hanno chiamato Womack.Questo animale si è rapidamente prosciugato del sangue come potete notare dalla differenza delle due foto, e nel tentativo di fare una ripresa alzandolo dalle orecchie, lo stesso si è come disfatto.Che abbia DNA di chupacabras?...staremo a vedere!!

 Notizia inviataci da Francesco Abate che ringraziamo per la stima nei nostri confronti.

Autore delle foto Stacy Womack (Texas)

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 Arte Medianica

E’ solo attraverso l’Arte che l’Invisibile si rende palese concedendo agli umani di spiare attraverso il buco della serratura ciò che diversamente rimarrebbe nascosto….il problema è che pochi sanno cogliere l’Oltre fra le pieghe della musica o di un’opera architettonica….pochi sanno percepire il respiro che ancora si affanna  fra drappeggi di antiche tuniche ,l’aria misteriosa che circola fra stanze semibuie e i colori delle tele.Pochi,anzi pochissimi,perché?La comprensione,è una prerogativa strettamente collegata alla volontà di conoscenza,non si impara,si conquista.Comprendere vuol dire “prendere con” sè tutto…e questo non è affatto facile.

Il TUTTO può essere terribilmente scomodo,può far paura perché rimette TUTTO in gioco mandando a gambe all’aria ogni certezza,ogni punto di riferimento. Il Tutto è esigente perché non si accontenta della parte ma vuole per intero attenzione e intuizione.L’artista medianico conosce molto bene la sensazione di sublime solitudine che lo accompagna lungo i giorni della sua vita;essendo un essere “scelto” non può far altro che lasciarsi trasportare dallo Spirito :è lo Spirito che guida la sua mano,che sceglie le forme e i tempi,i giorni e le ore,il ritmo e il colore…

Come quando una marèa improvvisa sommerge e solo rimane appena il tempo di avvertire lo spostamento della coscienza da una dimensione terrena ad una sfera più eterea ,così l’artista medianico sente l’avvicinarsi del Momento. Non c’è dolore,non c’è paura,non c’è volontà.Gli Artisti non hanno mai potuto disporre delle loro facoltà a piacimento: essi sono soggetti al momento magico…a quell’istante che se non si presenta da solo ,non realizza Arte.

Quando parliamo di Arte medianica questo carattere di imprevedibilità diventa  stato di incoscienza ,al punto che anche persone assolutamente ignare di tecniche artistiche,cominciano improvvisamente a produrre opere sotto l’impulso di una forza del tutto estranea.I pittori medianici costituiscono per l’Arte una vera e propria anomalìa.Essi dipingono spesso in condizioni impossibili ( al buio,con tele rovesciate,in stato di trance vigile o totale,senza pennelli ma solo usando le mani) E’ come se qualcun altro movesse le dita sulla tela ( a volte  di entrambe le mani ) mentre l’artista guarda stupito cosa si va tracciando. Non fa mai schemi,non corregge,non modifica…L’opera esce di getto,come catapultata da un’altra dimensione,perfetta e rifinita.I tempi sono minimi: opere assolutamente complesse con vari passaggi di colore e forme intersecate, possono essere eseguite nel giro di pochissimi minuti…

E quando l’artista torna in sé e guarda l’opera rimane sbigottito e convinto di non essere  affatto il creatore ma solo uno strumento;egli ignora  tutto di ciò che è accaduto.Se tutta l’Arte è frutto e risposta dello Spirito,non tutti gli artisti e le opere d’arte cadono sotto la categoria di “ medianiche”.Le peculiarità sopra accennate sono uniche e questa unicità si riflette non solo nei “ prodotti “ ma anche nella loro atmosfera,nella potenza energetica che emanano.Di fronte ad un’opera medianica si avverte chiaramente un campo vibrazionale elevato; spesso accostando un orecchio,si può udire una sorta di brusìo,a volte addirittura musica.

Questo è ad esempio ciò che accade avvicinando una guancia ai marmi incisi da Amedeo Boldrini.(vedi monografia)La misurazione radiestesica di questi campi vibrazionali o energetici,in alcune circostanze è talmente alta che queste opere vengono utilizzate per scopi terapeutici in alcune patologie collegate a turbe del sistema nervoso.Gli artisti medianici hanno caratteristiche simili per quanto riguarda un notevole grado di umiltà nei confronti della loro “ produzione”.E’ raro che  vendano le loro opere,più spesso le donano o al massimo consentono di esporle ,ma solo ad un pubblico specializzato.

La domanda più semplice che ci si pone è : Perché? Cosa  vogliono dire? qual è il significato profondo di immagini,simboli, volti? Se concordiamo con Franco Santoro nel definire queste opere “ PORTE DIMENSIONALI”,dobbiamo accettare anche la nostra totale impreparazione a interpretare e decodificare.Così ci troviamo di fronte a volti ricoperti da strani veli e copricapo in paesaggi con più lune…sguardi ieratici avvolti nel silenzio che parlano alla pelle e al cuore…a geometrie cosmiche, a paesaggi antichio sconosciuti….e restiamo smarriti, inebetiti di fronte ai marmi incisi con scritture sconosciute su cui campeggiano bellissimi guerrieri col terzo occhio aperto. Ogni opera è un mondo,ogni segno è un messaggio,ogni artista è un portavoce.

Di cosa e di chi lo scopriremo. Forse. A volte queste opere sono accompagnate da commenti in scrittura automatica; si sono palesate le entità di De Chirico,Picasso,Modigliani,Matisse, Miro; spesso, così come accade per i cerchi nel grano,si evidenziano a distanza di tempo sulle tele,messaggi in codice o simboli assolutamente non dipinti.Si può ritenere,ascoltando le testimonianze di famosi artisti medianici, che queste opere siano una sorta di “documenti incancellabili” di vite appartenenti a dimensioni parallele,anche ad altri pianeti; una specie di codice visivo affidato agli umani prescelti ,da esseri con un grado di evoluzione superiore.

Questo spiegherebbe la realizzazione di opere mastodontiche e complicatissime in tempi irrisori e con tecniche sconosciute.Trarre conclusioni è estremamente difficile.Ci troviamo di fronte a fenomeni che non hanno nulla a che fare con le normali categorie  spazio-temporali.Rimaniamo affascinati e ascoltiamo….ci lasciamo trasportare dall’onda emozionale ed è un primo modo di attraversare “la soglia”.Ci è concesso di sbirciare,ma questo non è tutto.Un atteggiamento di apertura totale sono certa che condurrebbe a ricevere tutte le risposte….

Prof. EDNA MAGENGA componente del Centro Ricerche Leonardo da Vinci Cosenza1 e Calabria (Taranto)

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Cosa è caduto a Giakarta?

Giakarta, 19 dic 2004 - 11:21

Indonesia, esplosione di stamane forse dovuta a un meteorite

Secondo una radio indonesiana, l'esplosione avvertita stamattina nella capitale Giakarta potrebbe essere dovuta alla caduta di uno o più meteoriti. L'emittente El Shinta ha riportato testimonianze di decine di persone che riferivano di aver visto un oggetto attraversare il cielo di Giakarta in direzione ovest e di aver udito subito dopo una forte esplosione. Il boato sarebbe stato udito fino a Tangerang, a ovest di Giakarta, e a Bogor, circa 60 chilometri a sud della capitale. La polizia locale si è limitata a indicare che sta indagando sulle esplosioni. Muji Harjoto An, un esperto dell'osservatorio astronomico di Bandung ha detto di non essere a conoscenza della caduta di oggetti dallo spazio.

Fonte KataWeb News

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Riecco la strana creatura!

Alcuni mesi fa se non ricordo male era Febbraio 2004 venne trovata in Cile, in una vecchia miniera abbandonata, una strana “creatura” apparentemente mummificata non più alta di 15 cm. Le foto e la notizia fecero il giro del pianeta in pochi giorni. Inoltre nello stesso periodo furono ritrovate altre creature simili, e una di queste ancora in vita (vedi caso TOY su Stargate Magazine).

Purtroppo come molto spesso accade con la stessa rapidità con cui queste notizie si diffondono, altrettanto spariscono dalla circolazione. Dopo otto mesi un gruppo di studiosi e scienziati spagnoli decide di recarsi in Cile per effettuare degli studi su questo piccolo essere mummificato e addirittura di portarlo direttamente in Europa.Di fatto dal 5 ottobre di la misteriosa creatura sitrova nelle mani di questi ricercatori che avrebbero annunciato nel giro di alcuni giorni i primi risultati delle loro analisi sui tessuti e sul materiale di cui sarebbe composta.

Intanto si possono vedere alcune fotografie inedite della piccola mummia e sperare che almeno qualcosa di definitivo sia decretato su questa vicenda che ha fin dall’inizio diviso in due la comunità ufologia cilena e internazionale sulla reale provenienza della creatura.Naturalmente se ci saranno novità di qualsiasi genere ne sarete informati.

E sempre restando in territorio cileno; vi ricordate della foto circolata un paio di mesi fa dove in un parco pubblico veniva “casualmente” fotografata quello che è rimasto conosciuto come “l’alieno del parco”? Secondo l’opinione di alcuni ufologi cileni non si tratterebbe altro che di un cane!! Si, avete capito bene; un cane.Inutile dire che questa affermazione ha scatenato una polemica incredibile tra i vari gruppi di ricerca ufologia che sembra non facciano altro che insultarsi a vicenda sulle pagine e sui forum di internet!! Insomma tira una brutta aria in america latina di questi tempi!!

Franco Almacolle articolista, ricercatore, amico e collaboratore del Centro Ricerche Leonardo da Vinci Cosenza1 e Calabria.

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Un bambino di 5500 anni fà

E' stato ritrovato in una località della provincia cosentina, precisamente nelle grotte di S.Michele a Saracena uno scheletro di un bambino risalente a 5500 anni fà.Questi scavi fanno parte della 4^ campagna di scavi promossa per la prima volta dal Ministero dei Beni Culturali.La campagna scavi è stata condotta dall'Associazione Sextio, con l'equipe del Prof. Vincenzo Tinè della Sovrintendenza speciale del museo nazionale preistorico ed etnografico "Luigi Pigorini" di Roma.Durante la conferenza stampa tenutasi nel comune di Saracena, il prof.Tinè ha spiegato:I reperti neolitici sono stati rinvenuti alla profondità di circa tre metri insieme a un focolare ed una caratteristica struttura di combustione infossata,colma di ceneri e pietre calcinate.

Lo scheletro del bambino è stato rinvenuto in posizione fetale in una piccola fossa, collocata al centro dell'area domestica.La struttura ossea ritrovata a Saracena sarà sottoposta alle analisi presso i laboratori di antropologia fisica del museo Pigorini a Roma, e potrà presto restituire preziose informazioni sulla vita e lo stato di salute di questi antichi abitanti della Calabria.Inoltre vi è il ritrovamento di una capanna, reperto unico e straordinario per la ricerca preistorica in Italia, la struttura fondata su pali con planimetria absidata, è stata rinvenuta alla stessa profondità, nella stessa area di scavi.Il prof.Tinè ritiene che l'esplorazione degli strati neolitici più antichi della caverna, data anche la relativa ampiezza della zona, possa far acquisire ulteriori importanti informazioni sulla storia della regione.

Per finire il presidente dell'associazione Sextio Leone Viola, ha rimarcato la necessità di sostenere con risorse economiche queste e le prossime operazioni di scavi, che sicuramente porteranno alla luce scoperte importanti e utili allo studio delle popolazioni del Pollino.

Fonte "Il Quotidiano" del 04/08/2004

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Autocombustione Umana Spontanea

(Spontaneous Human Combustion)

Un fenomeno ancora scientificamente inspiegabile è quello della autocombustione umana, fenomeno a cui si è cercato di dare spesso poco risalto addebitando i suoi nefasti effetti a soluzioni spiegabili ma secondo me poco credibili. Molte ipotesi per cercare di rendere “naturale” un fenomeno bizzarro e a diritto da collocare nei rami di una paranormalità che ne rende, almeno, non facilmente classificabile la sua natura.

In questo fenomeno il corpo prende fuoco in maniera violenta e in pochi minuti, e pur essendo casisticamente raro oltre che anomalo, esistono alcuni orribili casi che citeremo. Tornando alla sua natura ce da dire che un corpo umano formato all’80 % di acqua risulta essere poco facile da bruciare se non con specifici accorgimenti, e teniamo sempre presente che un forno crematorio  con temperature elevate, per otto ore, rilascia ancora la presenza di ossa!!

Cosa che non accade nella autocombustione!! Altro fattore è la zona circoscritta del fuoco che è ristretta al solo corpo, che si riduce completamente in cenere (di colore bianca) il fuoco stranamente circoscrive solo a distanze comprese tra i 120 e i 150 cm, con un altezza di 1 metro, in questa zona così circoscritta il corpo viene polverizzato!! Tranne in alcuni casi dove sono stati rinvenuti piedi o altre parti del corpo intatte.

Domanda: può un fuoco scaturito per fenomeno naturale (effetto stoppino, alcol, sigarette,medicine) bruciare un corpo polverizzandolo in pochi istanti senza devastare l’ambiente circostante? Sinceramente mi sembra assurdo credere che si possa bruciare in maniera solitaria…

Alcuni scienziati hanno avanzato ipotesi varie tra cui l’assunzione come abbiamo detto di grosse quantità di alcol, o di certi tipi di  medicinali, ma la combustione ha colpito persone astemie totali e chi di medicinali non ne aveva mai assunto. Una delle argomentazioni a favore della combustione spontanea è come detto prima, che i forni crematori non riescono ad incenerire facilmente e completamente i cadaveri.

Le ossa che rimangono dopo la cremazione devono essere frantumate da una macchina chiamata Cremuletor e la cenere risultante è grigia non bianca candida!! Fatto che indica una temperatura molto più elavata dei 900 di un forno, per incenerire un corpo con tanta devastazione sarebbero necessari almeno 2500 gradi, considerando che un incendio domestico capace di distruggere un edificio intero raggiunge in media i 200 gradi. A sgombrare il campo a teorie semplicistiche, per spiegare come e perchè avvenga la combustione spontanea, eliminiamo subito un’altra ipotesi avanzata anche di recente…il già citato “effetto stoppino”.

Di questa causa venne studiato già nel 1965 un caso ben documentato dal prof. Gee  presso il Leeds University Hospital, dove una donna di 85 anni per un malore era caduta nel camino azionando il meccanismo dell’effetto stoppino, ma i resti carbonizzati erano completamente differenti da quelli caratteristici dell’autocombustione. Tante le teorie e tante le contro teorie, dalla predisposizione di alcune corpi ad assimilare cariche di elettricità statica senza scaricarla, questo presumeva che ad una saturazione i corpi esplodessero in combustione!

O la combinazione chimica all’interno dei mitocondri una reazione di idrogeno ed ossigeno che ne provocherebbe una sorta di esplosione interna a livello cellulare (Heymer) (Larry Arnold di ParaScience Intenational) propongo di seguito per meglio conoscere questa misteriosa fenomenologia alcuni casi più eclatanti e la descrizione di testimonianze davvero sconcertanti di un fenomeno secondo me tenuto poco in considerazione.

** fonte di provenienza: Internet** Ci sono alcuni testimoni di incendi verificatisi senza ragioni apparenti. Uno di questi è il vigile del fuoco Jack Stacey, che a Londra venne chiamato per l' incendio di una casa diroccata. La costruzione non aveva nessun danno riconducibile all' azione del fuoco ma, ispezionando l 'interno, Stacey s' imbattè nel corpo incendiato di un vagabondo, conosciuto dagli abitanti del posto con il nome di Bailey. "A livello dell' addome c' era uno squarcio di circa 10 centimetri", ricorda Stacey. "La fiamma usciva da quello spacco con forza, come in una lampada a gas". Per spegnere quella fiamma, Stacey dovette introdurre l' idrante nel corpo del vagabondo, estinguendo il fuoco, come disse, alla sua origine. "Non ho alcun dubbio che la combustione sia iniziata all' interno del corpo", concluse Stacey.

Il caso venne archiviato come "morte dovuta a fiamma ignota".Nel 1982, a Edmonton, nei pressi di Londra, Jeannie Saffin, una minorata mentale di 62 anni, prese fuoco mentre era seduta su di uno sgabello di legno nella cucina della sua abitazione.

L'attenzione di suo padre, che era seduto poco distante, venne attratta da un lampo improvviso di luce. Girandosi verso Jeannie, egli vide che era avvolta dalle fiamme, soprattutto sul viso e sulle mani, ma non piangeva nè si agitava. Il padre la spinse sul lavandino e chiamò il cognato che arrivò in tempo per vedere la donna in piedi, con la faccia e l' addome divorati da vampate di fuoco crepitanti.

Le fiamme vennero domate ma la sventurata morì in ospedale.Il cognato di Jeannie, Donald Carrol dichiarò: "Le fiamme le uscivano dalla bocca come fosse un drago, facendo un rumore come un ruggito" L' inchiesta sulla morte di Jeannie venne differita in modo da dare il tempo alla polizia di accertare le cause di quel fenomeno. L' agente di polizia incaricato di assumere le informazioni non trovò alcuna spiegazione e lo scrisse nella sua relazione; poi disse ai parenti di Jeannie che egli riteneva la loro congiunta vittima di un episodio di Combustione umana spontanea.Il verdetto dell' inchiesta attribuì il fatto ad una "tragica fatalità". Il medico legale, dottor J. Burton, disse alla famiglia: "Comprendo i vostri sentimenti ma non posso menzionare per iscritto la combustione umana spontanea, perchè una cosa simile scientificamente non esiste. Nella relazione dovrò parlare di fatalità".

Cornelia Bandi

Uno dei primi casi registrato in Italia è datato 4 aprile 1731 ed ha per protagonista Cornelia Bandi, una contessa veronese di sessantadue anni con una salute di ferro. Quella sera, si addormentò dopo aver chiacchierato con la sua cameriera. L'indomani mattina, verso le 8,30, come sempre, la cameriera andò a svegliare la padrona. Ai suoi occhi si presentò un orribile spettacolo: "il pavimento della camera", riferisce una cronaca del epoca, "era cosparso di grosse macchie umide e vischiose, mentre un liquido giallastro colava lungo la finestra". Tracce di fuliggine imbrattavano i mobili. Al contrario, il letto non era stato danneggiato e le coperte spiegazzate indicavano che la contessa Bandi aveva avuto il tempo di alzarsi. Giaceva a poca distanza dal letto stesso: un piccolo mucchio di ceneri, le gambe intatte, sempre inguainate di seta, metà della scatola cranica. Il medico legale e le autorità furono incapaci di spiegare che cosa potesse essere accaduto. Il magistrato incaricato di stendere il rapporto, scrisse: "Sembra che nel petto della contessa si sia acceso un fuoco spontaneo". E chiuse il caso.

1966: Il caso di Irving Bentley

Il 5 Dicembre 1966 Gosnell, un addetto dell’azienda del gas di Coudersport, in Pennsylvania, fu insospettito dallo strano odore che proveniva dall’interno della casa di Irving Bentley. Gosnell suonò più volte alla porta senza ottenere una risposta e alla fine decise di entrare.

Frugò in tutte le stanze finché non raggiunse il bagno, ma tutto quello che trovò del Dr. John Irving Bentley fu un mucchio di cenere alto parecchi centimetri e un piede ancora calzato, che giaceva all’estremità di un area bruciata di 80-120 cm di diametro. A parte Bentley e i suoi abiti, nient’altro era bruciato nella stanza, inoltre più tardi si apprese che la vittima era stata vista viva pochi minuti prima. Autocombustione umana? La spiegazione trovata fu che il novantaduenne medico aveva l’abitudine di buttare i fiammiferi e le ceneri incandescenti dalla pipa sulla sua vestaglia, che era segnata da numerose bruciature precedenti.

Inoltre era solito tenere fiammiferi in tasca durante il giorno, situazione che poteva trasformare una brace in una mortale fiammata. Bentley era inoltre infermo a causa dell’età, infatti si serviva di un eambulatore per i suoi spostamenti. Si concluse che il medico, ritrovatosi con gli abiti in fiamme, si fosse diretto verso il bagno, probabilmente con passo accelerato, dove cercò invano di spegnere le fiamme.

I cocci di quello che apparentemente era una brocca furono ritrovati nella stanza. Una volta caduta a terra, la vittima avrebbe incendiato il pavimento in linoleum, sotto il quale vi era un struttura in legno e travi, materiale ideale per un pira funebre. L’aria fredda attirata dal pavimento potrebbe aver costretto il fuoco a bruciare più intensamente a causa del fenomeno conosciuto come “effetto camino”.

La spiegazione è senza dubbio verosimile, e di primo acchito sembra convincente. Tuttavia bisogna considerare che una pipa non è un lanciafiamme, e che il Dr. Bentley, malgrado la ridotta capacità motoria, si trovava pur sempre in un bagno, con abbondante acqua a disposizione. C

iò che rende la spiegazione ufficiale non del tutto convincente è il fatto che, come disse il Dottor Wilton Krogman, esperto sugli effetti prodotti dal fuoco (vedi il caso di Mary Reeser): “Occorre un immenso calore per consumare completamente un corpo umano. I corpi nei forni crematori bruciano a più di 2000° per otto ore, ed è ancora possibile riconoscere le ossa.” Nella maggior parte dei casi di incendi a fabbricati si raggiungono temperature intorno ai 1500°, e in condizioni simili i danni non si sarebbero limitati alla distruzione del corpo dell’anziano medico, ma le fiamme si sarebbero più verosimilmente propagate all’intero edificio con ben altre conseguenze. Per queste ragioni il caso di Irving Bentley viene tuttora considerato uno degli esempi più eclatanti di autocombustione umana.

1951: Il caso di Mary Reeser

La morte di Mary Reeser, una vedova di 57 anni trovata ridotta in cenere in un appartamento che quasi non mostrava segni di danno, avvenuta il 1 luglio 1951, è considerato un altro punto di riferimento nei casi di autocombustione umana, perché fu il primo esempio in cui fu usato ogni possibile mezzo di moderna investigazione scientifica per determinare la causa del misterioso fenomeno.

Tuttavia, malgrado gli sforzi dell’FBI, dei pompieri, degli esperti di incendi e dei patologi, un anno dopo l’incidente il detective Cass Burgess della polizia di St. Petersburg commentò: “Le nostre indagini non hanno trovato niente che possa provare, al di là di ogni dubbio, cosa accadde in realtà. Il caso è ancora aperto, ma siamo ancora lontani dallo stabilire qualsiasi causa logica per la morte quanto lo eravamo la prima volta che siamo entrati nell’appartamento della signora Reeser.” Questi sono i dettagli del caso: la signora Mary Hardy Reeser si era recata a vivere a St. Petersburg il Florida per essere vicina al figlio, il Dr. Richard Reeser. La sera del 1 luglio 1951 era rimasta a casa del figlio con uno dei nipoti mentre il resto della famiglia era andato in spiaggia. Quando tornarono Mary Reeser aveva già fatto ritorno alla propria abitazione.

La moglie di Richard Reeser decise pertanto di andare a trovare la suocera per accertarsi che fosse tutto a posto. Secondo la sua testimonianza non vi era niente nell’apparenza o nel comportamento di Mary Reeser tale da causare qualsiasi allarme. Il dottor Reeser fece visita alla madre più tardi, sempre nel corso della stessa sera, e la trovo un po’ depressa a causa del fatto che non aveva sentito due amici che dovevano affittare per lei un appartamento in previsione del suo ritorno a Columbia, dove lei abitava precedentemente. La madre manifestò inoltre l’intenzione di andare a letto presto, disse che aveva preso due pillole di Seconal (sonnifero) per assicurarsi una notte di riposo e che ne voleva prendere altre due.

Il dr. Reeser lasciò l’abitazione intorno alle 20:30.L’ultima persona che vide Mary Reeser viva fu la sua padrona di casa, la signora Pansy M. Carpenter, che viveva in uno dei quattro appartamenti dell’edificio (i due alloggi che le separavano erano vuoti). La signora Carpenter vide la sua inquilina intorno alle 21:00; indossava una camicia da notte e un paio di pantofole di raso nero e stava oziando su di una poltrona mentre fumava una sigaretta.

Le coperte del letto erano state sollevate, segno che si apprestava a coricarsi. L’ultima notte di Mary Reeser fu la tipica notte d’estate in Florida: il cielo di tanto in tanto era rischiarato dai bagliori di lampi dovuti al calore.

Quando la signora Carpenter si svegliò Lunedì mattina alle 5:00, avvertì un lieve odore di fumo, tuttavia non si allarmò, attribuendone la responsabilità ad una pompa per l’acqua situata in garage che si era surriscaldata. Pertanto si alzò, andò a spegnerla, e tornò a letto.

Quando un ora più tardi, si alzò di nuovo per andare fuori a raccogliere il giornale, non vi erano più traccia di fumo.

Alle 8:00 arrivò un telegramma per Mary Reeser. La signora Carpenter firmò la ricevuta e andò nell’appartamento dell’inquilina per consegnarglielo.

Quando appoggiò la mano sulla maniglia della porta, notò che era calda. Allarmata corse a chiamare aiuto, e due imbianchini, dall’altra parte della strada raccolsero l’appello. Uno di loro aprì la porta, e non appena entrò si sentì investito da un’ondata di aria calda. Pensando di poter salvare Mary Reeser si guardò intorno freneticamente, ma non vide alcun segno di lei. Il letto era vuoto. L’unico segno di incendio era una piccola fiamma su una trave di legno, su una divisoria che separava la sala da un cucinotto. All’arrivo dei pompieri le fiamme furono spente e una parte della divisoria abbattuta.

Quando il vice comandante dei pompieri O. Griffith iniziò l’ispezione del locale, non credette ai suoi occhi. Nel mezzo del pavimento era chiaramente visibile un area carbonizzata di circa 120-150 cm, all’interno della quale trovò alcune molle annerite di una poltrona e i resti di un corpo umano, che consistevano in un fegato carbonizzato ancora attaccato ad un pezzo di spina dorsale, un teschio rattrappito, che per il calore si era ridotto alle dimensioni di una palla da baseball, un piede che calzava ancora una pantofola di raso nero e un mucchio di cenere.

Quando il coroner Edward T. Silk arrivò per esaminare il corpo ed eseguire la perizia dell’appartamento, sebbene profondamente confuso, decise che la morte era stata accidentale e autorizzò la rimozione dei resti, che furono portati all’ospedale locale.

Le successive indagini, che coinvolsero la polizia, i pompieri e gli esperti in incendi dolosi, sembravano non essere in grado di spiegare i fatti accaduti, considerando l’enorme calore necessario per giustificare il corpo incenerito di Mary Reeser. I mobili, escludendo la poltrona sulla quale la signora sedeva e il tavolino accanto ad essa non erano stati danneggiati, ma l’appartamento mostrava alcuni segni particolari.

Il soffitto, le tende e le pareti, da un punto esatto a poco più di un metro di altezza dal suolo era coperto da una sorta di fuliggine oleosa. Sotto questa linea non vi era niente. La vernice sulla parete vicino alla poltrona era leggermente annerita, ma il tappeto sul quale si trovava la poltrona non era stato attraversato dalle fiamme.

Uno specchio appeso ad una parete a 3 metri di distanza era crepato, probabilmente a causa del calore. Su un tavolino, a tre metri e mezzo di distanza, due candele di cera rosa si erano sciolte, ma gli stoppini non mostravano segni di bruciature. Alle pareti gli interruttori di plastica che si trovavano sopra la linea descritta prima erano fusi, ma i fusibili non erano bruciati e la corrente elettrica non era saltata. Le prese elettriche sopra il battiscopa non erano state danneggiate; un orologio elettrico si era fermato alle 4:20, ma una volta che la sua spina fu infilata in una di queste prese ricominciò a funzionare perfettamente.

La biancheria intima sul tavolino a un metro e mezzo di distanza e una pila di giornali a soli 30 centimetri dalla poltrona non erano stati toccati dalle fiamme, e sebbene sia gli imbianchini che la signora Carpenter avessero sentito una ondata di calore quando aprirono la porta, nessuno aveva notato fumo o odore di bruciato, inoltre non vi erano braci o fiamme tra le ceneri. Di fronte ad un simile mistero le autorità di St. Petersburg si rivolsero all’FBI. Le ricerche di laboratorio mostrarono che il peso di Mary Reeser, da una stima di circa 80 Kg , si era ridotto a meno di quattro chili e mezzo, inclusi il piede e il teschio rattrappito. Il rapporto finale concluse che nessun agente chimico conosciuto era stato usato per scatenare le fiamme.

Un altro mistero era il piede scampato alle fiamme, che la signora Reeser aveva l’abitudine di appoggiare su di uno sgabello, e che si sarebbe quindi trovato al di fuori del raggio di un metro e mezzo.Una spiegazione razionale a quanto è accaduto potrebbe essere che Mary Reeser, che indossava vestiti infiammabili e stava fumando, a causa dell’effetto dei sonniferi assunti si sarebbe addormentata con la sigaretta accesa.

Una volta che il corpo fu incendiato, le fiamme si alimentarono bruciando i tessuti adiposi della vittima (un po’ come succede nelle lampade ad olio), che era in sovrappeso. Infatti una certa quantità di grasso, chiaramente residui adiposi del suo corpo, fu ritrovato nell’area dove avvenne la misteriosa morte. Il grasso, liquefatto dal calore, potrebbe aver impregnato la sedia continuando ad alimentare le fiamme fino alla completa distruzione del corpo. Il tappeto poi non era stato completamente bruciato perché il pavimento era in cemento. Ma come spigare la rottura dello specchio e la fusione delle prese elettriche, piuttosto distanti dalla vittima, e l’incolumità dei giornali, più vicini e senza dubbio più sensibili al calore?

Il Dottor Wilton Krogman, della scuola di medicina dell’Università della Pennsylvania, nonché esperto mondiale sugli effetti del fuoco sul corpo umano, nel corso dei suoi esperimenti bruciò cadaveri con gasolio, benzina, legno, e tutti i tipi di agenti possibili. Provò con ossa ricoperte o meno di carne, secche o umide, servendosi dei più moderni apparati crematori, ma alla fine dimostrò che è necessario uno straordinario calore per consumare completamente un corpo, e soltanto sopra i 3000° Fahrenheit le ossa diventano così volatili da perdere la propria forma e lasciare solo ceneri.

Forse più strano di tutto, e unico in questo caso di autocombustione umana, era il teschio rattrappito. Il Dr. Krogman commentò: “...la testa non viene risparmiata completamente nei casi di incendio. Certo NON rattrappisce o si riduce simmetricamente a dimensioni inferiori. In presenza di calore sufficiente da distruggere i tessuti molli, la testa esplode letteralmente in molti pezzi. Non ho mai visto eccezioni a questa regola.”

1964: Il caso di Helen Conway

Nel 1964 Helen Conway morì a Delaware County, in Pennsylvania. Eccetto le sue gambe, il corpo era bruciato insieme alla sedia tappezzata sulla quale era solita sedersi nella sua camera da letto. Secondo il capo dei pompieri, la completa distruzione del corpo avvenne in soli 21 minuti, inoltre la signora Conway oltre ad essere malata, era una accanita fumatrice e segni di bruciature di sigarette erano visibili un po’ ovunque nella stanza (è senza dubbio curioso come i fumatori disattenti siano solitamente vittime di autocombustione). Apparentemente il fuoco impiegò meno tempo a consumare il corpo di Helen Conway che quello di Mary Reeser, ma potrebbe essersi scatenato alla base del corpo seduto, e bruciando verso l’alto, alimentato dai tessuti adiposi del tronco avrebbe aumentato la propria intensità. Infatti, cercando tracce della vittima, un poliziotto disse di aver affondato la mano in qualcosa di gelatinoso, che potrebbero essere i resti della donna. Le considerazioni su questo caso sono analoghe a quello precedente.

1986: Il caso di George Mott

Nel 1986, George Mott, un ex pompiere di 58 anni, morì nella camera da letto della sua casa fuori Crown Point, a New York. Il suo corpo fu ritrovato nel letto, abbondantemente consumato dalle fiamme insieme al materasso. Tutto quello che era rimasto era una gamba, un teschio rattrappito (inspiegabilmente ridotto a dimensioni impressionanti), e pezzi della cassa toracica; il calore inoltre era stato così intenso da ridurre un uomo di quasi 85 Kg a meno in due chili di cenere.

Furono avanzate da parte di due investigatori teorie piuttosto fantasiose, come quella secondo la quale un arco voltaico improvvisamente uscito da una presa elettrica, avrebbe incendiato gli abiti di George Mott; o quella che attribuiva la responsabilità ad una fuga di gas non individuata dalle apposite apparecchiature (ma perché l’incendio si sarebbe limitato solamente al corpo della vittima?). Mott era un uomo che in passato era solito bere alcolici e fumare accanitamente, e il giorno prima della sua morte si racconta che fosse depresso per il suo cattivo stato di salute, dovuto a problemi respiratori e ad un alta pressione del sangue.

Potrebbe essere che, come spesso succede in questi casi, senza pensare alle conseguenze la vittima avesse deciso di concedersi il piacere di una sigaretta, ipotesi avvalorata dal fatto che al momento della morte George Mott non indossava la sua maschera ad ossigeno sebbene fosse a letto e l’apparecchiatura che lo aiutava nella respirazione fosse in funzione. Inoltre, appoggiata su di essa, vi era una scatola di fiammiferi, che tuttavia non aveva preso fuoco, nonostante la vicinanza alla vittima.Questi sono soltanto alcuni dei casi attribuiti ad autocombustione. Ma cosa è realmente questo fenomeno?

L’autocombustione umana o SHC (Spontaneous Human Combustion) viene definita come il processo mediante il quale un corpo umano viene incenerito in seguito a un grande calore generato da reazioni chimiche interne. Vi sono alcuni casi in cui le persone si sono sentite sul punto di esplodere, o più verosimilmente hanno avvertito la sensazione di avere l’addome in fiamme.

In altri casi testimoni oculari hanno visto le vittime avvolte in fiamme blu splendenti. Anche se gli eventi che ho raccontato sono accaduti in tempi relativamente recenti, la combustione umana spontanea non è un fenomeno proprio solamente del nostro secolo, ma anzi vi sono cronache del passato che ci tramandano come questo misterioso evento fosse conosciuto dagli uomini secoli or sono. Uno dei primi casi registrati accadde a Verona nel 1745. La Contessa Cornelia di Bandi misteriosamente esplose in fiamme una notte nella camera da letto della sua villa.

Il suo corpo fu completamente incenerito, ma nient’altro nella stanza, piena di materiali infiammabili, fu toccato dal fuoco. Non fu mai trovata nessuna origine all’incendio. Nel 1899 le due figlie di John e Sara Kirby bruciarono praticamente nello stesso istante, ma in due case a un miglio di distanza l’una dall’altra, nel West Yorkshire, in Inghilterra.

In tempi più recenti un ragazzo svedese di 24 anni, che si stava abbronzando sulla spiaggia a Majorca, dove si era recato in viaggio di nozze, bruciò improvvisamente sotto gli occhi della moglie sdraiata al suo fianco, prima che il fuoco potesse essere spento. In un altro caso, Olga Stephens era seduta nella sua macchina parcheggiata in una strada di Dallas, in Texas, quando alcuni testimoni la videro improvvisamente ardere in fiamme senza apparente ragione. I soccorritori furono respinti dall’intensissimo calore, e la vittima morì in pochi secondi. Le indagini non fecero mai luce su cosa scatenò l’incendio.

Questi pochi esempi servono a dimostrare che questo fenomeno ha sempre fatto parte, in epoche diverse, degli eventi a cui l’uomo non è mai riuscito a dare una spiegazione razionale. Spesso infatti, nel classificare un caso di autocombustione, si precede per eliminazione, escludendo le varie ipotesi fino a concludere che i fatti analizzati non possono essere spiegati da nessun meccanismo conosciuto. Anche uno scienziato del diciannovesimo secolo, Justus von Liebig sosteneva che: “L’opinione che un uomo possa bruciare da solo non è fondata sulla conoscenza delle circostanze della morte, ma al contrario sulla completa ignoranza di tutte le condizioni che precedono e causano l’incidente” (Liebig, 1851).

Parallelamente ai casi in cui risultava difficile, se non impossibile, dare una spiegazione scientifica, fiorirono nei secoli scorsi tutta una serie di storie assai fantasiose sulle presunte cause dell’autocombustione. Si pensava ad esempio che un eccessivo consumo di alcool aumentasse l’infiammabilità del corpo umano, tanto che una cronaca del diciassettesimo secolo raccontava di un tedesco rimasto vittima di autocombustione perché aveva bevuto troppo brandy. Tutti i casi di combustione umana spontanea presentano caratteristiche comuni:

·        Mentre il busto viene completamente distrutto dalle fiamme, raramente le estremità del corpo bruciano. La risposta potrebbe essere che il fuoco tende a bruciare verso l’alto, mentre lateralmente lo fa con difficoltà. Qualsiasi persona che abbia acceso un caminetto o abbia preso parte ad un campeggio, avrà visto che un ceppo lasciato sul fuoco viene incenerito nella parte centrale mentre le estremità tendono a rimanere intatte.

·        Nell’80% dei casi le vittime sono donne. Una larga percentuale delle vittime era inoltre sovrappeso o dedita all’uso di alcolici (o fumatori), il cui uso ha spesso preceduto la morte del soggetto in questione.

·        In quasi tutti i casi di autocombustione incredibilmente giornali e altri materiali infiammabili vicino alle vittime spesso passano indenni attraverso la violenza del fuoco. Una vittima che giace nel letto può essere ridotta a un cumulo di cenere mentre le coperte che si trovano sopra il corpo sono intatte, oppure i vestiti non subiscono danni rilevanti.

·        Il pavimento vicino ai deceduti è spesso coperto di una materia untuosa, liquida (c’è chi dice di colore giallo), vischiosa e dal tipico odore dolciastro.

·        In quasi tutti i casi le vittime erano state lasciate sole per periodi più o meno brevi di tempo. L’autocombustione è sempre fatale. Gli eventuali testimoni che si trovavano nelle vicinanze (ad esempio in stanze adiacenti) non hanno mai udito suoni, come urla di dolore o invocazioni d’aiuto. In normali circostanze il corpo umano non brucia molto bene, dal momento che è costituito per l’80% di acqua, e in ogni caso servirebbe un impulso iniziale per generare le fiamme.

Per dimostrarlo desidero richiamare l’esperienza comune dei cibi flambé: tutti avranno notato che fin tanto che è presente il combustibile (ad esempio il brandy) il cibo brucia, una volta esaurito le fiamme si estinguono. Ho citato questo esempio dal momento che una delle teorie più accreditate a partire dal 1800 e giunta fino ai nostri giorni, è quella del cosiddetto “effetto stoppino”, secondo la quale la combustione non avviene mai in maniera spontanea ma è sempre riconducibile ad una fonte precisa. Un volta innescato il processo, i grassi presenti nel corpo, sciogliendosi in presenza di calore, impregnerebbero i vestiti che continuerebbero a bruciare come lo stoppino di una candela o di una lampada a petrolio, fino al completo esaurimento dei tessuti adiposi della vittima.

Gli accumuli di grasso, solitamente localizzati nel tronco piuttosto negli arti, spiegherebbero il perché le estremità sono solite scampare alla violenza delle fiamme. Questa teoria è senza dubbio attendibile. Tuttavia la brace di una sigaretta raggiunge una temperatura di circa 600° centigradi, certamente sufficienti per bruciare i tessuti di un uomo, ma inadeguati per incenerirne le ossa. La spiegazione oggi più in voga è quella della reazione chimica. Se la SHC inizia dentro il corpo, si ritiene che la forza derivi da dai meccanismi deputati a produrre energia all’interno dell’organismo. Infatti il tutto potrebbe avvenire in questi termini:

1.      Dentro le cellule vi sono i mitocondri che forniscono energia a tutto il corpo attraverso piccole reazioni chimiche.

2.      Se un mitocondrio non funziona bene, potrebbe rilasciare troppa energia: così esploderebbero idrogeno e ossigeno.

3.      Colpiti dall’onda di energia, i mitocondri circostanti esplodono, causando così una reazione a catena.

4.    La cellula impazzisce e va in pezzi. L’energia liberata innesca un’altra reazione a catena.

5.    Nel giro di alcuni minuti i muscoli, la carne e gli organi interni vengono ridotti in cenere da una fiamma blu.

Tuttavia non viene data nessuna indicazione sul perché un mitocondrio dovrebbe impazzire scatenando tutte le conseguenze poi descritte.

Paolo De Gaetano del Centro Ricerche Leonardo da Vinci Cosenza1 e Calabria email: centroricerchecs1@libero.it

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