STRANI AVVENIMENTI

Ho il piacere di inaugurare la prima di una nuova serie di pagine che andranno ad arricchire il nostro sito, un altro sguardo nel mondo dei misteri e dei fatti strani e magari poco conosciuti, ma che nascondono nelle loro brevi descrizioni, quell' alone di mistero che tanto ci appassiona, raccoglieremo accadimenti di ogni epoca e parte del mondo anche di sole due righe...per portare a conoscenza di chi segue queste tematiche, di casi sconosciuti e poco documentati, così riassunti... da non poter scrivere un articolo!! ma che prendono, nella loro lettura. Vi esortiamo ad inviarci quei brevi racconti che nessuno conosce bene, su fatti realmente accaduti, o tramandati da generazioni,  vi aspettiamo!!

Altri casi di Buio a mezzogiorno!!

Nelle cronache rileggendo vecchie ricerche e articoli di vari ricercatori ho riscontrato altre strane notti a mezzogiorno..il 26 aprile del 1884 a Preston in Inghilterra era un giorno come gli altri ma all'improvviso' calarone le tenebre diffondendo il panico tra la popolazione, alle due pomeridiane tutto torno' alla normalità. Inutile dire che non ci furono ne e clissi ne altri fenomeni celesti a giustificare questo strano ed inquietante fenomeno, che si verificò anche ad Aitkim nel Minnesota il 02 aprile del 1889, a Londra il 19 agosto del 1763 (riportato anche dai giornali dell'epoca) a Oshkosh nel Wisconsin il 19 marzo del 1886, a Menphis Tennessee il 2 dicembre del 1904, e su una lunga fascia di territorio Nord americano con una oscurità piu' lieve una sorta di cielo grigio molto intenso il 24 settembre del 1950. Questo stesso fenomeno venne osservato giorni dopo in Canada, Danimarca, Francia, e Irlanda, tante ipotesi...ma mai nessuna certezza!

  Buio a mezzogiorno

Nella località di Oshkosh nel Wisconsin, il 19/ marzo del 1886,poco dopo mezzogiorno avvenne un fatto straordinario,in una giornata limpida calo' improvvisamente il buio piu' pesto facendo calare la città in una anomala notte.Gli animali del luogo sembravano impazziti e la gente impaurita si riverso nelle strade .Il fenomeno di cui le cause risultarono ignote (nessuna eclisse ci fu' in quel giorno) venne osservato anche molto ad ovesta della città, il tutto duro' dieco minuti...quando torno' a speldere nuovamente il giorno.

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IL CASO DELLA PIOGGIA ROSSA A SIENA NEL 1860-61

Una clamorosa polemica scientifica nella Siena risorgimentale

Gli errori della scienza

Il progresso scientifico è una strada per larghi tratti lastricata di abbagli, errori di valutazione, teorie infondate. Un percorso che non va necessariamente sempre avanti e che è costellato di vicoli ciechi, finte nuove vie e verità negate oltre l'evidenza. Gli esempi eccellenti, da Galileo ai giorni nostri, non mancano. La scienza, incapace di giudicare se stessa durante il suo corso, necessita di osservatori qualificati che a distanza di tempo possano vedere con distacco se le strade intraprese erano quelle giuste. Anche nei casi più clamorosi, è sempre la scienza stessa ad autocensurarsi, in un processo che sembra tipico di ogni livello di potere costituito.Spesso gli errori degli scienziati, al di là dei grandi temi che animano le varie epoche, sono di natura più banale, addirittura metodologica. Basti pensare ai primi imperfetti microscopi che oltre a ingrandire i particolari li deformavano e davano così luogo a tutta una serie di equivoci che si trasmettevano ramificandosi a tutte le discipline che dalla microscopia attingevano.Secondo alcuni, l'aspetto dell'approccio metodologico è tutt'oggi da chiarire (Di Trocchio, 1993, 1997). Rispettabili ricercatori, per esempio, sostengono da anni che l'osservazione cellulare applica una metodologia errata relativamente ai preparati chimici; tale metodologia ne traviserebbe i risultati.

Siena nel 1860

Il 1860 fu l'anno del Plebiscito; Siena usciva dall'orbita del Granducato di Toscana e si annetteva al Piemonte. Contemporaneamente Nizza e la Savoia diventavano francesi.In campo scientifico, dopo i fasti del XVIII° secolo, con personalità eminenti come Soldani (senese d'adozione), Bartalini e Mascagni, Siena attraversava una fase di riflusso e la stessa Accademia dei Fisiocritici, motore trainante dell'attività scientifica, accusava un periodo di stasi.L'Università, con il nuovo corso politico, rivedeva cariche e ruoli.Con decreto in data 4 giugno 1860 Giovanni Campani fu nominato professore di chimica generale dal governatore della Toscana. Questi è il primo dei tre protagonisti di una interessante quanto insolita polemica sorta sullo sfondo di un fenomeno inaspettato come quello di una pioggia di acqua rossa caduta sulla città a cavallo fra il 1860 e il 1861 e che tanta letteratura produsse nello spazio di pochi mesi.Il secondo protagonista era l'anatomico e farmacologista Salvadore Gabbrielli, discepolo di Battista Vaselli, esimio professore di anatomia presso lo stesso ateneo.Alla cattedra di fisica della stessa università sedeva invece il professor Cesare Toscani, direttore dell'Osservatorio meteorologico, terzo protagonista della storia che lo vedrà in polemica contro i primi due, coalizzati.Nulla ci è dato sapere circa le gelosie e le invidie professionali che dividevano questi studiosi ma il peso di questi sentimenti apparirà del tutto evidente dal dipanarsi degli avvenimenti.La causa scatenante, come detto, è rappresentata dalla strano fenomeno della pioggia rossa, studiato dai primi due professori; il Toscani si aspetterebbe di essere chiamato dai due colleghi ma l'invito non ha luogo. Così egli attende il lavoro che i due studiosi pubblicano per attaccarlo, a sua volta per mezzo di un'altra pubblicazione, con feroci critiche che danno quindi inizio alla querelle.È interessante notare come possa nascere una diatriba scientifica e poi essa si sviluppi anche sul piano personale dei protagonisti, perdendo completamente di vista le ipotesi e i problemi che, apparentemente, avevano contribuito ad innescarla.

L'antefatto

Il Dicembre del 1860 fu un mese intenso, che mise a dura prova i tecnici e gli scienziati dello Stabilimento Senese di Meteorologia, a causa di alcuni strani fenomeni che si verificarono.La mattina del 9 Dicembre l'addetto alle osservazioni meteorologiche avvisò il prof. Cesare Toscani che la colonna barometrica presentava un forte ed inconsueto abbassamento. Il Toscani ordinì quindi che fossero eseguiti controlli ad intervalli di quindici minuti. La depressione aumentò, sia pur lentamente, raggiungendo la minima altezza alle ore 2:45 p.m., rimanendo stazionaria fino alle 3:15 p.m., dopo di che riprese a salire regolarmente.Il punto più basso nella colonna barometrica fu valutato in 705, 17 millibar, cioè ben 26 millimetri sotto la media per la località. Da notare che anche l'ultimo di Febbraio dello stesso anno era stato registrato, dallo stesso stabilimento, un brusco abbassamento di pressione, senza apparenti cause e conseguenze. Ma l'episodio che parve calamitare l'attenzione del popolo senese avvenne il giorno 16 Dicembre. Alle ore 9:15 della sera circa il cielo fu intensamente illuminato da un globo di fuoco che, procedendo da Ovest verso Est, attraversò tutta la città, deviando un poco verso Nord.Tutti coloro che si trovavano in quell'istante per le vie cittadine o per gli spazi della campagna attorno a Siena riferirono che lo splendore di quel "corpo celeste" fu davvero notevole, i palazzi del centro ne rimasero illuminati molto di più che se si trattasse della luna.Il Toscani, comunque, nel raccogliere le testimonianze riguardanti quel fenomeno si trovò di fronte a versioni assai contrastanti. In base a numerosi riscontri verbali con le persone del luogo, ricostruì così gli avvenimenti: il bolide percorse velocemente il cielo di Siena; poco dopo il passaggio (in un tempo di circa 85-90 secondi), quando la città era ripiombata nell'oscurità (se si eccettua la luna), fu anche udita una forte detonazione.In una farmacia nacque una contesa sulla durata del tempo tra il passaggio del corpo celeste e la detonazione: il proprietario, il quale sosteneva che si trattava di circa cinque minuti, tentò di persuadere il professor Toscani posando sopra il banco l'orologio e ripetendo i discorsi che ebbero luogo quella sera; ma alla fine rimase piuttosto sorpreso quando vide che l'orologio segnava appunto un minuto e mezzo. Venne rilevato, per il giorno successivo, un tipo di precipitazione nevosa accompagnato da violentissime scariche elettriche che per molto tempo interessarono l'atmosfera ed il rumore di ciascun tuono, fu verificato, durò anche diversi secondi.La moderna Astronomia ci dice che i fenomeni meteoritici sono tutt'altro che rari, se è vero che cadono giornalmente sul nostro pianeta polveri e particelle cosmiche per l'ammontare di svariate tonnellate. Di questo materiale, comunque, le meteoriti medio-grandi sono appena l'uno per cento del totale e tali cadute rappresentano sempre qualcosa fuori dell'ordinario (Salvatori, 1985). Questo avvenimento, infatti, eccitò a tal punto la fantasia dei senesi che per il Toscani fu assai difficile separare la realtà scientifica dalla proverbiale esagerazione popolare.A tutt'oggi non ci è dato sapere con assoluta certezza, infatti, se il fenomeno osservato quella sera è realmente riferibile al passaggio, e successiva caduta, di un meteorite. Nessun frammento riconducibile a quest'episodio è mai stato ritrovato.

La pioggia rossa

La mattina del 28 dicembre 1860 si verificò un secondo fenomeno che si rivelò, al pari del precedente, del tutto inaspettato. Dal cielo sopra la città cominciò a cadere una fitta pioggia che ben presto mostrò con chiarezza e senza dubbio alcuno di presentare una insolita colorazione rossa. Non trascorse molto tempo che la precipitazione si fece abbondante, tanto che si vedeva scorrere questa acqua rossastra lungo i rigagnoli delle vie più inclinate e ben presto quei recipienti che casualmente si trovavano all'aperto si riempirono. Le prime reazioni della gente furono senza dubbio di stupore, quasi di incredulità di fronte a un fenomeno che non si riusciva ragionevolmente a spiegare. La fantasia popolare ebbe quindi modo di scatenare la sua vivacità. Qualcuno volle ravvisare un segno divino, in quanto il fatto accadeva esattamente 600 anni dopo un'epica battaglia fra gli eserciti di Siena e Firenze (la battaglia di Montaperti, combattuta nel 1260) che, secondo l'interpretazione del sommo poeta Dante Alighieri nella "Divina Commedia", «fece l'Arbia colorata in rosso». È chiaro che l'aspetto soprannaturale nel popolo è un elemento in costante agguato.È sufficiente che una successione di fatti superi per un attimo il livello della razionalità umana perché si scatenino le fantasie più assurde e riecheggino antiche dicerie.Non tutte le versioni sui luoghi dove cadde la pioggia rossa erano concordanti. Con una certa approssimazione si può affermare che la precipitazione avvenne nella parte orientale della città, non ci è dato comunque sapere per quante centinaia di metri essa si protrasse all'esterno delle mura cittadine, in aperta campagna, dove evidentemente non ci furono testimonianze significative. I due giorni successivi trascorsero senza il ripetersi del fenomeno mentre il 31 Dicembre riapparve una certa nuvolosità, cadendo di tanto in tanto una leggera pioggia frammista a nevischio. Nel primo pomeriggio fu ancora osservata la pioggia rossa all'interno della città, ma a quanto pare per pochissimo tempo. Anche stavolta il pluviometro dell'Università raccolse acqua incolore, pertanto il fenomeno passò quasi inosservato.Ma il primo Gennaio 1861 ricomparve il rosso liquido, anche se stavolta di una tonalità assai più chiara delle precedenti.

Altre piogge rosse della storia

La soria registra anche altri casi di piogge colorate. Il celebre fisico e astronomo Francese Jean-Francois D. Arago, nelle sue "Oeuvres Completes" rammenta, ad esempio, un altro caso verificatosi sempre nella città di Siena il 16 Maggio 1830, quando alle ore sette di sera cadde in città e nelle campagne circostanti una pioggia che arrossiva tutti gli oggetti che bagnava. Lo stesso fenomeno ri sipetè verso mezzanotte.La materia terrosa colorata, raccolta al giardino botanico sulle foglie di numerose specie di piante, fu analizzata dal dottor Giuli, professore di storia naturale.Il Giuli vi constatò la presenza di un materia organica vegetale (che non riuscì a identificare), di carbonato di Fe, Carbonato di Ca, di Al e di Silice (Martini, 1936).In tema di piogge colorate, però, gli studiosi solevano immettere una distinzione. Riferivano infatti di piogge colorate per materia sospesa e per materia disciolta. Quest'ultima categoria comprendeva casi piuttosto rari mentre la prima ascrive una casistica assai nutrita (in questa rientrerebbe il caso di Siena citato da Arago). Infatti succede assai di frequente che alcuni residui (quasi sempre terra) rimanghino in sospensione nell'acqua piovana, dando così l'illusione di una pioggia colorata. Ma una sostanza che, in seguito a reazioni chimico-fisiche si disciolga nella pioggia, colorandola in modo caratteristico ed evidente, è da sempre ritenuta un evento eccezionale.Secondo gli annali delle Meteorologia si sarebbero verificati solamente tre casi scientificamente accertati e documentati, prima del 1860. Si tratterebbe della pioggia di Ribemont nella regione francese della Picardie nei primi giorni di Ottobre del 1763; di quella, sempre a Ribemont, del 14 Novembre 1765; di quella di Blankenberge, in Belgio, nel Novembre 1819.

La querelle fra Cesare Toscani e i professori Campani e Gabbrielli

L'aspetto più curioso della querelle che ebbe luogo tra i professori universitari Toscani da una parte e Gabbrielli e Campani dall'altra non è, come si potrebbe pensare a posteriori, la mancanza di un motivo dignitoso del contendere. Questi al momento c'era, ed era rappresentato dalla volontà del Toscani di non poter tacere di fronte a un resoconto che, effettivamente, il tempo ha dimostrato essere fallace e non corrispondente alla verità. Va invece rilevato che ci fu una vera e propria gara nel dare per primi la notizia; gara che, come si vedrà, finirà miseramente e ingenererà una serie di errori ed equivoci che veramente poco hanno di serio e di scientifico.È chiaro che, dopo le iniziali - e fino a lì legittime - critiche di livello scientifico, la polemica scese sul piano personale dei partecipanti, e da quel momento perdono ogni valore quegli scritti che con tanta premura gli autori si accanivano a presentare e le tipografie si adoperavano nello stampare. Probabilmente alcuni di questi opuscoli ebbero limitata diffusione, certamente distribuiti a cura degli stessi autori presso amici e conoscenti. Lo stesso Toscani sembra confermare questa supposizione quando racconta dell'episodio davanti al Caffè Greco del Casino dei Nobili, dove vari clienti di quel locale leggevano e ridevano a crepapelle (alle spalle del Toscani) uno di tali opuscoli.

La vicenda in dettaglio

Atto I° - In data 3 gennaio 1861 Giovanni Campani scrive una lettera, poi data alle stampe, al prof. Carlo Matteucci di Pisa per informarlo dei fatti accaduti pochi giorni addietro.«Le mie indagini chimiche sull'acqua in questione non sono ancora arrivate al punto, che io possa profferire un giudizio sulla natura delle materie contenute nella medesima ma (...) So che il collega Prof. Toscani è per darle ragguaglio di un Bolide luminosissimo che comparve sulla nostra atmosfera la sera del 16 Decembre, che è quanto dire dodici giorni avanti l'avvenimento della pioggia rossa; io non cito questo fatto perché ammetta una relazione fra questi due fenomeni, ma solo per far notare che qui pure, a somiglianza di due altri casi da me trovati negli annali della Scienza, si ebbe, direi, coincidenza di questi due fenomeni meteorici».

Dalla precisazione che il Campani fa al Matteucci ancora non si intuisce chiaramente la polemica che sta per nascere anche se già si comprende come più studiosi stanno indagando il fenomeno accingendosi a redigere dei lavori.

Atto II° - Cesare Toscani pubblica una nota "Intorno ad alcuni fenomeni straordinari di Metereologia osservati in Siena nel Dicembre 1860" che esce sul fascicolo di Gennaio-Febbraio del Nuovo Cimento.I fenomeni cui allude il Toscani sono, in sintesi: a) una straordinaria depressione della colonna barometrica verificatasi il 9 di dicembre; b) il passaggio di un bolide luminoso sopra la città di Siena il 16 dello stesso mese; c) una pioggia di acqua rossa il 28, 31 di dicembre e il 1° di gennaio.

A proposito della pioggia rossa Scrive il Toscani: «Essendo il fenomeno occorso mentre io ero assente, i Professori Gabbrielli e Campani presero a studiarne i particolari, per cui mentre attendiamo da quelli Scenziati un accurato lavoro, mi limiterò alle cose esposte sui caratteri di quel liquido, e rientrando nelle cerchia della meteorologia e della fisica passerò invece ad alcune considerazioni intorno alla misteriosa formazione di quella tinta che l'analisi dimostrerebbe d'origine organica».

Atto III° - In data 22 marzo 1861 Giovanni Campani e Salvadore Gabbrielli, per i tipi di Onorato Porri, fanno uscire il loro "Studi chimici e microscopici sulla pioggia d'acqua rossa caduta a Siena...". Trattasi dell'"accurato lavoro" cui alludeva il Toscani nel suo articolo su il Nuovo Cimento. E non mancano, in questo scritto, delle puntate polemiche verso il direttore dell'osservatorio meteorologico dell'università, il Toscani appunto, reo di troppa faciloneria scientifica.

Atto IV° - Con la pubblicazione di "Obbietti agli studj chimici e microscopici dei professori G. Campani e S. Gabbrielli..." Toscani mette i puntini sulle i. Egli premette: «Perdoneranno pertanto i Professori Gabbrielli e Campani se, prendendo in esame il loro minuto e ricco lavoro sopra la pioggia rossa sarò costretto a far risaltare alcuni difetti da me riscontrati nei metodi di ricerca, difetti che gli hanno condotti a deduzioni erronee. Io voglio lusingarmi che quegli Onorevoli Contraddittori (...) non vorranno vedere in questo fatto un segno di risentimento perché non fui da loro ammesso a prender parte al lavoro. A meglio dimostrare che non mi sprona animo ostile dirò, fin d'ora, che l'opera di quei Dotti, per quanto in varie parti contraria a verità, non è opera futile e che invece considerata sotto un diverso punto di vista può tornare alla scienza utilissima».Certo, è difficile scrollare di dosso da queste frasi l'ironia che si portano dietro. Risulta fin troppo facile capire quale sia il punto di vista cui allude Toscani. Non c'è opera migliore di una cattiva opera per capire come non si deve scrivere.E infatti, a tale "rassicurante" premessa fa seguito una stroncatura a 360 gradi. Gli "Studj chimici" e gli "Studj microscopici" sono dissezionati senza pietà. A detta del Toscani i due colleghi non avevano abbastanza considerato che l'acqua piovana gocciolta dai tetti e raccolta in recipienti improvvisati, aveva assimilato nella sua corsa sostanze organiche che poi erano state riscontrate nelle analisi.Altre sostanze, si sarebbero aggiunte dopo un certo tempo durante il quale l'acqua avrebbe perso la sua limpidezza e si sarebbe sempre di più intorbidita fino a dare un evidente precipitato fioccoso sulla sua superficie.La premessa data dal Toscani viene clamorosamente smentita dalla nota finale: «(...) dappoichè la descrizione di un fenomeno Fisico e Meteorologico, era di competenza dell'uomo che riveste le qualità di Prof. di Fisica e di Direttore dell'Osservatorio Meteorologico, e l'assenza mia nei giorni della pioggia, non mi spogliava del diritto di trattarne, perché il due di Gennajo io era in Siena, e perché nessuno di Noi fu veramente testimone oculare del fatto».Quindi, Toscani prima afferma di non essere risentito per l'esclusione ai lavori; successivamente, però, dice che era suo diritto esserci. A questo punto è arduo credere che non ci sia del risentimento.

Atto V° - 1861 "Risposta dei professori G. Campani e S. Gabbrielli allo scritto del prof. C. Toscani intitoltao Obbietti agli studj chimici e microscopici sull'acqua rossa caduta in Siena..."

Atto VI° - 1861 "Risposta del prof. C. Toscani all'ultimo opuscolo dei professori G. Campani e S. Gabbrielli sulla questione relativa alla pioggia dei 28 dicembre 1860 e successivi".

Atto VII° - 1866 "Sull'acqua rossa caduta in Siena, Rettificazione dei prof. Campani e Gabbrielli". Viene scoperto che la pioggia rossa era dovuta a un lichene che si sviluppava nei mesi freddi sulle tegole dei tetti.

Bibliografia

ANONIMO. (s.d.) Necrologia di G. Campani, Rassegna delle Scienze Geologiche in Italia, vol. I, 32: 490-492.ARAGO, F. (1859) Oeuvres Complètes, Gide & T.O. Weigel, Paris & Leipzig, XII, 463-471.BERNI, S. (1986) Cadde qualcosa a Siena quella notte. Il Nuovo Campo, Siena, 42, 6; 43, 6; 44, 8; 45, 6. CAMPANI, G. (1861, 3 gen.) Sopra una pioggia d'acqua rossa: lettera al prof. commend. Carlo Matteucci. O. Porri, Siena.CAMPANI, G., GABBRIELLI, S. (1861a) Sulla pioggia d'acqua rossa caduta in Siena nei giorni 28 e 31 dicembre 1860 e 1 gennaio 1861. Studi Chimici e Microscopici, tav. col., O. Porri, Siena.CAMPANI, G., GABBRIELLI, S. (1861b) Risposta dei professori G. Campani e S. Gabbrielli allo scritto del prof. C. Toscani intitolato: Obbietti agli studj chimici e microscopici sull'acqua rossa caduta in Siena nei giorni 28 e 31 dicembre 1860, e 1° gennaio 1861. O. Porri, Siena.CAMPANI, G., GABBRIELLI, S. (1866) Sull'acqua rossa caduta in Siena, Rettificazione dei Prof. Campani e Gabbrielli, Nuovo Cimento, 21: 101-104.DE-LUCA (1861)

Saggi fatti sull'acqua piovana rossa di Siena, Il Nuovo Cimento, XII.DE MEYER, DE STOOP (1819) Pluie rouge, tombée a Blankenberge; analyse de cette eau, in: Bory de St.-Vincent, Drapiez, Van Mons (eds) Annales Générales des Sciences Physiques, Bruxelles, de Weissenbruch, 269-271.DI TROCCHIO, F. (1993) Le bugie della scienza. Perché e come gli scienziati imbrogliano, Mondadori.DI TROCCHIO, F. (1997) Il genio incompreso, Mondadori, Milano.GIUSTI, F., FAVILLI, L., MANGANELLI, G. (1993) La fauna, in: Giusti, F. (ed.) La Storia Naturale della Toscana meridionale. Monte dei Paschi, Siena, p. 350-358.LANDINI, F. (1998) Quando piovve acqua rossa, Il Carroccio, XIV, 76: 36-37.MARTINI, L. (1936) Di una pioggia di terra in Siena nella prima metà del secolo scorso, Estr. Bullettino Senese di Storia Patria, N.S., VII, Fasc. II3-7.RICCI, C. (1985) Università, Accademia dei Fisiocritici e grande Anatomia di Paolo Mascagni, estr. Documenti per una storia della Scienza senese, Memorie II, Accademia dei Fisiocritici, Siena, p. 221-222.SALVATORI, R. (1985)

Le Meteoriti, ill., in Comete, Asteroidi, Meteoriti, M. Antonietta Barucci & Marcello Fulchigoni (curatori), Le Scienze, Milano, Le Scienze quaderni, 26, 41-48.TOSCANI, C. (1861a) Intorno ad alcuni fenomeni straordinari di Metereologia osservati in Siena nel Dicembre 1860, estr. Nuovo Cimento, gen.-feb., Lazzeri, Siena.(*)[TOSCANI, C.] (1861b) La pioggia rossa. La Posta, Siena, n.8.(*)[TOSCANI, C.] (1861c) La pioggia rossa ed il bolide. La Posta, Siena, n. 13.TOSCANI, C. (1861d) Obbietti del prof. C. Toscani sugli Studi Chimici e Microscopici dei professori G. Campani e S. Gabbrielli sull'acqua rossa caduta in Siena nei giorni 28 e 31 Dicembre 1860 e 1° Gennaio 1861. Lazzeri, Siena.TOSCANI, C. (1861e) Risposta del prof. C. Toscani all'ultimo opuscolo dei professori G. Campani e S. Gabbrielli sulla questione relativa alla pioggia dei 28 Dicembre 1860 e successivi. Lazzeri, Siena.VASELLI, G. (1862) Storia Letteraria, in: Siena e il suo territorio, Lazzeri, Siena, p. 54-120.WILSON, W. E. (1994) The History of Mineral Collecting 1530-1799 with notes on twelve hundred early mineral collectors, ill., bibl., Mineralogical Record, Tucson, 25, 6, 121-124, 159.

Simone Berni copyright 2004 e 2005        www.acacciadilibriproibiti.splinder.com  http://simoneberni.splinder.com/

Note del Direttore del Centro Ricerche Leonardo da Vinci Cosenza1 e Calabria Paolo De Gaetano

Colgo l'occasione per proporvi un libro che ho acquistato sensa pensarci su due volte "A CACCIA DI LIBRI PROIBITI" libri censurati, libri perseguitati la storia scritta da mani invisibili, uno di quei libri, che penso debbano stare nella nostra biblioteca personale, e da cui abbiamo tratto questo eccellente l'articolo. L'autore , giornalista ed esperto in materia, mi ha preso per la sua grande competenza e dedizione nello studio e la riceca di libri rari e antichi ,nella ricerca accurata di ogni tratto della loro vita, del loro essere "vivi" per tutto quello che racchiudono, esperienze e fatti di generazioni, epoche trascorse , attuali, ma sempre ricche di fascino e mistero, dove ogni pagina ha un lembo di essenza del proprio scrittore, abbracciando trascorsi che non possono restare fuori dalle memorie umane. Da leggere credetemi.

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Mutazione Genetica..

Nell' aprile del 1997 nacque a Sinop-Gerze in Turchia, nella fattoria di un certo Kazim Sarkan, un vitellino con due nasi,quattro orecchie e tre occhi, tutti gli altri organi erano a posto e l'animale godeva di buona salute. Gli scienziati che lo studiarono oltre le solite considerazioni di mutazione genetica o veleni ambientali o di un capriccio della natura, non seppero andare, l'unico felice che tutti si interessavano al suo animale era Kazim!!

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Apparizone diabolica?

Qualche anno fà un signore di un paesino del Alto Tirreno in provincia di Cosenza, si apprestava di buon mattino ad una lunga passeggiata nei boschi, per la sua consueta piccola battuta di caccia.Franco dopo aver raggiunto con l'auto una zona molto boscosa ed impervia posteggio' e inizio' ad inoltrarsi nella fitta vegetazione.La mattina era chiara e fresca ideale per una buona caccia, improvvisamente udì dei rumori provenire da qualche cespuglio davanti alui di qualche metro, preparatosi per una eventuale preda si avvicinò lentamente, la scena che apparve a Franco fu scioccante!! gli si presentò una specie di mulo che lo sventurato potè osservare per qualche secondo prima di urlare e darsela a gambe giù per le pendici del bosco, l'animale o quello che era si poteva identificare come un equino ma aveva delle enormi corna contorte, gli occhi come assenti il vuoto o neri nella parte delle cavità orbitali, era come scarnificato alla zona del muso ma con denti tutti come lunghi incisivi e oltre ad una sorta di trasfigurazione della sua immagine come se la carne si contorcesse emetteva un rantolo cupo e strano, Franco scappo' via !! rincasando raccontò il tutto hai familiari in preda ad un terrore che con difficoltà questi calmarono!! da allora dopo aver trascorso alcune notti insonni e con febbre altissima, non rimettè mai più piede nei boschi, dimorando attualmente in una splendida casa al mare!! cosa vide Franco? un demone? chissà...

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Una strana scomparsa...

Che ci sia lo zampino alieno?...sentite un po'..Il 23 Settembre del 1880, in un pomeriggio assolato e davanti a cinque testimoni, accadde una cosa incredibile!! un certo sig. David Lang, agricoltore benestante del Tennessee, stava passeggiando davanti casa sua a Gallatin, poco distanti la moglie e I due figli George e Sarah.La moglie era appena uscita per ricevere la visita del giudice August Peck, ed il cognato. Da poco distante David con un invitante sorriso saluto l'arrivo dei due amici, e andò al loro incontro, ma neanche fece pochi passi che Lang scomparve istantaneamente!!! un urlo della signora Lang destò gli amici che accorsero sul posto della scomparsa, ma di Lang nessuna traccia. Alla disperazione segui una vasta ricerca su tutta la contea da parte delle autorità, ma di David Lang nessuna traccia...la signora Lang non fece mai nessuna funzione funebre per la scomparsa del marito rifiutandosi categoricamente di saperlo morto. Una sera del 1881 la figlioletta Sarah corse in lacrime in casa sostenendo che nel punto dove scomparve il padre vi era una sorta di cerchio..la signora Lang andò a controllare, la bambina sosteneva di sentire la voce lontana del padre imprecare aiuto, ma la signora Lang non la sentiva, notò solo che sul campo ora era presente un grande cerchio di erba bruciata grande almeno 60 metri...

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 Strane Piogge...

** In una località tra le cittadine di Cacapava e Sao Josè Dos Capos in Brasile, il 27/08/1978 vi fu una straordinaria e orribile pioggia di sangue e brandelli di carne, che caddero sentendo I nti dell'epoca, su una superficie di circa 400 mq, ed ebbe una durata ragguardevole...cinque minuti!! cosa è successo?

** Nell' agosto del 1869,in una fattoria di Los Nietos in California, piovvevo pezzi di carne e sangue, per tre minuti circa.Le condizioni atmosferiche erano calme e non c'erano nubi,la carne cadde a brandelli di varie misure dal millimetro  a venti centimetri, erano visibili peli  corti e sottili.Il fenomeno fu riferito dal "San Francisco Evening Bullettin" del 09 Agosto di quell'anno, riferendo che un caso anologo si ebbe anche, un paio di mesi prima nella contea di Santa Clara.

** Qualcosa di disgustosamente insorpottabile dall'odore , cadde nei dintorni di una cittadina chiamata Amherst nel Massachusetts, il 13 Agosto 1819. Ricoperta da una strana membrana, che sembrava stoffa,venne esaminata da un certo professor Rufus Grave, egli rimosse la membrana, riportando alla luce una sostanza grigia e molliccia, che esposta all'aria divenne subito livida  aumentando il suo cattivo odore insopportabile. La sostanza cominciò a liquefarsi,  nei giorni successivi si asciugò, la membrana che la ricopriva si ridusse in polvere.

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Notte Improvvisa

Le cronache raccontano di un improvviso buio calato a Wimbledon (G.B.) il 07/04/1904, il cielo era sereno nessuna coltre di nubi o fumo nei dintorni...tutto duro' un quarto d'ora circa..

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Apparizioni...

Agli inizio degli anni 80, in un paesino della provincia Cosentina, un signore stavo rincasando tardi, dopo aver passato una serata con gli amici, per abbreviare il percorso che lo avrebbe riportato a casa, penso di tagliare per una stradina che costeggiava una zona un po' boscosa, essendo lo sterrato più interno rispetto alla strada, ma questo gli avrebbe fatto risparmiare molto tempo.Anche se con passo veloce, venne sorpreso nel notare che proprio di fianco al suo camminare vi era un fuoco a bivacco con alcune persone che parlavano sedute a terra, rallentando incuriosito notò che erano tutti uomini con strani vestiti non di questo tempo, venne assalito come da un'angoscia terribile senza nessun motivo visto che non era successo niente, ma come se una forza lo tirasse via da quella scena si volto di fretta iniziando a correre, si volto immediatamente nella corsa ad osservare se si erano accorti della sua presenza....ma!! nello stesso punto vi era il buio pesto!!! l'angoscia divenne terrore, ma si ritrovo' davanti l'inbocco della strada e l'inizio del quartiere...chi erano costoro? cosa aveva incrociato? spiriti? chissa...

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